Insegnanti che fanno lo stesso lavoro, con le coop guadagnano -30%
Con il subaffidamento dei ruoli di insegnanti nei Nidi e Scuole di Infanzia comunali, lavorano fianco a fianco insegnanti assunte dalle coop che guadagnano il 30% in meno delle colleghe assunte dall’Amministrazione, per fare lo stesso lavoro. La proposta è di imporre regole nella stipula dei contratti, o nelle gare, affinchè sia rispettato un minimo salariale, per rispetto della dignità delle lavoratrici e per la delicatezza del servizio da loro erogato. Demotivazione, stress economico (e conseguenti burnout) non possono entrare negli asili più belli del mondo. Le coop creino efficienze al loro interno, e siano messe in competizione con regole fisse sul minimo salariale, senza caricare su chi lavora negli asili il peso dei costi industriali.
Da nostre informazioni un’insegnante assunta dalle coop a 21 ore guadagna poco più di 600 euro netti contro i 900 euro di quelle assunte dal Comune; un’insegnante sottoposta a contratto di 36 ore guadagna poco più di 900 euro mensili netti, contro i 1250 del corrispettivo percepito da chi è assunto dall’Amministrazione.
Per questo motivo presentiamo un’interpellanza per chiedere:
- qual è il trasferimento che l’Amministrazione eroga alle coop per il servizio di un’operatrice a 21 ore mensili;
- qual è il trasferimento che l’Amministrazione eroga alle coop per il servizio di un’operatrice a 36 ore mensili;
- se esistono regole nei contratti stipulati capaci di garantire una uniformità di trattamento economico delle insegnanti delle coop rispetto a quelle assunte dall’Amministrazione;
- se non ritiene corretto, per salvaguardare la dignità delle operatrici sottoposte a diverso contratto, di inserire nelle regole di subappalto/subaffidamento di condizioni che garantiscano un minimo netto mensile in busta paga a chi è assunto dalle coop, comparabile con lo stipendio delle dipendenti comunali;
- se non ritiene che la competizione sul “libero” mercato imponga alle cooperative di agire sui propri costi interni per avanzare le migliori offerte e garantire le condizioni di cui sopra, e non sulla busta paga dei dipendenti.
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