Archivio per ‘Consiglio circoscrizionale’

Circoscrizione Sud, come se nulla fosse

Scritto il 6 luglio 2011 da

Si è parlato di nuovo di stazioni radio base per la telefonia mobile nel Consiglio della Circoscrizione Sud di martedi sera.

All’odg la richiesta di un parere in merito all’installazione di un’antenna presso la rotonda centrale della variante di Canali, presso via Serra. Aperta campagna o quasi dunque, nessun abitante nei dintorni potenzialmente esposto ai campi elettromagnetici generati dall’impianto.

Tuttavia ho disertato il momento del voto. Parere invotabile questo come tutti i pareri che in questi mesi possono venir richiesti dal Comune sull’argomento antenne.

Nonostante il 15 febbraio il Consiglio Comunale abbia approvato all’unanimità la nostra mozione per la realizzazione di un piano comunale per le antenne di telefonia mobile, ossia uno strumento che identifichi a priopri le zone della città dove potranno essere installate antenne, da allora non se ne è più fatto nulla, a parte una commissione aperta alla cittadinanza sulla quale è meglio evitare ogni commento. Intanto le richieste di nuove installazioni continuano ad arrivare, questa in particolare è del 15 maggio, perciò posteriore all’approvazione della mozione.

Alla luce di ciò ho posto una pregiudiziale allo svolgimento della discussione. La Circoscrizione non può accettare di continuare a ricevere richiesta di installazione da parte del Comune quando il Comune non fa la sua parte. Ho chiesto di rispedire la richiesta al mittente in modo da dare un segnale forte agli amministratori: o vi muovete a fare quello che avete promesso, il piano antenne, o fino ad allora ostruzionismo ad oltranza. Non possiamo continuare a perdere ore e ore a parlare di singole antenne, se spostarle di un metro a destra o a sinistra quando esistono gli strumenti per regolare con precisi criteri la questione.

Bocciata dalla maggioranza la pregiudiziale, ho allora invitato almeno a votare contro alla proposta di localizzazione in via Serra, ma nulla da fare. La contro proposta della maggioranza è stata di approvare il parere invitando però gentilmente l’amministrazione a procedere con la realizzazione del piano. Una forma di pressione di sicuro successo….

Nonostante i 5 mesi trascorsi dall’approvazione della mozione, ancora non è in vista nemmeno l’inizio del lavoro per il piano antenne, i cittadini che hanno animato questa battaglia aspettano e il per il consiglio di circoscrizione… come se nulla fosse!

L’incognita “Prostituzione”.

Scritto il 28 giugno 2011 da

Con il termine prostituzione si indica l’attività di chi offre prestazioni sessuali dietro pagamento di un corrispettivo in denaro.

Trovandosi di fronte ad un problema da sempre esistito, mai risolto e chissà se si risolverà, i governi corrono ai ripari. Si passa dalla pena di morte (sic) alla legalizzazione regolamentata. Germania, Svizzera o nel caso dell’Olanda si parla di “prestazione di servizi sessuali remunerata”. Prostituirsi è considerato un “lavoro”. Si può svolgere questo “mestiere” in proprio o da dipendenti, nei luoghi stabiliti dai comuni e solo se iscritti nel “registro delle imprese” , previdenza sociale, busta paga, libretto sanitario in regola, e rispetto tutte le norme vigenti. Lo sfruttamento è perseguito in ogni caso ed il controllo è capillare e semplificato.

L’Olanda non è diventata un Bordello, come qualcuno potrebbe pensare, L’italia si. Noi siamo il paese della via di mezzo. Siamo perbenisti e “quasi” proibizionisti. Non siamo ne carne, ne pesce. Prostituzione? Ni, grazie. La legge Merlin del 1958 ha chiuso le case, riempito le strade, gli appartamenti ed ha arricchito la malavita. Ma almeno in Italia siamo gente “assai più molto perbene”.

In Italia la prostituzione è legale, il cliente può essere multato e si possono “fermare” le prostitute riempendo la questura per due tre giorni al massimo. Il problema non si è risolto, anzi, il giro d’affari è stato “legalizzato” dalle cosche mafiose che, ringraziando, incassano miliardi di euro sfruttando vite umane mettendole in strada o negli appartamenti della città, per la felicità dell’intero condominio.

A Reggio Emilia i cittadini si mobilitano, si indignano e s’incazzano di fronte alla consapevolezza che il problema non sarà mai risolto. Si additano le forze dell’ordine, rese inermi e completamente incapaci dal buco legislativo lasciato da chi ci ha governato negli ultimi 50 anni. Nella nostra città la presenza di ragazze (anche minorenni) e trans si è spinta oltre le zone industriale e le periferie. C’è una forte presenza nelle zone urbane e negli appartamenti allestiti modello “case chiuse”.

Parliamoci chiaramente: lo stato dovrebbe Legalizzare la Prostituzione. Questo non eliminerà il problema dello sfruttamento, non educherà i nostri “utilizzatori finali” a tenere l’uccello in gabbia, non renderà giustizia alle donne, ma non possiamo lasciare il vuoto normativo e l’attuale caos che regna sovrano.
Investiremmo i proventi delle tasse per la prevenzione, la protezione e reinserimento nella società per le persone che denunciano gli sfruttatori. Impegneremmo le forze dell’ordine per distruggere i protettori e la criminalità organizzata e per svolgere controlli a 360 gradi.

Il movimento 5 stelle deve percorrere questa strada.

Vito Cerullo
Cons. Circ. Ovest
Reggio5Stelle BeppeGrillo.it

p.s. Segnalo l’importante iniziatica del comune di RE e di tanti volontari attivi sul territorio. Info e contatti sul progetto “ROSMERY”.

Canali – la variante incompiuta

Scritto il 28 giugno 2011 da

Una segnalazione di un cittadino ciclista spalanca le porte su una dimostrazione di pressappochismo dell’amministrazione comunale che, impegnata a migliorare il record di città con più piste ciclabili del paese, continua ad allungarle senza preoccuparsi di farle bene.

Stiamo parlando delle piste ciclabili della variante di Canali e del collegamento con Baragalla. Piste belle e illuminate da lampioni, che scorrono da ambo le parti della strada immerse  nella campagna e, grazie a terrapieni e boschetti, ancora giovani, quasi non ci si accorge di essere a un paio di metri da uno stradone. A vederle cosi sembrano il non plus ultra in fatto di percorsi ciclabili, tanto che ci scappa un applauso a chi le ha pensate.

Poi però smetti di contemplarle e provi a usarle per spostarti davvero, li iniziano i guai. Quali è presto detto, pare che tra lampioni e alberelli fossero finiti i soldi per fare le strisce ciclo-pedonali. Le piste sono infatti isolate, non collegate tra loro come dei tronconi incompiuti che finiscono in mezzo al nulla.

Cominciamo il nostro viaggio da Casale di Rivalta, la famosa rotonda a otto e, passato il ponte ci mettiamo in viaggio verso Canali. Arriviamo alla prima rotonda sulla Variante e troviamo il primo ostacolo: se dalla ciclabile sul lato sinistro vogliamo passare dal lato di Albinea la pista ci porta proprio nella rotonda, ma poi nulla. Finisce sull’asfalto e non possiamo in nessun modo raggiungere l’altra parte, se non a nostro rischio e pericolo. Niente strisce ovviamente.

Stiamo solo facendo una corsetta, quindi perché rischiare? Deviamo verso via Tassoni, passiamo sotto il cavalcavia e va tutto bene fino a che arriviamo alla rotonda di viale Piacentini e ci rimaniamo di sasso. La ciclabile – di nuovo – ci finisce proprio dentro come se fosse strada per auto. Mi guardo intorno, dall’altro lato della rotonda riprende la ciclabile, ma per raggiungerla devo immettermi con la bici dentro la rotonda, sperando che le auto, che li corrono forte, mi vedano e rallentino, dato che sono obbligato a percorrere la rotonda proprio come loro. Idem se volessi andare verso la città, su viale Luxembourg dove riprende la ciclabile. Non c’è il collegamento e nemmeno le strisce, dovrei passare per i campi o stare sul ciglio della strada.

Prendo un paio di strombazzate da parte degli automobilisti e mi butto nel traffico. Raggiungo l’altro lato e torno indietro sino al ponte di via Serra. Anche qui la ciclabile finisce in mezzo alla strada e non ci sono, da entrambi i lati del ponte, le strisce, ma per fortuna è poco frequentata. Vado avanti verso Albinea e ammiro il paesaggio un po’ campagnolo un po’ già urbano e arrivo alla rotonda con via Tassoni, stavolta a sud di Canali. Anche qui se volessi andare verso la frazione niente da fare per attraversare, devo arrangiarmi, ma in ogni caso poi non c’è ne marciapiede ne ciclabile e vengo sfiorato dalle auto. Inutile dire che anche sull’altro lato della variante la pista  muore contro la strada.

Si conclude il mio viaggio in questa opera incompiuta, fatta di tronconi lasciati isolati a fianco delle strade. In tutto ho contato almeno 9 attraversamenti ciclo-pedonali mancanti e 2 ciclabili che finiscono dentro una rotonda.

Un vero peccato, dato che sono piste per il resto davvero ben fatte, e mi vien da pensare alla solerzia sprecata dell’assessore Gandolfi, rapidissimo ad intervenire in difesa dei ciclisti lungo la semi-deserta via della Rivaltella, ma in grande ritardo su strade ben più pericolose.

RASSEGNA STAMPA (1) (2)

Le famiglie odiano l’auto, ma il biglietto dell’autobus aumenta 1,20 euro.

Scritto il 23 giugno 2011 da

Act (azienda trasporti di RE) taglia le corse in perdita e aumenta i biglietti per fare cassa. Peggio di così non si può. E’ un fallimento Politico. Su tutti, perdono i cittadini.

Il presidente ACT Angelo Malagoli e la politica che ci governa, spiegano il deficit  di 3.000.000 di euro dell’azienda, i tagli delle corse e gli aumenti dei biglietti, i quali sarebbero dovuti alla mancanza di utenti e di finanziamenti. Dirigenti e politici dovrebbero avere ben presente un concetto molto importante: il trasporto pubblico deve concorrere con l’automobile se vuole attrarre utenti e soldi.

Le politiche perseguite per anni, vanno dalla parte opposta e rimandano di molti anni un cambiamento culturale che avverrà comunque.  L’auto sarà presto abbandonata e ci ritroveremo un trasporto pubblico improduttivo ed indebolito, Km di strade, rotonde e parcheggi pagati con i soldi tolti al nostro futuro.

Si incentivano gli spostamenti in auto a scapito del trasporto pubblico. Eppure, fare i conti è facile.

L’aumento dei carburanti, rc auto, bollo e manutenzione, i costi delle materie prime rendono l’auto un costo insostenibile per molte famiglie. Pensate che i nostri stipendi aumentetanno? Pensate che questi costi diminuiranno? Sveglia!!!

Dobbiamo investire ed incentivare l’alternativa all’auto privata. Trasporto pubblico, trasporto collettivo, rete di piste ciclabili ben collegate tra loro e protette. Si continua ad investire sulla costruzione di strade per far spostare migliaia di macchine con una sola persona a bordo (l’80% degli spostamenti a Reggio. Fonte: Regione Emilia Romagna). Parcheggi da milioni di euro, come quello della tav che non si riempirà mai, e poi le rotonde nella rotonda.

Lavoro in zona Annonaria (grande zona industriale di Reggio Emilia) e da Calerno prendo il 2 tutti i giorni. Dalla fermata devo percorrere altri due o tre Km in bici per raggiungere l’azienda dove lavoro. E’ risaputo che le persone si spostano per lavoro, e a Reggio uno dei poli attrattivi più grandi della città è completamente sprovvisto di mezzi pubblici e pista ciclabile. Tutti in auto. Quel salto culturale l’ho già fatto insieme a tanti altri reggiani che continuano a resistere nonostante i disservizi aumentino di anno in anno. La mia “auto”, ovvero il mio “abbonamento” costa poco più di 26 euro al mese e sono ben disposto a spendere qualcosa in più, ma voglio un servizio efficiente. Con il consigliere Olivieri avevamo avanzato le nostre proposte per la mobilità in zona Annonaria.

Sono sicuro che se avessimo un trasporto pubblico efficiente, competitivo e moderno, capace di attrarre utenti e capitali, molte famiglie rinuncerebbero alle spese folli dell’auto per finanziare, con abbonamenti e biglietti il futuro della mobilità sostenibile della nostra città


Vito Cerullo
Consigliere Circ. Ovest
Reggio5Stelle BeppeGrillo.it

Rivaltella, tutti contro Gandolfi in Commissione

Scritto il 16 giugno 2011 da

Via Rivaltella: di seguito il comunicato stampa sull’ultima puntata di questa vicenda.

Si è tenuta martedi sera la Commissione alla Circoscrizione Sud, presenti i residenti, sulla questione della chiusura di via della Rivaltella. Gandolfi si scusa su tutto il fronte, e tutti i cittadini presenti si dicono contrari alla chiusura così come era stata operata. Ma in precedenza Gandolfi aveva affermato che tutti i residenti erano d’accordo tranne uno. Irregolarità da parte della Presidente di Commissione Aguzzoli, chiederemo di non svolgere la discussione di lunedì.

Nonostante l’ammissione di colpa sulla mancata richiesta di parere alla Circoscrizione e al Comune di Albinea che hanno reso illegittima l’ordinanza, l’assessore Gandolfi ha confermato la volontà di rendere ciclabile la via, senza tuttavia dare risposte chiare sulla sicurezza dei ciclisti. Essi infatti, se grazie alle sbarre saranno si protetti da un eventuale e non dimostrato futuro traffico di veicoli di non residenti, non lo sono da quelli dei residenti e soprattutto non lo sono affatto dagli ingombranti mezzi agricoli dell’azienda li esistente. Neppure su via del Burracchione, che collega via Rivaltella alla ciclabile del Crostolo sono previsti interventi a protezione dei ciclisti, nonostante l’estrema pericolosità di questa strada.

Per proteggere i ciclisti su una strada di campagna si barrica la strada, ma su una strada ad alto traffico non si fa nulla?

Il percorso ciclabile della Rivaltella è una vera  “cattedrale nel deserto”, una ciclabile di appena un chilometro scollegata dalla rete ciclabile della zona.

I residenti trovatisi chiusi dalle sbarre e i loro vicini di via Romesini hanno partecipato in massa all’assemblea, criticando l’iniziativa del Comune di Reggio e denunciando i disagi che dovranno affrontare con la chiusura della via, non risolti dalla dotazione di telecomandi per aprire le sbarre, telecomandi che inoltre sarebbero stati rifiutati ad un cittadino residente appena al di la di una sbarra.

Non si capisce inoltre come si possa considerare via Rivaltella come alternativa a via Tassoni per raggiungere Albinea, visto che in poche centinaia di metri ci sono ben sei curve ad angolo retto che rendono questo tracciato assai scomodo e pericoloso.

Per questi motivi riteniamo che le motivazioni  fornite dall’assessore Gandolfi per la chiusura della via non siano accettabili. È necessario proseguire il confronto coi residenti di via Rivaltella e via Romesino in modo che, se si vorrà confermare la chiusura della strada, lo si faccia solo una volta individuato il sistema che elimini o riduca al minimo i disagi per i residenti delle suddette vie.

Inoltre registriamo la violazione del Regolamento della Presidente della Commissione, Aguzzoli Claudia Dana, che ha tenuto un monologo finale di 24 minuti fungendo da “verbalizzatrice” sui generis, ed istradando la Commissione dove le piaceva di più, arrivando ad affermare che la Commissione stessa “non è entrata nel merito della questione”.

Per questo motivo porremmo, lunedì, una pregiudiziale allo svolgimento della discussione. Sull’argomento è stata richiesta una convocazione della Commissione di Garanzia e Controllo presso il Consiglio Comunale.

Alessandro Marmiroli – Consigliere Circoscrizione SUD

Matteo Olivieri – Consigliere Comunale

Biogas a Roncocesi, si può fare?

Scritto il 2 giugno 2011 da

(foto del depuratore di Roncocesi: a destra la struttura scura è il gasometro che contiene il biogas, a sinistra il cono bianco è la torcia di combustione)

Il depuratore di Roncocesi è dotato di una struttura “gonfiabile”, detta gasometro, dove si raccoglie il biogas prodotto dai processi digestivi. Tuttavia questo gas viene attualmente bruciato senza sosta da una grande torcia, che disperde l’energia in atmosfera.
Il biogas è infatti ricco di metano, e l’energia contenuta può essere sfruttata per produrre energia elettrica e calore in cogenerazione. Energia pulita e rinnovabile.
Abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale per conoscere quali sono i limiti tecnici che non hanno consentito finora di sfruttare questa preziosa risorsa, dove chiediamo anche tutti i dati tecnici per eseguire autonomamente una nostra valutazione.

Matteo Olivieri, Consigliere Comunale

Vito Cerullo, Cons. Circoscrizione OVEST

Una colletta per via Adua: i nuovi interventi viabilistici ci costano 75000 euro!

Scritto il 21 maggio 2011 da

Lo scorso 23 febbraio il consiglio di circoscrizione Nordest ha approvato l’ennesima modifica alla viabilità di via Adua, consistente in due interventi principali: la riapertura dell’accesso a via Adua per i veicoli provenienti da via dell’Aeronautica e la modifica della rotatoria tra via Adua e via Saragat per farla diventare “a goccia”, in modo da impedire, per chi proviene dall’Aeroporto, di proseguire diritto su via Adua. Importo dei lavori: 75.000 euro!

Gli interventi precedenti sulla via si sono tutti dimostrati fallimentari, come riconosciuto anche dagli esponenti della maggioranza, pertanto riteniamo che sia opportuno sospendere questi interventi e discuterne con i cittadini. Visti gli errori del passato, l’amministrazione ha già dimostrato di non riuscire a rispondere alle esigenze di cittadini e commercianti di via Adua.

Abbiamo proposto, con un ordine del giorno, di fare assemblee con i residenti e decidere insieme a loro una soluzione, rinviando l’intervento a una data successiva. Ma i partiti non ci sono stati: la maggioranza (PD e IDV) ha vota contro e Lega e PDL si sono astenuti.

Questo intervento fatto in fretta e furia, dall’utilità tutt’altro che scontata, porterà i cittadini reggiani a spendere 75.000 € senza la certezza che sia risolutivo al problema traffico di attraversamento della via e, allo stesso tempo, al permettere una più facile fruizione degli spazi commerciali della zona. Ancora una volta assistiamo alla prepotenza della politica nel prendere le decisioni, con amministratori che rifiutano di confrontarsi con i cittadini per paura delle reazioni.

Ieri 20 maggio, alcuni simpatizzanti del Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia, assieme a commercianti e residenti della zona e al consigliere della circoscrizione nordest Davide Valeriani, hanno manifestato la propria contrarietà agli interventi con un flash mob svoltosi dalle 18.30 alle 19.00 presso lo svincolo tra via Adua e via dell’Aeronautica, dove sono in corso i lavori. Agli automobilisti in coda è stato consegnato un volantino e una banconota del Monopoli da inserire in un’urna, per fare una colletta per finanziare questa opera inutile ed evitare che questo sperpero di denaro costringa a tagliare nuovamente sui servizi essenziali.

Ribadiamo ancora una volta che il problema del traffico di attraversamento non si risolve chiudendo o riaprendo strade, ma incentivando l’utilizzo dei mezzi pubblici (migliorandoli in primis) con corsie preferenziali, l’uso della bicicletta, del car sharing, del telelavoro.

Via Rivaltella, il parere che non esiste

Scritto il 19 maggio 2011 da

Nuovi colpi di scena nella vicenda di via della Rivaltella, la strada di campagna privata ma ad uso pubblico, di punto in bianco sbarrata in tre punti con accorgimenti che fanno tanto check point antiterrorismo irakeno.

L’ordinanza 945/2010, a firma del dirigente incaricato, con la quale si autorizza la realizzazione dei tre sbarramenti dichiara testualmente che si è preso atto del parere favorevole del Consiglio della Circoscrizione Sud, un parere che invece non esiste.

Ieri sera ho presentato interpellanza in merito al Presidente della Circoscrizione, Gianni Prati. Volevo sapere come mai non si è discusso in consiglio di una questione cosi importante. La risposta non poteva che essere scontata: nessuno dal Comune ha chiesto l’opinione dei consiglieri di quartiere, che teoricamente sono li proprio per quello, dato che conoscono il territorio perchè lo abitano.

Insomma, il Comune è intervenuto con un atto amministrativo che richiama un evento mai avvenuto, poichè la Circoscrizione Sud non ha mai  discusso ne avallato la chiusura di via della Rivaltella.

Alessandro Marmiroli

Consigliere Circoscrizione Sud – Reggio 5 Stelle

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