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Successo per i Deep Purple, ma il Comune…

Scritto il 24 luglio 2010 da Alessandro Marmiroli

Grande successo per il concerto dei Deep Purple al Mirabello, organizzato dall’impresa reggiana Medials, che da tempo rivitalizza questa zona della città con spettacoli d’alto livello. Nonostante l’impegno e i successi, il Comune ha pensato bene di annullare la convenzione che riconosceva a Medials  il diritto di utilizzare il vecchio stadio per eventi culturali alcuni giorni all’anno. D’ora in poi solo la Fondazione per lo Sport potrà avvalersi dell’impianto, da anni lasciato andare in malora dall’Amministrazione.

Di seguito il comunicato stampa di Reggio 5 Stelle sulla vicenda.

Erano migliaia giovedì sera al Mirabello per sentire i Deep Purple, in un evento unico per il panorama culturale e musicale reggiano da qualche anno a questa parte. Il tutto grazie a Medials, azienda capitanata dal reggiano Roberto Meglioli che ha organizzato la rassegna “Mirabello Aria Aperta 2010″ per ridare vita alla zona del Mirabello, come peraltro, richiesto in vari modi e da tempo dall’amministrazione comunale.
Prima di questo evento, il 24 giugno scorso, era stata la volta di Aterballetto che, sulle musiche di Ligabue, aveva incantato circa 2500 persone. La Medials in passato ha portato a Reggio cantanti di fama mondiale, come Vasco Rossi, U2, Lucio Dalla e altri.

La politica dovrebbe sostenere e promuovere questi eventi e motivare le persone che da anni mettono a disposizione della città la loro professionalità e passione, cercando di dare più “vitalità” alla nostra Reggio. In un momento così delicato per l’intera società è fondamentale creare aggregazione favorendo e stimolando la vivacità di un intero quartiere, nel caso di Medials, si muove un’intera città.

Nonostante questi grandi successi, l’amministrazione comunale e la Fondazione dello Sport hanno pensato bene di revocare la convenzione fatta con Medials per l’utilizzo del Mirabello per dare in gestione lo stadio esclusivamente per attività sportive.

Una volta tanto che un privato ha deciso di investire nelle attività culturali in una zona della città al centro dell’attenzione dell’amministrazione comunale, e senza oneri per le martoriate casse pubbliche, il Comune gli toglie gli spazi! Con che faccia, poi, viene a parlare di percorso partecipativo e rivolge un appello ai privati ad investire sulla zona del Mirabello?
Se questa amministrazione vuole davvero investire sul Mirabello, lasci lo spazio a chi, da anni, lavora e investe sul territorio, spesso rimettendoci anche dei soldi (come per la pulizia da guano e topi morti a spese di Medials) per dare, finalmente, un motivo per giovani e meno giovani, reggiani e non, di vivere finalmente a pieno la propria città e il proprio quartiere.

Davide Valeriani
Consigliere Circoscrizione Nordest

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest

Alessandro Marmiroli
Consigliere Circoscrizione Sud

Matteo Olivieri
Consigliere Comunale

Quarta approvazione per i Condomini Virtuosi

Scritto il 3 luglio 2010 da Alessandro Marmiroli

Approvata all’unanimità anche in Circoscrizione Sud la nostra mozione per i condomini virtuosi.

Già in precedenza approvata nelle Circoscrizioni Ovest e Nord-est e successivamente in Consiglio Comunale, ora anche la terza circoscrizione cittadina ha riconosciuto la validità del progetto e, dopo una interessante discussione durante il Consiglio, ha approvato l’istituzione di un gruppo di lavoro  che parteciperà al già attivo gruppo comune nato tra le altre due Circoscrizioni.

Su proposta del Presidente Prati il sottoscritto è stato nominato responsabile del gruppo per la Circoscrizione Sud.

La partecipazione di cittadini interessati al gruppo di lavoro è assolutamente libera e benvenuta. I cittadini della Circoscrizione che intendono partecipare al progetto possono contattarmi al seguente indirizzo:

a.marmiroli1@virgilio.it

Alessandro Marmiroli Consigliere Circoscrizione Sud

Fu MAFIA, e ora?

Scritto il 29 giugno 2010 da Alessandro Marmiroli


Il segreto di Pulcinella è alla fine svelato. Il co-fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri è stato riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. Cosi ha sentenziato stamattina la Corte d’Appello di Palermo, condannando il braccio destro di Berlusconi a 7 anni di reclusione.

Sentenza esplosiva, seppur depotenziata rispetto al primo grado, dove Dell’Utri si prese 9 anni, perché i giudici d’Appello l’hanno ritenuto colpevole “solo” fino al 1992, cancellando di botto mesi di rivelazioni da parte di diversi pentiti, che avevano gettato ombre inquietanti (cioè, ancora di più) sulla nascita di FI e, più in generale, sul burrascoso periodo dei primi anni’90, sulla trattativa Stato-Mafia, sui boss alla ricerca di un aggancio forte dentro le istituzioni, sulle stragi.

Tralasciando per un attimo ciò, da oggi quello che si può e si deve dire è questo, finalmente validato da una sentenza e non solo dall’evidenza: l’uomo di fiducia di Berlusconi è un mafioso.

Amico di Berlusconi dai tempi dell’università e poi suo segretario, negli anni ’80 scalò i vertici dell’impero Fininvest (è stato prima presidente di Publitalia, poi AD della Fininvest stessa) rimediando nel frattempo una condanna per frode fiscale, mentre nel’94 è ideatore e co-fondatore di FI assieme a Berlusconi. La sentenza di oggi dimostra che tutta questa carriera si è svolta senza mai interrompere i suoi legami con mafiosi d’ogni sorta, perlomeno sino al 1992.

Questo è lo scudiero. Del cavaliere meglio non parlare, se non per ricordare che il processo all’avvocato inglese Mills ha dimostrato che Berlusconi è un corruttore, e la corruzione dell’avvocato è stata necessaria per nascondere ben altre malefatte sulle quali non possiamo esprimerci con certezza, visto che la sentenza odierna lascia aperti molti interrogativi sul suo passato.

Nonostante i giornali di regime Libero e Il Giornale dai loro siti internet tentino di minimizzare l’evento, puntando sulla riduzione di pena concessa rispetto al primo grado e cantando comicamente vittoria perché il periodo della nascita del partito del loro padrone è stato escluso dalla sentenza, le domande che si aprono e quelle rimaste ancora senza risposta sono queste:

-        Cosa si cela dietro il successo imprenditoriale di Silvio Berlusconi?

-        Quale catena di eventi ha portato alla nascita di Forza Italia e alla discesa di Berlusconi in politica?

-        Perché il co-fondatore di questo partito è stato sempre in stretto contatto con la mafia? E perché più fonti indicano in questo partito il riferimento politico della mafia?

-        Perché nacque un largo schieramento di soggetti di ogni estrazione che in quel periodo iniziarono una guerra contro la magistratura e contro i successi e le indagini di magistrati coraggiosi in Sicilia e non solo?

-        Cosa si cela dietro la cortina fumogena che ci nasconde la verità su cosa accadde nei primi anni ’90? Perché le stragi di mafia iniziarono e finirono di colpo?

La sentenza lascia aperti tutti questi interrogativi e ne solleva tanti altri. Perché, per esempio, i giudici hanno rifiutato di ascoltare Massimo Ciancimino? Le rivelazioni dei pentiti sul periodo dopo il ’92 non sono state ritenute credibili dai giudici, ma noi ci chiediamo: com’è possibile che Dell’Utri, che per anni e anni è stato uomo di riferimento della mafia di colpo, nel 1992, abbia cessato i suoi rapporti con essa? Perché allora il suo nome è emerso più volte da intercettazioni dei boss mafiosi ben dopo questa data, come referente politico dei clan?

Rumors uditi nei giorni precedenti la sentenza non sono molto rassicuranti, e chiamano in causa direttamente i magistrati giudicanti, al centro di polemiche relative anche alle carriere dei figli.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/15/processo-dell%E2%80%99utri-i-figli-del-giudicee-le-%E2%80%9Cchiacchiere%E2%80%9D-di-palermo/

“Chiacchiere”, ma fatto sta che ci sono ancora molte pagine da scrivere riguardo le origini e i misteri brevemente riportati in questo intervento.

E nessuno di noi crede che Marcello Dell’Utri, improvvisamente, nel 1992, abbia deciso di farsi una nuova vita tagliano i ponti col torbido passato per lanciarsi in politica al fianco di Silvio B.

Il Bicchiere è mezzo vuoto:riempiamolo!

Scritto il 28 maggio 2010 da Alessandro Marmiroli

Visto il grande successo che sta riscuotendo la campagna referendaria per l’acqua pubblica promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, dobbiamo attenderci nei mesi a venire una reazione dei potentati che da tempo complottano per sottrarre alla collettività il Diritto (con la maiuscola) all’acqua pubblica.

Escludendo che non decidano di adottare la vecchia tattica della “coltre di silenzio” per nulla far giungere alla maggior parte dell’opinione pubblica, la previsione più realistica è l’imminenza di un bombardamento di rassicurazioni dai trombettieri a libro paga dei novelli businessman dell’H2O, sulla magnificenza del libero mercato contrapposto alle magagne del servizio pubblico, e ai grandi vantaggi che avremo dalla concorrenza tra gestori privati (anche se di concorrenza non ci sarà neanche l’ombra, come vedremo in seguito). A proposito, scommettiamo che nei cda di queste società ricorreranno spesso casi di omonimia con ministri e parlamentari?

Il referendum, che ha già raggiunto il mezzo milione di firme richiesto, col primo quesito chiede l’abrogazione dell’art. 23-bis della legge 133/2008, poi modificato dal famoso Decreto Ronchi, e mira a sventare la cessione ai privati della gestione delle reti idriche, che lascerebbe al pubblico una fittizia proprietà nominale. Il decreto prevede infatti che le società miste pubblico-private vedano una partecipazione del privato per almeno il 40%, mentre per le società quotate in borsa impone che la partecipazione pubblica si riduca a non più del 30% entro la fine del 2012. Ma indifferentemente dalla maggioranza prevista, sia pubblica o privata, impone che la gestione operativa (cioè chi fisicamente ti porta l’acqua in casa) passi in ogni caso al privato. Ciò è confermato anche dall’art.15 comma 8 del decreto, che fa cessare la gestione delle società miste anche se il privato è già proprietario del 40%, nel caso non sia anche il titolare della gestione.

L’abrogazione dell’articolo in questione è collegata all’abrogazione della parte dell’art.154 DL 152/2006 richiesta col terzo quesito, riguardante la tariffazione del servizio idrico. L’entrata dei privati nel “mercato” dell’acqua pubblica è fattibile solo se è presente la possibilità di realizzare profitti, impossibili nel caso di un servizio pubblico universale, dove al massimo è ragionevole raggiungere un pareggio tra costi e ricavi. L’art.154 prevede invece che nella fissazione della tariffa si tenga conto della necessità di remunerare “adeguatamente” il capitale investito, cosa che comporta aumenti di costo, ergo bollette più salate.

Impedendo l’anti-etica possibilità di lucrare vendendo acqua che è già dei cittadini, si elimina qualsiasi  appetito degli affaristi privati. Eliminando la possibilità di entrare nelle società idriche per gli affaristi privati, diventa inutile prevedere un ulteriore voce di costo nella composizione della tariffa. Risultato: bollette più basse, non dovendo alimentare i profitti di nessuno.

Ma il colpo più importante da segnare, secondo chi scrive, è l’abrogazione del’art.150 del DL 152/2006 richiesta dal secondo quesito. Ciò impedirebbe il ricorso alla gara per aggiudicare la gestione del servizio e, soprattutto, ne vieterebbe l’affidamento alle società di capitali.

Perché la società di capitali è una scelta “tragica” per un servizio pubblico universale cosi importante per la vita? Perché per sua natura, è indiscutibile, la ragion d’essere di una società di capitali è il profitto, punto e basta. Benessere degli utenti, qualità, etica, tutto è secondario davanti alla necessità di garantire un dividendo agli azionisti, e poca differenza fa che siano pubblici o privati. Ecco perché il problema di Enia non è la quota di azioni pubbliche (anche se Delrio continua a raccontare che il decreto Ronchi non riguarda la nostra, si fa per dire, società), ma l’essere Enia una spa che come una spa lavora, per il profitto. Non possono essere pacchetti azionari e fluttuazioni di borsa a dominare il servizio idrico.

Riguardo poi il leit motiv del Governo, che promette che la concorrenza porterà indubbi benefici, vorrei sapere: ma di che concorrenza parla? L’acqua è un monopolio naturale, cioè è tale per forza di cose e non può essere altrimenti, quindi non per colpa di imprenditori senza scrupoli o mancanza di controlli antitrust (mica come la televisione italiana insomma…). Senza entrare in complicati dettagli, la teoria economica dei monopoli naturali dimostra che il monopolio pubblico garantisce un maggior benessere agli utenti rispetto al monopolio privato, sempre che il fine ultimo del monopolista pubblico sia il loro benessere e non il profitto. La promessa del Governo risulta quindi falsa poiché impossibile da realizzare, e se non bastasse questo, va considerato che, a differenza che nel mercato della telefonia mobile e dell’energia, dove più gestori concorrono sullo stesso territorio, qui il gestore dell’acqua sarà uno e uno solo (monopolista appunto), con tanti saluti alla presunta concorrenza.

Di pari passo alla vittoria nel referendum, è necessario che la proposta di legge di iniziativa popolare promossa pochi anni fa dal Forum dei movimenti per l’acqua, che all’art.6 indica l’ente di diritto pubblico come unico gestore consentito del servizio idrico, venga approvata dal Parlamento. Questo permetterà alla cittadinanza il recupero della piena proprietà e sovranità sull’acqua.

Acqualatina, un esempio concreto di cosa ci aspetta: http://www.acquabenecomune.org/aprilia/

Per la proposta di legge per ripubblicizzare l’acqua, clicca qui.

Alessandro Marmiroli
Lista civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it

Rallentare prego!

Scritto il 5 maggio 2010 da Alessandro Marmiroli

Approvata a larga maggioranza, dal Consiglio della Circoscrizione Sud, la prima mozione presentata dal sottoscritto dal giorno del suo insediamento, il 31 marzo di questo anno.

Oggetto della mozione è la viabilità nella frazione di San Rigo, attraversata dall’omonima via, della quale da tempo vari residenti lamentano l’eccessiva velocità con cui auto e moto la percorrono. Una situazione obbiettivamente pericolosa per la conformazione della strada; circa un Km dritto e largo, le migliori condizione per stimolare velleità corsaiole, aggravata dal fatto che gli unici moderatori di velocità sono due dossi posti a breve distanza l’uno dall’altro, siti in quello che era il borgo originario della frazione. Frazione che però negli ultimi anni si è molto ingrandita sviluppandosi lungo via San Rigo, dove tra l’altro sono in costruzione nuove abitazioni, e rimanendo cosi per la maggior parte esposta alle intemperanze di molti automobilisti.

Praticamente, i veicoli provenienti da Reggio hanno tutta la strada a disposizione per simulare il decollo di un aereo, e solo dopo aver attraversato mezza frazione trovano i dossi a rallentarli. Unico altro ostacolo: cartelli che preconizzano controlli elettronici della velocità, abbastanza facili da ignorare al secondo passaggio…

La pericolosità della situazione è stata confermata a chi scrive anche dal titolare dell’impresa edile che sta realizzando le nuove abitazioni, resosi da tempo disponibile presso il Comune per realizzare a sue spese dossi nel tratto di strada davanti al cantiere. Il Comune avrebbe però rifiutato.

Dato che, tuttavia, i dossi hanno molti pro ma pure tanti contro, la richiesta rivolta al Presidente della Circoscrizione è stata di valutare quali interventi di moderazione della velocità siano più opportuni per le caratteristiche della strada. L’assessore Gandolfi, che tanta fantasia ha per le rotonde, avrà idee originali anche in questo caso?

La liberazione di Reggio Emilia

Scritto il 23 aprile 2010 da Alessandro Marmiroli

24 aprile 1945, Reggio Emilia è liberata dalla tirannide nazi-fascista. Questo video, ritrovato negli archivi militari americani, è stato girato da un soldato alleato giunto a Reggio quel giorno.

Nelle prime immagini, soldati tedeschi arresisi ad Albinea vengono perquisiti dagli alleati, mentre il grosso gruppo di partigiani studia sulle carte le ultime operazioni per l’avvicinamento alla città. I partigiani saranno i primi ad entrare a Reggio accolti dai festeggiamenti della popolazione, subito seguiti dall’arrivo delle prime unità americane.

In piazza della Vittoria i partigiani sfilano tra due ali di folla festante, ma all’improvviso cecchini fascisti, nascosti sui tetti del teatro Ariosto, sparano sulla folla che si disperde (min. 2.55) . Gli alberi e i monumenti del parco del Popolo diventano teatro di una sparatoria tra cecchini e partigiani, che si estende successivamente per diverse strade della città.

Al minuto 4.35, il primo carro Shermann americano raggiunge il centro di Reggio in piazza del Monte (all’epoca piazza Cesare Battisti), mentre colonne militari attraversano i viali della circonvallazione.

Al sesto minuto l’ennesima sparatoria contro i cecchini fascisti in via Ariosto, intanto altre truppe alleate raggiungono la città passando davanti al Mauriziano, accolti dalla popolazione in festa, la guerra e il fascismo erano finiti. Più di 600 partigiani erano caduti nei 20 mesi precedenti.

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A spasso con la storia

Scritto il 11 marzo 2010 da Alessandro Marmiroli

I percorsi della memoria si faranno. L’assessore Catellani da dato risposta affermativa alla nostra interpellanza con cui ne chiedevamo la realizzazione.

Rassegna stampa (1) (2) (3)

La proposta, nata da nostra collaborazione con Istoreco, consiste nell’individuare percorsi in città per collegare i luogi teatro di grandi avvenimenti nel corso del secolo, dal riformismo prampoliniano al fascismo, dalla Resistenza alle lotte degli anni ’60.    Si tratta di eventi epici, trasformazioni sociali, tragedie, episodi del nostro passato che hanno lasciato tante testimonianze nel perimetro cittadino composte da edifici, piazze, monumenti e altro che dovranno esser “letti” all’interno di un percorso storico composto da apposita cartellonistica informativa sui luoghi e mappe, che permettano ai cittadini di percorrere questi “sentieri urbani” e conoscere la storia della città.

Dopo il dibattito sul Museo del ‘900, prosegue il nostro impegno per la sempre maggior valorizzazione e divulgazione della storia di Reggio, una grande storia, paradigmatica ed esemplare delle grandi trasformazioni che hanno attraversato l’Italia nel ‘900. Reggio ha un patrimonio storico sottovalutato da riscoprire e rispettare, col duplice fine di educare le nuove generazioni ai valori che hanno animato questa città e di attrarre visitatori da fuori con una adeguata attività di promozione, soprattutto online, per accogliere un nuovo tipo di turismo emergente.

MANIFESTAZIONE CONTRO IL DE-CRETINO!

Scritto il 10 marzo 2010 da Alessandro Marmiroli

SIT IN CONTRO IL FURTO DI LEGALITA – PIAZZA MARTIRI DEL 7 LUGLIO – SABATO 13 ORE 11. Manifestiamo contro il decreto salvaliste!

Gli Amici di Beppe Grillo – Movimento 5 Stelle protestano in piazza contro i tentativi del Governo di cambiare le regole in corsa e sanare con un sopruso l’illegalità delle liste presentate dal PDL in Lazio e Lombardia.

Questo ennesimo stravolgimento delle regole, frutto del culto dell’arroganza e dell’illegalità che da sempre caratterizza l’operato di Berlusconi, è solo l’ultimo capitolo della progressiva aggressione allo Stato di Diritto e della sua sostituzione col Diritto del più forte.

Mai come in questo momento è necessaria una forte risposta di cittadini e istituzioni, che devono opporre alla minaccia due basilari fondamenti di una società civile: che la legge è uguale per tutti e la certezza del diritto, impedendo l’ennesima legge ad partitum.

Ad partitum, perché, guarda caso, il decreto incriminato salva solo le liste del PDL e non tutte quelle attualmente escluse. Perché se le regole cambiano a discrezione non cambiano per tutti?

Manifestiamo anche contro il Presidente Napolitano per esser venuto meno ai doveri che il ruolo gli impone. Il Presidente ha nuovamente mostrato di non essere all’altezza dell’importante compito di difesa della Costituzione e della democrazia che gli è attribuito, avallando l’ennesima porcheria del Governo, rendendosene quindi corresponsabile.

I candidati regionali del Movimento 5 Stelle interverrano nel corso della manifestazione

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