Arrestato ‘O Copertone’, i tentacoli anche in Emilia

E’ stato arrestato Vincenzo Schiavone, il contabile dei Casalesi, camorrista così chiamato per l’abitudine di bruciare i corpi delle vittime con l’ausilio di copertoni delle auto. Dal suo libro paga emergono profonde relazioni nella stessa Emilia.

E’ stato arrestato Vincenzo Schiavone, il contabile dei Casalesi, camorrista così chiamato per l’abitudine di bruciare i corpi delle vittime con l’ausilio di copertoni delle auto. Dal suo libro paga emergono profonde relazioni nella stessa Emilia.

Come al solito è il libro “Tra la via Emilia e il Clan” di Cristian Abbondanza e Antonio Amorosi a raccogliere diligentemente tutte le informazioni (testo obbligatorio per l’ordinata raccolta delle informazioni sulle mafie in Emilia)

Le informazioni emergono nella relazione della Procura Nazionale Antimafia (2008) sull’organizzazione mafiosa. Ancor più occorre però guardare al capitolo specifico sulla mafia campana ed al Distretto della DDA di Napoli.
Per capire la forza del gruppo dei CASALESI radicati in Emilia Romagna dovrebbe bastare questo
passaggio: “l’analisi della documentazione contabile… offre significativi elementi di giudizio sulla
consistenza e pericolosità della organizzazione, ove solo si consideri che dalla lettura dei conteggi
mensilmente effettuati da SCHIAVONE Vincenzo, di Luigi, risulta che la sola famiglia SCHIAVONE (che è all’incirca un terzo dell’intero clan dei casalesi che per la restante parte fa capo alla famiglia
BIDOGNETTI e ai latitanti Michele ZAGARIA e IOVINE Antonio) mensilmente erogava già negli anni 2003-2004 stipendi per circa 300.000 euro, ripartiti fra le numerosi componenti territoriali, fra le quali, segnatamente, si annoveravano i gruppi capeggiati da SCHIAVONE Francesco, di Nicola, da RUSSO Giuseppe, storico componente del vertice dei Casalesi, da DEL VECCHIO Antonio, cugino di Francesco SCHIAVONE, di Luigi, da DEL VECCHIO Carlo, nipote di Del Vecchio Antonio e di Francesco SCHIAVONE, di Luigi, da MEZZEROAntonio, dal Carusiello, CANTIELLO Salvatore, da PAPA Giuseppe, da CETERINO Giuseppe (al quale fa capo anche la gestione degli interessi della famiglia SCHIAVONE in Emilia- Romagna), da Raffaele DELLA VOLPE e da MERANO Giorgio, oltre al gruppo di CASAPESENNA… Nel periodo in riferimento, le investigazioni hanno consentito di documentare, nello specifico, anche le attività camorristiche della fazione facente capo a IOVINE Antonio nonché sostanziosi riferimenti alla figura criminale di ZAGARIA Michele, entrambe assolutamente fondamentali al fine dell’analisi dei processi di garanzia della coesione interna e dell’espansione affaristica (anche nell’Italia centro-settentrionale) della consorteria in parola, anche in ragione dell’effetto di rafforzamento della condizione di leadership connesso alla loro perdurante latitanza…”.
Reggio 5 Stelle ha di recente sollevato il problema dell’invasione del Casalesi nella nostra provincia, rilevando come le Istituzioni hanno ancora bisogno di capire il fenomeno, che intanto cresce.

Comments:1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *