Bilancio 2013: chi ha meno continua a finanziare gli interventi faraonici della Giunta

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In questi giorni le circoscrizioni stanno votando il loro ultimo atto importante prima di scomparire: il bilancio di previsione 2013. Dopo tanti rinvii si è arrivati a votare a giugno il bilancio 2013, costituito sostanzialmente da due filoni: tasse e imposte. E chi contribuisce maggiormente è sempre chi ha meno, alla faccia dell’art. 53 della Costituzione che parla di progressività delle imposte.

A prima vista potrebbe sembrare che l’IRPEF sia diventata progressiva, con aliquote differenziate in base al reddito, come Reggio 5 Stelle aveva richiesto già un anno fa con un emendamento che è stato poi bocciato dallo stesso Partito Democratico. Analizzando meglio il bilancio si scopre che, in realtà, la tassazione progressiva è uno specchietto per le allodole per camuffare un aumento dell’IRPEF e delle relative entrate del Comune. Evidentemente, quando c’è da incassare di più va bene tassare chi ha di più, ma a parità di entrate si preferisce tassare tutti allo stesso modo!

Anche le entrate dell’IMU sono aumentate di circa il 18%, senza differenziare chi ha un reddito basso da chi ha un reddito più alto, come denunciato anche dai sindacati, e continuando a tartassare i commercianti. Si parla tanto di rilancio del centro storico e poi si applica l’aliquota massima ai negozianti. Crediamo, e lo proporremo in consiglio comunale, che la riduzione dell’aliquota dall’1,06% allo 0,96% per i negozi del centro storico possa essere un primo segnale per venire incontro alle esigenze dei commercianti, preservando le loro attività che contribuiscono a mantenere vivo il quartiere.

Un bilancio pieno di parole e povero di fatti: si parla di incentivi al trasporto pubblico e poi si nota un taglio di finanziamenti da 2,3 milioni di euro (2012) a 1,6. Si parla di cartellone unico degli eventi culturali da anni ma, ancora, non si è visto. Si parla di interventi sul patrimonio pubblico, e uno pensa a riqualificazioni energetiche che portano posti di lavoro in città, e si scopre che ci si limita a tarare il riscaldamento e ridurre i punti luce!

I soldi, però, si trovano sempre per gli interventi faraonici che caratterizzano questa (parziale) giunta, vedi la Mediopadana, l’EXPO 2015, i funghi di Rota. Interventi che hanno dimostrato un ridotto impatto sul mondo del lavoro, un alto fattore di infiltrazioni mafiose e un alto costo, nel tempo, per la manutenzione da parte della città.

Come Movimento 5 Stelle riteniamo del tutto inaccettabile questa impostazione del bilancio, che privilegia grandi opere e taglia sui servizi essenziali, come trasporto pubblico e partecipazione (sempre minori i fondi assegnati alle circoscrizioni) aumentando le tasse. Il particolare momento di crisi economica e di ristrettezza di bilancio richiederebbe, invece, interventi coraggiosi in favore delle imprese e delle famiglie in difficoltà e consolidamento dei servizi essenziali.

Davide Valeriani – Consigliere Circoscrizione Nordest

Chiara Mussini – Consigliere Circoscrizione Sud

Vito Cerullo – Consigliere Circoscrizione Ovest

2 comments

  1. Perfettamente daccordo. In particolare quando si parla di ridurre gli impegni per manutenzione e gestione di grandi opere come la stazione mediopadana della TAV e concentrare più risorse possibili sui servizi fondamentali e sgravi.

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