Archivio per ‘Le nostre idee’

Pannelli sul cinema, coi soldi degli abusi edilizi

Scritto il 31 luglio 2010 da Matteo Olivieri

Installare pannelli fotovoltaici sopra gli edifici pubblici, con i soldi delle sanzioni per gli abusi edilizi. Questa la proposta depositata oggi con una mozione in Consiglio Comunale. Allegato un progetto speciale: cominciare con il Cinema Rosebud, di cui forniamo il piano economico finanziario e i primi rilievi su dove collocare i pannelli. Costo: 20.000 euro, cioè come la multa che il Direttore Generale del Comune dovrà pagare per l’abuso edilizio fatto in pieno centro storico. Con gli introiti dell’energia venduta e risparmiata, si proiettano documentari per le scuole contro il massacro e la cementificazione del territorio.

Nel Consiglio Comunale di lunedì 26 luglio presentiamo un Ordine del Giorno, chiedendo di emettere un nuovo bando per il solare fotovoltaico sugli edifici comunali, visto che il precedente è andato deserto, o, in alternativa, di realizzare almeno uno dei 10 interventi previsti con investimento diretto (soldi del Comune).

La maggioranza va in panico: il PD ha chiesto di sospendere la seduta, perchè serviva tempo per presentare un proprio ordine del giorno. La Lega è insorta, facendo notare che non si può sospendere un Consiglio Comunale per esigenze particolari della maggioranza.

Dopo una buona mezz’ora arriva l’ordine del giorno del PD sul solare, scritto in una calligrafia incomprensibile. Pare sia stato lo stesso Tutankhamon, in veste del Dio Sole, a scriverlo in geroglifico. Una volta tradotto, cosa chiede il PD? Di rifare il bando per il solare sui tetti comunali, cioè la stessa cosa che chiedeva Reggio 5 Stelle.

Il PD boccia il nostro con scuse da Bar dello Sport, dicendo che i soldi non ci sono per un intervento diretto, senza considerare che l’avevamo proposto come alternativa. La Lista Civica Reggio 5 Stelle, con vero spirito civico, vota invece a favore dell’odg della maggioranza.

Ma oggi intendiamo smentire il PD anche sulla disponibilità di soldi, con un progetto che intendiamo educativo nei confronti di tutta la cittadinanza.

Investiamo i soldi delle multe per abusi edilizi in impianti fotovoltaici sui tetti comunali. Rispondiamo alla cultura del prendi e fuggi, degli interessi personali, con la cultura che investe sul futuro e genera risparmi e servizi per i cittadini, negli anni a venire.

Lo facciamo con una mozione, che chiede di rivolgere le entrate correnti, dalle multe per abusi edilizi, alla voce investimenti in impianti fotovoltaici, come consentito dalla legge.

Lo facciamo con un progetto pilota, che alleghiamo alla mozione, sfruttando la multa più celebre a Reggio Emilia, quella del DG Mauro Bonaretti.

Il progetto di massima intende realizzare un impianto di 4 Kilowatt di potenza sul Cinema Rosebud, alla Pappagnocca, in regime di scambio sul posto. L’edificio si presta perfettamente, come da simulazioni da noi elaborate, all’installazione di circa 40 metri quadri di pannelli, consentendo di rivolgere nella maniera migliore, cioè verso sud e con la giusta inclinazione, i pannelli.

Il costo stimato, basandosi anche sul bando appena emesso dal Comune e sui calcoli finanziari esposti in Commissione, sarebbe di circa 20.000 euro, comprensivi di manutenzione per 20 anni. Il tempo di ritorno dell’investimento sarebbe di circa 9 anni, con un introito per il Cinema Rosebud di 2100 euro all’anno, 1700 per il contributo in Conto Energia, 150 per il Contributo in conto scambio, 250 per il risparmio sulla bolletta.

Questo consentirebbe, ad esempio, di organizzare diverse proiezioni per le nostre scuole, capolavori della cinematografia, materiale didattico,ecc. Il cerchio si chiude se si proiettano film e documentari che testimoniano il massacro che il nostro territorio subisce a causa della massiccia urbanizzazione, realizzando un’importante funzione educativa, a costo zero.

Progetto fotovoltaico Cinema Rosebud

Scritto il 31 luglio 2010 da Matteo Olivieri

Ecco le linee progettuali per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 4 kWp, 4 chilowatt di potenza, da installare sul Cinema Rosebud. Una bozza su cui intervenire è immediato. E mettiamoli questi pannelli. Il progettino è allegato della mozione con cui si chiede di destinare i proventi delle sanzioni per abusi edilizi all’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici comunali.

LINEE PROGETTUALI PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO DELLA POTENZA DI 4 KWP SUL TETTO DEL CINEMA ROSEBUD

Il presente documento intende guidare la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 4 kWp sul tetto del Cinema Rosebud, in via Medaglie d’Oro della Resistenza 4.

Il tetto del complesso si presente piano, a più livelli. Il livello più basso è costituito dal tetto del foyer esterno, sovrastato di circa 1 metro e mezzo dal volume della sala di proiezione. Nella porzione nord, il punto più alto dell’edificio è costituito dallo spiovente che sovrasta il fondo del cinema, dove è collocato lo schermo di proiezione.

L’ampia metratura disponibile, in rapporto alle dimensioni contenute del presente progetto e alla metratura limitata della superficie a pannelli, rende possibile il corretto orientamento degli stessi, per massimizzarne la produzione. In particolare, lo spiovente a nord è perfettamente adatto, anche dal punto di visto architettonico, per essere accostato da un’installazione anch’essa a spiovente, consentendo una totale o parziale integrazione.

I calcoli economici sono stati effettuati da ampie fonti di letteratura, di natura commerciale e dagli stessi prospetti che hanno accompagnato il bando comunale per l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici comunali.

Il prospetto generale del dimensionamento e dei costi di realizzazione è contenuto nel seguente schema.

Tipologia pannelli Potenza di picco (kW) Metri quadri per kWp Metri quadri totali di superfici captante Costo/kwp Costo di manutenzione Costo totale
Monocristallino 4 9,4 37,7 4300 3000 20200

Il prospetto finanziario, considerato che la proposta richiede espressamente un investimento diretto senza ricorrere a prestiti di alcun genere, è riassunto nel seguente schema (valori riferiti all’anno solare):

Contributo Conto Energia 1756
Contributo in conto scambio 140
Risparmio sulla bolletta 230
Remunerazione annua 2126
Tempo di ritorno (anni) 9,5

L’impianto garantirebbe una rendita al servizio comunale (Cinema Rosebud) di circa 2100 euro all’anno. Considerando che l’attuale Conto Energia garantisce l’incentivo per 20 anni, e il tempo di ritorno inferiore a 10 anni, il Comune avrebbe inoltre un raddoppio del capitale investito, destinato ad aumentare a fine incentivo, in quanto una durata di circa 35 anni è ormai considerata acquisita, seppur a seguito di decadimento produttivo, peraltro considerato nei calcoli del prospetto di cui sopra.

Segue l’indicazione della possibile collocazione più idonea per l’impianto. In generale la parte bassa, quella meno adatta all’installazione a causa dei coni d’ombra di un albero a sud e del sovrastante volume della sala cinema, consta di circa 10 metri quadri.

La parte più adatta all’installazione, il volume della sala, è di circa 100 metri quadri, con la falda a spiovente sul lato nord con superficie di circa 20 metri quadri.

Fotovoltaico su tetti comunali:rilancio a 5 Stelle, ma spunta Tutankhamon

Scritto il 30 luglio 2010 da Matteo Olivieri

Il bando per il fotovoltaico sugli edifici comunali, da noi sempre sostenuto a spada tratta, è andato deserto. La fase bulimica di bandi pubblici ha fatto sì che nessuna banca e nessun progettista si facessero avanti con proposte concrete. Abbiamo così presentato un ordine del giorno per rilanciare il bando, ma è stato respinto. Per fortuna il PD ce l’ha copiato, e se lo è autoapprovato. E il giallo della calligrafia………..

Le meraviglie dell’attuale Conto Energia sono agli sgoccioli, molti enti pubblici stanno pubblicando bandi per chiedere i finanziamenti e coprire l’installazioni di mega impianti a terra (deleteri per l’occupazione di suolo, ma più convenienti dal punto vista finanziario) e sui tetti, come il Comune di Reggio.

Quest’ultimo ha purtroppo visto disertare il suo bando rivolto sia a Istituti di Credito che a progettisti: nessuno si è fatto vivo.

Così,il 26 luglio 2010, abbiamo presentato un Ordine del giorno per chiedere di fare al più presto un nuovo bando, e di considerare l’opzione di realizzare anche un solo impianto ma con fondi propri. In questo caso il ritorno economico sarebbe stato rapidissimo, senza pagare oneri finanziari alle banche.

In aula si è creato lo scompiglio: il PD ha chiesto di sospendere la seduta, perchè chiedeva tempo per presentare un proprio ordine del giorno. La Lega è insorta, facendo notare che non si può sospendere un Consiglio Comunale per ogni pisciata della maggioranza. Io mi godevo la scena da Repubblica delle Banane, con la buccia in mano.

Arriva l’Ordine del Giorno del PD: prima era stato scritto con una penna il cui colore non imprimeva sulla fotocopiatrice, poi arriva un testo incomprensibile. La Presidente è costretta a chiedere al Segretario di tradurre, si pensa di chiamare illustri calligrafi per risolvere il problema.

Dopo circa mezz’ora spunta il contenuto del fogliazzo del Partito Democratico: è uguale al mio! Loro mi votano contro, con 4 scuse da Bar Sport, io glielo metto in quel posto, e gli voto a favore il loro. Così, nel comunicato stampa in bella home page del Comune, compare il nome Reggio 5 Stelle.

Ecco però i retroscena del fogliazzo targato PD: pare che, trattandosi di una materia nuova e legata all’energia del sole, hanno chiamato Roma per vedere se qualche giovane tecnico poteva aiutarli. “Tecnici?” , gli hanno risposto.

Ma cercando il più giovane, che avesse a che fare con il Sole, ecco spuntare chi faceva al caso loro: Tutankhamon, nella sua veste di Dio Sole. Così si spiegano gli strani caratteri, i geroglifici  dell’antico Egitto, che hanno fatto dannare noi occidentali fino alla Stele di Rosetta.

Il sarcofago, per il PD, è già pronto.

Furti, prostituzione e soldi spesi male. Cittadini vs Politici.

Scritto il 29 luglio 2010 da Vito Cerullo

A Pieve tre furti in appartamento in pieno giorno. I cittadini la sera convivono con le prostitute. Occorrono politiche e progetti per prevenire il degrado e la delinquenza. Ma i soldi sono pochi. Si cerca di recuperare con i tagli sui costi della politica ma sono degli specchietti per le allodole. Sulle circoscrizioni invece, cade la scure del governo.

[ 1 ]

“28 luglio 2010 furti in tre appartamenti in via F.lli Cervi a Pieve Modolena. Ci hanno ripulito casa approfittando della nostra assenza. Ci hanno tolto molti nostri beni. La situazione di Pieve Modolena da alcuni anni è diventata critica. Ricordo che la zona anni fa era più tranquilla, è diventata una zona franca per i delinquenti comuni. I cittadini non si sentono più tutelati dalle politiche locali.

Questa è una parte della lettera che ho ricevuto ieri da uno dei cittadini di Pieve che ha subito il furto. Parla da sola. A Reggio i cittadini prendono iniziativa per migliorare la vivibilità del loro quartiere. Vedi i cartelli “no alla prostituzione” apparsi in alcune zone della città proprio in questi giorni, le associazioni che si impegnano nei parchi e per i giovani, creando aggregazione. Le forze dell’ordine fanno il possibile e non si possono colpevolizzare.

Ogni volta che si arresta un criminale la società ha fallito. Bisogna prevenire lo svilupparsi della delinquenza e del degrado, questo “richiede politiche pubbliche in settori come l’alloggio, l’occupazione, la formazione professionale lo sviluppo di attività del tempo libero”. Lo dice la Comunità Europea oltre al buon senso. Per dar vita a progetti simili ci vogliono soldi. E soldi ce ne sono pochi.

Mi indigno perché da consigliere di quel quartiere cosa posso rispondere a questo cittadino? Potrei portare in consiglio un’interrogazione, una mozione, o meglio, un intero progetto che punti a migliorare la vivibilità della zona. E i soldi? Lo farò comunque, è mio dovere provarci.

Il governo taglia, per carità siamo in tempo di crisi e bisogna tirare la cinghia. Ma i costi della politica rimangono alle stelle. Miliardi di euro spesi male.
Tagliano le spese sulle migliaia di auto blu (ma resterà comunque il più grande spreco sulle auto pubbliche al mondo), i parlamentari percepiranno 1.000 euro in meno, tagliano del 10% il loro stipendio (che rimane sempre il più alto d’Europa), ma arrivano i gettoni in commissione. Questa subdola ironia regna sovrana in parlamento. I parlamentari continuano ad andare in pensione dopo due anni e mezzo di legislatura, i barbieri del parlamento percepiscono 133.000 euro all’anno. I vitalizi erogati ai politici continuano ad esistere ovunque, anche in regione. Le province si tagliano solo a parole ed in campagna elettorale. Sulle circoscrizioni cade invece la scure. Un colpo netto che mette alla prova la volontà di questa istituzione di continuare la strada percorsa in tanti anni. Raccolgono le briciole degli sprechi, specchietti per le allodole. Le idee ci sono ma i soldi continuano ad essere spesi in malo modo, da nord a sud. Cittadini, rimbocchiamoci le maniche e partecipiamo alla cosa pubblica.

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

Il consigliere grillino di Voghera non può essere traferito, per legge!!

Scritto il 24 luglio 2010 da Matteo Olivieri

Dopo 3 mesi di accese battaglie a favore dei cittadini sull’acqua pubblica, il consumo del territorio e contro la partitocrazia, Francesco Rubiconto, il 15 luglio riceve una comunicazione, a nome del Direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio, che gli annuncia un imprevisto e immotivato mutamento di sede. Ma per legge non si può! Girate la  segnalazione in rete!

In base all’art. 78 punto 6 del Testo Unico degli Enti Locali, D.Lgs 267/200 e smi, il consigliere non può essere trasferito, ecco cosa si dice:

6. Gli amministratori lavoratori dipendenti, pubblici e privati, non possono essere soggetti, se non per consenso espresso, a trasferimenti durante l’esercizio del mandato. La richiesta dei predetti lavoratori di avvicinamento al luogo in cui viene svolto il mandato amministrativo deve essere esaminata dal datore di lavoro con criteri di priorita’. ……..”

Pertanto, ai sensi di legge, il provvedimento del Colosio è inefficace, ancor prima che appellabile. Questo è a tutti gli effetti, di legge, uno scandalo!
Tieni duro Francesco, Reggio Emilia è con te!!

Iscrivetevi alla mobilitazione Facebook contro il trasferimento di Francesco Rubiconto

L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno

Scritto il 24 luglio 2010 da Matteo Olivieri


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Audio dichiarazioni Iuna Sassi:

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di  qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma è doveroso il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani.

Segue una galleria di foto scattate questo pomeriggio presso la scuola nido Faber di via Fratelli Bandiera 20.


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

http://informainfanziaweb.provincia.re.it/informainfanziaweb/SchedaServizio.jsp?idServizio=429

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

L’audio può essere riascoltato a questo indirizzo:

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani, è doveroso.

Gli abitanti di Gavassa contro Delrio: vuole distruggere la nostra comunità

Scritto il 21 luglio 2010 da Davide Valeriani

Folla di persone incazzate ieri sera alla calda palestra di Gavassa per l’incontro voluto dal sindaco Delrio con gli abitanti per spiegare il progetto del nuovo impianto di TMB (Trattamento Meccanico Biologico).

Dopo l’introduzione del sindaco, una rappresentante dei cittadini di Gavassa ha chiesto subito la parola per leggere una lettera di protesta su come è stata impostata la serata, tra l’incredulità dei Delrio stesso che ha anche minacciato di andare tutti a casa e rivederci a settembre. I cittadini di Gavassa lamentavano, giustamente, che Delrio volesse presentare già il progetto per mettere a tacere le proteste sulla location dell’impianto e, inoltre, che fare una serata così il 20 di luglio mirava proprio a far passare proposte scomode, così come fatto dalla giunta provinciale da 20 anni a questa parte (Ruini prima, Masini poi).

Da lì in poi, la serata è stata letteralmente condotta dai cittadini, che hanno portato le loro perplessità e hanno ricevuto gli applausi della sala, mentre Delrio e l’architetto Kipar (per gli amici Hans) hanno ricevuto gli applausi solo delle persone che cercavano di uccidere le tante zanzare con un battito di mani!

Ciò che non convince del progetto non è tanto il TMB, condiviso da tutti, quanto quello che gli sta intorno. In particolare il fatto che, invece di utilizzare aree industriali già dedicate, si vada a colpire nuovamente del suolo agricolo (30 ettari!!) per creare una nuova zona industriale che, a detta dei pessimisti (o realisti?), potrebbe, tra qualche anno, ospitare anche il nuovo inceneritore.

Il Trattamento Meccanico Biologico è l’unica tecnologia che, abbinata a una raccolta differenziata spinta e a una riduzione dei rifiuti alla fonte, può davvero portare all’obiettivo “Rifiuti Zero“. Occorre trovare una locazione che rispetti l’ambiente e il suolo agricolo, ad esempio in una delle tante zone industriali reggiane. Però, si sa, finché avremo un’amministrazione che non crede a questo obiettivo, andremo poco lontano.

E soprattutto, lo vogliamo fare questo Centro Riciclo modello Vedelago?

Categorie: Rifiuti Zero
Tags: ,

Immagini amiche

Scritto il 19 luglio 2010 da Matteo Olivieri

La segnalazione dell’Associazione Skip Intro ha portato a un’interrogazione, in cui si chiede al Comune se intende aderire alla Campagna “Immagini amiche” lanciata dall’UDI, Unione Donne d’Italia. Oggi la risposta dell’Assessore Maramotti. E sempre oggi la firma per Reggio 5 Stelle di una mozione, per dare esplicita adesione, presentata dalla consigliera Venturini.

La campagna “Immagini amiche” ha questo scopo:

-         eliminare dal marketing e dalla pubblicità gli stereotipi di genere;

-         garantire il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona, vigilando affinchè marketing e pubblicità non comportino discriminazioni alcune, non contengano incitamento all’odio basato su sesso, etnia, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale e non contengano elementi di approvazione, esaltazione o incitamento alla violenza contro le donne;

Ecco la risposta del Comune all’interrogazione (1) (2).

La risposta è positiva, l’Assessore sottoporrà la campagna “Immagini amiche” alla Giunta, chiedendo la collaborazione dell’Associazione Skip Intro. Ciò si innesta, dice l’Assessore Maramotti, in una serie di iniziative in cui il Comune i diritti delle donne e la parità dei sessi, dalla difesa contro le violenze sulle donne fino alla conciliazione dei tempi e degli orari.

Contemporaneamente,  oggi, la consigliere Gigliola Venturini (PD) mi ha posto alla firma una mozione in cui si chiede un impegno formale per l’adesione alla campagna. Pertanto “Immagini Amiche” arriverà alla discussione in aula, nella viva speranza che il rispetto della donna ri-entri un pò di più nei comportamenti di tutti noi.