CONTRO AZZARDOPOLI PROPOSTA DI DELIBERA ‘MODELLO BERGAMO’

Restrizione orari, niente azzardo negli edifici di proprietà Comune e partecipate, stop pubblicità delle vincite ed all’ esterno. L’appoggio di Matteo Iori (Papa Giovanni XXIII ) e Simone Feder presidente del Movimento No Slot alla proposta di delibera

Cantamessi (M5S): “Massima collaborazione con la Giunta e tutti i consiglieri comunali per approvare e migliorare la delibera in senso ancor più restrittivo, per combattere tutti insieme l’azzardopatia e la sua diffusione” 

REGGIO EMILIA 2 SETTEMBRE 2016 -Stretta contro il gioco d’azzardo con orari ridotti decisi dal sindaco, divieto di azzardo di ogni tipo in ogni struttura di proprietà del Comune, divieto di pubblicità delle vincite e per le stesse sale slot-vlt che non potranno sponsorizzare rotonde o altro. Sentito il parere degli uffici tecnici comunali, il gruppo del Movimento 5 Stelle del Comune di Reggio Emilia con il capogruppo Ivan Cantamessi ha presentato una Proposta di delibera esecutiva in consiglio comunale su un “Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito” che riprende il modello-Bergamo.

“In più rispetto all’esempio positivo della città lombarda, rispetto alla città orobica aggiunge nuove restrizioni come quella di togliere le eccezioni al divieto per Bingo e limitazioni su scommesse online – che ancora permanevano nel regolamento approvato a Bergamo” spiega Cantamessi. “Rispetto a Bergamo, per una questione tecnica e per lasciare maggiore libertà di azione al sindaco a seconda delle situazioni ed i quartieri della città, gli orari di limitazione non saranno specificati dal Regolamento, ma saranno decisi dal primo cittadino, che siamo certi ed auspichiamo porrà limitazioni dure come quelle adottate nella città orobica dove  è permesso giocare solo 6 ore al giorno su 24 in tre fasce orarie:  dalle 7:30 alle 9:30 del mattino, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21” spiega Ivan Cantamessi.

“Lasciando mani libera al sindaco, quest’ultimo potrà agire colpendo anche i ‘trucchi’ che magari sale slot-vlt-scommesse lontane da luoghi sensibili vorranno utilizzare.Questo è un problema sociale ed economico enorme ed è ora di prendere le misure” spiega il capogruppo M5S.

«La proposta come detto parte da quella restrittiva di Bergamo (Comune a guida Pd) ed è stata adattata alla realtà ed i regolamenti in vigore in Emilia Romagna, dove purtroppo rispetto al più virtuoso regolamento della Regione Lombardia non esistono limitazioni legate alla distanza da luoghi sensibili. La proposta di delibera è stata vagliata ed ha avuto l’ok degli uffici legislativi del Comune di Reggio che ne hanno assicurato la conformità e legittimità dal punto di vista legislativo».

Ora, prosegue il capogruppo del M5S in Comune, «stiamo raccogliendo le valutazioni anche delle associazioni no slot che sono tutte positive (vedi allegati) e siamo disponibili a migliorare ulteriormente il testo insieme agli altri consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Migliorare naturalmente in senso naturalmente sempre più restrittivo , nell’ ottica di prevenire la diffusione dell’azzardopatia a Reggio Emilia» spiega Cantamessi.

“Pareri positivi sono già arrivati da Matteo Iori del Conagga e presidente dell’Associazione onlus del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII e da Simone Feder, psicologo e presidente di No Slot (vedi dichiarazioni allegate).

LE RESTRIZIONIOrari-  Il sindaco avrà la piena facolta di determinare e limitare gli orari (a Bergamo non si gioca più di 6 ore al giorno e con la flessibilità legata alle zone di Reggio siamo certi che il sindaco Vecchi non andrà oltre il limite fissato dal collega Pd di Bergamo) di ogni struttura a seconda della zona di ubicazione- Stop azzardo nei locali del Comune e di proprietà delle partecipate– Inoltre i locali di proprietà del Comune o di anche di aziende partecipate non potranno ospitare nessun apparecchio (slot, vlt, sale scommesse, bingo) o giochi d’azzardo che prevedano vincite in denaro. Stop pubblicità vincite- Sarà anche vietato pubblicizzare all’interno e all’esterno dei locali le vincite realizzate – Stop pubblicità stradale e rotatorie – Vietata anche la pubblicità stradale e la sponsorizzazione delle rotatorie. Stop pubblicità luminose del locale –  L’Amministrazione comunale non autorizza inoltre l’installazione di insegne luminose o a luminosità intermittente indicanti l’apertura del locale all’esterno delle attività commerciali di cui al presente regolamento.

La “Cifra nera” e la domanda  a Reggio Emilia

Per ogni persona presa in carico o che entra in contatto con i servizi di aiuto pubblici, ce ne sono altrettante che entrano in contatto con professionisti privati. Ma molte, molte di più sono le persone che né intraprendono un percorso di cura, né vengono “intercettate” dai servizi di prevenzione. Per restare ai dati, l’onlus “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII”, che dal 2000 lavora sul territorio e oggi gestisce 5 gruppi settimanali in tutta la provincia, ha seguito 904 giocatori in 15 anni (2000-2015) e ricevuto oltre 1500 richieste di aiuto. Sono i dati che accompagnano la Proposta di Delibera di Consiglio che il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia ha depositato. Ma sono i dati che riguardano la “domanda”. O, meglio, quella parte della domanda che è possibile – proprio perché intercettata e fotografata nel suo impatto negativo e devastante sulla soggettività e le relazioni – qualificare con l’aggettivo “patologica”. Ma poi c’è un sommerso. Non solo un sommerso nella sofferenza – ciò che un criminologo chiamerebbe “cifra nera” – ma un sommerso dell’evidenza. Resta la percezione di un disagio che numeri e cifre non sanno o, forse, nemmeno possono raccontare. I numeri dell’offerta e del problema “azzardopatia”, oggi, ci dicono che in provincia di Reggio Emilia, ci sono circa 3600 macchinette (tra slot e vlt), quasi una (0,69) ogni 100 abitanti, sulle quasi 24mila presenti in tutta la Regione. Secondo i numeri della Commissione nazionale antimafia, sul territorio dell’Emilia Romagna, nel 2015, c’erano 23mila 448 macchinette. Di queste 18mila 233 sono disseminate nei bar e 5 mila 2015 in sala giochi, con una spesa media di 1348 euro procapite e una legge regionale che in Emilia-Romagna a detta degli operatori del settore è chiamata “camomilla”, tanto è innocua e tanto è ad oggi inutile per mettere un freno al problema.

MATTEO IORI (PAPA GIOVANNI XXIII):  “DA PROPOSTA M5S DUE PROPOSTE RILEVANTI: RIGUARDA TUTTI I GIOCHI AZZARDO E SI VIETA PUBBLICITA’ ALLE VINCITE”

A mio avviso ci sono almeno due cose molto rilevanti nella proposta del Movimento 5 Stelle sul gioco d’azzardo: per la prima volta si propone un regolamento che mette sullo stesso piano tutti i giochi d’azzardo senza limitarsi solo ad un paio di essi, e inoltre finalmente viene proposto il divieto di esporre all’interno e all’esterno dei locali immagini e scritte che pubblicizzino le vincite avvenute.

Forse sembrano cose di valore relativo, ma non è così. Ormai decine di comuni in tutt’Italia hanno costruito regolamenti per limitare i rischi del gioco d’azzardo, ma quasi tutti si sono concentrati esclusivamente sulle slot machine; gli apparecchi sono sicuramente fra i giochi più pericolosi ma non possiamo non riflettere sul fatto che in realtà i giochi più praticati dagli italiani (lo dice con chiarezza la ricerca Ipsad del CNR) sono i gratta e vinci, il lotto e le scommesse sportive. Tanto gli anziani quanto i giovanissimi, giocano molto frequentemente a questi giochi d’azzardo e alcuni fra loro arrivano a spendere cifre altissime nella speranza della grande vincita che possa cambiargli la vita. Questo regolamento riporta alla realtà, sottolineando che qualsiasi tipo di gioco d’azzardo può creare compulsività e dipendenza.

Non meno importante è il divieto di esporre immagini, scritti o altro che sottolinei le vincite avvenute. Questi messaggi finiscono per essere interpretati come “rinforzi motivazionali” a giocare e sono una forma di pubblicità ingannevole molto forte. E’ ingannevole perché mai i messaggi sottolineano anche quanti soldi sono stati persi nello stesso locale, ed è pubblicità perché promuove l’idea che quel posto possa essere particolarmente fortunato. In questo periodo a tanti sarà capitato di vedere in televisione dei servizi sul ricco montepremi raggiunto dal Superenalotto e interviste a persone che sottolineano come spenderebbero quei soldi; queste comunicazioni sono deleterie da un punto di vista psicologico, incentivando al gioco soprattutto per le persone più fragili. Nonostante vi sia una legge che vieta a tutte le televisioni generaliste di fare pubblicità all’azzardo dalle 7 del mattino alle 22, ci troviamo ad assistere a servizi del genere nei telegiornali; un regolamento che vieta messaggi di questo tipo negli esercizi commerciali è sicuramente un ottimo punto di partenza per sperare in un cambiamento complessivo su questo tema.

Matteo Iori

Presidente dell’Associazione Onlus

“Centro Sociale Papa Giovanni XXIII”

FEDER (NO SLOT): AVANTI ANCHE A REGGIO CON IL MODELLO BERGAMO, LE BUONE PRATICHE DI CITTADINANZA NON HANNO COLORE

«Il modello di contrasto all’azzardo proposto e attuato dal comune Bergamo può essere preso a modello e persino migliorato da altre città. Si tratta di un modello importante, che interviene sul lato dell’offerta, non limitandosi a mettere pezze quando i danni sono stati fatti. Avanti così, anche a Reggio Emilia, le buone pratiche di cittadinanza non hanno colore” dichiara

Simone Feder, Movimento No Slot

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