Archivio per ‘Cultura’

“I Reggiani per esempio”, i buchi del bandone

Scritto il 20 giugno 2010 da

Un megabando ha fagocitato la Cultura reggiana. Nato da un’ottima idea, metterà sullo stesso piano chi eccelle a livello nazionale con chi vuol provare per la prima volta. E nel bando mancano informazioni molto utili per chi intende compilare la domanda, che servono a fare calcoli al risparmio dei soldi necessari . Leggi i dettagli.

Buona idea quella alla base del bandone, “I Reggiani per esempio”, far emergere le potenzialità di volontariato ancora inespresse e premiare le idee dei cittadini, e al cui interno è finito di tutto: cultura, sport, nuove idee per servizi sociali, chi più ne ha più ne metta.

In queste settimane abbiamo partecipato a tutte le riunioni, siamo stati persino costretti a convocare un’apposita Commissione Consiliare dopo un mese dalla pubblicazione del bando, e sono emerse perplessità sia dalla maggioranza che dalle opposizioni, che sono solo la punta dell’iceberg di ciò che è emerso nel mondo della cultura reggiano.

1 – Importante informazione mancante nel bando: chi presenta la domanda attraverso apposito modulo, è tenuto a compilare un piccolo prospetto economico-finanziario, ma da nessuna parte del bando si specifica che le iniziative patrocinate dal Comune hanno accesso all’affitto gratuito dei beni mobili del Comune stesso (Palchi, tavoli, sedie, pedane, transenne). Quindi, nel presentare la domanda, i cittadini e le associazioni possono scalare queste importanti voci. Così è specificato nel Regolamento dei beni mobili comunali, art. 6

Lo stesso vale per le sale delle circoscrizioni, in base al Regolamento dei Consigli di Circoscrizione Art 13 punto g, in cui si dice che la Circoscrizione può concedere a titolo gratuito le sale.

2 – La cultura è messa tutta sullo stesso piano senza considerare l’esperienza. Non c’è un criterio che premia l’esperienza maturata negli anni con iniziative culturali di respiro anche nazionale e internazionale. La domanda è stata rivolta in Commissione all’Assessore Maramotti che ha risposto “c’è il criterio Qualità del Progetto”. Ma tale criterio viene valutato per tutti da una breve descrizione di 300 parole.

Se da un lato si vogliono fare emergere nuove proposte e dar loro una possibilità, dall’altro esiste chi ha dimostrato di saper lavorare molto bene. Sarebbe stato quindi più idonea una separazione su due binari, da una parte la cultura in cui si premiano le eccellenze consolidate e dall’altra il bandone, per le energie inespresse. Invece da ormai 12 mesi viene detto a tutti gli attori culturali della città che per avere i soldi devono partecipare al bandone, segno evidente che tutti sono stati messi sullo stesso piano senza alcun riconoscimento del lavoro svolto. E questo, in città, è risaputo!!

3 – Altro buco, il Teatro dell’Orologio. Nel bandone, al punto 2.b, è inserita la voce relativa ai Progetti presso il Teatro Piccolo Orologio. Da nessuna parte è specificato però che cosa intendeva l’Amministrazione per Progetti legati al Teatro, e le Associazioni lo hanno scoperto solo a 20 giorni dalla scadenza del bando. Si intendeva la gestione del Teatro, e questo non è scritto da nessuno parte. Così l’Amministrazione ha prodotto in extremis, questa settimana, un “mini-bandino” per il Teatro Piccolo Orologio in cui vengono date le informazioni necessarie, con un grave ritardo per i presentatori le domande. E che peraltro non è pubblicato ma viene consegnato a mano agli interessati.

4 – Gli spazi che servono a favorire le attività. La maniera più semplice per favorire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni, per consentire a chi non ha avuto possibilità in passato e deve essere messo in condizione di operare, è garantire spazi gratuiti o basso costo dove svolgere le attività. Nessun accenno nel bando, pertanto i soldi che verranno dati ai vincitori vanno decurtati del costo di affitto degli spazi, mentre agendo sulla disponibilità degli spazi il Comune avrebbe speso meno e reso un servizio ancor più efficace. E soprattutto si inserisce una forte discriminazione: chi ha già a disposizione degli spazi a cui appoggiarsi sarà nettamente favorito sia nella presentazione della domanda e dell’allegato prospetto economico, che nella riuscita stessa dell’iniziativa, potendo destinare tutti i fondi al progetto in se stesso (esempio:parrocchie).

Il Comune avrebbe potuto riservare ampia disponibilità di immobili a questo bando, anche queli di grande valore architettonico, allargando la base dei locali a disposizione che attualmente sono previsti, e che in genere sono solo le sale delle circoscrizioni, come detto in precedenza.

I Reggiani avrebbero bisogno di più chiarezza, per esempio.

La liberazione di Reggio Emilia

Scritto il 23 aprile 2010 da

24 aprile 1945, Reggio Emilia è liberata dalla tirannide nazi-fascista. Questo video, ritrovato negli archivi militari americani, è stato girato da un soldato alleato giunto a Reggio quel giorno.

Nelle prime immagini, soldati tedeschi arresisi ad Albinea vengono perquisiti dagli alleati, mentre il grosso gruppo di partigiani studia sulle carte le ultime operazioni per l’avvicinamento alla città. I partigiani saranno i primi ad entrare a Reggio accolti dai festeggiamenti della popolazione, subito seguiti dall’arrivo delle prime unità americane.

In piazza della Vittoria i partigiani sfilano tra due ali di folla festante, ma all’improvviso cecchini fascisti, nascosti sui tetti del teatro Ariosto, sparano sulla folla che si disperde (min. 2.55) . Gli alberi e i monumenti del parco del Popolo diventano teatro di una sparatoria tra cecchini e partigiani, che si estende successivamente per diverse strade della città.

Al minuto 4.35, il primo carro Shermann americano raggiunge il centro di Reggio in piazza del Monte (all’epoca piazza Cesare Battisti), mentre colonne militari attraversano i viali della circonvallazione.

Al sesto minuto l’ennesima sparatoria contro i cecchini fascisti in via Ariosto, intanto altre truppe alleate raggiungono la città passando davanti al Mauriziano, accolti dalla popolazione in festa, la guerra e il fascismo erano finiti. Più di 600 partigiani erano caduti nei 20 mesi precedenti.

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A spasso con la storia

Scritto il 11 marzo 2010 da

I percorsi della memoria si faranno. L’assessore Catellani da dato risposta affermativa alla nostra interpellanza con cui ne chiedevamo la realizzazione.

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La proposta, nata da nostra collaborazione con Istoreco, consiste nell’individuare percorsi in città per collegare i luogi teatro di grandi avvenimenti nel corso del secolo, dal riformismo prampoliniano al fascismo, dalla Resistenza alle lotte degli anni ’60.    Si tratta di eventi epici, trasformazioni sociali, tragedie, episodi del nostro passato che hanno lasciato tante testimonianze nel perimetro cittadino composte da edifici, piazze, monumenti e altro che dovranno esser “letti” all’interno di un percorso storico composto da apposita cartellonistica informativa sui luoghi e mappe, che permettano ai cittadini di percorrere questi “sentieri urbani” e conoscere la storia della città.

Dopo il dibattito sul Museo del ’900, prosegue il nostro impegno per la sempre maggior valorizzazione e divulgazione della storia di Reggio, una grande storia, paradigmatica ed esemplare delle grandi trasformazioni che hanno attraversato l’Italia nel ‘900. Reggio ha un patrimonio storico sottovalutato da riscoprire e rispettare, col duplice fine di educare le nuove generazioni ai valori che hanno animato questa città e di attrarre visitatori da fuori con una adeguata attività di promozione, soprattutto online, per accogliere un nuovo tipo di turismo emergente.

RAI TV da insegnare a scuola

Scritto il 11 febbraio 2010 da

tratto dal forum televisioni di corriere.it :

I sette piani della Rai.

Non ci sono ormai più parole per definire la Rai, carrozzone governativo-burocratico nell’accezione sudamericana del termine. E’ un’istituzione totalmente deludente e decadente in tutte le sue forme e manifestazioni, a partire da chi la dirige, passando per chi ci “lavora” (quando ci lavora) e finendo a chi la rappresenta sullo schermo. Quando penso alla Rai mi viene in mente Il fischio al Naso, splendido film di Tognazzi e Ferreri tratto da un racconto di Buzzati (I sette piani), in cui un industrialotto della bassa, ricoverato per un fastidio al naso tutto sommato innocuo, viene man mano inglobato dalla mastodontica burocrazia, incompetenza e menefreghismo della sanità pubblica e pian piano viene rimbalzato da un reparto all’altro, da un piano all’altro del labirintico ospedale, fino al settimo, appunto, in cui morirà. Ecco, se penso alla rai, penso a quell’ospedale. Non vederla per partito preso, pur dovendone ingiustamente pagare la bieca estorsione chiamata canone, non basta: le notizie sulla rai che si leggono sui giornali o che si sentono altrove, da Sanremo a Vespa e Minzolini, fanno venire il sangue acido. La rai rappresenta il paese per ciò che davvero è, e peggiora esattamente come il paese fa giorno per giorno. La rai è lo specchio di quello che siamo noi italiani nella nostra quotidianità insulsa, lenta, burocratica, pigra, truffaldina e magna magna. Sky non se lo possono pemettere tutti, su Mediaset è meglio stendere un più che pietoso velo. Poveri anziani e casalinghe che non corrispondono a questo ritratto desolante e che durante il giorno non hanno alternative: il settimo piano li aspetta, adesso direi che sono collocati tra il quinto e il sesto.

di Claudia

Posti in asilo, io gliel’ho detto!

Scritto il 31 gennaio 2010 da

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Due richieste semplici, in un’interpellanza, per chiedere: 1 redistribuire i posti negli asili e nelle scuole per evitare i ghetti, 2 gestire questa distribuzione attraverso adeguati sistemi informativi, vista la complessità del caso. L’assessore Iuna Sassi (che vedete nella foto) si è impegnata nella risposta, ma non credo abbia capito bene.

Tutti sanno della recente circolare del Ministro Gelmini, che impone a tutte le classi di ogni ordine e grado di avere meno del 30% di bambini e studenti stranieri. Una cosa fatta alla Gelmini, dove non si definisce cosa significa bambino straniero, e con i soliti diktat che non tengono conto delle situazioni locali.

L’Assessore Iuna Sassi (Istruzione) si è detta subito concorde con lo spirito della circolare, ma risale a 3 mesi fa la nostra segnalazione. Per evitare problemi bisogna redistribuire i posti, favorendo l’integrazione e limitando il pendolarismo, ma questo è estremamente difficile da fare, e serve una gestione informatica molto complessa (non bastano due conticini su un foglio di carta).

La risposta lascia in parte sconcertati:

  1. La Sassi ha individuato alcuni problemi e ce li ha ben presenti (cosa significa bambino straniero, tutt’altro che banale visto che la maggior parte dei bambini cosiddetti immigrati sono nati in Italia!);
  2. è purtroppo sul chi va là ideologico e non si schioda. Mi rinfaccia di ritenere le graduatorie degli asili discrezionali, quando io ho semplicemente detto che, per garantire la continuità di istruzione (non si possono spostare gli alunni come pacchi) l’attribuzione della scuola, non del posto in graduatoria, è discrezionale. Cioè è giusto che sia così, ma è così! (nell’interpellanza è scritto: “l’assegnazione della scuola risponde inevitabilmente a criteri discrezionali da parte dell’Amministrazione, funzione della continuità di un progetto educativo che mette al centro il bambino prima di tutto”);
  3. non percepisce il problema più grave: sarà un casino tremendo senza un’adeguata gestione informatica del problema, che si avvalga dell’uso di sistemi informativi geografici.

Insomma, io l’ho detto, segnatevi la data: 18 gennaio 2010.

Spero di poter comunicare direttamente con l’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia, e che questo porti ad una corretta gestione del problema.

Salviamo il Teatro Ragazzi

Scritto il 24 gennaio 2010 da

piccoloorologio

Approvato nella seduta del 18 gennaio un odg per salvare l’esperienza del Teatro Ragazzi, così com’è. Un’esperienza unica a livello nazionale che si è consolidata in 18 anni, al servizio di decine di migliaia di studenti e famiglie.

Il Progetto Teatro Ragazzi di Reggio Emilia nasce 18 anni fa per inizitiva delle Amministrazioni di Reggio, Comune e Provincia, per avvicinare i più giovani e le famiglie alle rappresentazioni teatrali.

Il lavoro sull’accoglienza ha caratterizzato il Teatro Ragazzi come esperienza unica nel panorama nazionale, e i numeri lo testimoniano. 60.000 presenze all’anno, con l’attività svolta, principalmente, presso il Piccolo Teatro Orologio.

Poi cominciano a mancare i fondi: prima quelli della Provincia, poi il quadro si fa sempre più difficile.

Così, nella seduta del Consiglio Comunale del 18 gennaio 2010, ho presentato un ordine del giorno in difesa del Teatro Ragazzi così com’è, per consentire di trovare un quadro economico più preciso, considerando che con poche risorse è stato sempre reso un ampio servizio alla comunità.

L’Odg è passato con circa metà favorevoli e metà astenuti, il PD si è spaccato.

Rassegna stampa (1)

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Asili: per evitare il caso “Luzzara” serve la redistribuzione

Scritto il 25 ottobre 2009 da

A Luzzara è scoppiato il caso delle scuole a classi etniche, cioè divise per provenienza geografica dei bambini.

L’alto numero di bambini stranieri faceva fuggire le famiglie italiane che si rivolgevano ad istituti di altri comuni.

A Reggio i cittadini segnalano situazioni simili.

Soluzione: redistribuire i posti, migliora l’integrazione ed evita i problemi di Luzzara.

Rassegna stampa (1) (2)

Come? Anche con l’uso di tecnologie che studiano davvero la miglior posizione della scuola per la famiglia, contenendo quel pendolarismo che già oggi e molto accentuato. Non si spiega come, con tali spostamenti, si possano avere tali squilibri in alcune scuole.

Presentata interpellanza in Consiglio Comunale. Segue il COmunicato Stampa.

Interpellanza alla Giunta per introdurre nuovi criteri di assegnazione più equilibrati e che non aumentino il pendolarismo

Evitare l’estremo di Luzzara richiede subito un impegno anche in progetti specifici sulle situazioni più evidenti

Le segnalazioni dei cittadini sulla polarizzazione geografica di scuole anche limitrofe, e di recente il caso noto di Luzzara, impongono misure per redistribuire i posti e per migliorare l’integrazione.
Tale redistribuzione può avvenire anche gradualmente, all’interno dei progetti, che sanano gli squilibri più evidenti, con scuole vicine che oscillano tra una presenza di bimbi stranieri dall’80% al 20%.
Peraltro tali squilibri risultano difficili da capire visto anche il pendolarismo di alcune famiglie che, per accedere al servizio, si adattano a portare i bimbi in scuole più lontane da casa.
Al contrario noi proponiamo che nell’assegnazione si ricorra ad analisi con Strumenti Informativi Geografici, capaci di drenare le situazioni limite verso soluzioni più logiche e quindi contenere il pendolarismo.
Già oggi, nella compilazione delle domande dei bandi per l’accesso agli asili nido e alle scuole delle infanzia, nell’apposita scheda “Scelta della scuola”, il genitore fornisce una sua graduatoria di preferenze sulle sedi più idonee. Si agisca su questi aspetti per evitare ghettizzazioni e scuole su base etnica. Solo così si potranno evitare le situazioni limite come quella di Luzzara.

Recuperare la memoria di Reggio, tutti concordano

Scritto il 21 settembre 2009 da

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Pieno accordo al dibattito sul ‘900 a Reggio

Gli intervenuti concordano che la storia locale è una risorsa strategica

Dopo l’appuntamento al Teatro dell’Orologio, proposto un nuovo incontro sul tema

Il dibattito è stato organizzzato dall’Associazione Grilli Reggiani e da ANPI in collaborazione col Gruppo consiliare Reggio 5 Stelle.

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Alessandro Marmiroli dell’Associazione Grilli Reggiani ha introdotto la giornata, un dibattito sulla necessità di valorizzare la storia reggiana del ‘900, che deve esser vista come una risorsa per il territorio dal punto di vista culturale ed economico. Reggio è stata protagonista di importanti eventi storici che hanno lasciato molte tracce, che vanno recuperate e valorizzate, integrandole in un circuito che potrebbe avere il suo perno in un grande museo cittadino del ‘900.

È una grande opportunità per promuovere il territorio e conservare la memoria del nostro passato, l’iniziativa di ventennale successo “Sentieri partigiani” dimostra che questa è un’opportunità da cogliere.

L’on. Angelo Alessandri, è intervenuto auspicando una maggior condivisione della memoria tra le forze politiche, rendendosi disponibile a partecipare ad un percorso condiviso per la valorizzazione della storia novecentesca reggiana. La Lega è in prima fila nella difesa della memoria locale, anche attraverso le sue proposte sulla difesa dei dialetti. Reggio, non avendo avuto un grande ruolo nell’epoca risorgimentale, dovrebbe quindi puntare sulla sua storia recente, Resistenza,riformismo prampoliniano, fascismo, dopoguerra…Personalmente tempo fa portai 60 parlamentari leghisti in visita al Museo Cervi.

Lo storico Massimo Storchi ha ricordato come reggio ha perso molte occasioni di salvaguardare la sua storia. La salvaguardia della memoria è capace di distinguere l’evoluzione dallo Stato borbonico allo Stato liberale, dal fallimento fascista al riscatto della Resistenza. In tal senso è fondamentale organizzare le testimonianze storiche in percorsi, luoghi che a volte si sono persi, come l’ala dei Musei Civici dedicata fino al 1982 alla Resistenza e poi smantellata. Oggi gli appassionati che vengono a Reggio non sanno dove andare per studiare la nostra storia recente.

Alessandro Frignoli vicepresidente ANPI provinciale, sottolinea come memoria e commemorazione dovrebbero far capire che la guerra è un evento deviante, sempre. Pertanto ANPI non concorda sulle rievocazioni che espongono il militarismo L’Italia è l’unico Paese europeo a non avere un Museo della Resistenza, al contrario della Francia che ne ha 8 tutti pagati dallo Stato. Su questo l’ANPI si augura un’ampia condivisione per un progetto che dia un punto fisso per chi, da turista o da cittadino, vuole conoscere il passato. Questa condivisione potrebbe essere dimostrata nelle apposite sedi politiche con ordini del giorno che portino a riflettere sull’argomento.

Fabrizio Panciroli (rievocatore professionista), esprime come le rievocazioni non sono un modo per giocare alla guerra, ma servono invece a rendere più viva e più vicina la memoria stessa. Le rievocazioni matildiche sono una testimonianza in tal senso, ma ancor più le esperienze a Parma sulle rievocazioni della Seconda guerra mondiale, frequentate non solo da persone incuriosite, ma vivamente convinte ad approfondire la conoscenza di periodi storici chiave, con un grande successo di pubblico a beneficio delle comunità ospitanti. Tuttavia la priorità va ad un luogo che raccolga le testimonianze, un Museo del ‘900 per Reggio, attorno al quale creare una rete di eventi.

Alessandro Marmiroli
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Associazione Amici di di Beppe Grillo Reggio Emilia

Gruppo Consiliare Reggio 5 Stelle beppegrillo.it

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