Archivio per ‘Cultura’

Teatro dell’Orologio in abbandono

Scritto il 8 agosto 2010 da Matteo Olivieri

Che il Teatro dell’Orologio fosse una risorsa importante per la città, per le sue attività culturali, lo hanno sempre saputo molti abitanti del quartiere, assieme alle altre strutture contigue, come la Ludoteca.

Che invece i tempi e i modi del bandone “I Reggiani per esempio” non fossero adatti a garantirne la continuità gestionale, lo sospettavano molti appassionati.

La prova l’abbiamo avuta in un sopralluogo effettuato ieri, presso la struttura. Qualcun ha capito che non c’è più anima viva presso il Teatro, ed ha approfittato per svolgere attività legate alla tossicodipendenza. Il portacenere posto sul ballatoio è letteralmente colmo di siringhe usate, come dimostrano le foto che abbiamo effettuato. Abbiamo provveduto a segnalarlo agli uffici competenti.

Intanto la gestione del Teatro verrà assegnata all’interno del Bandone “I Reggiani per esempio”, ma la stessa Amministrazione si è resa conto, in giugno, che così il nado non funzionava, ed ha emesso un apposito mini.bando con apposita determina dirigenziale.

Ciò ha comportato un evindente allungamento dei tempi, che speriamo possa essere colmato con una rapida decisione, assegnazione ed esercizio da parte del nuovo gestore.

In questa determina si parla chiaramente che il gestore avrà anche il compito di garantire la pulizia dopo ogni spettacolo, attività o manifestazione ed ogni qualvolta risulti necessario, dei locali concessi in uso .

Ma nulla di buono si prospetta all’orizzonte. Infatti, in questi giorni il Sindaco Delrio ha dichiarato che la Commissione giudicante, che deve ancora essere nominata, deciderà entro il 15 ottobre, nonostante per l’assegnazione dei locali del Teatro si indichi la data del 1° settembre.

Non ha fatto una bella fine neanche la ludoteca dell’Orologio. Il servizio, che 20 anni fa costituiva un punto di riferimento per il quartiere, ha orari ridottissimi: lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19, martedì e giovedì dalle 20 alle 23, e dulcis in fundo chiuso il venerdì e sabato.

Il polo culturale dell’Orologio non è un luogo strategico per l’Amministrazione.

L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno

Scritto il 24 luglio 2010 da Matteo Olivieri


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Audio dichiarazioni Iuna Sassi:

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Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di  qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma è doveroso il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani.

Segue una galleria di foto scattate questo pomeriggio presso la scuola nido Faber di via Fratelli Bandiera 20.


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

http://informainfanziaweb.provincia.re.it/informainfanziaweb/SchedaServizio.jsp?idServizio=429

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

L’audio può essere riascoltato a questo indirizzo:

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani, è doveroso.

Immagini amiche

Scritto il 19 luglio 2010 da Matteo Olivieri

La segnalazione dell’Associazione Skip Intro ha portato a un’interrogazione, in cui si chiede al Comune se intende aderire alla Campagna “Immagini amiche” lanciata dall’UDI, Unione Donne d’Italia. Oggi la risposta dell’Assessore Maramotti. E sempre oggi la firma per Reggio 5 Stelle di una mozione, per dare esplicita adesione, presentata dalla consigliera Venturini.

La campagna “Immagini amiche” ha questo scopo:

-         eliminare dal marketing e dalla pubblicità gli stereotipi di genere;

-         garantire il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona, vigilando affinchè marketing e pubblicità non comportino discriminazioni alcune, non contengano incitamento all’odio basato su sesso, etnia, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale e non contengano elementi di approvazione, esaltazione o incitamento alla violenza contro le donne;

Ecco la risposta del Comune all’interrogazione (1) (2).

La risposta è positiva, l’Assessore sottoporrà la campagna “Immagini amiche” alla Giunta, chiedendo la collaborazione dell’Associazione Skip Intro. Ciò si innesta, dice l’Assessore Maramotti, in una serie di iniziative in cui il Comune i diritti delle donne e la parità dei sessi, dalla difesa contro le violenze sulle donne fino alla conciliazione dei tempi e degli orari.

Contemporaneamente,  oggi, la consigliere Gigliola Venturini (PD) mi ha posto alla firma una mozione in cui si chiede un impegno formale per l’adesione alla campagna. Pertanto “Immagini Amiche” arriverà alla discussione in aula, nella viva speranza che il rispetto della donna ri-entri un pò di più nei comportamenti di tutti noi.

“I Reggiani per esempio”, i buchi del bandone

Scritto il 20 giugno 2010 da Matteo Olivieri

Un megabando ha fagocitato la Cultura reggiana. Nato da un’ottima idea, metterà sullo stesso piano chi eccelle a livello nazionale con chi vuol provare per la prima volta. E nel bando mancano informazioni molto utili per chi intende compilare la domanda, che servono a fare calcoli al risparmio dei soldi necessari . Leggi i dettagli.

Buona idea quella alla base del bandone, “I Reggiani per esempio”, far emergere le potenzialità di volontariato ancora inespresse e premiare le idee dei cittadini, e al cui interno è finito di tutto: cultura, sport, nuove idee per servizi sociali, chi più ne ha più ne metta.

In queste settimane abbiamo partecipato a tutte le riunioni, siamo stati persino costretti a convocare un’apposita Commissione Consiliare dopo un mese dalla pubblicazione del bando, e sono emerse perplessità sia dalla maggioranza che dalle opposizioni, che sono solo la punta dell’iceberg di ciò che è emerso nel mondo della cultura reggiano.

1 – Importante informazione mancante nel bando: chi presenta la domanda attraverso apposito modulo, è tenuto a compilare un piccolo prospetto economico-finanziario, ma da nessuna parte del bando si specifica che le iniziative patrocinate dal Comune hanno accesso all’affitto gratuito dei beni mobili del Comune stesso (Palchi, tavoli, sedie, pedane, transenne). Quindi, nel presentare la domanda, i cittadini e le associazioni possono scalare queste importanti voci. Così è specificato nel Regolamento dei beni mobili comunali, art. 6

Lo stesso vale per le sale delle circoscrizioni, in base al Regolamento dei Consigli di Circoscrizione Art 13 punto g, in cui si dice che la Circoscrizione può concedere a titolo gratuito le sale.

2 – La cultura è messa tutta sullo stesso piano senza considerare l’esperienza. Non c’è un criterio che premia l’esperienza maturata negli anni con iniziative culturali di respiro anche nazionale e internazionale. La domanda è stata rivolta in Commissione all’Assessore Maramotti che ha risposto “c’è il criterio Qualità del Progetto”. Ma tale criterio viene valutato per tutti da una breve descrizione di 300 parole.

Se da un lato si vogliono fare emergere nuove proposte e dar loro una possibilità, dall’altro esiste chi ha dimostrato di saper lavorare molto bene. Sarebbe stato quindi più idonea una separazione su due binari, da una parte la cultura in cui si premiano le eccellenze consolidate e dall’altra il bandone, per le energie inespresse. Invece da ormai 12 mesi viene detto a tutti gli attori culturali della città che per avere i soldi devono partecipare al bandone, segno evidente che tutti sono stati messi sullo stesso piano senza alcun riconoscimento del lavoro svolto. E questo, in città, è risaputo!!

3 – Altro buco, il Teatro dell’Orologio. Nel bandone, al punto 2.b, è inserita la voce relativa ai Progetti presso il Teatro Piccolo Orologio. Da nessuna parte è specificato però che cosa intendeva l’Amministrazione per Progetti legati al Teatro, e le Associazioni lo hanno scoperto solo a 20 giorni dalla scadenza del bando. Si intendeva la gestione del Teatro, e questo non è scritto da nessuno parte. Così l’Amministrazione ha prodotto in extremis, questa settimana, un “mini-bandino” per il Teatro Piccolo Orologio in cui vengono date le informazioni necessarie, con un grave ritardo per i presentatori le domande. E che peraltro non è pubblicato ma viene consegnato a mano agli interessati.

4 – Gli spazi che servono a favorire le attività. La maniera più semplice per favorire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni, per consentire a chi non ha avuto possibilità in passato e deve essere messo in condizione di operare, è garantire spazi gratuiti o basso costo dove svolgere le attività. Nessun accenno nel bando, pertanto i soldi che verranno dati ai vincitori vanno decurtati del costo di affitto degli spazi, mentre agendo sulla disponibilità degli spazi il Comune avrebbe speso meno e reso un servizio ancor più efficace. E soprattutto si inserisce una forte discriminazione: chi ha già a disposizione degli spazi a cui appoggiarsi sarà nettamente favorito sia nella presentazione della domanda e dell’allegato prospetto economico, che nella riuscita stessa dell’iniziativa, potendo destinare tutti i fondi al progetto in se stesso (esempio:parrocchie).

Il Comune avrebbe potuto riservare ampia disponibilità di immobili a questo bando, anche queli di grande valore architettonico, allargando la base dei locali a disposizione che attualmente sono previsti, e che in genere sono solo le sale delle circoscrizioni, come detto in precedenza.

I Reggiani avrebbero bisogno di più chiarezza, per esempio.

La liberazione di Reggio Emilia

Scritto il 23 aprile 2010 da Alessandro Marmiroli

24 aprile 1945, Reggio Emilia è liberata dalla tirannide nazi-fascista. Questo video, ritrovato negli archivi militari americani, è stato girato da un soldato alleato giunto a Reggio quel giorno.

Nelle prime immagini, soldati tedeschi arresisi ad Albinea vengono perquisiti dagli alleati, mentre il grosso gruppo di partigiani studia sulle carte le ultime operazioni per l’avvicinamento alla città. I partigiani saranno i primi ad entrare a Reggio accolti dai festeggiamenti della popolazione, subito seguiti dall’arrivo delle prime unità americane.

In piazza della Vittoria i partigiani sfilano tra due ali di folla festante, ma all’improvviso cecchini fascisti, nascosti sui tetti del teatro Ariosto, sparano sulla folla che si disperde (min. 2.55) . Gli alberi e i monumenti del parco del Popolo diventano teatro di una sparatoria tra cecchini e partigiani, che si estende successivamente per diverse strade della città.

Al minuto 4.35, il primo carro Shermann americano raggiunge il centro di Reggio in piazza del Monte (all’epoca piazza Cesare Battisti), mentre colonne militari attraversano i viali della circonvallazione.

Al sesto minuto l’ennesima sparatoria contro i cecchini fascisti in via Ariosto, intanto altre truppe alleate raggiungono la città passando davanti al Mauriziano, accolti dalla popolazione in festa, la guerra e il fascismo erano finiti. Più di 600 partigiani erano caduti nei 20 mesi precedenti.

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A spasso con la storia

Scritto il 11 marzo 2010 da Alessandro Marmiroli

I percorsi della memoria si faranno. L’assessore Catellani da dato risposta affermativa alla nostra interpellanza con cui ne chiedevamo la realizzazione.

Rassegna stampa (1) (2) (3)

La proposta, nata da nostra collaborazione con Istoreco, consiste nell’individuare percorsi in città per collegare i luogi teatro di grandi avvenimenti nel corso del secolo, dal riformismo prampoliniano al fascismo, dalla Resistenza alle lotte degli anni ’60.    Si tratta di eventi epici, trasformazioni sociali, tragedie, episodi del nostro passato che hanno lasciato tante testimonianze nel perimetro cittadino composte da edifici, piazze, monumenti e altro che dovranno esser “letti” all’interno di un percorso storico composto da apposita cartellonistica informativa sui luoghi e mappe, che permettano ai cittadini di percorrere questi “sentieri urbani” e conoscere la storia della città.

Dopo il dibattito sul Museo del ‘900, prosegue il nostro impegno per la sempre maggior valorizzazione e divulgazione della storia di Reggio, una grande storia, paradigmatica ed esemplare delle grandi trasformazioni che hanno attraversato l’Italia nel ‘900. Reggio ha un patrimonio storico sottovalutato da riscoprire e rispettare, col duplice fine di educare le nuove generazioni ai valori che hanno animato questa città e di attrarre visitatori da fuori con una adeguata attività di promozione, soprattutto online, per accogliere un nuovo tipo di turismo emergente.

RAI TV da insegnare a scuola

Scritto il 11 febbraio 2010 da fabrizio

tratto dal forum televisioni di corriere.it :

I sette piani della Rai.

Non ci sono ormai più parole per definire la Rai, carrozzone governativo-burocratico nell’accezione sudamericana del termine. E’ un’istituzione totalmente deludente e decadente in tutte le sue forme e manifestazioni, a partire da chi la dirige, passando per chi ci “lavora” (quando ci lavora) e finendo a chi la rappresenta sullo schermo. Quando penso alla Rai mi viene in mente Il fischio al Naso, splendido film di Tognazzi e Ferreri tratto da un racconto di Buzzati (I sette piani), in cui un industrialotto della bassa, ricoverato per un fastidio al naso tutto sommato innocuo, viene man mano inglobato dalla mastodontica burocrazia, incompetenza e menefreghismo della sanità pubblica e pian piano viene rimbalzato da un reparto all’altro, da un piano all’altro del labirintico ospedale, fino al settimo, appunto, in cui morirà. Ecco, se penso alla rai, penso a quell’ospedale. Non vederla per partito preso, pur dovendone ingiustamente pagare la bieca estorsione chiamata canone, non basta: le notizie sulla rai che si leggono sui giornali o che si sentono altrove, da Sanremo a Vespa e Minzolini, fanno venire il sangue acido. La rai rappresenta il paese per ciò che davvero è, e peggiora esattamente come il paese fa giorno per giorno. La rai è lo specchio di quello che siamo noi italiani nella nostra quotidianità insulsa, lenta, burocratica, pigra, truffaldina e magna magna. Sky non se lo possono pemettere tutti, su Mediaset è meglio stendere un più che pietoso velo. Poveri anziani e casalinghe che non corrispondono a questo ritratto desolante e che durante il giorno non hanno alternative: il settimo piano li aspetta, adesso direi che sono collocati tra il quinto e il sesto.

di Claudia

Posti in asilo, io gliel’ho detto!

Scritto il 31 gennaio 2010 da Matteo Olivieri

Iuna-Sassi-2

Due richieste semplici, in un’interpellanza, per chiedere: 1 redistribuire i posti negli asili e nelle scuole per evitare i ghetti, 2 gestire questa distribuzione attraverso adeguati sistemi informativi, vista la complessità del caso. L’assessore Iuna Sassi (che vedete nella foto) si è impegnata nella risposta, ma non credo abbia capito bene.

Tutti sanno della recente circolare del Ministro Gelmini, che impone a tutte le classi di ogni ordine e grado di avere meno del 30% di bambini e studenti stranieri. Una cosa fatta alla Gelmini, dove non si definisce cosa significa bambino straniero, e con i soliti diktat che non tengono conto delle situazioni locali.

L’Assessore Iuna Sassi (Istruzione) si è detta subito concorde con lo spirito della circolare, ma risale a 3 mesi fa la nostra segnalazione. Per evitare problemi bisogna redistribuire i posti, favorendo l’integrazione e limitando il pendolarismo, ma questo è estremamente difficile da fare, e serve una gestione informatica molto complessa (non bastano due conticini su un foglio di carta).

La risposta lascia in parte sconcertati:

  1. La Sassi ha individuato alcuni problemi e ce li ha ben presenti (cosa significa bambino straniero, tutt’altro che banale visto che la maggior parte dei bambini cosiddetti immigrati sono nati in Italia!);
  2. è purtroppo sul chi va là ideologico e non si schioda. Mi rinfaccia di ritenere le graduatorie degli asili discrezionali, quando io ho semplicemente detto che, per garantire la continuità di istruzione (non si possono spostare gli alunni come pacchi) l’attribuzione della scuola, non del posto in graduatoria, è discrezionale. Cioè è giusto che sia così, ma è così! (nell’interpellanza è scritto: “l’assegnazione della scuola risponde inevitabilmente a criteri discrezionali da parte dell’Amministrazione, funzione della continuità di un progetto educativo che mette al centro il bambino prima di tutto”);
  3. non percepisce il problema più grave: sarà un casino tremendo senza un’adeguata gestione informatica del problema, che si avvalga dell’uso di sistemi informativi geografici.

Insomma, io l’ho detto, segnatevi la data: 18 gennaio 2010.

Spero di poter comunicare direttamente con l’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia, e che questo porti ad una corretta gestione del problema.

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