Il Movimento di Beppe Grillo appoggia il governo Monti.(?)
Certi giornalisti leggono il blog per affermare l’esatto contrario di quello che scrivo. E’ il loro mestiere. Io ho detto in un incontro pubblico, in una libreria, che “Monti è una brava persona”, una frase che è stata trasformata in un appoggio incondizionato al Governo (alla Bersani style per intenderci). Ho detto che Monti deve fare tre cose: cambiare la legge elettorale, risolvere i conflitti di interesse e bloccare l’aumento del debito. E anche che deve dare ascolto ai movimenti. Lo farà? Ne dubito, ma se lo facesse non potrei criticarlo per questo. Ho anche detto che chiunque può fare meglio del precedente governo. Oggi voglio fare il portavoce di me stesso e inviare un messaggio ad alcuni giornalisti “Andate a fanculo”. Per favore, non travisatelo.
Ps: Non ho rilasciato alcuna intervista al settimanale Oggi. (Beppe Grillo, 14.12.2011)
Occorrono delle mezze frasi per portare sui “giornali” un Movimento formato da centinaia di migliaia di cittadini. Meglio se riconducibili a Grillo o ai portavoce del M5S. “Notizie” diffuse su qualsiasi canale, dalla TV (ieri Gruber su La7) o dai giornali (il Giornale). Tutto questo dopo la secca replica di Beppe Grillo. E’ assolutamente vietato concedere lo stesso spazio ai nostri progetti, alle nostre idee, o al caso Parmalat ed ai V-Day.
Se questo è giornalismo, cari lettori, induciamoli a cambiare mestiere.
Distinti Saluti
p.s. il peso del nostro incessante lavoro ha degli effetti collaterali straordinari.
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Dopo le sparate di Bersani ecco il suo compare Berlusconi che in difficoltà, gli dà ragione e ribalta la realtà. A dimostrarlo e smentire Berlusconi e Bersani ci sono elezioni su elezioni in Veneto (dove il Movimento 5 Stelle ha preso il 14% in comuni del veronese ad alta densità leghista e lo stesso avviene in altre zone del nord) e le ultime elezioni in Molise dove il voto disgiunto di moltissimi elettori di centrodestra (non meno del 2% sul nostro 5.6% del candidato presidente viene dal centrodesra) ha contribuito al 5.6% del risultato del Movimento 5 Stelle ma anche a votare il candidato di centrosinistra.
Gli studi e le proposte degli Industriali di Reggio Emilia, a fronte di una crisi che cambia i connotati della nostra economia, lasciano basiti sia per i costi che per le scarse prospettive e l’inesistente innovazione.



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