AREA NORD: POLITECNICO? SI’, MA SENZA CONSUMARE SUOLO

STOP A IDEA PATOLOGICA DI SVILUPPO CHE CEMENTIFICHI ALTRO SUOLO VERGINE

REGGIO EMILIA 20 SETTEMBRE – Sì al Politecnico, ma ad una condizione: non consumare un solo centimetro quadrato di spazi ancora verdi, a Reggio Emilia ci sono interee aree-zone industrali da recuperare-riutilizzare ad iniziare da quella adiacente alla Mediopadana delle Fiere.

La relazione di ieri all’assemblea generale di Confindustria Reggio Emilia del presidente Mauro Severi, ha presentato spunti molto interessanti ma per lanciare una idea di città che non ripeta gli errori del passato è necessario  avere una nuova idea di sviluppo.

Ci ha colpito il passaggio nel quale il Severi ha dichiarato che: ” il masterplan elaborato oltre 10 anni fa da Santiago Calatrava indicava l’asse parallelo all’autostrada che lega tra loro la fiera e la nuova stazione come luogo ideale per collocare i nuovi insediamenti che dovrebbero caratterizzare il futuro di Reggio Emilia e dell’Area Vasta che la circonda”.

Certamente l’idea di fare di Reggio Emilia un polo delle conoscenze costruendo un Politecnico non può che vederci favorevoli a patto però che questo non comporti la cementificazione di ulteriori spazi. Immaginare di consumare nuovo suolo verde (Conad via Luxembourg docet)  è una idea patologica di “sviluppo”, assolutamente sensa senso e contro il futuro dei cittadini stessi di questa città.

Come diciamo da oramai un decennio, occorre che i progetti per “costruire nuove infrastrutture” si basino sul recupero-trasformazione-valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e dalla rigenerazione degli spazi vuoti. Benissimo avere una visione della città a patto che si basi  sull’utilizzo di quello che c’è, capannoni e appartamenti,  vuoti ad esempio.  E’ questa la sfida di progettualità innovativa.

GLI ‘OMAGGI’ DI CALATRAVA? DIMENTICA IL RODANO E LE DISTANZE PREVISTE PER LA TUTELA DEI CORPI ACQUA SUPERFICIALI…

Perchè  Calatrava non immagina una città del futuro che si basi sul recupero dell’esistente senza cementificare un solo centimetro quadrato in più? E’ questa la nostra idea di città e la sfida innovativa sulla quale si deve lavorare.  Una nota sul “progetto omaggio” calatraviano già pagato profumatamente,  del Politecnico realizzato cementificando nuove aree davanti alla stazione Mediopadana. Nel proporre i suoi simboli, Calatrava si è dimenticato che c’è il Rodano con le distanze previste dalla tutela dei corpi d’acqua superficiali (ex legge Galasso).

FUTURO CON CONSUMO SUOLO ZERO E RECUPERO-TRASFORMAZIONE ESISTENTE-Crediamo che gli industriali come tutte le eccellenze intellettuali di Reggio Emilia (che magari oggi lavorano all’estero),  debbano per primi farsi promotori di un modello di sviluppo che salvaguardi veramente l’ambiente e le generazioni future e preveda il consumo di suolo zero. Ogni cittadino vede decine di capannoni, spazi industriali, ‘centri direzionali’ appartamenti, vuoti.  Vuoti!

AREA FIERE – Ritorna di grande attualità, quindi,  il tema delle Fiere e del loro destino che è  evidentemente già segnato e molto chiaro per qualcuno che ha potere decisionale. Certamente, infatti,  in un progetto tanto ambizioso e tanto lungimirante come quello di un Politecnico, qualcuno avrà già le idee molto chiare su quello che succederà a un’area che al momento è per il 75% pubblica (le Fiere) e sarebbe bello che lo spiegasse anche ai cittadini. Parliamo del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.

Certo è che le Fiere con  118.000 metri quadrati di area complessiva già dotata di infrastrutture e servizi. (18.000 metri quadrati di area espositiva coperta e 25.000 metri quadrati di area espositiva scoperta, uffici, guardiole, abitazioni e bar) si potrebbero essere qualcosa di molto interessante nel momento in cui si decida di realizzare a Reggio un Politecnico

METROPOLITANA SUPERFICE E LINEE LOCALI – Non possiamo poi che essere soddisfatti del fatto che si sia tornati a parlare di metropolitana di superficie per il collegamento di Mancasale al centro della città. Considerato il livello di inquinamento dell’aria di Reggio Emilia è considerato il traffico che ogni mattina e ogni sera vede migliaia di auto incolonnate per raggiungere la zona Nord della città, crediamo che questa debba essere una delle priorità per una mobilità sostenibile . Intanto però sarebbe utilissimo  anche partire da progetti più semplici, come  realizzare corse più efficienti per il treno che collega la Stazione Mediopadana con la Stazione Fs, evitare di chiudere stazioni locali come quella di  realizzare collegamenti ferroviari efficienti sulla rotta  Reggio Emilia-Mantova.

FONDAZIONE REI – Da sottolineare anche il passaggio su Fondazione REI, descritta nelle parole del Presidente Severi come “promotrice di soluzioni di open innovation territoriale”.

Dice Severi ” in tale prospettiva siamo impegnati anche per garantire ai laboratori di Reggio Emilia Innovazione la stabilità indispensabile per rilanciarne le elevate potenzialità.

Anche in questo caso bisognerebbe che qualcuno spiegasse cosa sta succedendo ai cittadini, visto che REI in liquidazione era per la maggior parte di enti pubblici, così come i suoi laboratori.

Speriamo che la spiegazione arrivi in Consiglio Comunale al più presto.

 

Alessandra Guatteri

Capogruppo Gruppo Consiliare

Movimento 5 Stelle

Comune di Reggio Emilia

Comments:0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *