Appalto IREN che scotta: il proprietario della ditta aggiudicatrice venne raggiunto da provvedimento antimafia

I lavori per la discarica di Poiatica appaltati alla ditta R.A.M.M. di Pianiga (VE) con ribasso del 34%. Il proprietario e amministratore unico venne raggiunto nel 2006 da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa. Il MoVimento 5 Stelle beppegrillo.it agirà in Comune e Regione per fare chiarezza sulla vicenda.

Come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 6 aprile 2012, Iren Ambiente Spa per conto di Iren Spa ha affidato un appalto  per  “servizi di interramento sanitario dei rifiuti e opere di manutenzione presso la Discarica di Poiatica in Comune di Carpineti” ( gara n. 4244. CIG n. 3530142D52) e “servizi di smaltimento dei rifiuti solidi e delle acque reflue, servizi igienico-sanitari e simili”.  L’appalto, dal valore triennale ed inizialmente stimato in 2.376 336,80 euro (2,37 milioni di euro) è stato aggiudicato alla ditta RAMM SRL via Marinoni, Pianiga Italia,  con notevole ribasso d’asta del 35% per un  valore finale di 1 562 204,55 euro (1,56 milioni di euro) che a sua volta potrà subappaltarlo. In totale sono state quattro le ditte che hanno partecipato a questa gara. L’appalto vinto dalla RAMM Srl  come si legge nella Gazzetta Ufficiale Europea riguarda nei dettagli ” l’esecuzione di tutti i servizi, le opere e le forniture necessarie per l’interramento sanitario dei rifiuti e le opere di manutenzione presso la Discarica di Poiatica in Comune di Carpineti.
I servizi e le opere sono appaltati a misura e riguardano prevalentemente:
a) triturazione meccanica sul fronte di scarico dei rifiuti non trattati;
b) stesura dei rifiuti conferiti direttamente sul fronte di scarico e dei rifiuti triturati;
c) sistemazione, compattazione meccanica e livellatura dei rifiuti;
d) innalzamento dei torrini verticali e manutenzione delle reti di convogliamento del biogas verso lesottostazioni;
e) copertura giornaliera dei rifiuti con terreno;
f) formazione o spostamento di cumuli di terra;
g) scavo, carico e trasporto di terreno;
h) scavi e formazione di rilevati per scoline, drenaggi e arginature;
i) lavori di manutenzione delle opere esistenti;
j) lavori di demolizione e ricostruzione manufatti di recinzione;
k) lavori di sistemazione e manutenzione della viabilità e degli accessi alla discarica con ricarico di materialiinerti e opere di parziale ripristino delle bitumature;
l) sgombero neve e spargimento di sale e ghiaietto contro la formazione di ghiaccio da eseguirsi nelle strade diaccesso ed interne della discarica con mezzi idonei quali lame spartineve e impianto spargitore;
m) opere murarie di fognatura, manufatti e costruzioni semplici di edilizia;
n) tutte le opere inerenti alla manutenzione delle infrastrutture, per il buon risultato della conduzione e sulla basedi quanto richiesto dalle vigenti leggi e norme in materia;
o) pulizia della viabilità e dei piazzali asfaltati;
p) trattamento deodorizzante sul fronte rifiuti;
q) manutenzione ed eventuali spostamenti o sostituzioni di linee in tubi di hdpe per il sistema di captazione biogas”.
La ditta R.A.M.M. srl, con sede a Pianiga in provincia di Venezia, ha Rossato Sandro come amministratore unico, ed è totalmente controllata dalla Rossato Fortunato srl, controllata da Rossato e famiglia.
Rossato Sandro veniva raggiunto, in data 21.02.2006, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a firma dell GIP di Reggio Calabria. Pesantissime le accuse per il Rossato, assieme ad altri indagati: “si avvalevano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che derivava dalla loro appartenenza alla consorteria mafiosa di Libri Domenico allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti di estorsione , corruzione , turbativa di pubblici incanti e truffa ai danni di enti pubblici appaltanti e di imprese private “.
I legami con le cosche calabresi al centro delle indagini di cui sopra: associazione per delinquere di stampo mafioso denominata cosca LIBRI , alleata storicamente alle cosche Tegano e De Stefano . Associazione la quale si avvaleva della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva allo scopo di commettere delitti in tema di traffico di sostanze stupefacenti e di armi ; delitti in danno delle persone , delitti di estorsione a carico degli imprenditori ed appaltatori nel territorio di competenza ai quali richiedeva il 5% del valore complessivo dei lavori da corrispondersi per metà all’ inizio dei lavori e per l’ altra metà prima della fine degli stessi, delitti di turbativa di pubblici incanti e truffa ai danni di enti pubblici appaltanti e di imprese private .ed allo scopo di acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o il controllo delle attività economiche ed imprenditoriali nonché di acquisire in particolare il controllo degli appalti pubblici nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in tutto il territorio regionale .
Sia il materiale agli atti dell’indagine, quali esplicite intercettazioni telefoniche,  che numerose interrogazioni parlamentari, indicavano il Rossato come la faccia pulita da spendere nel conquistare appalti in tutta Italia.
La domanda se siano stati eseguiti adeguati controlli nell’assegnazione dell’appalto da parte di IREN è non solo d’obbligo, ma necessita una risposta celere e senza tanti giri di parole. Per questo oggi stesso presenteremo un’interrogazione in Consiglio Comunale a Reggio Emilia in merito a questa vicenda. Crediamo inoltre che anche la Regione Emilia Romagna, che di recente ha approvato una normativa atta a prevenire la presenza mafiosa nella nostra economia, debba analizzare la questione per comprendere se gli strumenti a disposizione sono sufficienti.

Comments:3

  1. La Mafia: io Siciliano sto con Grillo.
    Hanno sollevato un prevedibile polverone le affermazioni di Beppe Grillo rilasciate in Sicilia sul tema mafia. Anche sul nostro blog nazionale si sono levati commenti di disapprovazione. La mia opinione e che Grillo ha ragione. Lo dico a ragion veduta e per conoscenza diretta del fenomeno mafia a livello sociale. La mafia è uno stato nello stato. La mafia, in alcune regioni del sud (ma adesso anche il nord non è messo molto bene) ha preso il posto dello stato. Parliamo di Sicilia. Nella maggiorparte dei siciliani è presente il dna mafioso. Nella vita di tutti i giorni e nelle attivita quotidiane della gente si sviluppa e cresce l’intreccio di favori, partendo da quelli più banali per arrivare ai vertici della politica. Di qualsiasi cosa tu abbia bisogno, in Sicilia, devi farti “mandare” dall’amico di turno per risolvere il tuo piccolo o grande problema. Hai bisogno di un meccanico per la tua auto? Chiedi all’amico che ti indicherà dove andare, naturalmente devi dire:” Mi manda….”. Stesso discorso per il ristorante, per il negozio, fino ad arrivare al Comune, alle scuole, e in qualsiasi altra pubblica amministrazione, dove se hai bisogno di un certificato, di una pratica amministrativa, etc. e non sei amico dell’amico farai molta fatica ad avere rispettati i tuoi diritti di cittadino. Il diritto di tutti diventa privilegio per qualcuno. A me è capitato, essendo dipendente pubblico, cresciuto in Emilia ma per due anni in servizio in Sicilia, di fare il mio dovere e trattare professionalmente tutti gli utenti allo stesso modo: molti ci rimanevano male, non per la qualita del servizio offerto ma perchè nonostante li avesse mandati tizio o caio erano stati equiparati agli altri i quali avevano ricevuto lo stesso trattamento pur non avendo “santi in paradiso”. Ci vuole tempo e una gestione PULITA della cosa pubblica per cambiare la suddetta mentalità e fino a che al governo ci saranno … questo non succederà MAI. La maggiorparte dei politici siciliani erano e sono burattini nelle mani della mafia. Eletti con i voti dello stato-mafia. Con i ricatti alla povera gente. Con i voti in cambio di buoni spesa, gite e anche denaro (chi ha visto il film di A.Albanese sa di cosa parlo e purtroppo è vero). Tornando al discorso di Beppe, è vero che la mafia non ha interesse a far chiudere le attività imprenditoriali e commerciali. Sarebbe come se l’allevatore uccidesse le sue mucche da latte! Lo stato italiano se ne frega. Ti tartassa e ti spreme finchè non ce la fai più e chiudi bottega. Non si preoccupa se i tuoi figli oggi hanno mangiato e con i soldi delle tasse che ti succhia non ti da’ servizi decenti e certezze (se devi avere un credito o giustizia, con la burocrazia dello “Stato” fai in tempo a morire…) La mafia, a modo suo, funziona meglio in fatto di recupero crediti, di protezione e… quant’altro. Credo che noi tutti amiamo Falcone, Borsellino e tutti quelli uccisi perchè facevano il loro dovere. Chi li ha uccisi? La Mafia o gli apparati dello stato collusi? Chi li ha uccisi la mafia o moralmente alcuni politici al potere e difesi a spada tratta dai partiti di riferimento? La mafia è criminale, ma sono più criminali coloro i quali le hanno permesso dal dopoguerra ad oggi di governare nell’ombra questo paese.

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