Archivio per ‘Cultura’

Asili: per evitare il caso “Luzzara” serve la redistribuzione

Scritto il 25 ottobre 2009 da Matteo Olivieri

A Luzzara è scoppiato il caso delle scuole a classi etniche, cioè divise per provenienza geografica dei bambini.

L’alto numero di bambini stranieri faceva fuggire le famiglie italiane che si rivolgevano ad istituti di altri comuni.

A Reggio i cittadini segnalano situazioni simili.

Soluzione: redistribuire i posti, migliora l’integrazione ed evita i problemi di Luzzara.

Rassegna stampa (1) (2)

Come? Anche con l’uso di tecnologie che studiano davvero la miglior posizione della scuola per la famiglia, contenendo quel pendolarismo che già oggi e molto accentuato. Non si spiega come, con tali spostamenti, si possano avere tali squilibri in alcune scuole.

Presentata interpellanza in Consiglio Comunale. Segue il COmunicato Stampa.

Interpellanza alla Giunta per introdurre nuovi criteri di assegnazione più equilibrati e che non aumentino il pendolarismo

Evitare l’estremo di Luzzara richiede subito un impegno anche in progetti specifici sulle situazioni più evidenti

Le segnalazioni dei cittadini sulla polarizzazione geografica di scuole anche limitrofe, e di recente il caso noto di Luzzara, impongono misure per redistribuire i posti e per migliorare l’integrazione.
Tale redistribuzione può avvenire anche gradualmente, all’interno dei progetti, che sanano gli squilibri più evidenti, con scuole vicine che oscillano tra una presenza di bimbi stranieri dall’80% al 20%.
Peraltro tali squilibri risultano difficili da capire visto anche il pendolarismo di alcune famiglie che, per accedere al servizio, si adattano a portare i bimbi in scuole più lontane da casa.
Al contrario noi proponiamo che nell’assegnazione si ricorra ad analisi con Strumenti Informativi Geografici, capaci di drenare le situazioni limite verso soluzioni più logiche e quindi contenere il pendolarismo.
Già oggi, nella compilazione delle domande dei bandi per l’accesso agli asili nido e alle scuole delle infanzia, nell’apposita scheda “Scelta della scuola”, il genitore fornisce una sua graduatoria di preferenze sulle sedi più idonee. Si agisca su questi aspetti per evitare ghettizzazioni e scuole su base etnica. Solo così si potranno evitare le situazioni limite come quella di Luzzara.

Categorie: Cultura, Giovani, Welfare
Tags: ,

Recuperare la memoria di Reggio, tutti concordano

Scritto il 21 settembre 2009 da Alessandro Marmiroli

19092009052

Pieno accordo al dibattito sul ‘900 a Reggio

Gli intervenuti concordano che la storia locale è una risorsa strategica

Dopo l’appuntamento al Teatro dell’Orologio, proposto un nuovo incontro sul tema

Il dibattito è stato organizzzato dall’Associazione Grilli Reggiani e da ANPI in collaborazione col Gruppo consiliare Reggio 5 Stelle.

Rassegna Stampa (1) (2)

Alessandro Marmiroli dell’Associazione Grilli Reggiani ha introdotto la giornata, un dibattito sulla necessità di valorizzare la storia reggiana del ‘900, che deve esser vista come una risorsa per il territorio dal punto di vista culturale ed economico. Reggio è stata protagonista di importanti eventi storici che hanno lasciato molte tracce, che vanno recuperate e valorizzate, integrandole in un circuito che potrebbe avere il suo perno in un grande museo cittadino del ‘900.

È una grande opportunità per promuovere il territorio e conservare la memoria del nostro passato, l’iniziativa di ventennale successo “Sentieri partigiani” dimostra che questa è un’opportunità da cogliere.

L’on. Angelo Alessandri, è intervenuto auspicando una maggior condivisione della memoria tra le forze politiche, rendendosi disponibile a partecipare ad un percorso condiviso per la valorizzazione della storia novecentesca reggiana. La Lega è in prima fila nella difesa della memoria locale, anche attraverso le sue proposte sulla difesa dei dialetti. Reggio, non avendo avuto un grande ruolo nell’epoca risorgimentale, dovrebbe quindi puntare sulla sua storia recente, Resistenza,riformismo prampoliniano, fascismo, dopoguerra…Personalmente tempo fa portai 60 parlamentari leghisti in visita al Museo Cervi.

Lo storico Massimo Storchi ha ricordato come reggio ha perso molte occasioni di salvaguardare la sua storia. La salvaguardia della memoria è capace di distinguere l’evoluzione dallo Stato borbonico allo Stato liberale, dal fallimento fascista al riscatto della Resistenza. In tal senso è fondamentale organizzare le testimonianze storiche in percorsi, luoghi che a volte si sono persi, come l’ala dei Musei Civici dedicata fino al 1982 alla Resistenza e poi smantellata. Oggi gli appassionati che vengono a Reggio non sanno dove andare per studiare la nostra storia recente.

Alessandro Frignoli vicepresidente ANPI provinciale, sottolinea come memoria e commemorazione dovrebbero far capire che la guerra è un evento deviante, sempre. Pertanto ANPI non concorda sulle rievocazioni che espongono il militarismo L’Italia è l’unico Paese europeo a non avere un Museo della Resistenza, al contrario della Francia che ne ha 8 tutti pagati dallo Stato. Su questo l’ANPI si augura un’ampia condivisione per un progetto che dia un punto fisso per chi, da turista o da cittadino, vuole conoscere il passato. Questa condivisione potrebbe essere dimostrata nelle apposite sedi politiche con ordini del giorno che portino a riflettere sull’argomento.

Fabrizio Panciroli (rievocatore professionista), esprime come le rievocazioni non sono un modo per giocare alla guerra, ma servono invece a rendere più viva e più vicina la memoria stessa. Le rievocazioni matildiche sono una testimonianza in tal senso, ma ancor più le esperienze a Parma sulle rievocazioni della Seconda guerra mondiale, frequentate non solo da persone incuriosite, ma vivamente convinte ad approfondire la conoscenza di periodi storici chiave, con un grande successo di pubblico a beneficio delle comunità ospitanti. Tuttavia la priorità va ad un luogo che raccolga le testimonianze, un Museo del ‘900 per Reggio, attorno al quale creare una rete di eventi.

Alessandro Marmiroli
cell 3406025785
Associazione Amici di di Beppe Grillo Reggio Emilia

Gruppo Consiliare Reggio 5 Stelle beppegrillo.it

Categorie: Cultura, Giovani
Tags: ,

Fuoco cammina con me

Scritto il 16 maggio 2009 da Matteo Olivieri

25022009048

L’area delle ex Reggiane è una delle tante vittime dell’espansione del cemento che, come il fuoco, lascia dietro di se i buchi. Buchi nella struttura urbanistica, buchi nell’uso degli spazi, buchi nella memoria.  Nella Reggio governata dai Partiti del Cemento Armato non è più la solida pasta del Parmigiano Reggiano ad ispirare il presente ed il futuro, ma l’effimera mollezza del formaggio Groviera.

Una delle aree più importanti a livello europeo (45 ettari a ridosso del centro cittadino e della Stazione Centrale) lasciata al suo destino, con un camion bruciato e dimenticato. Si trova proprio di fianco alla pista che porta dalla stazione al parcheggio di viale Ramazzini.

E la storia si ripete: ora è il turno dell’area che va dall’Ipercoop Ariosto all’ex casello autostradale.  Spostato il casello adesso l’asse non è più strategico! Spostiamo l’Ariosto! I centri commerciali devono essere laddove la auto passano e scorrono fluenti. Prima o poi al posto del casello stesso ci sarà un centro commerciale: passi solo se compri qualcosa, meglio se superfluo!

Le ex Reggiane, dove la storia della nostra città, la storia del ‘900, hanno vissuto i momenti più bui, i momenti del riscatto, quelli della vittoria. Un ‘900 reggiano di importanza nazionale, per cui proponiamo un museo (Programma, punto 10), che sia realizzato, con le mani, dagli stessi cittadini, dalle associazioni, così come pagine storiche, dalla Resistenza alla lotta operaia, furono condotte in prima persona dalle mani di quei cittadini, di quei reggiani.

Le ex Reggiane devono riportare il lavoro al centro di Reggio Emilia: uffici, studi professionali (il Tribunale sarebbe vicinissimo con adeguati collegamenti del trasporto pubblico), piccoli e medi laboratori, uffici di rappresentanza di aziende italiane e straniere, centri di ricerca, alberghi, ostelli, spazi per il tempo libero e il divertimento dei giovani.

Qualcosa mi dice che qui verranno costruiti, invece, 800 appartamenti. E le coppole brindano!

Pensare che basta una croce su un pezzo di carta per cambiare le cose……..

This movie requires Flash Player 9

Ascolta il futuro!

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

La cultura è di tutti

Scritto il 29 marzo 2009 da Davide Valeriani

La cultura è di tutti, e il Comune a 5 Stelle finanzia eventi, mostre, attività che rispondono ad un alto profilo storico, sociale, artistico. Oggi Reggio vede scarsi finanziamenti privati alla cultura e uno sperpero di denari pubblici per iniziative singole e mal coordinate. Si cambia: norme chiare e trasparenti per l’aiuto logistico e finanziario alle associazioni virtuose  attive sul territorio. Non si possono ignorare eccellenze internazionali come il Balletto classico Cosi Stefanescu.

La cultura è di tutti, con il nostro programma:

1 – Partecipate! Il Comune stila un programma annuale delle iniziative finanziate, le associazioni e tutti i soggetti interessati propongono eventi e progetti paralleli capaci di concentrare l’attenzione dei cittadini e di aumentare l’offerta  culturale. Tutto pubblico su internet.

2 – Scontrino Culturale. il carnet eventi si arricchisce di offerte commerciali anche serali e notturne, stipulando accordi che consentono un risparmio incrociato. Se vai al cinema e poi al ristorante, risparmi al ristorante, e viceversa. Il Comune finanzia in parte gli sconti.

3 – Multisala virtuale in centro storico. Riapriamo i cinema di Via Emilia San Pietro, creiamo una rete tra i cinema e un’offerta unica, con lo stesso biglietto accedi ad uno sconto nell’altro cinema.

4 – Rilanciamo i Musei. Nuovi spazi per eventi, il museo non è immobile, viaggia con serate a tema, incontri, spettacoli.

5 – Museo del ‘900: Il ‘900 reggiano è stato carico di eventi d’importanza mondiale, realizzeremo un museo interattivo che racconti la nostra storia e non solo. Con un occhio di riguardo alla Resistenza e a quanti hanno combattuto e sono morti per la libertà, per ricordare come dall’antifascismo alla lotta alla mafia, fino al Tibet Libero, questa città può far tanto per far vivere la speranza.

Università Reggio Emilia (Ex Zucchi), un luogo da far vivere di giorno e sera

Scritto il 4 febbraio 2009 da Davide Valeriani