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A spasso con la storia

Scritto il 11 marzo 2010 da Alessandro Marmiroli

I percorsi della memoria si faranno. L’assessore Catellani da dato risposta affermativa alla nostra interpellanza con cui ne chiedevamo la realizzazione.

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La proposta, nata da nostra collaborazione con Istoreco, consiste nell’individuare percorsi in città per collegare i luogi teatro di grandi avvenimenti nel corso del secolo, dal riformismo prampoliniano al fascismo, dalla Resistenza alle lotte degli anni ’60.    Si tratta di eventi epici, trasformazioni sociali, tragedie, episodi del nostro passato che hanno lasciato tante testimonianze nel perimetro cittadino composte da edifici, piazze, monumenti e altro che dovranno esser “letti” all’interno di un percorso storico composto da apposita cartellonistica informativa sui luoghi e mappe, che permettano ai cittadini di percorrere questi “sentieri urbani” e conoscere la storia della città.

Dopo il dibattito sul Museo del ‘900, prosegue il nostro impegno per la sempre maggior valorizzazione e divulgazione della storia di Reggio, una grande storia, paradigmatica ed esemplare delle grandi trasformazioni che hanno attraversato l’Italia nel ‘900. Reggio ha un patrimonio storico sottovalutato da riscoprire e rispettare, col duplice fine di educare le nuove generazioni ai valori che hanno animato questa città e di attrarre visitatori da fuori con una adeguata attività di promozione, soprattutto online, per accogliere un nuovo tipo di turismo emergente.

MANIFESTAZIONE CONTRO IL DE-CRETINO!

Scritto il 10 marzo 2010 da Alessandro Marmiroli

SIT IN CONTRO IL FURTO DI LEGALITA – PIAZZA MARTIRI DEL 7 LUGLIO – SABATO 13 ORE 11. Manifestiamo contro il decreto salvaliste!

Gli Amici di Beppe Grillo – Movimento 5 Stelle protestano in piazza contro i tentativi del Governo di cambiare le regole in corsa e sanare con un sopruso l’illegalità delle liste presentate dal PDL in Lazio e Lombardia.

Questo ennesimo stravolgimento delle regole, frutto del culto dell’arroganza e dell’illegalità che da sempre caratterizza l’operato di Berlusconi, è solo l’ultimo capitolo della progressiva aggressione allo Stato di Diritto e della sua sostituzione col Diritto del più forte.

Mai come in questo momento è necessaria una forte risposta di cittadini e istituzioni, che devono opporre alla minaccia due basilari fondamenti di una società civile: che la legge è uguale per tutti e la certezza del diritto, impedendo l’ennesima legge ad partitum.

Ad partitum, perché, guarda caso, il decreto incriminato salva solo le liste del PDL e non tutte quelle attualmente escluse. Perché se le regole cambiano a discrezione non cambiano per tutti?

Manifestiamo anche contro il Presidente Napolitano per esser venuto meno ai doveri che il ruolo gli impone. Il Presidente ha nuovamente mostrato di non essere all’altezza dell’importante compito di difesa della Costituzione e della democrazia che gli è attribuito, avallando l’ennesima porcheria del Governo, rendendosene quindi corresponsabile.

I candidati regionali del Movimento 5 Stelle interverrano nel corso della manifestazione

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Dear Giorgio…

Scritto il 8 marzo 2010 da Alessandro Marmiroli

Caro Giorgio,in questi giorni in cui tutti ti criticano, tranne i tuoi nuovi amiconi della P2, noi vogliamo invece ringraziarti. Ti ringraziamo perché ci hai fatto capire i nostri errori, come un buon padre di famiglia ci hai mostrato dove sbagliavamo facendoci anche un esempio di come avremmo dovuto comportarci.

Come dei cretini abbiamo passato le nostre giornate nelle piazze al freddo di febbraio, con i passanti che ci guardavano con commiserazione – chi glielo fa fare a questi? – con le dita che congelavano alla centesima carta d’identità trascritta. Tutto questo perché da fessi avevamo capito che c’era una cosa chiamata legge elettorale, e che questa legge era da rispettare.
Raccoglier il numero legale di firme, trovare un pubblico incaricato per vidimarle, sbrigare la montagna di burocrazia del caso e correre in tribunale per presentare puntualmente la documentazione per far ammettere la nostra lista alle elezioni. Quelle cose che in Italia servono a tutto fuorché scegliere gli uomini migliori per governare.

Ma tu ci hai mostrato invece che la prossima volta faremo molto meglio a darci alla vasca in via Emilia e alla tv in salotto, metter giusto qualche nome sui moduli tanto per far vedere che ci abbiamo provato. Se poi avanzerà qualche spazio che sarà mai, vuoi che non si chiuda un occhio se manca il numero legale? Se proprio non saremo capaci di organizzarci daremo la colpa agli altri con un bello sciopero della fame di protesta, e se i documenti continueranno a non essere regolari li taroccheremo quel tanto che basta. Sarà mica una tragedia se pure tu chiudi un occhio.
Poi ce la prenderemo comoda mentre andiamo in tribunale, magari ci fermiamo anche per un panino, che mica si può viver schiavi dell’orologio cribbio!
Insomma, molto meglio fregarcene e passare poi a trovarti per superare insieme quella scocciatura di legge che, arrogante, non ammette ignoranza, mentre tu la permetti eccome, perché da uomo moderno qual sei, sai che viviamo nell’era della flessibilità e quindi tutto deve essere flessibile, anzi, interpretabile.

Quindi grazie Giorgio, per l’utile lezione e anche per esserci, perché un presidente della Repubblica così spiega bene perché il rispetto delle regole, nel nostro Paese, è spesso un optional.
La differenza sta nel fatto che un cittadino a cui scade il disco orario paga una multa salata, la casta a cui appartieni giammai che si assuma la responsabilità di questo sfacelo morale.



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Il cortocircuito di Alessandri

Scritto il 30 novembre 2009 da Alessandro Marmiroli

angelo-alessandri-250x Uno dei tanti cliché leghisti consiste nel controbattere alle accuse di razzismo affermando di esser solamente difensori del principio per cui “la legge è uguale per tutti” e di una fantomatica “identità”. (Non è chiaro di chi, del popolo padano antropologicamente mai esistito? Degli antichi celti scimmiottati annualmente a Pontida? Il mai esistito Alberto da Giussano?).

Il deputato Alessandri ha tentato in questi giorni una nuova strategia di difesa, creando la mirabolante categoria dello “xenofobo antirazzista”, stretto cugino del fascista democratico e dell’onesto corruttore, figure oggi alla ribalta.

Il deputato reggiano ha affermato infatti di non sentirsi razzista, ma “solo” xenofobo in quanto spaventato dall’islam e dai suoi fedeli. In ciò riprendendo appieno un altro classico paio di luoghi comuni del repertorio: 1) l’immigrato che viene a imporre tradizioni proprie e ad estirpare quelle locali, 2) tutti i mussulmani sono fondamentalisti.

Bisognerebbe spiegargli però che razzista non è solo colui che discrimina in base al colore della pelle, ma anche chi lo fa in base alle credenze religiose o al paese di provenienza.

L’ingenuo tentativo di Alessandri di separare xenofobia e razzismo (come se esser solo l’uno o l’altro sia cosa di cui vantarsi poi…) fallisce quindi in partenza, vittima del cortocircuito logico presente nel suo discorso; dichiararsi ostile agli stranieri in quanto mussulmani non ha nessuna differenza dal dichiararsi ostile agli stranieri in quanto neri.

Religione, etnia, pigmentazione cutanea sono caratteristiche involontarie, in quanto non si sceglie se nascere bianco, nero, pigmeo o della val Brembana, cosi come nessuno può scegliere a priori la religione a cui apparterrà alla nascita (al massimo può convertirsi in seguito). Una discriminazione basata su uno qualsiasi di questi elementi distintivi è quindi inevitabilmente razzista. Diversamente e legittimo sarebbe sentirsi ostili a certe persone per scelte che consapevolmente hanno compiuto, ad esempio aderire a un tal partito piuttosto che a un altro.

Insomma, l’affermazione del deputato reggiano, lungi dal rivoluzionare l’antropologia, scrive purtroppo una nuova voce nel già ricco registro di scempiaggini razziali della Lega, che recentemente si è arricchito di perle come la proposta di limitare la cassa integrazione per lavoratori extra-comunitari e l’iniziativa white christmas, mirante a ripulire il comune di Coccaglio dagli stranieri per Natale. Festa cristiana che secondo il sindaco del paese non centra un tubo con l’accoglienza.

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Chi siamo: lo abbiamo detto all’ANPI

Scritto il 4 ottobre 2009 da Alessandro Marmiroli

giornaleANPI

Nel numero di luglio del “Notiziario”, (rivista mensile dell’ANPI), il rubrichista Claudio Ghiretti, consigliere PD della circoscrizione centro storico, inseriva la nostra lista tra quelle “personali, semplici espressione di ambizioni velleitarie e privatistiche, [che] sono state spazzate via dagli elettori reggiani”.

Abbiamo ritenuto tale giudizio un tantino discutibile, e abbiamo quindi inviato una replica che ci è stata pubblicata sul numero odierno con ampio risalto, per il quale ringraziamo ovviamente la redazione.

QUI il botta e risposta tra noi e il Ghiretti.

Sottolineiamo un paio di punti da chiarire.

1) Noi non facciamo parte  degli “assedianti di destra”, il non essere alleati di Delrio non è ragione sufficiente per collocare a destra (o a sinistra) l’avversario. Il quale è legittimato dalla Costituzione e non dal risultato delle urne o dalla sua fazione.

2)Possiamo esser d’accordo che uno dei significati del far politica sia trovar la capacità di leggere la società e unire le forze per prevalere e realizzare il proprio programma, ma riteniamo che, alla luce dei recenti risultati, il PD non sembra star capendo molto.

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Recuperare la memoria di Reggio, tutti concordano

Scritto il 21 settembre 2009 da Alessandro Marmiroli

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Pieno accordo al dibattito sul ‘900 a Reggio

Gli intervenuti concordano che la storia locale è una risorsa strategica

Dopo l’appuntamento al Teatro dell’Orologio, proposto un nuovo incontro sul tema

Il dibattito è stato organizzzato dall’Associazione Grilli Reggiani e da ANPI in collaborazione col Gruppo consiliare Reggio 5 Stelle.

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Alessandro Marmiroli dell’Associazione Grilli Reggiani ha introdotto la giornata, un dibattito sulla necessità di valorizzare la storia reggiana del ‘900, che deve esser vista come una risorsa per il territorio dal punto di vista culturale ed economico. Reggio è stata protagonista di importanti eventi storici che hanno lasciato molte tracce, che vanno recuperate e valorizzate, integrandole in un circuito che potrebbe avere il suo perno in un grande museo cittadino del ‘900.

È una grande opportunità per promuovere il territorio e conservare la memoria del nostro passato, l’iniziativa di ventennale successo “Sentieri partigiani” dimostra che questa è un’opportunità da cogliere.

L’on. Angelo Alessandri, è intervenuto auspicando una maggior condivisione della memoria tra le forze politiche, rendendosi disponibile a partecipare ad un percorso condiviso per la valorizzazione della storia novecentesca reggiana. La Lega è in prima fila nella difesa della memoria locale, anche attraverso le sue proposte sulla difesa dei dialetti. Reggio, non avendo avuto un grande ruolo nell’epoca risorgimentale, dovrebbe quindi puntare sulla sua storia recente, Resistenza,riformismo prampoliniano, fascismo, dopoguerra…Personalmente tempo fa portai 60 parlamentari leghisti in visita al Museo Cervi.

Lo storico Massimo Storchi ha ricordato come reggio ha perso molte occasioni di salvaguardare la sua storia. La salvaguardia della memoria è capace di distinguere l’evoluzione dallo Stato borbonico allo Stato liberale, dal fallimento fascista al riscatto della Resistenza. In tal senso è fondamentale organizzare le testimonianze storiche in percorsi, luoghi che a volte si sono persi, come l’ala dei Musei Civici dedicata fino al 1982 alla Resistenza e poi smantellata. Oggi gli appassionati che vengono a Reggio non sanno dove andare per studiare la nostra storia recente.

Alessandro Frignoli vicepresidente ANPI provinciale, sottolinea come memoria e commemorazione dovrebbero far capire che la guerra è un evento deviante, sempre. Pertanto ANPI non concorda sulle rievocazioni che espongono il militarismo L’Italia è l’unico Paese europeo a non avere un Museo della Resistenza, al contrario della Francia che ne ha 8 tutti pagati dallo Stato. Su questo l’ANPI si augura un’ampia condivisione per un progetto che dia un punto fisso per chi, da turista o da cittadino, vuole conoscere il passato. Questa condivisione potrebbe essere dimostrata nelle apposite sedi politiche con ordini del giorno che portino a riflettere sull’argomento.

Fabrizio Panciroli (rievocatore professionista), esprime come le rievocazioni non sono un modo per giocare alla guerra, ma servono invece a rendere più viva e più vicina la memoria stessa. Le rievocazioni matildiche sono una testimonianza in tal senso, ma ancor più le esperienze a Parma sulle rievocazioni della Seconda guerra mondiale, frequentate non solo da persone incuriosite, ma vivamente convinte ad approfondire la conoscenza di periodi storici chiave, con un grande successo di pubblico a beneficio delle comunità ospitanti. Tuttavia la priorità va ad un luogo che raccolga le testimonianze, un Museo del ‘900 per Reggio, attorno al quale creare una rete di eventi.

Alessandro Marmiroli
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Associazione Amici di di Beppe Grillo Reggio Emilia

Gruppo Consiliare Reggio 5 Stelle beppegrillo.it

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Reggio perde la memoria? DIBATTITO PUBBLICO

Scritto il 16 settembre 2009 da Alessandro Marmiroli

Piazza del Monte, nel 1945 e nel 2009...

Piazza del Monte, nel 1945 e nel 2009...

Nel 1982 chiude la sala dei Civici Musei dedicata alla Resistenza, il materiale viene disperso…  … Reggio pare non tener conto di quanto vi avvenne nel corso del ‘900…

…Nel secolo appena conclusosi, la nostra città si è trovata tante volte al centro di eventi d’importanza nazionale, mettendo Reggio al centro delle grandi trasformazioni che hanno attraversato l’Italia nel ‘900…

Ogni comunità ha una grande ricchezza che spesso non sa di avere: la propria storia. È una risorsa che si è creata  da se, da riconoscere e valorizzare. Capirne le potenzialità e considerarla una risorsa non solo culturale ma anche economica è compito di ogni amministratore che ami la propria città.

A Reggio può svilupparsi un giro di turismo storico-culturale che, ovunque esista, basti pensare alla Normandia o i luoghi della Grande Guerra giusto per restare in tema, porta a grandi vantaggi per le comunità locali.

Cosa abbiamo da offrire a questo pubblico? Qui il fascismo si impone con la massima violenza, qui la Resistenza è fenomeno di massa,  la nostra provincia viene a trovarsi nel primo retrovia della linea Gotica, uno dei fronti dove si scrisse la storia della 2° Guerra Mondiale e del mondo che venne in seguito alla sconfitta del nazifascismo, di nuovo Reggio si sacrifica più duramente di ogni altra città nell’infuocato luglio del 1960 per impedire la restaurazione di un governo autoritario.

È ora di riconoscere è sfruttare il potenziale di questo recente passato che ha lasciato numerosissime testimonianze nel territorio, oggi colpevolmente ignorate e sconosciute.

Recuperare questi luoghi, creare un percorso museale a cielo aperto lungo tutta la provincia, attirare visitatori con una proposta culturale vincente è  un investimento di sicuro successo che darà a Reggio un vantaggio rispetto alle provincie vicine in termini di richiamo turistico e valorizzazione del territorio.

Ne parleremo in un dibattito pubblico SABATO 19 SETTEMBRE, ORE 10 DELLA MATTINA, NEL TEATRO PICCOLO OROLOGIO IN VIA MASSENET 23.

Interverranno:

Massimo Storchi: Storico

Luciano Cattini: Presidente ANPI Reggio Emilia

Fabrizio Panciroli: Rievocatore storico

Un rappresentante del Partito Democratico

Angelo Alessandri: Consigliere comunale e Deputato Lega Nord

Modererà l’evento:

Alessandro Marmiroli: Associazione GrilliReggiani, curatore dell’evento

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Quale crisi a Reggio?

Scritto il 20 luglio 2009 da Alessandro Marmiroli

Il Governo tramite il ministro Tremonti afferma che il PIL 2009 calerà del 5,2%, ma pare che il papi-nano sia troppo impegnato nelle sue orgette perché possano dirglielo, infatti non lo sa ancora.

Nonostante le sue rassicurazione secondo le quali la crisi è un’invenzione degli organismi economici e della stampa di sinistra, alla quale i cittadini dovrebbero rispondere aumentando gli acquisti, meglio se nelle sue aziende, noi crediamo che la situazione sia un po’ più complicata, e ne abbiamo la conferma osservando l’andamento dell’economia reggiana attraverso alcuni dati significativi della Camera di Commercio e di una recente indagine di Industriali Reggio.

La produzione e il fatturato manifatturieri, che hanno iniziato a calare intorno al 2° trimestre 2008, segnano oggi rispettivamente un -18,1% e -16% rispetto ad un anno esatto fa, precipitati anche gli ordinativi a -17,7% nonostante negli ultimi mesi la fiducia degli imprenditori reggiani nella ripresa degli ordini, soprattutto esteri, si sia alzata un po’. A godere di maggior fiducia sono infatti le commesse estere che gli imprenditori si aspettano addirittura in positivo, molta meno fiducia riscuote il mercato italiano dal quale si aspettano ancora numeri negativi. Indicativo infatti come dal quarto trimestre 2008, in cui toccò il fondo, la quota dell’export sul fatturato sia aumentata di 10 punti arrivando oggi al 48,5% e che il 36,6% delle imprese tenti di uscire dalle difficoltà cercando nuovi mercati, la strategia più seguita.

Meno drammatica di quanto alcuni possano credere la situazione delle imprese dal versante delle chiusure nei primi 6 mesi dell’anno, il saldo tra nate e cessate è infatti solo debolmente negativo (-1,14%) per 668 aziende in meno, valori comunque doppi rispetto alla media regionale (-0,57) e quasi quadrupli rispetto a quella nazionale (-0,29) a testimonianza del periodo di grande tensione che attraversa l’economia reggiana fondata in gran parte su un tessuto di imprese di costruzioni e manifatturiere, settori dove ne chiudono i battenti 353 e 155 e che, sembrando le più colpite dalla crisi, possono spiegare in parte i peggiori valori reggiani.

L’assenza di chiusure di massa può parzialmente essere spiegata dal massiccio ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni ordinaria (CIG), le cui ore autorizzate sono letteralmente esplose dalle nostre parti in molti settori.

Per tutti valga il comparto meccanico; 45.272 ore autorizzate nel 2007, 131.806 l’anno scorso, 839.897 da gennaio a maggio 2009.

Pare curiosa la situazione dell’edilizia, quando tutti pensano che sia uno dei settori più colpiti, e come visto sopra in termini di chiusura di imprese (anche coi dati proporzionali alla quantità di aziende per settore) lo è, scopriamo come le ore di CIG del settore edile dall’inizio dell’anno sino a maggio sono state solo 1.219, tra i valori più bassi in assoluto, da cui parrebbe che il settore edile goda di ottima salute. Tuttavia l’indagine di Industriali Reggio afferma che ben il 55% delle imprese edili risenta in modo grave/molto grave della crisi.

La domanda è d’obbligo: come mai il settore edile va male ma non pare far ricorso alla CIG? Che fine fanno i muratori delle aziende in difficoltà e che non lavorano?

Concludiamo con un ultimo dato, secondo i sindacati, i cassintegrati in provincia di Reggio si aggirano oggi intorno ai 30.000. .