Avanti col TMB, ma quale? Il posto scelto è da del(i)rio!

Presto si discuterà la nostra mozione per uccidere l’inceneritore, e per fare un TMB della massima potenzialità di trattamento ecocompatibile. Intanto il TMB, a Gavassa, si poteva fare nell’area industriale, ma grazie a una scelta becera dell’Amministrazione si farà in un terreno agricolo, tra l’autostrada e la ferrovia TAV. Abbellito da un’immenso parco, sì, perchè a Reggio non si aspettava altro, un bel parco tra l’autostrada e la TAV. Un delirio!

Presto si discuterà la nostra mozione per uccidere l’inceneritore, e per fare un TMB della massima potenzialità di trattamento ecocompatibile. Intanto il TMB, a  Gavassa, si poteva fare nell’area industriale, ma grazie a una scelta becera dell’Amministrazione si farà in un terreno agricolo, tra l’autostrada e la ferrovia TAV. Abbellito da un’immenso parco, sì, perchè a Reggio non si aspettava altro, un bel parco tra l’autostrada e la TAV. Un delirio!

La furia dei cittadini di Gavassa trova una clamorosa conferma in quanto previsto dalla Legge
Regionale 20/2000, la legge urbanistica che ha introdotto le Aree Produttive Ecologicamente
attrezzate.
Sono aree industriali, anche esistenti ma soprattutto nuove, come quella di Gavassa,
che devono avere alti standard ambientali: energia, acque, ed anche rifiuti. La legge prevede che
la progettazione di queste aree tenga conto della massima dotazione ecologica, il TMB e il Centro
Riciclo modello Vedelago, da noi proposto, sarebbero stati perfettamente inseriti nella nuova area di
Gavassa. Introdotto dall’ all’Art. A-14, ecco lo strumento prevedere quelle aree.

Il Comune, se avesse redatto un PSC con lo sguardo al futuro, avrebbe previsto delle aree di
cessione, cioè date gratis all’Amministrazione, da parte delle aziende che intendono insediarsi
nella nuova Zona Industriale, in cui il Comune avrebbe potuto realizzarci TMB, Centro Riciclo
modello Vedelago, depuratore, ecc.
Questa cessione avrebbe portato a opere di urbanizzazione generale, il TMB e il Centro riciclo
da noi proposto sarebbero state una dotazione infrastrutturale della zona industriale, obbligando
ogni singolo proprietario a cedere una porzione di area gratis al Comune, si sarebbe dato il segnale
chiaro alla città che il riciclo dei rifiuti diventava una linea strategica per dare lavoro.
Invece l’hanno buttata sugli spiccioli, per risparmiare due soldi hanno collocato l’impianto in
un’area agricola, che costa meno. Ma quei soldi non sarebbero mancati o non mancherebbero se si
trattasse di un inceneritore da 200 milioni di euro! Adesso fanno economie sulle briciole, quando
potevano anche averle gratis!
Poi si assiste all’apoteosi sul Centro di Riciclo, l’impianto per trattare la raccolta differenziata della
città, e parte del rifiuto asciutto del TMB, sul modello di Vedelago, Treviso.
Delrio ha detto, nella serata di Gavassa, che col modello Vedelago la tariffa rifiuti costerebbe
il doppio. Neanche l’Assessore Ugo Ferrari, in un’imbarazzata risposta alla nostra interepellanza
sull’argomento, aveva osato tanto, come si può chiaramente leggere dal comunicato del Comune.

Ferrari aveva parlato di difficoltà a riprodurre il modello a Reggio, senza peraltro portare nessuna
prova in tal senso. Ma non aveva osato dire che costerebbe il doppio, sapendo benissimo che è una
falsità senza fondo e senza appello.
Ecco spiegati i lapalissiani motivi: oggi ENIA-IREN paga ditte per farsi ritirare i materiali della
raccolta differenziata, il Centro Riciclo invece li compra, pagandoli a chi fa la raccolta 7-8 euro a
tonnellata
,
che deve essere porta a porta come già in molte zone del Comune di Reggio. Ciò che ieri era un
costo, domani potrebbe diventare un entrata: ci dica come ha fatto i conti, il Sindaco medico, o chi
per lui, dove togliendo un costo e aggiungendo un entrata, invece di fare un affare si paga il doppio.
Balle.

Comments:3

  1. Il problema che esponi è, purtroppo, molto più grande. Viviamo un tempo in cui anche “Chi esercita le funzioni nell’interesse della Gente” antepone sistematicamente gli interessi di parte al bene della Comunità. Questo provoca inesorabilmente situazioni come quella che hai esposto. Col risultato finale di abbruttire e impoverire la Società. Abbruttire la Società: in quanto si vede prevalere sempre la logica di appartenenza rispetto alle persone, alle idee, alle energie e alll’impegno di quanti cercano di migliorare le risposte alle esigenze della Comunità.
    Impoverire la Società: in quanto il continuo favore la propria parte porta ad impegnare le risorse economiche, che la gente faticosamente apporta alle amministrazioni pubbliche, nel peggiore dei modi. Tali risorse vengono così sottratte ad altre attività verso i cittadini, che le amministrazioni pubbliche dovrebbero espletare.

  2. Mi sono chiesto più di una volta <>.
    Certamente il costo di un inceneritore che va da 200 a 500
    milioni di euro può essere un indizio.

    Ridurre tutto in un giro di mazzette o benefici per gli appalti
    non e realistico . Arrestano politici e tutti i giorni e ci vuole poco
    per rovinare una carriera.
    Si continua decisi sulla strada dell’ inceneritore nonostante le proteste
    dei cittadini e la sicura perdita di elettori.
    I professionisti della politica sanno bene quanto vale ogni voto e sanno
    che perderanno il consenso in intere aree.
    Allora perché l’ho fanno?
    Per muovere l’economia?
    In una ricostruzione immaginaria ma verosimile vedo i principali
    Attori di questa tragedia.
    I piccoli appaltatori: dal movimento terra ai cementificatori ed altri da identificare,
    le briciole.
    Poi Marzegaglia fa gli inceneritori e qui cominciano ad essere soldi veri centinaia
    Di milioni.
    Poi ci sono le banche che guadagnano finanziando l’ opera, con soldi che non hanno,.
    Qui entrano in campo le banche e quelle grosse quelle dentro nel capitale della Banca D’Italia
    E di conseguenza nella capitale banca centrale Europea.
    A meno che questi soldi le banche li hanno, e non li hanno!
    Come fanno? Li stampano e poi ce li prestano!
    Un affare per tutti.
    Meno per chi deve pagare il conto.

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