Certi giornalisti leggono il blog per affermare l’esatto contrario di quello che scrivo. E’ il loro mestiere. Io ho detto in un incontro pubblico, in una libreria, che “Monti è una brava persona”, una frase che è stata trasformata in un appoggio incondizionato al Governo (alla Bersani style per intenderci). Ho detto che Monti deve fare tre cose: cambiare la legge elettorale, risolvere i conflitti di interesse e bloccare l’aumento del debito. E anche che deve dare ascolto ai movimenti. Lo farà? Ne dubito, ma se lo facesse non potrei criticarlo per questo. Ho anche detto che chiunque può fare meglio del precedente governo. Oggi voglio fare il portavoce di me stesso e inviare un messaggio ad alcuni giornalisti “Andate a fanculo”. Per favore, non travisatelo.
Ps: Non ho rilasciato alcuna intervista al settimanale Oggi. (Beppe Grillo, 14.12.2011)
Occorrono delle mezze frasi per portare sui “giornali” un Movimento formato da centinaia di migliaia di cittadini. Meglio se riconducibili a Grillo o ai portavoce del M5S. “Notizie” diffuse su qualsiasi canale, dalla TV (ieri Gruber su La7) o dai giornali (il Giornale). Tutto questo dopo la secca replica di Beppe Grillo. E’ assolutamente vietato concedere lo stesso spazio ai nostri progetti, alle nostre idee, o al caso Parmalat ed ai V-Day.
Se questo è giornalismo, cari lettori, induciamoli a cambiare mestiere.
Distinti Saluti
p.s. il peso del nostro incessante lavoro ha degli effetti collaterali straordinari.
I politici ingenui contribuiscono nell’avanzata dell’armata dei vigliacchi, i mafiosi. Il mafioso vi toglie il lavoro perchè siete dei lavoratori onesti. Il mafioso non ha bisogno delle leggi del mercato, dello spread, di concorrere o gareggiare. Il lavoro lo conquista a suon di moneta, e se occorre, con la violenza. E’ il più forte, il più ricco, specie di questi tempi. Il mafioso diventa invincibile grazie all’appoggio degli ingenui, meglio se appartenenti alla categoria dei politici. Il mafioso preferisce l’amicizia di chiunque si dimostri un ingenuo. Poi chiede il conto, un conto salatissimo per i cittadini. Tutto questo potrebbe sembrare ovvio, scontato, cristallino. Invece non è così. Sono tantissimi i collusi, i corrotti, i prescitti, indagati ed ingenui.
Il sig. Zobbi, un rappresentante dei cittadini e dirgente UDC, nonostante la sua esperienza politica, risulta coinvolto in affari poco chiari. Lo dico, il sig Zobbi è innocente fino a prova contraria. Sembra che non sappia nemmeno scrivere ‘Ndrangheta, ovvero omicidi, pizzo, droga, delinquenza, corruzione, malavita, malaffare, omertà. Proprio nella sua Reggio i mafiosi stanno mettendo a rischio un intero “sistema”. Sembrano così ingenui questi politici. Pensate, dal lontano 1994 le varie Commissioni Parlamentari Antimafia composte dai nostri politici, anche reggiani, hanno raccolto una miriade di dati di fatto, che eliminano il benchè minimo dubbio sull’evidente relazione tra mafia e politica. Altro che infiltrazioni. Al nord le cosche si sono già spartite il territorio ed hanno già scelto il proprio “ingenuo”, in qualche caso lo hanno addirittura eletto.
Scoprire quando l’ingenuità è un reato fa parte del duro compito della nostra magistratura. Prima devono scovarli, poi, devono condannarli. A Reggio Emilia mancano i PM. Lo dice a gran voce il procuratore capo Giorgio Grandinetti. Migliaia i fascicoli da controllare. Chi ci proteggerà dagli ingenui? L’ingenuo non può rappresentare i cittadini. Non possiamo permettercelo. I cittadini possono usare il proprio voto per il torto subito. Reggiani, evitiamo cASINI.
Il Tar di Parma si è nuovamente espresso sulla vicenda “Bacchi spa”. L’azienda, per vie legali, avevo chiesto di sospendere l’nterdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Reggio, ma il Tribunale Amministrativo di Parma ha respinto la sospensiva. I lavori assegnati alla Bacchi, come il terzo stralcio per la costruzione della tangenziale di Novellara, restano fermi.
I fatti:
- Aprile 2011 ha inizio la vicenda Bacchi spa. Il prefetto di Reggio Emilia Antonella de Miro emette il provvedimento, ravvedendo il rischio di infiltrazioni mafiose.
- Luglio 2011 il Tar di Parma accoglie il ricorso presentato dalla ditta Bacchi e sospende l’interdittiva antimafia.
- Agosto 2011 la prefettura aggiunge altri elementi utili per valutare le possilibi vicinanze mafiose agli appalti milionari concessi all’azienda.
- Il Tar, anche in presenza di questi nuovi elementi, respinge il ricorso presentato dalla Bacchi e conferma il blocco dei lavori pubblici appaltati all’azienda di Boretto.
Alla Bacchi spa, oltre alla tangenziale di Novellara, sono stati appaltati lavori pubblici che riguardano la manutenzione delle strade provinciali.
Amianto!! Amianto! Quando abbiamo proposto di far bonificare l’amianto presente sugli edifici pubblici aperti al pubblico, sostituendo, ove possibile, il minerale killer con pannelli fotovoltaici a costi ridicoli per il comune, sono arrivate solo “parole”. Palestre, ospedali, asili, (almeno quelli!!) sono pieni di Amianto. Reggio Emilia è al secondo posto in regione con 99 siti da bonificare, in vetta c’è Modena con 107 immobili.
Se si facesse questo benedettissimo “censimento”, come proposto dai consiglieri 5 stelle sia in regione che in comune, vedremmo salire vertiginosamente i numeri degli edifici pubblici contaminati.
E pensare che esistono moltissimi incentivi. E pensare che la bonifica è prevista per legge entro il 2012 (salvo proroghe e ri-proroghe). E pensare che l’amianto uccide. E pensare che basterebbe non pensare.
Attendiamo con molta ansia un cenno dagli amministratori. Intanto, trattenete il respiro.
Assessori, funzionari e politicanti vari, grazie al loro impegno civico, al loro importantissimo contributo, ed alle prestazioni politiche a dir poco stupefacenti, hanno reso Parma uno dei comuni più indebitati d’Italia (forse d’Europa). Per farli scollare da quelle “cadreghe” sono intervenute le forze dell’ordine con le manette. Attendiamo i lavori della magistratura.
I cittadini di Parma da molto tempo erano scesi in strada per urlare il proprio sdegno contro una classe dirigente scandalosa. Hanno presidiato i consigli comunali, invaso le strade, tutto questo per ribellarsi all’illegalità. Prima cento, poi duecento. Migliaia di persone “pulite” hanno liberato la città.
Il sindaco di Parma si è dimesso. La città ha la possibilità di ripartire da zero. Il nostro sguardo è volto verso le associazioni di cittadini, i comitati, ed ai ragazzi del Movimento 5 Stelle.
Parma cerca di ripartire mentre l’Italia sembra paralizzata. I Politici pregiudicati che legiferano nel nostro parlamento sono 24, quasi 100 fra indagati, prescritti e condannati provvisori. Raffaele Fitto, imputato per associazione a delinquere e corruzione, Altero Matteoli, imputato per favoreggiamento, Paolo Romano, imputato per mafia è stato salvato dalla “Lega Nord” di Umberto Bossi, anche lui pregiudicato per mazzette e istigazione a delinquere, Roberto Maroni, condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Per non parlare di un premier indagato per reati impensabili per una società civile. Un Parlamento pulito è chiedere troppo vero?
L’Italia come Parma. E forse, potremmo davvero sperare in un’altra Islanda.
Presenterò un’interrogazione per chiedere alla Circoscrizione Ovest di convocare una riunione ed inserire nell’ordine del giorno la “mobilità di Codemondo”, invitando i cittadini a partecipare.
In dieci anni nella sola frazione di Codemondo la popolazione è aumentata del 53%. Da poche settimane la circoscrizione Ovest ha discusso il Progetto del Piano Urbanistico Attuativo di iniziativa privata, posto in località Codemondo – Via Pigoni, che a breve prevede la realizzazione di altri edifici residenziali, circa 30 appartamenti. Altri residenti, altro traffico.
Per la continua costruzione di strade, assi attrezzati e rotonde vengono impiegati la maggior parte degli investimenti pubblici che non hanno risolto il problema della mobilità reggiana. Per la strada provinciale 28 Reggio-Montecchio sono state realizzate varie rotonde, restrizione della carreggiata ed infine, il semaforo in questione.
La nostra proposta. La situazione iniziale, senza semaforo e con gli interventi già realizzati, sembra essere la soluzione migliore. Da via Antica e via del Quaresimo, obbligo di svolta a destra per immettersi sulla provinciale, e per chi è diretto nella direzione opposta, si può svoltare nelle due rotonde distanti pochissimi metri.
Gli nterventi già attuati, come il restringimento della carreggiata, migliore segnaletica orizzontale e verticale, dovrebbero diminuire la velocità e scongiurare incidenti. Credo che in questo modo si potrà dare un riscontro tangibile sia alle richieste dei residenti sia agli automobilisti in coda.
I residenti di via Antica, una stradina di campagna, vedranno aumentare il traffico. Infatti, chi arriva da Corte Tegge, per evitare la rotonda Mariella Burani, passa per via Antica perché incentivato proprio dalla presenza del semaforo.
Alla Circoscrizine chiediamo quali interventi sono previsti per diminuire la coda che il semaforo crea in entrambi i sensi di marcia?
Dal nulla “sono diventati padroni di un Impero”. Alcune aziende diventano dei veri e propri Bancomat, altre sono utilizzate come basi operative. In questo modo le cosche reggiane finanziano ed organizzano le loro attività criminali.
Parole che trovano riscontro anche nella testimonianza di Salvatore Angelo Cortese, il primo pentito di ‘ndrangheta. Cortese è un uomo di spicco delle cosche e le sue dichiarazioni si rivelano fondamentali per molte indagini, alcune delle quali puntano dritto su Reggio Emilia. Solo nel 2009 la DDA di Catanzaro cancella uno dei tanti business mafiosi. Da nord a sud vengono sequestrati beni e quote societarie dal modesto valore di 40.000.000 di euro. Una dose di soldi sporchi che la ‘ndrangheta ha iniettato nell’economia legale. Il PIL cresce con il cospicuo contributo delle mafie. Quei quattrini sono frutto di svariate attività mafiose, ricatti, minacce ed omicidi. Gli imprenditori onesti, reggiani o meridionali che siano, vengono strangolati da un sistema capace di fare impresa.
Spezzone dell’inchiesta di Sky sulla mafia a Reggio:
Nella relazione sulla mafia del Prefetto di Reggio del 20 settembre 2010, e soprattutto nell’ordinanza del tribunale di Catanzaro emergono molti dettagli sugli affari illeciti della ‘ndrangheta, ormai ben radicata nel nord. Dei 37 arresti, nel reggiano vengono fermati Salvatore Capicchiano (34), Salvatore Procopio (35), e Pugliese Michele (33), quest’ultimo sarebbe il titolare di un’azienda di trasporti a Santa Vittoria di Gualtieri, la Nuova Inerti srl, e figlio del boss Franco Pugliese che da Viadana “procurava” voti per il sen PDL Di Girolamo. I tre offrivano appoggio ed operavano a nome e per conto delle cosche. Secondo gli inquirenti fra le attività principali delle cosche c’è l’estorsione, e gli obiettivi “sono i titolari e/o gestori di importanti attività imprenditoriali”, come la Autotrasporti Giglio, di Giglio Giuseppe, sita in Gualtieri di Reggio Emilia, e la Millefiori Service s.a.s. di Vertinelli Giuseppe & c., ristorante, pizzeria, ubicato in Montecchio di Reggio Emilia.
Il pentito Cortese nella sua testimonianza fa nomi e cognomi. Parla dell’impero creato dai Muto di Gualtieri e dei soldi che questi avrebbero versato alle cosche. Le ditte pagano anche senza minacce, “non c’è bisogno di fargli la minaccia o di fargli attentato .. vogliono tranquillità sia a Reggio Emilia, a Gualtieri, e sia in Calabria perché sanno che se loro sbagliano vengono toccati” dice il Cortese. Più le ditte ingrandiscono il loro “Impero”, più le cosche riescono a ricavare profitti. Basta una telefonata ed arrivano mazzette da 2.000 a 50.000 euro, contanti o assegni.
A poche settimane dall’inchiesta di Sky finisce in galera Antonio Muto, 40enne, accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento della società Marmirolo Porfidi, con sede legale a Trento. Secondo le accuse, Muto, attraverso la ditta Cms di Reggio, avrebbe svuotato l’azienda, appropriandosi sia dei mezzi, sia del materiale ghiaioso. La Marmirolo Porfidi è stata dichiarata fallita nell’agosto 2010 dal Tribunale di Trento, lasciando un buco di 8 milioni di euro.
Mafia spa possiede miliardi di euro da ripulire ogni anno. L’assenza di regole nella finanza, e lo sterminato potere delle banche, offrono un prezioso aiuto per gestire i capitali mafiosi. Claudio Meneghetti nel suo libro scrive: “Operatori del sistema bancario, avvocati e commercialisti più composti e precisi aprono le braccia come se si trattasse di una situazione inevitabile. Insomma pare che tutti sappiano qualcosa ma nessuno è disposto a sobbarcarsi l’onere di entrare nel dettaglio del territorio in cui risiede. Il problema è sempre di altri. L’omertà al nord ha queste caratteristiche.”
Ovunque si presenti, il Movimento 5 Stelle deve studiare e ricercare continuamente idee e proposte per prevenire e sconfiggere la mafia. A Reggio Emilia l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine, della Camera di Commercio con Enrico Bini, e del Prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro (Siciliana doc) ci rende fiduciosi ed attivi. Reggio 5 Stelle darà il suo piccolo contributo. Con il consigliere Matteo Olivieri siamo da sempre impegnati su qualsiasi proposta (destra, sinistra, centro) utile ed efficace nella prevenzione e nella lotta alla mafia. Nel nostro programma molti punti riguardano proprio l’Antimafia, ne cito alcuni:
1) per i grandi appalti imporre alla ditta vincitrice l’apertura di un conto corrente dedicato dove saranno tracciati tutti i movimenti di denaro
2) Centro Comunale Unico di Controllo per raggruppare le forze già operative ed ottimizzare i dati e le segnalazioni sui cantieri per poi attivare tutte le forze preposte proprio sui cantieri a rischio (uniti si vince);
3) osservatorio online degli appalti e subappalti, nostra proposta approvata dal comune.
Vi invitiamo a visionare il nostro programma e a lasciare il vostro contributo per rendere efficace il nostro piccolissimo sforzo nella lotta alla Mafia. Riteniamo di primaria importanza la continua collaborazione con le associazioni e i singoli cittadini impegnati nella lotta alla mafia.
Ai meridionali oppressi dal sistema mafioso, minacciati e sfruttati, riprendo l’appello di Olivieri lanciato tempo fa: Ribellatevi.
Vito Cerullo
Consigliere Movimento 5 Stelle
p.s. Un ringraziamento alla Casa della Legalità – onlus ed a Christian Abbondanza da sempre contro le Mafie.
Il popolo Islandese da pochi mesi è davvero “sovrano” ed è il solo artefice del futuro della nazione.
Per anni abbiamo seguito con attenzione il fallimento dell’Islanda tramite le notizie trasmesse ininterrottamente dai media di tutto il mondo, ma la vera notizia è stata volutamente “nascosta”:
Rivoluzione.
Il popolo islandese è riuscito a far dimettere il Governo e cambiare la politica del nuovo governo rivoltando come un calzino l’intero “Sistema”, vero responsabile del fallimento del paese. Banche nazionalizzate, referendum dove i cittadini hanno deciso all’unanimità di non pagare un debito creato dalle politiche scellerate delle banche, e dalla inefficienza della politica. E’ stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Questa è la Rivoluzione Islandese.
Proposte, progetti, fatti, decisioni “estreme” volute dalla maggioranza dei cittadini per un vero cambiamento. I cittadini non più sudditi ma diretti responsabili del proprio futuro.
Cerco di riassumere i fatti:
Le casse dello stato al collasso, il governo cade sotto le continue proteste dei cittadini. (In Italia, Parma è forse l’unico nostro bagliore di luce). Nel 2009 nuove elezioni anticipate, nuovo governo di “Sinistra” e nuove promesse d’intervento contro il modello “neoliberista” che ha distrutto un intero stato. Ma il governo cede subito alle richieste delle potenze finanziarie europee (FMI, BCE, etc.) che spingono il “Nuovo Governo” a varare una “manovra di salvataggio”, una lacrime e sangue tutta Islandese. In poche parole si “deve” nazionalizzare (scaricare) il debito contratto dalle politiche “scellerate” delle “Caste” sulle spalle della popolazione.
Sono Miliardi di Euro che i cittadini devono “pagare”, circa 100 euro al mese per ogni Islandese sarà versato (a chi?) per più di 15 anni. Ma la Rivoluzione continua in strada e nelle piazze. Ognuno ci mette del suo, a costo di perdere tutto, la rivoluzione non deve cessare.. Ancora presidi prolungati davanti al parlamento Islandese che promette soluzioni, sempre le stesse. Come sono sovversivi e tirchi questi Islandesi, proprio non vogliono sottomettersi e pagare. Questa lunga ed insistente “protesta” porta il governo ad un cambio di rotta. I politici decidono finalmente di stare dalla parte di coloro che dovrebbero rappresentare.
Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuta di ratificare la legge che avrebbe scaricato il peso della crisi sulle spalle dei cittadini, e su richiesta di questi ultimi, indice un referendum consultivo. Democrazia partecipata e diretta. Il popolo è sovrano. Il 93% degli Islandesi manda a fanculo l’intero sistema e inizia a partecipare direttamente a tutte le decisioni politiche. I “banchieri” congelano immediatamente il prestito concesso all’Islanda per la “ripresa”. Ma i cittadini continuano la Rivoluzione nel silenzio assordante dei media Europei.
E’ stato creato un consiglio costituente eletto e composto da semplici cittadini. Si avviano i lavori per creare un nuova Costituzione Islandese, per sottrarre il paese dallo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. La grandissima novità è stato il modo in cui è stata redatta la nuova Costituzione. “Io credo – ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente – che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet“.
Alla nostra Woodstock a 5 Stelle ha partecipato una protagonista del “Movimento Islandese” molto simile al nostro Movimento 5 Stelle. Questa donna straordinaria ci ha informato su alcuni passaggi di questa Rivoluzione. In Islanda, ognuno vale uno. Tutto questo mi ricorda un’idea tutta Italiana. Dobbiamo crederci ed impegnarci, mai rassegnarsi.