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Stazione TAV lievitata: video di denuncia

Scritto il 20 aprile 2012 da

Il sito d’informazione studentesco Corto Circuito ha realizzato uno splendido reportage sui costi della stazione Mediopadana di Reggio. Preziose testimonianze di addetti ai lavori che spiegano il lievitare dell’impegno finanziario per un’opera di dubbia utilità. Buona visione e viva questi ragazzi!

Prima Parte

Seconda Parte

Stipendi manager IREN, con assemblea di maggio si fa sul serio?

Scritto il 19 aprile 2012 da

Ormai si sprecano le espressioni del Consiglio Comunale reggiano a favore di una riduzione degli stipendi dei manager IREN. La battaglia è stata cavalcata di recente anche dai Sindaci reggiani, soci nel Patto ex Enìa di IREN. Proprio i Sindaci saranno protagonisti dell’Assemblea dei Soci, convocata per il 14 e il 21 maggio.
All’ordine del giorno vi sono diversi punti, nessuno specifico per i compensi dei manager, ma siamo sicuri che i novelli giacobini troveranno modi e tempi per avanzare le numerose richieste di sobrietà nei compensi di Bazzano Viero & co.
Per questo motivo interroghiamo il Sindaco Delrio su come intenda portare avanti le richieste della città, e come intenda informare il Consiglio Comunale dei risultati ottenuti.

Al Signor Sindaco

All’Assessore Competente

Reggio Emilia, 17 aprile 2012

 INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Premesse

-          le ripetute espressioni del Consiglio Comunale di Reggio Emilia a favore di un contenimento prima e di una riduzione poi dei compensi dei manager IREN;

 Vista

L’Assemblea ordinaria di Iren S.p.A. convocata per il 14 maggio 2012, in prima convocazione, e per il 21 maggio 2012 in seconda convocazione;

si interroga il Sindaco e la Giunta per conoscere i seguenti:

-          se e come i rappresentanti dell’Amministrazione presso l’Assemblea dei Soci di maggio intendono avanzare richiesta di riduzione degli emolumenti percepiti dai manager IREN, in quale forma e in quale misura.

-          In quale forma verranno resi noti al Consiglio comunale di Reggio Emilia e degli altri Comuni soci del Patto Ex Enìa le eventuali riduzioni di stipendio dei manager IREN.

IREN: dove finiranno i soldi delle sedi di Reggio e Felina?

Scritto il 18 aprile 2012 da

L’Assessore Spadoni ha risposto alla nostra interpellanza sulla vendita di tutti gli immobili IREN destinati ad uffici in Italia. Risposta: non c’è crisi finanziaria, i 150 milioni serviranno per “investimenti” e “nuovi business”. E noi allora presentiamo un’interrogazione per chiedere quali saranno questi investimenti e questi nuovi business. Vediamoli alla prova dei fatti.

La risposta dell’Assessore Spadoni sui 150 milioni che IREN intende ricavare dall’alienazione degli immobili è chiara: IREN intende impiegarli in “investimenti” e “creazione di nuovi business”.  Il patrimonio reggiano viene interessato nella totalità degli uffici sul territorio, come si evince dal bando:  la Sede Direzionale in via Nubi di Magellano in Reggio Emilia, la sede di via Gonzaga in Reggio Emilia, il Centro Zona Castelnuovo in Felina.
Inoltre secondo IREN questo non è dovuto ad una mancanza di liquidità contingente, ma ad una precisa scelta finanziaria e conveniente.
Per verificare quanto riferito dall’Assessore Spadoni presentiamo quindi un’interrogazione per capire dove finiranno questi soldi. Quali sono, con precisione, gli investimenti e i nuovi business su cui scommette IREN? Si tratta di investimenti nuovi o di quelli in essere, cioè già presentati nel Piano Industriale? Perchè se non si tratta di nuovi investimenti allora vuol dire che gli uffici servono a fare cassa per esigenze momentanee.
Facciamo delle ipotesi: i soldi serviranno a coprire il mega investimento del rigassificatore di Livorno, il cui costo iniziale di un miliardo di euro pare sia raddoppiato? Serviranno a terminare l’avventura sgangherata dell’inceneritore di Parma?
Oppure serviranno ad impostare il nuovo ciclo virtuoso dei rifiuti che è stato avviato a Reggio Emilia, con la realizzazione del TMB, degli impianti di compostaggio e di recupero dei materiali?
Quale migliore occasione per chiedere conto di tutto ciò dell’Assemblea dei Soci convocata per il 14 maggio?

Al Signor Sindaco

All’Assessore Competente

Reggio Emilia, 17 aprile 2012

 INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Premessi

-          I contenuti dell’interpellanza di cui al PG 5285/2012 e relativa risposta dell’Assessore Spadoni in data 16 aprile 2012, in base alla quale il conferimento/cessione degli immobili IREN destinati ad uffici sarà finalizzata “agli investimenti e alla creazione di nuovi business.“;

-          il conferimento/cessione previsto dall’avviso – selezione di una SGR interessata ad acquisire gli immobili, tra cui rientrano tutte le sedi reggiane ed emiliane di IREN: la Sede Direzionale in via Nubi di Magellano in Reggio Emilia, la sede di via Gonzaga in Reggio Emilia, il Centro Zona Castelnuovo in Felina, nonché le sedi di Parma e Piacenza;

Vista

La convocazione dell’Assemblea ordinaria di Iren S.p.A. convocata per il 14 maggio 2012, in prima convocazione, e per il 21 maggio 2012 in seconda convocazione;

si interroga il Sindaco e la Giunta per conoscere i seguenti:

-          quali sono “gli investimenti” e “la creazione di nuovi business” cui saranno destinati i proventi del conferimento/cessione degli immobili IREN per 150 milioni, ed in particolare quali risultano nuovi rispetto al Piano Industriale vigente;

-          se e come i rappresentanti dell’Amministrazione presso l’Assemblea dei Soci di maggio intendono richiedere un’esplicitazione dell’impiego di suddette risorse finanziarie con il dettaglio degli investimenti e dei nuovi business.

Nomine del sindaco, cosa fare in caso di conflitti di interessi e legami mafiosi?

Scritto il 13 aprile 2012 da

INTERPELLANZA IN MERITO AI CRITERI DI NOMINA NELLE SOCIETA’ PARTECIPATE E CONTROLLATE

Premesso che:

-          con Delibera del Consiglio Comunale numero 136 del 9 luglio 2009 sono stati approvati gli indirizzi per la nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni;

-          all’art.4, “Limiti alla nomina”, si richiama il principio per cui “non possono essere nominate o designate persone che svolgono attività professionali o trattengono rapporti di consulenza e imprenditoriali incompatibili o che confliggono con gli scopi e gli interessi dell’ente, dell’azienda o dell’istituzione”;

-          inoltre, sempre all’art.4, si stabilisce che “possono, eccezionalmente,  con provvedimento motivato, da sottoporre alla Commissione di controllo e garanzia, essere nominate o designate persone contemporaneamente in più enti, aziende od istituzioni”;

 Preso atto:

-          che questo Comune ha intrapreso numerose azioni, di principio e di fatto, per impedire i rapporti di persone, imprese ed ogni altro soggetto legato alla criminalità organizzata con l’Amministrazione Pubblica, sul fronte delle concessioni, degli appalti, della rappresentanza e di ogni possibile legame che questo drammatico fenomeno cerca di stringere con pezzi dello Stato;

 Considerato che:

-          si può verificare il caso in cui un cittadino designato per nomina del Sindaco condivida quote societarie con altri soggetti raggiunti singolarmente, come soci o amministratori di società da un’interdittiva antimafia per l’assegnazione e lo svolgimento di appalti pubblici;

-          si può verificare il caso in cui un soggetto sia già amministratore di partecipate o controllate comunali, o di società a loro volta controllate in maggioranza dalle prime, o di società appaltatrici e subappaltatrici delle prime;

 L’Interpellante chiede al Signor Sindaco:

 - se non ritiene che nei casi presentati al “Considerato” sia inopportuna la nomina ai sensi dell’art.4 degli indirizzi per la nomina, e che in ogni caso ne vada comunque sottoposta alla Commissione di controllo e garanzia.

IREN, la pessima compagnia di Torino e Genova diventa un macigno

Scritto il 12 aprile 2012 da

L’articolo di oggi del Sole 24 Ore conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la compagnia torinese e genovese scelta dal sindaco Delrio e dal PD per la nostra ENIA era da evitare.
Essere convolati a nozze con Genova e Torino si sta rivelando una scelta fallimentare, non solo per i risultati che la conglomerata IREN sta mancando nonostante le promesse, ma per tutta una serie di fardelli che sul lato ovest pesano e peseranno sempre più anche sul patrimonio dei cittadini emiliani.
Prima il debito del Comune di Torino con IRIDE Energia, trasferito in pancia a IREN per la cifra monstre di 300 milioni di euro, ed ancora inchiodato ben sopra i 200 milioni. Una nostra recente mozione, approvata dal Consiglio ha fatto luce sulla questione preoccupante, proponendo una via d’uscita basata su scelte industriali, e non finanziarie, visto che abbiamo a che fare con il Comune di Torino, cioè il più indebitato d’Italia.
Qualche giorno fa, in sede di Bilancio comunale, il sottoscritto anticipava al Sindaco Delrio un’altra grana pesante in arrivo.
E’ la partita FSU,  la Finanziaria Sviluppo Utilities, in poche parole la scatola societaria con cui Torino e Genova controllano i pacchetti azionari delle loro ex municipalizzate e che ora costituisce una delle due stampelle che sorregge IREN, assieme al patto ex ENIA dei comuni emiliani.
Ebbene, questa stampella traballa. Si nutre dei soli dividendi IREN, con cui deve ripagare un debito di 195 milioni di euro. Visto il crollo degli utili IREN per quest’anno, e di conseguenza dei dividendi, FSU potrà pagare a malapena gli interessi sul debito che ha nei confronti della sola Banca Intesa. I debiti rimarranno, cioè, immutati chissà per quanto tempo. Ma non finisce qui. Gli equilibri della società dipendono anche dal suo patrimonio, che secondo i criteri di Borsa vale 200 milioni di euro. Basterebbe una piccola svalutazione di questo patrimonio e FSU perderebbe i criteri di solidità finanziaria necessaria per essere considerata un debitore credibile, e lì si aprirebbe un baratro.
Come se non bastasse, per far fronte alle difficoltà, FSU è ricorsa ad un derivato che a fine 2010 aveva un valore negativo per 11,4 milioni di euro, costruito dalla nota banca d’affari Goldman Sachs.
Per farla breve i reggiani, nell’affare IREN sono in una barca dalle preoccupanti condizioni finanziarie e che rischia di subire una falla pesante sul fronte degli azionisti dell’Ovest.
Il sindaco Delrio ha perso in maniera imbarazzante le sue scommesse di Borsa, ma ciò che più preoccupa è che ogni giorno che passa i contorni del fallimento divengono più drammatici.

IREN, la resa dei conti dei mancati utili era ampiamente prevedibil​e

Scritto il 30 marzo 2012 da

Riteniamo che sia concreta la possibilità che già dal 2012, o al massimo dal 2013, non siano distribuiti utili”. Così la Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it annunciava in conferenza stampa, il 18 febbraio scorso, una delle possibili conseguenze delle precarie condizioni finanziarie in cui versa la società IREN. Detto e fatto, le voci di utili zero divengono certezza ora dopo ora.
La fretta di chiudere il Bilancio del Comune, quando la normativa dà tempo ai Comuni di farlo fino al 30 di giugno, mette a rischio l’impianto stesso del documento comunale. Sotto l’ottimismo infondato del primo cittadino, quel Delrio ostinatamente sordo, vi sono una ridda di previsioni di entrata ampiamente al rialzo (IMU, passi carrai, altri balzelli) o ingiuste (IRPEF non progressiva) che sembrano a questo punto mascherare il buco ampiamente prevedibile dei mancati dividendi IREN. Vien da chiedersi che valore abbia, a distanza di pochi giorni dalla sua approvazione, quel Bilancio comunale appena approvato.
La politica del limone si è rivelata miope e di corto respiro, con IREN trasformata in un bancomat dei comuni, rivalendosi sulle bollette dei cittadini. La partita delle azioni DELMI, con il pugno di mosche e di debiti  che ha portato al controllo virtuale di EDIPOWER, non ha messo in luce manager  particolarmente brillanti, se consideriamo che i precedenti avevano considerato, già nel 2008, di dismettere le azioni DELMI in cambio di grandi centrali idroelettriche.
In questo quadro, con più di 3 miliardi tra debiti consolidati e in via di consolidamento, ipotizzare dividendi anche simbolici significa intaccare nel profondo il più importante patrimonio della città. Siamo in attesa dell’interpellanza presentata in Consiglio sulla vendita di tutti gli immobili destinati ad uffici sparsi in Italia, che IREN ha deciso di affidare ad una SGR tramite apposito bando. E già questo non è un bel segnale.
La scelta di forzare i dividendi andrebbe ad acuire la crisi, con l’obiettivo dichiarato del socio scomodo di procedere ad una fusione con altre multi utility. Non è infatti un mistero che il sindaco di Torino Piero Fassino vorrebbe un altro matrimonio con A2A dove diluire il debito di IREN e della società lombarda, passando ad una nuova fase di Borsa che, come già avvenuto nelle precedenti fusioni, sfrutterebbe il parco buoi per un rilancio immediato quanto effimero.

‘Ndrangheta nei rifiuti urbani di Reggio, colpevole ritardo della politica

Scritto il 22 marzo 2012 da

Non c’è da meravigliarsi di trovare la ‘ndrangheta nel trasporto dei rifiuti urbani, con interdittiva del Prefetto. Da due anni e mezzo rilanciamo gli allarmi dei sindacati sulla legalità nel ciclo dei rifiuti, non si contano le richieste di convocazione delle Commissioni comunale e provinciale sull’argomento, tutte ignorate. Denunciamo l’omertà istituzionale, e ci chiediamo quali sono i tappi del sistema.

Come facilmente prevedibile, la ‘ndrangheta è entrata nel ciclo dei rifiuti reggiano attraverso lo strapotere nel settore dei trasporti.

Il 10 novembre 2009, quasi due anni e mezzo fa, veniva richiesta dal sottoscritto in Comune e dal consigliere Ferrigno in Provincia una Commissione d’urgenza sulle illegalità nel ciclo dei rifiuti reggiano. Il 25 ottobre, infatti, nell’ambito di una conferenza stampa relativa alla fusione ENIA IRIDE, il sindacato CGIL aveva espresso palesi preoccupazioni sul ciclo dei rifiuti e sulla tracciabilità degli stessi nei nuovi assetti che la società stava scegliendo.

In tal modo si raccoglieva l’appello dei sindacati, in relazione alla possibile entrata dei rifiuti in circuiti di smaltimento illegale.

Dopo 6 mesi, il 17 maggio 2010, la nostra richiesta era ancora stata ignorata, e così Reggio 5 Stelle ripropose di indagare sulle dichiarazioni dei sindacati.

A fine 2011 i presidenti della Commissione comunale Salvatore Scarpino (PD) e di quella provinciale Paolo Roggero (Lega Nord) non erano ancora riusciti a  soddisfare le numerose richieste.

Giungiamo così al nuovo allarme dei sindacati, a novembre 2011, in cui viene riaffermato che “con le esternalizzazioni i servizi di raccolta rifiuti sono sempre piu’ carenti e poco tracciabili i flussi dei rifiuti”.

Viene così presentato un ordine del giorno d’urgenza in Consiglio Comunale il 7 novembre 2011, che viene respinto dal PD, con il capogruppo Vecchi che dice di non ravvisare i motivi d’urgenza.

Il sottoscritto trasforma seduta stante l’ordine del giorno non ammesso in una richiesta di Commissione e la consegna al presidente della Commissione Salvatore Scarpino (PD).

Un mese dopo, il 7 dicembre scorso, viene convocata una Commissione sui Rifiuti, che ovviamente non ha ad oggetto le richieste che da 2 anni sto rivolgendo alle istituzioni di cui faccio parte, ma con cui poco ho da spartire in termini di attenzione e rapidità di intervento sui fenomeni di illegalità.

Il 13 dicembre si tiene così la Commissione dove si parla del nuovo Piano Rifiuti, ma non della legalità della situazione attuale.

Giungiamo ad oggi, dove apprendiamo ciò che sembra ovvio a chi non vuol chiudere gli occhi, e dove abbiamo reinoltrato richiesta di accesso agli atti per avere le richieste scritte, da parte di dirigenti IREN, del rispetto del contratto di servizio rivolta a subappaltatori e subaffidatari di servizi della raccolta rifiuti.
Il caso dei ritardi delle commissioni è entrato addirittura a far parte di un libro “Mafia: le mani sul Nord”, di Sara Di Antonio.

C’è solo un modo di definire questi comportamenti, citando anche l’analisi che di recente il Ministro Cancellieri ha presentato circa il fenomeno della mafia al Nord: si chiama omertà istituzionale. Quali sono i tappi di questo sistema?

Categorie: Rifiuti Zero
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Golf di San Bartolomeo: immobilismo del Comune

Scritto il 21 marzo 2012 da

A fronte dei recenti sviluppi dell’inchiesta sul residence presso il Golf di San Bartolomeo (con il rinvio a giudizio dei responsabili della vicenda e dell’ex dirigente del Comune), siamo ad inviare i riscontri di una recentissima interrogazione svolta da Reggio 5 Stelle in merito. Gli elementi che emergono evidenziano un gioco a nascondino dietro complesse giravolte giuridiche, una non risposta a nostra precisa domanda sull’esercizio delle funzioni di controllo ai sensi di legge, e la conferma che non è mai stata presentata domanda per la gestione di attività turistico ricettiva presso il residence. A nostro giudizio questo era appunto sufficiente perché il Comune si muovesse, ma è stato fermo. Sulla questione non molleremo finchè non si farà qualcosa, e si può fare subito.

Sulla nota vicenda del residence nel complesso “Fonti di Matilde Golf”, in quella landa martoriata dal cemento che è San Bartolomeo, abbiamo di recente fatto domande precise all’Amministrazione Comunale.

E’ del 17 ottobre 2011 un’interrogazione in cui chiedevamo:

- se il Comune non ritenesse opportuno esercitare la funzione di controllo che prevede la Legge Regionale n. 16/2004 all’art. 3, ordinando la cessazione dell’utilizzazione abusiva di immobile ad uso residenziale con il ripristino della destinazione turistico-ricettiva ed il ripristino dello stato dei luoghi

-          se il Comune avesse già adottato i provvedimenti amministrativi di sua competenza;

-          se il Comune avesse già provveduto alla classificazione del “residence” edificato in esecuzione   del piano particolareggiato di iniziativa privata approvato dal Consiglio comunale;

-         e soprattutto se il Comune di Reggio Emilia avesse già ricevuto la domanda da parte dell’interessato per rilascio di apposita licenza per la gestione del “residence”;

Nella risposta del 15 dicembre ci sono 5 pagine con complesse disquisizioni giuridiche, frutto anche del parere legale commissionato allo  Studio Legale Associato Stefano Baccolini Francesco Rizzo, costato al Comune 3107,04 euro.

In tutto questo carteggio non un riga per dire “abbiamo fatto” o “non abbiamo fatto” spiegando le motivazioni, e nessun accenno alla convenzione urbanistica laddove si dice esplicitamente che era necessario fare apposita richiesta per esercitare la funzione turistico alberghiera del residence. Ma due righe finali sono alquanto esplicite: lo sportello preposto del Comune “non ha mai ricevuto la domanda/scia per la gestione di attività turistica alberghiera”.

Questo è per noi il nodo fondamentale che coinvolge il Comune. Dev’essere tutta la struttura ad essere adibita a struttura ricettiva, con gestione imprenditoriale, dietro regolare presentazione di domanda per tale gestione  del residence, non ci possono essere unità immobiliari che fanno storia a sé, non ci possono essere contratti separati di luce, gas ed acqua, non ci può essere qualcosa che va avanti senza quella  “licenza” per la gestione della struttura ricettiva !

Ecco perché faremo tutti gli atti necessari per smuovere dall’immobilismo il Comune di Reggio. In altri casi simili che si sono verificati in Italia, si è proceduto con la revoca dell’agibilità, l’ordino di sgombero e l’avvio della confisca, attraverso apposite ordinanze. 

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