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Amianto assassino. Reggio seconda in regione.

Scritto il 7 ottobre 2011 da

Amianto!! Amianto! Quando abbiamo proposto di far bonificare l’amianto presente sugli edifici pubblici aperti al pubblico, sostituendo, ove possibile, il minerale killer con pannelli fotovoltaici a costi ridicoli per il comune, sono arrivate solo “parole”. Palestre, ospedali, asili, (almeno quelli!!) sono pieni di Amianto. Reggio Emilia è al secondo posto in regione con 99 siti da bonificare, in vetta c’è Modena con 107 immobili.

Se si facesse questo benedettissimo “censimento”, come proposto dai consiglieri 5 stelle sia in regione che in comune, vedremmo salire vertiginosamente i numeri degli edifici pubblici contaminati.

E pensare che esistono moltissimi incentivi. E pensare che la bonifica è prevista per legge entro il 2012 (salvo proroghe e ri-proroghe). E pensare che l’amianto uccide. E pensare che basterebbe non pensare.

Attendiamo con molta ansia un cenno dagli amministratori. Intanto, trattenete il respiro.

Parma è stata liberata. L’italia no.

Scritto il 30 settembre 2011 da

Assessori, funzionari e politicanti vari, grazie al loro impegno civico, al loro importantissimo contributo, ed alle prestazioni politiche a dir poco stupefacenti, hanno reso Parma uno dei comuni più indebitati d’Italia (forse d’Europa). Per farli scollare da quelle “cadreghe” sono intervenute le forze dell’ordine con le manette. Attendiamo i lavori della magistratura.

I cittadini di Parma da molto tempo erano scesi in strada per urlare il proprio sdegno contro una classe dirigente scandalosa. Hanno presidiato i consigli comunali, invaso le strade, tutto questo per ribellarsi all’illegalità. Prima cento, poi duecento. Migliaia di persone “pulite” hanno liberato la città.

Il sindaco di Parma si è dimesso. La città ha la possibilità di ripartire da zero. Il nostro sguardo è volto verso le associazioni di cittadini, i comitati, ed ai ragazzi del Movimento 5 Stelle.

Parma cerca di ripartire mentre l’Italia sembra paralizzata. I Politici pregiudicati che legiferano nel nostro parlamento sono 24, quasi 100 fra indagati, prescritti e condannati provvisori. Raffaele Fitto, imputato per associazione a delinquere e corruzione, Altero Matteoli, imputato per favoreggiamento, Paolo Romano, imputato per mafia è stato salvato dalla “Lega Nord” di Umberto Bossi, anche lui pregiudicato per mazzette e istigazione a delinquere, Roberto Maroni, condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Per non parlare di un premier indagato per reati impensabili per una società civile. Un Parlamento pulito è chiedere troppo vero?

L’Italia come Parma. E forse, potremmo davvero sperare in un’altra Islanda.

Codemondo e le code infinite. Soluzioni?

Scritto il 20 settembre 2011 da

Presenterò un’interrogazione per chiedere alla Circoscrizione Ovest di convocare una riunione ed inserire nell’ordine del giorno la “mobilità di Codemondo”, invitando i cittadini a partecipare.

In dieci anni nella sola frazione di Codemondo la popolazione è aumentata del 53%. Da poche settimane la circoscrizione Ovest ha discusso il Progetto del Piano Urbanistico Attuativo di iniziativa privata, posto in località Codemondo – Via Pigoni, che a breve prevede la realizzazione di altri edifici residenziali, circa 30 appartamenti. Altri residenti, altro traffico.

Per la continua costruzione di strade, assi attrezzati e rotonde vengono impiegati la maggior parte degli investimenti pubblici che non hanno risolto il problema della mobilità reggiana. Per la strada provinciale 28 Reggio-Montecchio sono state realizzate varie rotonde, restrizione della carreggiata ed infine, il semaforo in questione.

La nostra proposta. La situazione iniziale, senza semaforo e con gli interventi già realizzati, sembra essere la soluzione migliore. Da via Antica e via del Quaresimo, obbligo di svolta a destra per immettersi sulla provinciale, e per chi è diretto nella direzione opposta, si può svoltare nelle due rotonde distanti pochissimi metri.

Gli nterventi già attuati, come il restringimento della carreggiata, migliore segnaletica orizzontale e verticale, dovrebbero diminuire la velocità e scongiurare incidenti. Credo che in questo modo si potrà dare un riscontro tangibile sia alle richieste dei residenti sia agli automobilisti in coda.

I residenti di via Antica, una stradina di campagna, vedranno aumentare il traffico. Infatti, chi arriva da Corte Tegge, per evitare la rotonda Mariella Burani, passa per via Antica perché incentivato proprio dalla presenza del semaforo.

Alla Circoscrizine chiediamo quali interventi sono previsti per diminuire la coda che il semaforo crea in entrambi i sensi di marcia?

Vito Cerullo
Cons. Circoscrizione Ovest

Reggio 5 Stelle Beppegrillo.it

La ‘ndrangheta reggiana: da anni si conoscono nomi e cognomi. Inchiesta di skytg24.

Scritto il 8 settembre 2011 da

Dal nulla “sono diventati padroni di un Impero”. Alcune aziende diventano dei veri e propri Bancomat, altre sono utilizzate come basi operative. In questo modo le cosche reggiane finanziano ed organizzano le loro attività criminali.

Parole che trovano riscontro anche nella testimonianza di Salvatore Angelo Cortese, il primo pentito di ‘ndrangheta. Cortese è un uomo di spicco delle cosche e le sue dichiarazioni si rivelano fondamentali per molte indagini, alcune delle quali puntano dritto su Reggio Emilia. Solo nel 2009 la DDA di Catanzaro cancella uno dei tanti business mafiosi. Da nord a sud vengono sequestrati beni e quote societarie dal modesto valore di 40.000.000 di euro. Una dose di soldi sporchi che la ‘ndrangheta ha iniettato nell’economia legale. Il PIL cresce con il cospicuo contributo delle mafie. Quei quattrini sono frutto di svariate attività mafiose, ricatti, minacce ed omicidi. Gli imprenditori onesti, reggiani o meridionali che siano, vengono strangolati da un sistema capace di fare impresa.

Spezzone dell’inchiesta di Sky sulla mafia a Reggio:

Nella relazione sulla mafia del Prefetto di Reggio del 20 settembre 2010, e soprattutto nell’ordinanza del tribunale di Catanzaro emergono molti dettagli sugli affari illeciti della ‘ndrangheta, ormai ben radicata nel nord. Dei 37 arresti, nel reggiano vengono fermati Salvatore Capicchiano (34), Salvatore Procopio (35), e Pugliese Michele (33), quest’ultimo sarebbe il titolare di un’azienda di trasporti a Santa Vittoria di Gualtieri, la Nuova Inerti srl, e figlio del boss Franco Pugliese che da Viadana “procurava” voti per il sen PDL Di Girolamo. I tre offrivano appoggio ed operavano a nome e per conto delle cosche. Secondo gli inquirenti fra le attività principali delle cosche c’è l’estorsione, e gli obiettivi  “sono i titolari e/o gestori di importanti attività imprenditoriali”, come la Autotrasporti Giglio, di Giglio Giuseppe, sita in Gualtieri di Reggio Emilia, e la Millefiori Service s.a.s. di Vertinelli Giuseppe & c., ristorante, pizzeria, ubicato in Montecchio di Reggio Emilia.

Il pentito Cortese nella sua testimonianza fa nomi e cognomi. Parla dell’impero creato dai Muto di Gualtieri e dei soldi che questi avrebbero versato alle cosche. Le ditte pagano anche senza minacce, “non c’è bisogno di fargli la minaccia o di fargli attentato .. vogliono tranquillità sia a Reggio Emilia, a Gualtieri, e sia in Calabria perché sanno che se loro sbagliano vengono toccati” dice il Cortese. Più le ditte ingrandiscono il loro “Impero”, più le cosche riescono a ricavare profitti. Basta una telefonata ed arrivano mazzette da 2.000 a 50.000 euro, contanti o assegni.

A poche settimane dall’inchiesta di Sky finisce in galera Antonio Muto, 40enne, accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento della società Marmirolo Porfidi, con sede legale a Trento. Secondo le accuse, Muto, attraverso la ditta Cms di Reggio, avrebbe svuotato l’azienda, appropriandosi sia dei mezzi, sia del materiale ghiaioso. La Marmirolo Porfidi è stata dichiarata fallita nell’agosto 2010 dal Tribunale di Trento, lasciando un buco di 8 milioni di euro.

Mafia spa possiede miliardi di euro da ripulire ogni anno. L’assenza di regole nella finanza, e lo sterminato potere delle banche, offrono un prezioso aiuto per gestire i capitali mafiosi. Claudio Meneghetti nel suo libro scrive:  “Operatori del sistema bancario, avvocati e commercialisti più composti e precisi aprono le braccia come se si trattasse di una situazione inevitabile. Insomma pare che tutti sappiano qualcosa ma nessuno è disposto a sobbarcarsi l’onere di entrare nel dettaglio del territorio in cui risiede. Il problema è sempre di altri. L’omertà al nord ha queste caratteristiche.”

Ovunque si presenti, il Movimento 5 Stelle deve studiare e ricercare continuamente idee e proposte per prevenire e sconfiggere la mafia. A Reggio Emilia l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine, della Camera di Commercio con Enrico Bini, e del  Prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro (Siciliana doc) ci rende fiduciosi ed attivi. Reggio 5 Stelle darà il suo piccolo contributo. Con il consigliere Matteo Olivieri siamo da sempre impegnati su qualsiasi proposta (destra, sinistra, centro) utile ed efficace nella prevenzione e nella lotta alla mafia. Nel nostro programma molti punti riguardano proprio l’Antimafia, ne cito alcuni:
1) per i grandi appalti imporre alla ditta vincitrice l’apertura di un conto corrente dedicato dove saranno tracciati tutti i movimenti di denaro
2) Centro Comunale Unico di Controllo per raggruppare le forze già  operative ed ottimizzare i dati e le segnalazioni sui cantieri per poi attivare tutte le forze preposte proprio sui  cantieri a rischio (uniti si vince);
3) osservatorio online degli appalti e subappalti, nostra proposta approvata dal comune.

Vi invitiamo a visionare il nostro programma e a lasciare il vostro contributo per rendere efficace il nostro piccolissimo sforzo nella lotta alla Mafia. Riteniamo di primaria importanza la continua collaborazione con le associazioni e i singoli cittadini impegnati nella lotta alla mafia.

Ai meridionali oppressi dal sistema mafioso, minacciati e sfruttati, riprendo l’appello di Olivieri lanciato tempo fa: Ribellatevi.

Vito Cerullo
Consigliere Movimento 5 Stelle

p.s. Un ringraziamento alla Casa della Legalità – onlus ed a Christian Abbondanza da sempre contro le Mafie.

Il popolo Islandese fa la Rivoluzione. Non ditelo agli italiani, potrebbero svegliarsi.

Scritto il 20 luglio 2011 da

Il popolo Islandese da pochi mesi è davvero “sovrano” ed è il solo artefice del futuro della nazione.

Per anni abbiamo seguito con attenzione il fallimento dell’Islanda tramite le notizie trasmesse ininterrottamente dai media di tutto il mondo, ma la vera notizia è stata volutamente “nascosta”:

Rivoluzione.

Il popolo islandese è riuscito a far dimettere il Governo e cambiare la politica del nuovo governo rivoltando come un calzino l’intero “Sistema”, vero responsabile del fallimento del paese. Banche nazionalizzate, referendum dove i cittadini hanno deciso all’unanimità di non pagare un debito creato dalle politiche scellerate delle banche, e dalla inefficienza della politica. E’ stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Questa è la Rivoluzione Islandese.

Proposte, progetti, fatti, decisioni “estreme” volute dalla maggioranza dei cittadini per un vero cambiamento. I cittadini non più sudditi ma diretti responsabili del proprio futuro.

Cerco di riassumere i fatti:

Le casse dello stato al collasso, il governo cade sotto le continue proteste dei cittadini. (In Italia, Parma è forse l’unico nostro bagliore di luce). Nel 2009 nuove elezioni anticipate, nuovo governo di “Sinistra” e nuove promesse d’intervento contro il modello “neoliberista” che ha distrutto un intero stato. Ma il governo cede subito alle richieste delle potenze finanziarie europee (FMI, BCE, etc.) che spingono il “Nuovo Governo” a varare una “manovra di salvataggio”, una lacrime e sangue tutta Islandese. In poche parole si “deve” nazionalizzare (scaricare) il debito contratto dalle politiche “scellerate” delle “Caste” sulle spalle della popolazione.

Sono Miliardi di Euro che i cittadini devono “pagare”, circa 100 euro al mese per ogni Islandese sarà versato (a chi?) per più di 15 anni. Ma la Rivoluzione continua in strada e nelle piazze. Ognuno ci mette del suo, a costo di perdere tutto, la rivoluzione non deve cessare.. Ancora presidi prolungati davanti al parlamento Islandese che promette soluzioni, sempre le stesse. Come sono sovversivi e tirchi questi Islandesi, proprio non vogliono sottomettersi e pagare. Questa lunga ed insistente “protesta” porta il governo ad un cambio di rotta. I politici decidono finalmente di stare dalla parte di coloro che dovrebbero rappresentare.

Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuta di ratificare la legge che avrebbe scaricato il peso della crisi sulle spalle dei cittadini, e su richiesta di questi ultimi, indice un referendum consultivo. Democrazia partecipata e diretta. Il popolo è sovrano. Il 93% degli Islandesi manda a fanculo l’intero sistema e inizia a partecipare direttamente a tutte le decisioni politiche. I “banchieri” congelano immediatamente il prestito concesso all’Islanda per la “ripresa”. Ma i cittadini continuano la Rivoluzione nel silenzio assordante dei media Europei.

E’ stato creato un consiglio costituente eletto e composto da semplici cittadini. Si avviano i lavori per creare un nuova Costituzione Islandese, per sottrarre il paese dallo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. La grandissima novità è stato il modo in cui è stata redatta la nuova Costituzione. “Io credo – ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente – che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet“.

Alla nostra Woodstock a 5 Stelle ha partecipato una protagonista del “Movimento Islandese” molto simile al nostro Movimento 5 Stelle. Questa donna straordinaria ci ha informato su alcuni passaggi di questa Rivoluzione. In Islanda, ognuno vale uno. Tutto questo mi ricorda un’idea tutta Italiana. Dobbiamo crederci ed impegnarci, mai rassegnarsi.

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Patrizia Domenichini e Vito Cerullo

IL 10 SETTEMBRE SAREMO TUTTI A ROMA DAVANTI MONTECITORIO PER UN PARLAMENTO PULITO

L’incognita “Prostituzione”.

Scritto il 28 giugno 2011 da

Con il termine prostituzione si indica l’attività di chi offre prestazioni sessuali dietro pagamento di un corrispettivo in denaro.

Trovandosi di fronte ad un problema da sempre esistito, mai risolto e chissà se si risolverà, i governi corrono ai ripari. Si passa dalla pena di morte (sic) alla legalizzazione regolamentata. Germania, Svizzera o nel caso dell’Olanda si parla di “prestazione di servizi sessuali remunerata”. Prostituirsi è considerato un “lavoro”. Si può svolgere questo “mestiere” in proprio o da dipendenti, nei luoghi stabiliti dai comuni e solo se iscritti nel “registro delle imprese” , previdenza sociale, busta paga, libretto sanitario in regola, e rispetto tutte le norme vigenti. Lo sfruttamento è perseguito in ogni caso ed il controllo è capillare e semplificato.

L’Olanda non è diventata un Bordello, come qualcuno potrebbe pensare, L’italia si. Noi siamo il paese della via di mezzo. Siamo perbenisti e “quasi” proibizionisti. Non siamo ne carne, ne pesce. Prostituzione? Ni, grazie. La legge Merlin del 1958 ha chiuso le case, riempito le strade, gli appartamenti ed ha arricchito la malavita. Ma almeno in Italia siamo gente “assai più molto perbene”.

In Italia la prostituzione è legale, il cliente può essere multato e si possono “fermare” le prostitute riempendo la questura per due tre giorni al massimo. Il problema non si è risolto, anzi, il giro d’affari è stato “legalizzato” dalle cosche mafiose che, ringraziando, incassano miliardi di euro sfruttando vite umane mettendole in strada o negli appartamenti della città, per la felicità dell’intero condominio.

A Reggio Emilia i cittadini si mobilitano, si indignano e s’incazzano di fronte alla consapevolezza che il problema non sarà mai risolto. Si additano le forze dell’ordine, rese inermi e completamente incapaci dal buco legislativo lasciato da chi ci ha governato negli ultimi 50 anni. Nella nostra città la presenza di ragazze (anche minorenni) e trans si è spinta oltre le zone industriale e le periferie. C’è una forte presenza nelle zone urbane e negli appartamenti allestiti modello “case chiuse”.

Parliamoci chiaramente: lo stato dovrebbe Legalizzare la Prostituzione. Questo non eliminerà il problema dello sfruttamento, non educherà i nostri “utilizzatori finali” a tenere l’uccello in gabbia, non renderà giustizia alle donne, ma non possiamo lasciare il vuoto normativo e l’attuale caos che regna sovrano.
Investiremmo i proventi delle tasse per la prevenzione, la protezione e reinserimento nella società per le persone che denunciano gli sfruttatori. Impegneremmo le forze dell’ordine per distruggere i protettori e la criminalità organizzata e per svolgere controlli a 360 gradi.

Il movimento 5 stelle deve percorrere questa strada.

Vito Cerullo
Cons. Circ. Ovest
Reggio5Stelle BeppeGrillo.it

p.s. Segnalo l’importante iniziatica del comune di RE e di tanti volontari attivi sul territorio. Info e contatti sul progetto “ROSMERY”.

La Mafia “reggiana” ha il suo boss. Libero.

Scritto il 19 giugno 2011 da

Traffico e spaccio di droga, prostituzione, gioco d’azzardo, estorsioni. Sono alcuni dei campi di eccellenza delle mafia nostrana. La ‘ndrangheta.
Miliardi di euro sporchi di sangue, da ripulire, riciclare e spendere nel sistema dell’economia legale.

Obiettivo principale: infiltrarsi e guidare gli affari.

I prestanome della mafia vengono segnalati ed assunti dalle imprese locali. Una volta “infiltrati” controllano gli affari di Mafia spa per nome e per conto dei Boss, i quali sarebbero impossibilitati a svolgere queste attività in prima persona.

Questi insospettabili “yes men” pilotano gli affari dall’interno delle imprese “oneste” imponendo l’acquisto di beni e materiali dalle aziende collegate, decidono a chi affidare i subappalti.

E chi si oppone?
Intimidazioni, incendi, furti e danneggiamenti nei cantieri di chi è “ostile al sistema” reggente.

Nicolino Grande Aracri è il boss di Reggio Emilia. Condannato a 17 anni nel processo “Scacco Matto”, confermati dalla cassazione nel 2007. Nicolino è sospettato di essere il mandante di 7 omicidi commessi più di dieci anni fa. Oggi è un uomo libero.

Confidiamo nella giustizia.

Vito Cerullo

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foto – il boss Nicolino Grande Aracri

Biogas a Roncocesi, si può fare?

Scritto il 2 giugno 2011 da

(foto del depuratore di Roncocesi: a destra la struttura scura è il gasometro che contiene il biogas, a sinistra il cono bianco è la torcia di combustione)

Il depuratore di Roncocesi è dotato di una struttura “gonfiabile”, detta gasometro, dove si raccoglie il biogas prodotto dai processi digestivi. Tuttavia questo gas viene attualmente bruciato senza sosta da una grande torcia, che disperde l’energia in atmosfera.
Il biogas è infatti ricco di metano, e l’energia contenuta può essere sfruttata per produrre energia elettrica e calore in cogenerazione. Energia pulita e rinnovabile.
Abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale per conoscere quali sono i limiti tecnici che non hanno consentito finora di sfruttare questa preziosa risorsa, dove chiediamo anche tutti i dati tecnici per eseguire autonomamente una nostra valutazione.

Matteo Olivieri, Consigliere Comunale

Vito Cerullo, Cons. Circoscrizione OVEST

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