
In queste due settimane abbiamo praticamente una riunione di commissione ogni sera in quanto stiamo discutendo il PEG (Piano Esecutivo di Gestione) delle varie commissioni, ovvero come spendere i soldi che il Comune ha assegnato quest’anno alla circoscrizione (circa 130.000 euro, con una riduzione del 30% rispetto all’anno scorso).
E così lunedì sera è stato presentato il PEG della commissione scuola della circoscrizione Nordest, con numerosi insegnanti che sono venuti a sentire se i loro fantastici progetti verranno finanziati o meno. Purtroppo qualcuno tornerà a casa a mani vuote, a causa dei forti tagli ai fondi delle circoscrizioni. Ma, come mi ha detto il responsabile della commissione al termine della commissione, “alla fine le scuole e gli asili ci saltano fuori: i genitori tirano fuori 40-50 euro all’anno e si va avanti“. Ne siamo sicuri?
Ma questa è scuola pubblica? L’art. 34 della nostra Costituzione recita “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.“. Un nostro sostenitore, che ha un figlio che fa le elementari, mi ha passato questo dato: in una scuola primaria reggiana con circa 450 bambini, lo Stato passa alla scuola per le spese di cancelleria, carta igienica, e generiche spese di funzionamento 1800 euro l’anno. 4 € a bambino. E questa scuola, per tirare avanti, è obbligata a chiedere alle famiglie un contributo di 50 € l’anno per bambino. Lo Stato, che dovrebbe garantire la gratuità dell’istruzione inferiore e “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” (art. 3), ci mette 4, il cittadino ci mette 50, più di 12 volte tanto.
E mentre oggi stiamo a pensare ai processi del premier e a salvare il posteriore di Bertolaso, con la rassegnazione e a volte la collaborazione di quella che dovrebbe essere l’opposizione (vedi lo scudo fiscale), ci sono milioni di famiglie che non arrivano alla fine del mese, che non hanno una casa, che vivono in stato di degrado.
Per questo, in questi giorni, stiamo ultimando la raccolta firme per la presentazione della lista del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna che si presenterà alle elezioni regionali del 28-29 marzo 2010 candidando alla presidenza della regione Giovanni Favia, un ragazzo di 29 anni, incensurato, preparato e, nei suoi 8 mesi di consiglio comunale di Bologna (prima del commissariamento), definito il più efficiente. Crediamo in un’Italia migliore e vogliamo contribuire al rinnovamento. Partecipa anche tu!