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Le ciclabili incompiute

Scritto il 30 novembre 2011 da

Mettere in sicurezza le ciclabili di Canali, la nostra mozione è stata approvata all’unanimità martedi sera durante il Consiglio della Circoscrizione Sud.

Le piste ciclabili realizzate dalla Provincia a fianco della Variante di Canali sono delle “incompiute”, tronconi isolati sia tra di loro che dal resto della viabilità ciclistica cittadina, della cui pericolosità avevamo già parlato prima dell’estate, denunciando diverse assurdità nella loro realizzazione.

Finalmente, ieri sera il Consiglio ha impegnato il Presidente Prati ad attivarsi presso gli organi comunali competenti per trovare una soluzione, non deve più accadere che in questa città si realizzino ciclabili che finiscono in mezzo ad una rotonda ad alta velocità di scorrimento!

Di seguito il comunicato stampa

 

Ciclabili di Canali – approvata mozione del Movimento 5 Stelle in Circoscrizione Sud

Il Consiglio della Circoscrizione Sud ha approvato una mozione critica verso le attuali condizioni delle piste ciclabili realizzate lungo la variante che bypassa la frazione di Canali e il collegamento con via Martiri della Bettola.

Le ciclabili, realizzate dalla Provincia contestualmente alla strada, sono apparentemente ben fatte,  illuminate lungo tutto il percorso, dotate di macchie alberate e sistemi d’irrigazione, ma ci si è dimenticati di collegarle tra loro e col resto della viabilità ciclistica cittadina.

In ognuna delle tre rotonde lungo la variante: all’intersezione con viale Piacentini, a quella con via Tassoni e presso la rotatoria centrale da cui parte il collegamento con via Martiri della Bettola, non sono mai stati realizzati  gli attraversamenti ciclo-pedonali, isolando di fatto le ciclabili in tronconi separati. La situazione peggiore si trova presso la rotonda di viale Piacentini, dove le piste vi terminano direttamente dentro, obbligando i ciclisti che intendono dirigersi verso la città o verso Canali ad entrare dentro quella che è una  rotonda a scorrimento veloce, a pericoloso contatto con le automobili.

Altre situazioni di pericolo si verificano presso le intersezioni con via Tassoni a sud di Canali e col collegamento per via Martiri della Bettola, dove si è realizzata una deviazione della ciclabile che termina dentro la rotonda, mentre dall’altro lato della strada non vi è nulla se non un sentiero creatosi col passaggio dei ciclisti che obbliga gli utenti ad attraversare una strada veloce senza alcuna protezione.

Il Consiglio, approvando all’unanimità la mozione, ha impegnato il Presidente a farsi portatore presso l’Amministrazione Comunale della richiesta di realizzare le opere necessarie per garantire l’utilizzo sicuro delle piste ciclabili.

 

Alessandro Marmiroli – Consigliere della Circoscrizione Sud

Movimento 5 Stelle Reggio Emilia

La circoscrizione scomparsa

Scritto il 14 novembre 2011 da


Comincio a chiedermi se il 2014 non sia già arrivato senza che me ne accorgessi. Come mai il 2014? Perchè da tale anno le circoscrizioni spariranno dalle nostre città. E’ una delle tante misure “anti spreco” ideate dal governicchio (anzi, ex governicchio, che piacere poterlo dire!) per risparmiare , data la situazione dei conti pubblici.

Si tagliano le istituzioni più vicine ai cittadini, mica le autoblu, ma non di questo voglio parlare.

Dicevo che mi pare di esser già nel 2014 perchè, di fatto, la Circoscrizione Sud appare già cancellata. Certo, con le circoscrizioni non parliamo di un Consiglio Comunale  che, considerate anche le commissioni, si riunisce facilmente anche due o più volte a settimana, ma di un carico di lavoro molto minore. Ciò nonostante però, almeno un consiglio al mese, più le commissioni, si era sempre tenuto. Finora.

L’ultima volta che la Circoscrizione Sud si è riunita risale al 28 settembre, circa 45 giorni fa, un mese e mezzo in cui ho ricevuto si e no la convocazione per un paio di commissioni. Anche per lo scarso carico di lavoro che grava sui consigli di quartiere mi pare che si stia esagerando.

Esagerando dico, perchè non è che gli argomenti da discutere manchino. Il sottoscritto da tempo ha depositato ben due mozioni: una sulla situazione ciclabile della zona di Canali, l’altra sull’adozione di strumenti informatici di cittadinanza attiva. Non saranno le questioni più urgenti del mondo, ma dato che ben raramente ho visto consigli con più di una singola mozione all’ordine del giorno (e più spesso neanche quella), un’assemblea con ben due mozioni in discussione sarebbe davvero un evento.

E invece, nonostante questo, da 45 giorni non arriva sulla mia casella di posta la fatidica convocazione.

Qual è il problema? Semplice, le Circoscrizioni si sono ormai adeguate a fungere da passacarte dell’Amministrazione Comunale. Scorrendo i passati ODG si vede come la grande maggioranza degli argomenti in discussione riguardi pareri obbligatori che il Comune richiede alle circoscrizioni per fare questo o quelli – di norma delocalizzazioni, alias cemento fresco – e poco più. L’iniziativa propria è ridotta al lumicino, nel corso del mio mandato non credo di aver visto una sola mozione presentata dall’opposizione e forse un paio di documenti portati avanti dalla maggioranza. In pratica la circoscrizione pare attivarsi solo quando il Comune ha bisogno di qualche formalità. Le nostre due mozioni possono invece rimanere in attesa, a quanto pare.

Alessandro Marmiroli – Consigliere di Circoscrizione Sud

Via Bergonzi, le foto. Venerdì 7 Commissione Consiliare, la parola ai cittadini

Scritto il 6 ottobre 2011 da

Non si è chiusa con l’incontro pubblico di giovedì scorso la “battaglia” di via Bergonzi, le minime modifiche proposte dall’assessore Ferrari non soddisfano nè i residenti nè Reggio 5 Stelle, e il parco rimane sempre a rischio di stravolgimento, se andranno in porto i progetti del Comune. Ora sono ripartite anche le ruspe, che stano minando alle radici (in senso letterale) gli alberi del parco. Trovate in questo post le foto inviateci dai cittadini.

Reggio 5 Stelle ha presentato un ODG d’urgenza nell’ultimo consiglio Comunale con cui si invitava il sindaco a prender atto dell’insoddisfazione dei residenti sia per le modifiche, più di forma che di sostanza, sia per la scarsa considerazione che le loro proposte hanno ottenuto.

Non si può uccidere un parco nato col quartiere e cresciuto coi suoi abitanti tagliandolo in due con una pista ciclabile, solo perché li costerebbe meno. Spostare di pochi metri a est il tracciato, come proposto da Ferrari, se evita la distruzione dell’area giochi e del campetto di calcio, è solo una finta modifica: il parco verrà comunque tagliato a metà creando anche situazioni di pericolo per ciclisti e frequentatori, soprattutto bambini e animali che si troveranno le biciclette sfrecciare proprio in mezzo.

E questo solo per non allungare di qualche metro la ciclabile facendola passare altrove, ad ovest del parco o, meglio ancora, utilizzando la stradina già esistente nel parco appena oltre via Barchi o realizzandola su via Barchi stessa, in modo che si connetta al resto del tracciato nello stesso punto previsto dal Comune. Lo stesso dicasi per i parcheggi: già oggi quelli esistenti sono inutilizzati e non si capisce l’utilità di farne altri.

Queste sono le controproposte dei cittadini che abbiamo chiesto di riconsiderare finche si è in tempo.

Il consiglio Comunale ha rifiutato di discutere l’ODG, ma su sollecitazione del consigliere Vecchi è stata convocata una Commissione per questo venerdi 7 ottobre presso il Municipio, alle ore 18.30, sala dei Gruppi Consiliari quinto piano, dove il progetto verrà riesaminato e  al quale potranno assistere anche i cittadini.

In particoalre, come da accordi verbali col presidente della Commissione consigliere Scarpino, chiederemo che un rappresentante dei cittadini possa prendere la parola per esporre le ragioni della protesta e le controproposte. La parola ai cittadini!

Via Bergonzi, prima le modifiche, poi i lavori

Scritto il 21 settembre 2011 da

Il 13 settembre scorso ha avuto largo eco sui giornali locali l’intervento di decine di residenti del quartiere di via Fenulli – Compagnoni in difesa del parco di via Bergonzi, piccola strada a servizio di alcuni condomini del quartiere, al cui fianco sorge un parco.

Un parco nato e cresciuto col quartiere e i suoi abitanti, con molti alberi piantanti dai residenti stessi, magari per la nascita di un figlio o pensando all’ombra da godersi sotto la panchina più in la con gli anni. Un parco minacciato da una pista ciclabile larga tre metri, in asfalto, che secondo il progetto lo taglierà a metà, obbligando i giochi dei bambini e il campetto da calcio a levare le tende, e da un parcheggio del tutto inutile visto lo scarso numero di automobili di via Bergonzi, ma che le regole urbanistiche e la necessità di non perdere finanziamenti impongono di costruire.

Alcuni abitanti hanno cosi deciso di mettersi davanti alle ruspe e bloccarle, prima che l’irreparabile prendesse avvio. Risultato raggiunto. I lavori sono stati sospesi e l’assessor Ferrari (urbanistica) si è impegnato a presentare ai cittadini un nuovo progetto meno impattante per il parco prima della ripresa dei lavori.

Ieri sera durante il Consiglio della Circoscrizione Sud ho chiesto di inserire l’argomento d’urgenza all’ordine del giorno. Alla fine del botta e risposta tra chi scrive, il Presidente Gianni Prati e diversi consiglieri, si è arrivati ad un accordo ed è stato votato a maggioranza un ODG con la precisa richiesta all’assessor Ferrari di venire, prima della ripresa dei lavori, ad illustrare anche in Circoscrizione le modifiche apportate al progetto.

Da un sopralluogo effettuato nel parco e dopo aver ascoltato diversi residenti, non posso che essere d’accordo con loro. Non c’è nessun motivo di tagliare in due il parco con una striscia d’asfalto che può benissimo passare ai margini ed essere costruita con materiali più indicati per un’area verde, come ghiaia o terra battuta. Lo stesso per i parcheggi, se davvero sono inevitabili, possono benissimo esser realizzati meno in profondità all’interno del parco e senza tagliare alberi. L’intervento va quindi rivisto tenendo conto delle contro proposte che saranno presentate dagli abitanti del quartiere.

Vigileremo che questo avvenga prima del ritorno delle ruspe.

Alessandro Marmiroli – Consigliere di Circoscrizione Sud per Reggio 5 Stelle

Il Movimento reggiano sciopera

Scritto il 3 settembre 2011 da
Il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia aderisce allo sciopero nazionale del 6 settembre

Il Governo nazionale sta dimostrando di non avere alcuna idea per risolvere la crisi, per creare posti di lavoro e risanare il Bilancio dello Stato. Continui cambi e stravolgimenti della manovra di Bilancio, con l’unica certezza che a pagare sarà  chi non arriva alla fine del mese, richiedono un no deciso per evitare che il Paese venga condotto allo sfacelo con misure depressive. 

Per questo motivo il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia aderisce allo sciopero nazionale indetto dalla Cgil per martedi 6 settembre.

I palliativi ipocriti per risollevare l’economia (vedi la cancellazione delle feste civili) dimostrano che il bene dell’economia non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di chi ci governa, mentre qualche comodo piacere ad industriali già  ben sovvenzionati dallo Stato sembra essere l’unico risultato. Lo spauracchio del licenziamento, quando corrotti e truffatori ai vertici delle massime istituzioni politiche ed economiche se la cavano sempre con yacht e deliziosi cocktail, e’ un insulto all’intelligenza degli italiani.

Misure non solo scorrette, ma anche inutili poichè i veri problemi del paese, dal debito pubblico alla corruzione, dall’arretratezza delle moderne e indispensabili infrastrutture tecnologiche alla lotta alla mafia, non vengono praticamente presi in considerazione dal Governo, che preferisce iniziative d’immagine di grande effetto – come l’eterna promessa dell’abolizione delle Province – per la conquista delle quali però regolarmente partecipa a costose campagne elettorali e spartizioni di poltrone.

In questi mesi neanche un accenno ai 98 miliardi di euro evasi dai gestori delle slot e Videopoker, già  accertati dalla Corte dei Conti. Nessun accenno all’assurdita di spendere 22 miliardi di euro per un buco nella montagna in Val di Susa. Nessun retrofront sui 15 miliardi stanziati per comprare i cacciabombardieri F-35 e simili che, pare, non si reggano nemmeno in volo.

Scioperare perchè le alternative sono tante quante i miliardi di euro che verranno estorti a chi paga già  le tasse, mentre non c’è verso di ritassare i capitali emigrati all’estero e fatti rientrare per un tozzo di pane.

Comunicato stampa del 3.09.11

Ancora una pioggia di antenne

Scritto il 22 agosto 2011 da

Il torrido agosto nostrano secca piante, prati e giardini, ma dai campi assolati c’è qualcosa che continua a crescere imperturbato: le antenne telefoniche! Nonostante nell’ormai lontano febbraio una mozione di Reggio 5 Stelle sia stata votata all’unanimità dal Consiglio Comunale, ancora oggi del Piano Comunale delle antenne di telefonia mobile poco o niente si sa. 6 mesi e neanche si è iniziato a lavorarci, mentre le richieste dei gestori telefonici continuano ad arrivare sul tavolo degli uffici comunali.

Quattro nuove antenne si aggiungeranno alle centinaia già presenti nella nostra città, che vanta il poco invidiabile primato di terza città in regione per numero di impianti, anche grazie alla mancanza di un coordinamento che determini le zone del Comune dove è possibile installarle. Le vie in questione sono: via Roma, via Guardiana, via Beretti e via Dimitrov, presso i campi da calcio della Reggio Calcio. (nell’ultima il progetto prevede un palo di 30 metri più gli impianti in cima)

Reggio 5 Stelle già da tempo appoggia le rivendicazioni dei cittadini di via Manara-Martiri di Cervarolo che si battono contro la realizzazione di un palo di 35 metri a pochi metri dalle loro finestre, e con la loro collaborazione siamo arrivati alla presentazione della mozione per il Piano Antenne. Non ci fermiamo e appoggeremo tutte le battaglie di questo tipo presenti e future.

Non siamo nemici della telefonia mobile, ma non accettiamo che la nostra città diventi una selva di pali e parabole (che poi già è) perché il Comune preferisce subire il problema invece che gestirlo. E non possiamo nemmeno ignorare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente confermato che le emissioni elettromagnetiche prodotte da cellulari e antenne sono causa dell’insorgenza del cancro.

Come consigliere della Circoscrizione Sud, torno a chiedere ai colleghi, sperando almeno stavolta di essere ascoltato, di rifiutare di esprimere qualsiasi parere in merito, quando esso sarà richiesto, per mandare un segnale di protesta contro l’inattività del Comune, che ancora non si è dotato degli strumenti che gli permetterebbero di affrontare la spinosa questione della collocazione delle antenne da una posizione di forza nei confronti dei gestori.

Articolo sul Resto del Carlino

 Alessandro Marmiroli – consigliere Circoscrizione Sud

Circoscrizione Sud, come se nulla fosse

Scritto il 6 luglio 2011 da

Si è parlato di nuovo di stazioni radio base per la telefonia mobile nel Consiglio della Circoscrizione Sud di martedi sera.

All’odg la richiesta di un parere in merito all’installazione di un’antenna presso la rotonda centrale della variante di Canali, presso via Serra. Aperta campagna o quasi dunque, nessun abitante nei dintorni potenzialmente esposto ai campi elettromagnetici generati dall’impianto.

Tuttavia ho disertato il momento del voto. Parere invotabile questo come tutti i pareri che in questi mesi possono venir richiesti dal Comune sull’argomento antenne.

Nonostante il 15 febbraio il Consiglio Comunale abbia approvato all’unanimità la nostra mozione per la realizzazione di un piano comunale per le antenne di telefonia mobile, ossia uno strumento che identifichi a priopri le zone della città dove potranno essere installate antenne, da allora non se ne è più fatto nulla, a parte una commissione aperta alla cittadinanza sulla quale è meglio evitare ogni commento. Intanto le richieste di nuove installazioni continuano ad arrivare, questa in particolare è del 15 maggio, perciò posteriore all’approvazione della mozione.

Alla luce di ciò ho posto una pregiudiziale allo svolgimento della discussione. La Circoscrizione non può accettare di continuare a ricevere richiesta di installazione da parte del Comune quando il Comune non fa la sua parte. Ho chiesto di rispedire la richiesta al mittente in modo da dare un segnale forte agli amministratori: o vi muovete a fare quello che avete promesso, il piano antenne, o fino ad allora ostruzionismo ad oltranza. Non possiamo continuare a perdere ore e ore a parlare di singole antenne, se spostarle di un metro a destra o a sinistra quando esistono gli strumenti per regolare con precisi criteri la questione.

Bocciata dalla maggioranza la pregiudiziale, ho allora invitato almeno a votare contro alla proposta di localizzazione in via Serra, ma nulla da fare. La contro proposta della maggioranza è stata di approvare il parere invitando però gentilmente l’amministrazione a procedere con la realizzazione del piano. Una forma di pressione di sicuro successo….

Nonostante i 5 mesi trascorsi dall’approvazione della mozione, ancora non è in vista nemmeno l’inizio del lavoro per il piano antenne, i cittadini che hanno animato questa battaglia aspettano e il per il consiglio di circoscrizione… come se nulla fosse!

Canali – la variante incompiuta

Scritto il 28 giugno 2011 da

Una segnalazione di un cittadino ciclista spalanca le porte su una dimostrazione di pressappochismo dell’amministrazione comunale che, impegnata a migliorare il record di città con più piste ciclabili del paese, continua ad allungarle senza preoccuparsi di farle bene.

Stiamo parlando delle piste ciclabili della variante di Canali e del collegamento con Baragalla. Piste belle e illuminate da lampioni, che scorrono da ambo le parti della strada immerse  nella campagna e, grazie a terrapieni e boschetti, ancora giovani, quasi non ci si accorge di essere a un paio di metri da uno stradone. A vederle cosi sembrano il non plus ultra in fatto di percorsi ciclabili, tanto che ci scappa un applauso a chi le ha pensate.

Poi però smetti di contemplarle e provi a usarle per spostarti davvero, li iniziano i guai. Quali è presto detto, pare che tra lampioni e alberelli fossero finiti i soldi per fare le strisce ciclo-pedonali. Le piste sono infatti isolate, non collegate tra loro come dei tronconi incompiuti che finiscono in mezzo al nulla.

Cominciamo il nostro viaggio da Casale di Rivalta, la famosa rotonda a otto e, passato il ponte ci mettiamo in viaggio verso Canali. Arriviamo alla prima rotonda sulla Variante e troviamo il primo ostacolo: se dalla ciclabile sul lato sinistro vogliamo passare dal lato di Albinea la pista ci porta proprio nella rotonda, ma poi nulla. Finisce sull’asfalto e non possiamo in nessun modo raggiungere l’altra parte, se non a nostro rischio e pericolo. Niente strisce ovviamente.

Stiamo solo facendo una corsetta, quindi perché rischiare? Deviamo verso via Tassoni, passiamo sotto il cavalcavia e va tutto bene fino a che arriviamo alla rotonda di viale Piacentini e ci rimaniamo di sasso. La ciclabile – di nuovo – ci finisce proprio dentro come se fosse strada per auto. Mi guardo intorno, dall’altro lato della rotonda riprende la ciclabile, ma per raggiungerla devo immettermi con la bici dentro la rotonda, sperando che le auto, che li corrono forte, mi vedano e rallentino, dato che sono obbligato a percorrere la rotonda proprio come loro. Idem se volessi andare verso la città, su viale Luxembourg dove riprende la ciclabile. Non c’è il collegamento e nemmeno le strisce, dovrei passare per i campi o stare sul ciglio della strada.

Prendo un paio di strombazzate da parte degli automobilisti e mi butto nel traffico. Raggiungo l’altro lato e torno indietro sino al ponte di via Serra. Anche qui la ciclabile finisce in mezzo alla strada e non ci sono, da entrambi i lati del ponte, le strisce, ma per fortuna è poco frequentata. Vado avanti verso Albinea e ammiro il paesaggio un po’ campagnolo un po’ già urbano e arrivo alla rotonda con via Tassoni, stavolta a sud di Canali. Anche qui se volessi andare verso la frazione niente da fare per attraversare, devo arrangiarmi, ma in ogni caso poi non c’è ne marciapiede ne ciclabile e vengo sfiorato dalle auto. Inutile dire che anche sull’altro lato della variante la pista  muore contro la strada.

Si conclude il mio viaggio in questa opera incompiuta, fatta di tronconi lasciati isolati a fianco delle strade. In tutto ho contato almeno 9 attraversamenti ciclo-pedonali mancanti e 2 ciclabili che finiscono dentro una rotonda.

Un vero peccato, dato che sono piste per il resto davvero ben fatte, e mi vien da pensare alla solerzia sprecata dell’assessore Gandolfi, rapidissimo ad intervenire in difesa dei ciclisti lungo la semi-deserta via della Rivaltella, ma in grande ritardo su strade ben più pericolose.

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