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Canali – la variante incompiuta

Scritto il 28 giugno 2011 da

Una segnalazione di un cittadino ciclista spalanca le porte su una dimostrazione di pressappochismo dell’amministrazione comunale che, impegnata a migliorare il record di città con più piste ciclabili del paese, continua ad allungarle senza preoccuparsi di farle bene.

Stiamo parlando delle piste ciclabili della variante di Canali e del collegamento con Baragalla. Piste belle e illuminate da lampioni, che scorrono da ambo le parti della strada immerse  nella campagna e, grazie a terrapieni e boschetti, ancora giovani, quasi non ci si accorge di essere a un paio di metri da uno stradone. A vederle cosi sembrano il non plus ultra in fatto di percorsi ciclabili, tanto che ci scappa un applauso a chi le ha pensate.

Poi però smetti di contemplarle e provi a usarle per spostarti davvero, li iniziano i guai. Quali è presto detto, pare che tra lampioni e alberelli fossero finiti i soldi per fare le strisce ciclo-pedonali. Le piste sono infatti isolate, non collegate tra loro come dei tronconi incompiuti che finiscono in mezzo al nulla.

Cominciamo il nostro viaggio da Casale di Rivalta, la famosa rotonda a otto e, passato il ponte ci mettiamo in viaggio verso Canali. Arriviamo alla prima rotonda sulla Variante e troviamo il primo ostacolo: se dalla ciclabile sul lato sinistro vogliamo passare dal lato di Albinea la pista ci porta proprio nella rotonda, ma poi nulla. Finisce sull’asfalto e non possiamo in nessun modo raggiungere l’altra parte, se non a nostro rischio e pericolo. Niente strisce ovviamente.

Stiamo solo facendo una corsetta, quindi perché rischiare? Deviamo verso via Tassoni, passiamo sotto il cavalcavia e va tutto bene fino a che arriviamo alla rotonda di viale Piacentini e ci rimaniamo di sasso. La ciclabile – di nuovo – ci finisce proprio dentro come se fosse strada per auto. Mi guardo intorno, dall’altro lato della rotonda riprende la ciclabile, ma per raggiungerla devo immettermi con la bici dentro la rotonda, sperando che le auto, che li corrono forte, mi vedano e rallentino, dato che sono obbligato a percorrere la rotonda proprio come loro. Idem se volessi andare verso la città, su viale Luxembourg dove riprende la ciclabile. Non c’è il collegamento e nemmeno le strisce, dovrei passare per i campi o stare sul ciglio della strada.

Prendo un paio di strombazzate da parte degli automobilisti e mi butto nel traffico. Raggiungo l’altro lato e torno indietro sino al ponte di via Serra. Anche qui la ciclabile finisce in mezzo alla strada e non ci sono, da entrambi i lati del ponte, le strisce, ma per fortuna è poco frequentata. Vado avanti verso Albinea e ammiro il paesaggio un po’ campagnolo un po’ già urbano e arrivo alla rotonda con via Tassoni, stavolta a sud di Canali. Anche qui se volessi andare verso la frazione niente da fare per attraversare, devo arrangiarmi, ma in ogni caso poi non c’è ne marciapiede ne ciclabile e vengo sfiorato dalle auto. Inutile dire che anche sull’altro lato della variante la pista  muore contro la strada.

Si conclude il mio viaggio in questa opera incompiuta, fatta di tronconi lasciati isolati a fianco delle strade. In tutto ho contato almeno 9 attraversamenti ciclo-pedonali mancanti e 2 ciclabili che finiscono dentro una rotonda.

Un vero peccato, dato che sono piste per il resto davvero ben fatte, e mi vien da pensare alla solerzia sprecata dell’assessore Gandolfi, rapidissimo ad intervenire in difesa dei ciclisti lungo la semi-deserta via della Rivaltella, ma in grande ritardo su strade ben più pericolose.

RASSEGNA STAMPA (1) (2)

Acqua, il bancomat dei Comuni reggiani

Scritto il 27 giugno 2011 da

I dati nudi e crudi. Vi hanno detto che eliminare i privati dalla gestione dell’acqua avrebbe provocato un crollo degli investimenti nelle reti, ma nessuno vi ha detto, dati alla mano, che è proprio l’attuale gestione ad aver sviato montagne di soldi dagli investimenti. Comuni ingordi che con le nostre bollette ci ripianano i bilanci.

Il meccanismo è semplice, i privati mettono capitale ma chiedono indietro un utile, milioni di euro dalle bollette che paghiamo a Iren che invece di rimanere nell’azienda finiscono nelle tasche degli azionisti. La gestione lucrativa dell’acqua pubblica porta ai dividendi che Iren distribuisce ai soci, pubblici o privati che siano. Milioni di euro provenienti dalle nostre bollette che finiscono tra gli utili degli azionisti invece che essere destinati al miglioramento e mantenimento degli standard del servizio.

Ogni euro di utile che viene distribuito agli azionisti è un euro in meno per gli investimenti!

Lo stesso dicasi per Agac Infrastrutture SPA, proprietaria delle reti e società interamente pubblica a cui Iren paga 6 milioni e 900 mila euro per l’affitto delle reti (anch’essi provenienti dalle bollette), che piuttosto di occuparsi del miglioramento delle strutture preferisce sponsorizzare iniziative culturali per 598.000 euro e ripartire ben 5 milioni ai comuni della Provincia reggiana (bilancio AGAC 2009).

Con tutti gli enti ad hoc sulla piazza, perché proprio Agac deve mettersi a sponsorizzare iniziative culturali che non le competono affatto, essendo una società che si occupa di acquedotti? E perché i soldi che incassa dall’affitto delle reti vengono dati ai comuni finendo nei mille rivoli dei bilanci, invece che essere reinvestiti nelle reti stesse?

Perché la bolletta dell’acqua è un bancomat a cui i comuni reggiani attingono per finanziare le loro varie spese, nobili e anche un po’ meno: dagli asili alle consulenze, dalle auto blu ai servizi sociali. Non neghiamo certo che ci sono importanti servizi erogati dai comuni, ma troviamo del tutto inopportuno sussidiarli con soldi  sviati dal bene essenziale per definizione, l’acqua. Quello che paghiamo per l’acqua deve essere reimpiegato per l’acqua pubblica stessa.

Alcuni dati: Reggio Emilia nel 2009 ha incassato dividendi straordinari per 2 milioni 765 mila euro, Quattro Castella dal 2010 al 2012 ne incasserà 115.000 euro e Scandiano nel 2011 prevede entrate per 43.000 euro. Tutte somme che vengono tolte agli investimenti per finire chissà dove.

Rivaltella, tutti contro Gandolfi in Commissione

Scritto il 16 giugno 2011 da

Via Rivaltella: di seguito il comunicato stampa sull’ultima puntata di questa vicenda.

Si è tenuta martedi sera la Commissione alla Circoscrizione Sud, presenti i residenti, sulla questione della chiusura di via della Rivaltella. Gandolfi si scusa su tutto il fronte, e tutti i cittadini presenti si dicono contrari alla chiusura così come era stata operata. Ma in precedenza Gandolfi aveva affermato che tutti i residenti erano d’accordo tranne uno. Irregolarità da parte della Presidente di Commissione Aguzzoli, chiederemo di non svolgere la discussione di lunedì.

Nonostante l’ammissione di colpa sulla mancata richiesta di parere alla Circoscrizione e al Comune di Albinea che hanno reso illegittima l’ordinanza, l’assessore Gandolfi ha confermato la volontà di rendere ciclabile la via, senza tuttavia dare risposte chiare sulla sicurezza dei ciclisti. Essi infatti, se grazie alle sbarre saranno si protetti da un eventuale e non dimostrato futuro traffico di veicoli di non residenti, non lo sono da quelli dei residenti e soprattutto non lo sono affatto dagli ingombranti mezzi agricoli dell’azienda li esistente. Neppure su via del Burracchione, che collega via Rivaltella alla ciclabile del Crostolo sono previsti interventi a protezione dei ciclisti, nonostante l’estrema pericolosità di questa strada.

Per proteggere i ciclisti su una strada di campagna si barrica la strada, ma su una strada ad alto traffico non si fa nulla?

Il percorso ciclabile della Rivaltella è una vera  “cattedrale nel deserto”, una ciclabile di appena un chilometro scollegata dalla rete ciclabile della zona.

I residenti trovatisi chiusi dalle sbarre e i loro vicini di via Romesini hanno partecipato in massa all’assemblea, criticando l’iniziativa del Comune di Reggio e denunciando i disagi che dovranno affrontare con la chiusura della via, non risolti dalla dotazione di telecomandi per aprire le sbarre, telecomandi che inoltre sarebbero stati rifiutati ad un cittadino residente appena al di la di una sbarra.

Non si capisce inoltre come si possa considerare via Rivaltella come alternativa a via Tassoni per raggiungere Albinea, visto che in poche centinaia di metri ci sono ben sei curve ad angolo retto che rendono questo tracciato assai scomodo e pericoloso.

Per questi motivi riteniamo che le motivazioni  fornite dall’assessore Gandolfi per la chiusura della via non siano accettabili. È necessario proseguire il confronto coi residenti di via Rivaltella e via Romesino in modo che, se si vorrà confermare la chiusura della strada, lo si faccia solo una volta individuato il sistema che elimini o riduca al minimo i disagi per i residenti delle suddette vie.

Inoltre registriamo la violazione del Regolamento della Presidente della Commissione, Aguzzoli Claudia Dana, che ha tenuto un monologo finale di 24 minuti fungendo da “verbalizzatrice” sui generis, ed istradando la Commissione dove le piaceva di più, arrivando ad affermare che la Commissione stessa “non è entrata nel merito della questione”.

Per questo motivo porremmo, lunedì, una pregiudiziale allo svolgimento della discussione. Sull’argomento è stata richiesta una convocazione della Commissione di Garanzia e Controllo presso il Consiglio Comunale.

Alessandro Marmiroli – Consigliere Circoscrizione SUD

Matteo Olivieri – Consigliere Comunale

Via Rivaltella, il parere che non esiste

Scritto il 19 maggio 2011 da

Nuovi colpi di scena nella vicenda di via della Rivaltella, la strada di campagna privata ma ad uso pubblico, di punto in bianco sbarrata in tre punti con accorgimenti che fanno tanto check point antiterrorismo irakeno.

L’ordinanza 945/2010, a firma del dirigente incaricato, con la quale si autorizza la realizzazione dei tre sbarramenti dichiara testualmente che si è preso atto del parere favorevole del Consiglio della Circoscrizione Sud, un parere che invece non esiste.

Ieri sera ho presentato interpellanza in merito al Presidente della Circoscrizione, Gianni Prati. Volevo sapere come mai non si è discusso in consiglio di una questione cosi importante. La risposta non poteva che essere scontata: nessuno dal Comune ha chiesto l’opinione dei consiglieri di quartiere, che teoricamente sono li proprio per quello, dato che conoscono il territorio perchè lo abitano.

Insomma, il Comune è intervenuto con un atto amministrativo che richiama un evento mai avvenuto, poichè la Circoscrizione Sud non ha mai  discusso ne avallato la chiusura di via della Rivaltella.

Alessandro Marmiroli

Consigliere Circoscrizione Sud – Reggio 5 Stelle

V-DAY IL RITORNO – in piazza per PARLAMENTO PULITO

Scritto il 14 aprile 2011 da

Immaginate un sogno: D’Alema, Berlusconi, Bossi, Bersani presi per l’orecchio, accompagnati alla porta  e sbattuti fuori da Parlamento con un bel calcione nel fondoschiena.

Immaginate di vederli ruzzolare sul lastricato e poi scappare a nascondersi nel sottoscala di qualche sede di partito vuota e abbandonata.

Immaginate la folla di cittadini che li sbeffeggia mentre scappano e poi entra nel Palazzo, a riappropriarsi delle Istituzioni liberate dalla Casta.

Ma questo non avverrà mai perchè la proposta di legge PARLAMENTO PULITO, con le nostre 350.000 firme raccolte l’8 settembre 2007, tra poco finirà per sempre nel cestino. I parlamentari – eletti dai loro segretari di partito – se ne sono fregati e l’hanno lasciata nascosta nei cassetti della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Sanno che tirare fuori quelle tre proposte sarebbe il loro suicidio.

1. via dal Parlamento i condannati in via definitiva
2. limite di due mandati
3. reintroduzione della preferenza diretta

Sono il coltello puntato al cuore della Casta, il Parlamento sarebbe svuotato in un minuto!

in tutte le piazze d’Italia e anche a Reggio Emilia i cittadini scendono in piazza  per chiedere la discussione della legge

SABATO 16 APRILE  – Ore 17.30 in piazza Prampolini

Portatevi: una maglia verde o rossa o bianca per comporre un tricolore umano

una scopa/ramazza

guanti di gomma

Circoscrizione Sud – il PD finge di non capire la mozione e la boccia

Scritto il 13 aprile 2011 da

Allucinante seduta della Circoscrizione Sud. Davanti a più di 50 cittadini la maggioranza nega la realtà (dopo essersi presentata con mezz’ora di ritardo col pubblico già seduto e in attesa).

E dire che il Consiglio era iniziato bene, con la risposta favorevole del Presidente Prati alla nostra interpellanza sulla rimozione dell’amianto dai tetti della Circoscrizione, risposta con cui il Presidente si è impegnato a presentare al Consiglio l’elenco degli edifici pubblici della Circoscrizione contenenti amianto e a chiedere l’adesione del Comune alla iniziativa Eternit Free promossa da Legambiente e la ESCO AzzeroCO2.

Appena giunto il turno della Mozione col quale intendevamo impegnare la Circoscrizone ad intervenire presso l’Amministrazione per avviare al più presto i lavori per il Piano Comunale delle antenne di telefonia mobile, la situazione è degenerata. L’avvio dei lavori per il Piano causerebbe la sospensione immediata di tutte le procedure d’autorizzazione alla costruzione di nuove antenne, compresa quella ormai famosa di via Manara-Martiri di Cervarolo, per la quale i cittadini sono ancora sul piede di guerra contro la localizzazione in un parco pubblico.

Il testo era chiarissimo: l’inizio dei lavori determina, per legge, la sospensione di tutti i procedimenti e il loro inglobamento nel piano stesso. Una misura perfetta per calmare le tensioni del quartiere e rimandare la decisione finale a quando ci sarà finalmente uno studio professionale sulle localizzazioni più opportune, ma il PD ha preferito “buttarla in vacca”  tra botte e risposte al vetriolo tra i consiglieri e il pubblico, affermazioni infondate su autorizzazioni mai concesse e contraddizioni tra Presidente e consiglieri della sua maggioranza.

Da quanto da loro detto pare che l’autorizzazione data per realizzare l’antenna in un preciso punto valga anche per tutt’altro luogo (come se io venissi autorizzato a costruire una casa a Canali ma la andassi tranquillamente a fare a Gavassa…).

Si è affermato quindi che le autorizzazioni sono state date e non c’è più nulla da fare, ma stamattina l’ufficio ambiente del Comune mi ha risposto che nessun impianto è stato ancora autorizzato in zona.

In definitiva hanno finto di non capire il significato della mozione, affermando addirittura che a non capirla era invece il sottoscritto che l’aveva scritta! é stata una occasione persa per dare ai cittadini rassicurazioni sull’impegno delle Amministrazioni Pubbliche nel controllo della proliferazione delle antenne telefoniche e una caduta di stile per il consiglio della Circoscrizione Sud.

E intanto,  a distanza di 2 mesi dall’approvazione in Consiglio Comunale della mozione per fare il Piano Antenne, ancora non è stata nemmeno convocata la Commissione.

Rassegna stampa,clicca qui

Ultim’ora: I cittadini manifestano e firmano un documento contro l’antenna VENERDI’ 15 aprile alle ore 18,30 presso il Parco di Via 4 Giornate di Napoli.

Alessandro Marmiroli – Consigliere della Circoscrizione Sud

Per la Casta si fanno in quattro, per i cittadini…

Scritto il 24 marzo 2011 da

Nei giorni scorsi a Reggio si sono registrati gli ennesimi episodi di pseudo-brigatismo, tramite frasi offensive vergate su alcuni muri contro Stefano Landi (Presidente industriali), Sonia Masini (Presidente della Provincia) e Fabio Filippi  (il mitico Aistan!).  Avrei molte riflessioni da fare circa l’importanza da attribuire a queste cretinate compiute da qualche perdigiorno,  ma non ora e non qui.

( Continua … )

Bosco all’aeroporto, successo del flash mob. Ecco il video!

Scritto il 19 marzo 2011 da

FLASH MOB DAVANTI AL COMUNE PER IL BOSCO URBANO A FIANCO DEL CAMPOVOLO - GRANDE PARTECIPAZIONE

Nel 2008 raccogliemmo 7.000 firme per chiedere all’Amministrazione di realizzare un grande bosco urbano nella zona dell’aeroporto, ad oggi declassato a campovolo. “Oggi siamo qui per chiedere al Sindaco Graziano Delrio di onorare gli impegni presi”.

Più di cinquanta persone si sono riunite in piazza Prampolini davanti al comune di Reggio Emilia insieme alle associazioni ed ai comitati di cittadini che 3 anni fa aderirono alla raccolta firme per realizzare un grande Bosco Urbano alle porte della città. Legambiente, WWF, Resistenza Verde, Centro per la riconciliazioni dei popoli, il Movimento 5 Stelle, Punto Macrobiotico ed altre associazioni e comitati di cittadini, aderirono al progetto ed iniziarono una raccolta firme allestendo decine di banchetti in tutta la città.

“Un immenso polmone verde per riscattare la città ed i suoi abitanti per quello che è stato fatto. Reggio Emilia in quindici anni è cresciuta cinque volte più di Bologna. Siamo una delle città più inquinate d’Italia ed in Europa, come riportato dai maggiori quotidiano locali e nazionali. 7.000 nomi e cognomi hanno aderito al progetto per ridare fiato a questa città” ha dichiarato Vito Cerullo consigliere del Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia. Presenti anche Alessandro Marmiroli di Resistenza Verde anche lui consigliere a Reggio, Davide Valeriani vicepresidente di Legambiente Reggio Emilia, Giovanni De Vito per l’associazione Stop al Consumo di Territorio.
I promotori hanno ricordato il padre dell’iniziative, Paride Allegri. Ex comandante partigiano oggi ha 91 anni ma conserva ancora lo spirito giovane e combattivo che lo contraddistingue da una vita.
Decine di giovani piantine sono state offerte ai cittadini come gesto simbolico dell’iniziativa ricordando che al sindaco Delrio furono consegnate oltre alle firme anche queste parole “Una piccola piantina sarà un grande investimento per il nostro futuro, quello dei nostri figli e delle generazioni che verranno”.