Archivio per ‘Acqua pubblica’

Obbedienza civile per l’acqua pubblica

Scritto il 29 gennaio 2012 da

Come deciso dall’assemblea a 5 stelle, ci stiamo documentando e organizzando per la campagna “Obbedienza civile” lanciata dal comitato Acqua Bene Comune per il rispetto del referendum del 12 e 13 giugno scorsi.

Giovedì 2 febbraio è in programma una conferenza stampa per presentare l’iniziativa in Gabella alle ore 12.00, mentre da sabato 4 febbraio si inizierà con i banchetti in piazza.

Inoltre, è disponibile uno sportello informativo per i cittadini:

  • in casa Bettola (in via Martiri della Bettola) ogni lunedì dalle 17.30 alle 19.30
  • presso la sede del MAG6 (in via Vittorangeli) ogni giovedì dalle 17.30 alle 19.30 e ogni sabato dalle 10.30 alle 12.30

Per ulteriori informazioni sulla campagna, potete scaricare questa presentazione o visitare il sito del comitato reggiano.
Nei prossimi giorni vi informeremo sulle modalità di adesione alla campagna anche su questo sito.

I sindaci aumentano la bolletta dell’acqua!

Scritto il 17 dicembre 2011 da

Si è tenuta venerdì mattina l’assemblea dell’ATO che comprende tutti i sindaci della provincia di Reggio Emilia. Tra i temi all’ordine del giorno, anche un aumento del 3,94% della tariffa del servizio idrico, giustificato con il fatto che IREN dovrà rimborsare ai cittadini che non ne hanno usufruito il servizio di depurazione.

Ancora nessuna notizia per quanto riguarda l’applicazione del referendum del 12 e 13 giugno, che chiedeva di eliminare la quota del 7% di remunerazione del capitale. Anzi, si è sentito uno slanciato Mirko Tutino, assessore provinciale all’ambiente e alla pianificazione, affermare che “la remunerazione del capitale è un elemento indispensabile“.

Noi eravamo presenti, assieme al comitato Acqua Bene Comune, per chiedere nuovamente il rispetto dell’esito referendario. Risultato? Un silenzio tombale da parte dei sindaci, come si vede dal video!

Reggiani, avete chiesto il rimborso delle bollette dell’acqua? Diffondete!

Scritto il 13 dicembre 2011 da

Lo sapevate che se non siete stati serviti dalla depurazione  avete pagato più del dovuto nella bolletta dell’acqua? E che per il periodo dal 15/10/2003 al 15/10/2008 potete chiedere il rimborso di quanto pagato e non dovuto? Lo stabilisce una sentenza della Corte Costituzionale, e IREN ha già messo a punto uno strumento per verificare se si ha diritto e per chiedere direttamente il rimborso. Di seguito le istruzioni su come fare.

Andando a questo indirizzo del sito di IREN EMILIA potete trovare tutto quanto necessario. Fatelo come singoli o come condomini. Verificate che anche il vostro amministratore di condominio lo abbia fatto.

Se avete un contratto attivo, cioè vi arrivano le bollette, prima di tutto munitevi di una bolletta. Ciò che vi serve sono il Numero Cliente (reperibile sul frontespizio della fattura) ed il numero del Codice Contratto di fornitura (reperibile sul retro della fattura nel quadro di dettaglio importi).

A quel punto IREN offre un comodo strumento dove, inserendo i due codici, è possibile verificare se si ha diritto al rimborso:

Se invece avete un contratto cessato (avete dato la disdetta) dopo il 15/10/2003), essite un elenco degli immobili in cui la fognatura non era depurata. Qui trovate l’elenco di Reggio Emilia, qui quello di tutti gli altri Comuni della provincia. Il caso è di chi abitava in queste case e poi si è trasferito. Se verificate che il vostro indirizzo rientra negli elenchi potete chiedere il rimborso anche online, a questo indirizzo e nel modulo che vedete qui sotto:

Diffondete il più possibile questa pagina, è importante

Quando i Comuni restituiscono i soldi delle bollette: perché Vicenza sì e Reggio no?

Scritto il 5 dicembre 2011 da

La cresta che i Comuni reggiani fanno sulle bollette dell’acqua, spartendosi gli utili di Agac Infrastrutture, sono frutto di scelte politiche scellerate. Una pratica vergognosa che non è in un uso altrove. Basta vedere il caso di Acque Vicentine spa, che a fronte di utili derivanti dal calo dei tassi di interesse, hanno spedito una lettera ai clienti annunciando per l’anno successivo una diminuzione delle tariffe a metro cubo e la restituzione di quanto versato in più. La responsabilità politica di Delrio & c a Reggio è ormai chiara.

Da mesi, a partire dalla vittoria referendaria per l’acqua pubblica, stiamo segnalando il modo più subdolo, e che noi giudichiamo ignobile, di speculare sulle bollette dell’acqua, le cui responsabilità politiche emergono ormai chiare.
Nei bilanci di Agac Infrastrutture, proprietaria delle reti e società interamente pubblica a cui Iren paga 6 milioni e 900 mila euro per l’affitto delle reti e pagati dalle bollette dei cittadini, compaiono ormai da anni faraonici utili dovuti alla diminuzione dei tassi di interesse per gli investimenti.
Ogni cittadino sa che se contrae un mutuo a tasso variabile, al calo dei tassi paga meno di rata. Ai contribuenti che pagano le bollette dell’acqua invece questo non è consentito, a Reggio.
Questo è stato confermato dall’Amministrazione Comunale in risposta alle nostre prime denunce.

Ecco cosa dice il Comune, il cui Direttore Generale Bonaretti è anche Amministratore Unico di Agac Infrastrutture:
Nell’arco degli ultimi cinque anni, la diminuzione dei tassi d’interesse ha portato a un risparmio marginale sulle rate dei mutui, che si è accumulato nel corso di questi anni e che i Comuni hanno deciso, nel 2010, di ridistribuire in attività di utilità pubblica”.
Tra le utilità pubbliche, eventi culturali a pioggia e un bell’ingrasso per i bilanci comunali, spolpando la pensionata a 500 euro al mese sulle bollette dell’acqua.
Ma a qualificare come  le scelte politiche dei Sindaci reggiani emerge il comportamento di altre società dell’acqua italiane, e dei relativi amministratori pubblici, che effettuano scelte ben più sagge.
Ecco come la società Acque Vicentine, ad esempio, restituisce gli utili dovuti al calo degli interessi sui mutui per investimenti nel 2010. Una bella lettera dal titolo inequivocabile, “Sconti sui consumi 2010”, spedita a tutti i consumatori, nel quale si spiega come gli utili vengono restituiti sotto forma di sconto sulla tariffa per metro cubo.
Un bello sconto sulle bollette, perché così è giusto: non si specula sull’acqua pubblica, specie per soldi pagati nelle bollette con il fine di fare investimenti sull’acqua, e non di finire nei famelici calderoni dei Comuni.

Quello che è ancora più incredibile è il giusto commento del sindaco Marchioro, che coordina i sindaci del vicentino: “Un’azienda privata, dovendo garantirsi degli utili di gestione, non avrebbe fatto questa scelta”.
Caro Marchioro, purtroppo i sindaci reggiani, a partire da Delrio che incamera in bilancio la fetta maggiore, sono lì a smentirla. Una società interamente pubblica, Agac Infrastrutture, specula sulle bollette dell’acqua dividendo gli utili tra gli azionisti, che in realtà sono soldi pagati per riparare gli acquedotti, migliorare la depurazione, fare le fogne, promuovere un uso più responsabile dell’acqua.

Ecco la lettera di Acque Vicentine con cui si annuncia lo sconto sulle tariffe 2010:

 

 

 

Mai votato per dare i soldi delle bollette dell’acqua alla cultura

Scritto il 2 dicembre 2011 da

L’Assessore al Bilancio dell’IDV continua a nascondere gli utili incamerati dal Comune di Reggio e provenienti dalle bollette dell’acqua, e ci accusa  sul Carlino di aver votato per dare parte di questi soldi dall’Istituto musicale Peri. E’ falso, ed è l’apoteosi della scarsa trasparenza del Comune e delle sue spese, altrochè Oscar al Bilancio!

Quanto dichiarato dall’Assessore al Bilancio e Vicesindaco, FIlomena De Sciscio, sul fatto che noi abbiamo votato per dare i soldi delle bollette dell’acqua all’Istituto Peri, è semplicemente falso. Perchè ciò non è possibile: se è stata un’elargizione liberale di Agac Infrastrutture, non si decide in Consiglio Comunale ma nell’Assemblea dei Soci, composta dai Sindaci della provincia. Ricordiamo che tra questi Sindaci c’è anche Delrio, che la De Sciscio conosce bene, in quanto è il suo vice. O forse il vero vice di Delrio si chiama Mauro Bonaretti, Direttore Generale del Comune ed amministratore unico di Agac Infrastrutture? Quanto destinato al Peri rimane comunque una briciola rispetto ai milioni di euro che vengono incamerati periodicamente, specie dal Comune di Reggio, come utili di Agac Infrastrutture.
 E quei soldi li incamera la De Sciscio come Assessore al Bilancio. Ovviamente siamo sempre stati a favore del sostegno finanziario all’Istituto Peri, votando tutte le mozioni a tal proposito. Che tale sostegno debba avvenire lucrando sulle bollette dell’acqua dei cittadini è una scelta di altri, che qualifica l’azione poco trasparente dell’Amministrazione Comunale. Provino i cittadini a guardare nelle loro bollette dell’acqua e vedere se ci sono queste voci, non troveranno nulla.
 I proventi di Agac Infrastrutture sull’affitto delle reti non sono una disponibilità a discrezione dei Sindaci, ma un bene da destinare alla manutenzione e agli investimenti sulle reti. Non ci si può inventare dei contenimenti alle bollette quando sono proprio i Comuni a pesare in maniera determinante con queste scelte, spartendosi i soldi destinati al ciclo dell’acqua allegramente.  Si ricordi la De Sciscio che se mancano il soldi per il Peri è anche perchè il Comune e lo Stato stanziano 200.000 euro per pubblicizzare la stazione della TAV.

Aumento bollette acqua, i Comuni ci fanno la cresta

Scritto il 1 dicembre 2011 da

Non si può che condividere l’allarme del’IDV sull’aumento previsto di bollette dell’acqua e rifiuti, così come le proposte di colpire eventuali evasori. Ma l’Assessore al Bilancio di Reggio attuale, che è dell’IDV, e l’ex Assessore al Bilancio, Liana Barbati, dovrebbero sapere che le loro casse sono tra le principali responsabili, vista la cresta che i Comuni fanno tutti gli anni sulle bollette. La società Agac Infrastrutture spa è proprietaria delle reti idriche ed è controllata al 100 % dai Comuni reggiani.  Dopo aver distribuito 5 milioni di utili nel 2009 ai Comuni e dopo aver pagato per anni spropositi in eventi culturali, nel Bilancio 2010 viene accantonato altro grasso da distribuire in futuro: 2 milioni 254 mila euro di utili portati a nuovo. Sono soldi pagati dai cittadini con le bollette, perché non vengono impiegati per investimenti nelle reti idriche?

La denuncia venne già inoltrata all’indomani dell’esito referendario, quando l’Amministrazione comunale rispose che gli utili straordinari distribuiti nel 2009 erano dovuti al calo di interessi per investimenti già effettuati. Ogni cittadino sa che se contrae un mutuo a tasso variabile, al calo dei tassi paga meno di rata. Ai contribuenti che pagano le bollette dell’acqua invece questo non è consentito, a Reggio.
Ciò che rimane dai risparmi se lo dividono i comuni, con il Comune di Reggio Emilia a fare la parte del leone, in quanto detiene il 55% delle quote e si ingrassa degli utili in maniera proporzionale.
Che gli Assessori al Bilancio di Reggio Emilia facciano una riunione di Partito dell’Italia dei Valori per dire no agli aumenti può essere dovuto a due cose: o non conoscono i conti di ciò che amministrano, mentre anche un panettiere saprebbe giustificare l’aumento del pane nel dettaglio; oppure hanno due facce, quella di lotta e quella di potere, dove la prima è una facciata e la seconda una faccia di bronzo.
Nel primo caso l’attuale Assessore al Bilancio Filomena De Sciscio, che è anche vicesindaco, non deve fare un grande sforzo per conoscere la verità nel dettaglio. L’amministratore unico della società Agac Infrastrutture spa è infatti Mauro Bonaretti, direttore generale del Comune di Reggio e suo dipendente. Basta una telefonata.

Scorporo acqua da IREN, sagge le parole di Tutino sullo studio di fattibilità

Scritto il 1 ottobre 2011 da

All’indomani dei referendum sull’acqua pubblica, ci è sembrato naturale chiedere al Sindaco di Reggio Emilia se avesse intenzione di scorporare la gestione del ciclo idrico da IREN, società quotata in Borsa. Infatti il primo referendum eliminava il divieto di gestire con una società totalmente pubblica il servizio idrico integrato, il secondo eliminava gli utili del 7% che sono caricati dai gestori sulle nostre bollette.
Il Sindaco Delrio rispose favorevolmente all’avvio di uno studio di fattibilità, con la collaborazione dei cittadini, che sono stati i veri protagonisti della “ribellione dell’acqua”. Nel comunicato stampa del Comune si legge “con esperti nominati dalla città”, ma durante l’interpellanza Delrio si è lasciato “sfuggire” che si concentrerà sul coinvolgimento dei movimenti referendari, e non potrebbe essere altrimenti (vedi video al minuto 10.20)
A chiarire la situazione la saggia decisione dell’Assessore provinciale Tutino, che ha deciso di prendere il toro per le corna ed affrontare lo studio di fattibilità con il coinvolgimento del Comitato Acqua Bene Comune, che è non solo l’interlocutore più naturale, ma perfettamente in grado di sedersi al tavolo da pari grado, con esperti di calibro nazionale ed internazionale nella gestione dei cicli idrici.
Troviamo anche azzeccata la scelta di Tutino di guardare a tutta la partita del servizio idrico integrato. Infatti la privatizzazione più palese dell’acqua non è tanto e solo in IREN, ma in AGAC Infrastrutture, dove i soldi delle bollette dei cittadini non sono stati investiti in infrastrutture, ma all’abbassamento dei tassi sui mutui sono finiti nella casse dei comuni come utili, per pagare un pò di tutto, come ad esempio asili, consulenze, manutenzione del verde e viaggi all’estero.

Acqua, finanza delle 3 carte del Comune di Reggio

Scritto il 15 luglio 2011 da

I soldi delle bollette dell’acqua coprono tutto: costi di gestione, investimenti sulla rete, utili di IREN, ed anche i soldi che finiscono ad AGAC Infrastrutture spa, che i Comuni hanno anche speso per fare altro. Ma il Comune di Reggio lancia una incredibile supercazzola: nessun euro è stato distratto dagli investimenti sulla rete, sono risparmi dai mutui. In pratica, le banche regalerebbero soldi! Per fortuna nel 2009 Reggio 5 Stelle ha avuto il mandato dai reggiani per smentire le balle di questi professionisti della poltrona, e non gliene fa passare una liscia. Ecco la realtà nei dettagli.

Agac Infrastrutture SPA, proprietaria delle reti e società interamente pubblica a cui Iren paga 6 milioni e 900 mila euro per l’affitto delle reti (anch’essi provenienti dalle bollette), che piuttosto di occuparsi del miglioramento delle strutture preferisce sponsorizzare iniziative culturali per 598.000 euro e ripartire ben 5 milioni di utili straordinari ai comuni della Provincia reggiana (bilancio AGAC 2009).

Dopo aver sbugiardato il meccanismo lucrativo sulle bollette dell’acqua, il Comune di Reggio, che ha la maggioranza assoluta di Agac infrastrutture spa, risponde in una nota ufficiale.

Dicono da Piazza Prampolini, sostenendo che neanche un soldo è stato utilizzato per finalità diverse dalle reti idriche: “Le quote per l’affitto della rete idrica, versate da Iren, gestore della rete, ad Agac infrastrutture, sono infatti finalizzati ai mutui di copertura degli investimenti sulla rete, già effettuati“.

Ed ancora: “Nell’arco degli ultimi cinque anni, la diminuzione dei tassi d’interesse ha portato a un risparmio marginale sulle rate dei mutui, che si è accumulato nel corso di questi anni e che i Comuni hanno deciso, nel 2010, di ridistribuire in attività di utilità pubblica“.

Diminuzione dei tassi di interesse, risparmio, dove finiscono i soldi? Non nelle reti, ma nelle casse dei Comuni.

E’ il gioco delle tre carte: se stipulate un mutuo a tasso di interesse variabile, quando il tasso scende pagate una rata inferiore, i soldi rimangono nelle vostre tasche. Immaginate che le vostre tasche siano quelle della società Agac Infrastrutture spa che gestisce le reti idriche. A chi rimangono quei soldi, ad Agac per altri investimenti sulle reti? NO.

La trasparenza è una delle principali condizioni richieste affinchè una democrazia sia tale, e non finta. La storia di Reggio 5 Stelle in Consiglio Comunale dimostra che la democrazia a Reggio Emilia è profondamente falsata dal giochino stanco dei Partiti e di Amministratori che si sentono intoccabili.

Quando ci fanno pagare le bollette dell’acqua, ce lo devono scrivere che parte dei soldi potrebbero finire alla sagra del saio comunista o alla festa della falce templare. Poi come cittadini decideremo, in piazza, sul web, alle urne, ma prima dobbiamo essere informati.