Casalesi, arresti a Reggio: ci siamo

Casalesi, l’operazione Apogeo risponde alle domande poste in Consiglio Comunale. Due arresti, a Bagno e a Castellarano, hanno permesso di sgominare una banda dedita a truffa aggravata, riciclaggio, bancarotta,fraudolenta, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con l ‘aggravante del metodo mafioso. E’ la conferma di quanto predetto dalla Guardia di Finanza a inizio anno:Reggio crocevia di tutte le mafie.

L’allarme lanciato dal Generale della Guardia di Finanza, Domenico Minervini, in occasione del Report annuale 2010, si manifesta nell’operazione Apogeo. Reggio 5 Stelle ha presentato un’interpellanza a febbraio in Consiglio Comunale, cui l’Assessore Corradini ha puntualmente risposto sulla totale assenza di elementi documentali circa la presenza del pericoloso clan campano. Ora è tutto più chiaro: Reggio crocevia di tutte le mafie.

Soddisfazione per l’operazione Apogeo condotta dai Ros e dalla Guardia di Finanza, in cui sono finalmente emerse le evidenze della presenza e delle attività del pericoloso clan dei Casalesi.

Era stato proprio il Generale della Guardia di Finanza Domenico Minervini, in occasione del Report annuale 2010, a lanciare l’allarme circa lo sbarco in forze dei Casalesi in provincia: “i Casalesi privilegiano Reggio”. Sull’argomento abbiamo presentato un’interpellanza in Consiglio Comunale a febbraio, cui l’Assessore Corradini ha prontamente risposto. Si chiedeva quali evidenze documentali esistevano nell’Osservatorio Antimafia del Comune, strumento dell’Amministrazione nella lotta alle mafie. La risposta è che non risultava alcuna evidenza della presenza dei Casalesi.

La nuova operazione, che ha portato a due arresti tra Rubiera e Castellarano, rafforza ora l’allarme sulla presenza della nuova mafia a Reggio, dopo che una recente inchiesta ha portato al sequestro di beni per milioni di euro nel comune di Fabbrico, intestati ad una prestanome del clan che fa capo ad Antonio Amato, boss della cosca di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, e l’arresto, sempre in Emilia, di uno dei pesi massimi della camorra, Vincenzo Schiavone detto “‘O Copertone”.

L’aspetto rassicurante dell’inchiesta è che non si registrano nell’operazione Apogeo evidenze dell’attività dei Casalesi nel settore dei rifiuti, confermando quanto contenuto nella risposta dell’Assessore Corradini.

La finanza, le truffe, la gestione del denaro è quindi l’attività principale delle cosche nel reggiano, al momento. Non stupisce che ad essere colpite siano le zone, come Rubiera e Castellarano, confinanti con la provincia di Modena, dove l’attività dei Casalesi è conclamata da molti anni.

Sempre a Rubiera, pochi mesi fa, la maxi operazione che ha portato all’arresto di un sodalizio tra Cosa Nostra e ‘ndrangheta, che tentavano di scambiare un titolo in deposito in oro del valore stratosferico di 27 miliardi di euro.

Reggio crocevia di tutte le mafie, quindi. Mentre l’onesto chiude, la mafia prospera

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