ACT, l’Azienda Trasporti un poltronificio del PD

ACT: si pensi agli utenti, e non alle poltrone del PD. La fusione con Modena non deve essere un scusa per creare nuove scatole societarie, già troppe: un poltronificio PD. Condividiamo l’analisi del Consigliere Baccarani (Idv): al centro gli utenti, basta scatole societarie.

ACT: si pensi agli utenti, e non alle poltrone del PD. La fusione con Modena non deve essere un scusa per creare nuove scatole societarie, già troppe: un poltronificio PD. Condividiamo l’analisi del Consigliere Baccarani (Idv): al centro gli utenti, basta scatole societarie.

L’intervento del Consigliere provinciale  Rudy Baccarani, centra perfettamente il problema di ieri e di oggi dell’Azienda Consorziale Trasporti, meglio nota come ACT. Ora che si è trasformata in Agenzia, senza ruoli industriali, non vediamo perché le sue funzioni non
possano essere delegate a qualche ufficio pubblico, visto che ne esistono diversi che si occupano di trasporti sia presso la Provincia che presso i Comuni. La struttura snella di cui Malagoli ci ha riferito in Commissione congiunta alcune settimane fa, non
diventi la scusa per fare un’altra scatola societaria. In base alla normativa, infatti, ACT dovrà dismettere la proprietà degli autobus
. Oggi quegli
autobus sono affittati per una cifra simbolica (5 euro all’anno) alle 2 vere società che si occupano di trasporto pubblico: Autolinee dell’Emilia (AE), soprattutto, e in parte anche TIL. Il ruolo di Agenzia la rende infatti incompatibile con la proprietà dei mezzi, visto che essa stessa deve fare le
gare per assegnare gli appalti del trasporto pubblico.

La soluzione ci appare molto semplice:
– le funzioni dell’Agenzia passino a qualche ufficio pubblico, come tutte le gare pubbliche le facciano direttamente i Comuni o la Provincia: molte poltrone in meno, a cominciare da quella di Malagoli (nella foto);
– gli autobus passino ad un’unica società, che metta insieme AE, TIL, che punti a fare un buon lavoro come società sul mercato, dotandosi di mezzi nuovi, coinvolgendo i dipendenti in una gestione più efficiente, oggi ostacolata da un management che non si è rivelato all’altezza, come dimostrano i continui esborsi di denaro che Comuni e Provincia devono fare per appianare i debiti;
si faccia la fusione con Modena, ma sulla base di un Piano Industriale vero, che metta un servizio efficiente ed economico a disposizione dei cittadini, e non un papocchio che serva solo ad evitare le gare e la concorrenza, tagliare posti di lavoro,  collezionare un parco macchine di catorci, aumentare il debito e distribuire poltrone ai targati PD.
La fregatura è dietro l’angolo. Il Presidente dell’Azienda dei Trasporti di Modena è infatti Claudio Ferrari, dal 1992 al 2004 sindaco di Correggio, da luglio 2004 a dicembre 2006 è stato assessore della Provincia di Reggio Emilia con delega alla Pianificazione Territoriale.
Il papocchio potrebbe consistere in una serie di manovre societarie fasulle, tese a rispettare formalmente la legge sulla concorrenza creando nuove società, come quella che deterrebbe la proprietà degli autobus di ACT, e seminare altre poltrone per il PD.
I costi delle poltrone, come ricordato da Baccarani, sono molto alti. Oggi, per far viaggiare un autobus, abbiamo un’Agenzia ACT con un Presidente, due società che li gestiscono, AE e TIL, con 2 presidenti e 2 amministratori delegati, una società che si occupa di fare gli acquisti, e Dinazzano
Po, che si occupa di trasporto merci, dove Presidente è Lanfranco Fradici, dal 1992 al 2004 Sindaco del Comune di Scandiano, e dove Amministratore Delegato è Giuseppe Davoli, già assessore allo Sviluppo e Investimenti del Comune di Reggio Emilia.

In questo quadro, viaggiano solo autobus targati PD (e non è Padova).

ACT: si pensi agli utenti, e non alle poltrone del PD

La fusione con Modena non deve essere un scusa per creare nuove scatole societarie, già troppe: un poltronificio PD

Condividiamo l’analisi del Consigliere Baccarani (Idv): al centro gli utenti, basta scatole societarie

Comments:4

  1. Io dico solo che quando vengo a Reggio è un dramma su alcune linee. Alcune funzionano bene, ma certo il servizio non è all’altezza. Facessero una linea in più e una poltrona in meno sarebbe meglio
    Roberto Rabboni

  2. In ACT si dividono poltrone, fanno fusioni e inciuci e come sempre la politica entra dappertutto. Giusto la segnalazione nell’articolo che dice “si pensi agli utenti”.
    Una segnalazione personale voglio farla. Ho visto e vedo tutt’ora degli autisti che telefonano con il cellulare mentre guidano. Il codice stradale è chiaro. Ma questi signori parlano mentre guidano un veicolo pubblico e con il rischio alto di incidente, e poi si dice:” Ho come mai?”. A mio avviso è meglio prevenire che curare. Mi ricordo anni fa la scritta “Vietato parlare con il conducente” Adesso il conducente può parlare con il cellulare? Mah!! La prossima volta che vedo queste cose, faccio un reclamo all’azienda ACT. Altro che poltrone!!!

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