Archivio per ‘Cultura’

Video:Flashmob degli studenti universitari ai Petali

Scritto il 28 novembre 2010 da

Il video del Flashmob che gli studenti dell’Università di Modena, che stanno occupando le Facoltà per protesta contro il ddl Gelmini. Scenario della protesta: il centro commerciale “I Petali”.

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Continua l’occupazione dell’Università

Scritto il 27 novembre 2010 da

Continua l’occupazione della scuola. Abbiamo visitato oggi i ragazzi, che sono al lavoro per organizzare le diverse inziative, lezioni autogestite, o come il Flashmob che questo pomeriggio è stato organizzato presso il centro commerciale “I Petali” (presto il video).

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Reggiani per esempio, ci saranno solo decisioni politiche sui progetti presentati dai cittadini

Scritto il 22 novembre 2010 da

Reggiani per esempio, ci saranno solo decisioni politiche sui progetti presentati dai cittadini. Nel bandone per la Cultura e il volontariato il Comune si rimangia la promessa di coinvolgere esperti di chiara fama nel valutare le proposte del “Bandone”. Con una delibera di Giunta viene nominata la Commissione: Sindaco , Assessori e Presidenti di Circoscrizione, gli esperti avrebbero tutti declinato l’invito.

Era l’8 marzo 2010 quando il sindaco Delrio, in pompa magna , annunciava le centinaia di proposte pervenute al bandone “I Reggiani per esempio”, il grande contenitore e inghiottitore di tutte le iniziative culturali e di volontariato della città.
In quell’occasione venne annunciata una Commissione giudicante composta, oltre che da membri della Giunta, anche da “Soggetti esterni di chiara fama e competenza”.

E spuntavano i primi altisonanti nomi: Gregorio Arena, professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Trento, già presidente di Cittadinanzattiva dal 2004 al 2007, e Nadia Urbinati, docente di Scienze politiche alla Columbia University di New York.

Dopo un lunghissimo iter di pre istruttoria, che ci ha portato quasi a fine anno, la Giunta si rimangia tutto: la Commissione sarà composta da soli membri politici, Sindaco Assessori e Presidenti di Circoscrizione.
Ufficialmente la versione è questa: ” gli esperti esterni inizialmente contattati per far parte della Commissione si sono dichiarati non più disponibili per sopraggiunti impegni professionali”

Ovviamente la geniale impostazione di Delrio, Bonaretti e compagnia bella non aveva previsto dei sostituti, anche scelti tra studiosi di chiara fama che a Reggio certo non mancano, e che meglio di altri conoscono le esigenze locali.
Tutto questo è stato sancito dalla Delibera 247 del 10 novembre 2010.

Crediamo che l’esito sia del tutto inopportuno. La scelta dei progetti risentirà inevitabilmente degli orientamenti politici dei membri della Giunta, alimentando un malcontento che già serpeggia nel mondo della cultura e del volontariato reggiano.
Poca delicatezza da parte di Delrio, che parla sempre troppo presto, lancia le “eccellenze” come fossero granate, e poi si deve sempre rimangiare tutto.

No alla tassa sulle biblioteche!

Scritto il 10 novembre 2010 da

Il socialista del PD Pierfederici, di fronte ai tagli sulla cultura, propone una tassa per accedere alle biblioteche. Ferma opposizione della Lista Civica Reggio 5 Stelle. Dopo gli emendamenti al bilancio con cui abbiamo evitato il dimezzamento dei fond per il 2010, abbiamo anche altre proposte, ma la tassa no! La Cultura dele biblioteche deve essere libera. Iscrivetevi alla pagina Facebook “No alla tassa sulle biblioteche di Reggio”

No alla “Tassa Pierfederici”. La proposta di un canone sui servizi bibliotecari viene bocciata dalla nostra Lista Civica senza appello e con ampie motivazioni.

Le biblioteche rappresentano il servizio comunale più gradito dai cittadini reggiani, come emerso dalle indagini di soddisfazione della clientela commissionate dal Comune. Anche le faccine di Brunetta, poste all’uscita delle biblioteche di tutta la città, vedono regolarmente i reggiani premere su quella verde che sorride, perché con pochi mezzi il Comune crea la base per la cultura di tutti.

La trasversalità dei fruitori è indice di gradimento ed anche di importanza culturale: vecchi e bambini, giovani e famiglie, tutti ad usufruire convintamene di un servizio basilare per l’accesso alla cultura nella nostra città.

La “Tassa Pierfederici”, invece, applicando un canone otterrebbe i seguenti risultati: limitare l’accesso alle biblioteche, creando uno squilibrio importante, fatto di pastoie burocratiche e di dovere alla contribuzione, che penalizza le fasce più deboli, giovani bambini ed anziani. Infatti un canone non è progressivo, il ricco paga come il povero.

Una tassa in pieno stile da Prima Repubblica. Se Pierferderici vuole limitare le spese che ritiene superflue, visto che è in maggioranza, non si limiti a criticare Fotografia Europea ed altre iniziative degli Assessorati, faccia una mozione per abolire queste manifestazioni!

Ecco dov’è lo stile da Prima Repubblica: Pierfederici fa la polemicuccia con Catellani sulle spese superflue tipo Fotografia Europea, ma si guarda bene dal prendere iniziative concrete, anzi, propone un canone per le biblioteche!

Ricordiamo che la Lista Civica Reggio 5 Stelle, in sede di Bilancio Consuntivo 2010, ha presentato e fatto approvare un emendamento per reintegrare al livello dell’anno precedente i soldi a disposizione delle biblioteche per acquistare libri ed altro materiale, che erano stati invece dimezzati dalla Giunta Delrio.

Nonostante ciò a noi risulta un periodico stop agli acquisti delle singole sedi, quasi che quei soldi abbiano fatto di nuovo un’altra fine. Perché?

Bisogna chiamare i cittadini a contribuire a questo prezioso servizio che sono le biblioteche?

Ecco la nostra proposta: il Comune valuti di organizzare un sistema di offerte libere, presso le biblioteche con cassette delle offerte e online tramite offerta con carta di credito, in maniera tale che l’altissimo gradimento del servizio possa spingere spontaneamente, e secondo le disponibilità di ciascun cittadino interessato, a contribuire volontariamente.

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Ho visto Woodstock 5 Stelle.

Scritto il 27 settembre 2010 da

A Cesena ho visto un prato immenso animato da mille colori. Erano i colori di migliaia di persone riunite dal Movimento 5 Stelle. Su quel prato ho visto i bambini giocare accanto ai giovani che saltavano e ballavano a ritmo di musica punk, rock e pop. Ho visto persone giovani e meno giovani differenziare ogni tipo di materiale, fare domande e chiedere informazioni su Rifiuti zero e Vedelago, Acqua Pubblica, Mobilità Sostenibile, Internet, Energia e Sviluppo. Ho visto una coda interminabile agli stand allestiti dai ragazzi del movimento 5 stelle provenienti da ogni parte d’Italia. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte al Lazio, e ancora Campania, Calabria, Abruzzo. Ho visto i consiglieri a 5 Stelle in mezzo a quella enorme folla. I consiglieri reggiani erano li. Si discuteva su cosa è stato fatto, dove, come e su cosa si farà. Ho visto centinaia di attivisti del movimento dare il proprio contribuito. Tutti volontari provenienti da ogni parte d’Italia. La nostra “politica” è stata al centro dell’attenzione.

Credo di poter dire che a Cesena tutti noi abbiamo visto un’Italia diversa.

Movimento 5 Stelle Reggio Emilia

Teatro dell’Orologio in abbandono

Scritto il 8 agosto 2010 da

Che il Teatro dell’Orologio fosse una risorsa importante per la città, per le sue attività culturali, lo hanno sempre saputo molti abitanti del quartiere, assieme alle altre strutture contigue, come la Ludoteca.

Che invece i tempi e i modi del bandone “I Reggiani per esempio” non fossero adatti a garantirne la continuità gestionale, lo sospettavano molti appassionati.

La prova l’abbiamo avuta in un sopralluogo effettuato ieri, presso la struttura. Qualcun ha capito che non c’è più anima viva presso il Teatro, ed ha approfittato per svolgere attività legate alla tossicodipendenza. Il portacenere posto sul ballatoio è letteralmente colmo di siringhe usate, come dimostrano le foto che abbiamo effettuato. Abbiamo provveduto a segnalarlo agli uffici competenti.

Intanto la gestione del Teatro verrà assegnata all’interno del Bandone “I Reggiani per esempio”, ma la stessa Amministrazione si è resa conto, in giugno, che così il nado non funzionava, ed ha emesso un apposito mini.bando con apposita determina dirigenziale.

Ciò ha comportato un evindente allungamento dei tempi, che speriamo possa essere colmato con una rapida decisione, assegnazione ed esercizio da parte del nuovo gestore.

In questa determina si parla chiaramente che il gestore avrà anche il compito di garantire la pulizia dopo ogni spettacolo, attività o manifestazione ed ogni qualvolta risulti necessario, dei locali concessi in uso .

Ma nulla di buono si prospetta all’orizzonte. Infatti, in questi giorni il Sindaco Delrio ha dichiarato che la Commissione giudicante, che deve ancora essere nominata, deciderà entro il 15 ottobre, nonostante per l’assegnazione dei locali del Teatro si indichi la data del 1° settembre.

Non ha fatto una bella fine neanche la ludoteca dell’Orologio. Il servizio, che 20 anni fa costituiva un punto di riferimento per il quartiere, ha orari ridottissimi: lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19, martedì e giovedì dalle 20 alle 23, e dulcis in fundo chiuso il venerdì e sabato.

Il polo culturale dell’Orologio non è un luogo strategico per l’Amministrazione.

L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno

Scritto il 24 luglio 2010 da


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Audio dichiarazioni Iuna Sassi:

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Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di  qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma è doveroso il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani.

Segue una galleria di foto scattate questo pomeriggio presso la scuola nido Faber di via Fratelli Bandiera 20.


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

http://informainfanziaweb.provincia.re.it/informainfanziaweb/SchedaServizio.jsp?idServizio=429

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

L’audio può essere riascoltato a questo indirizzo:

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani, è doveroso.

Immagini amiche

Scritto il 19 luglio 2010 da

La segnalazione dell’Associazione Skip Intro ha portato a un’interrogazione, in cui si chiede al Comune se intende aderire alla Campagna “Immagini amiche” lanciata dall’UDI, Unione Donne d’Italia. Oggi la risposta dell’Assessore Maramotti. E sempre oggi la firma per Reggio 5 Stelle di una mozione, per dare esplicita adesione, presentata dalla consigliera Venturini.

La campagna “Immagini amiche” ha questo scopo:

-         eliminare dal marketing e dalla pubblicità gli stereotipi di genere;

-         garantire il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona, vigilando affinchè marketing e pubblicità non comportino discriminazioni alcune, non contengano incitamento all’odio basato su sesso, etnia, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale e non contengano elementi di approvazione, esaltazione o incitamento alla violenza contro le donne;

Ecco la risposta del Comune all’interrogazione (1) (2).

La risposta è positiva, l’Assessore sottoporrà la campagna “Immagini amiche” alla Giunta, chiedendo la collaborazione dell’Associazione Skip Intro. Ciò si innesta, dice l’Assessore Maramotti, in una serie di iniziative in cui il Comune i diritti delle donne e la parità dei sessi, dalla difesa contro le violenze sulle donne fino alla conciliazione dei tempi e degli orari.

Contemporaneamente,  oggi, la consigliere Gigliola Venturini (PD) mi ha posto alla firma una mozione in cui si chiede un impegno formale per l’adesione alla campagna. Pertanto “Immagini Amiche” arriverà alla discussione in aula, nella viva speranza che il rispetto della donna ri-entri un pò di più nei comportamenti di tutti noi.