Acqua privata, la pistola fumante!

Andrea Viero , DG di IREN: “Verrà abrogata l’adeguata remunerazione” significa che qualcuno ci sta già guadagnando: l’acqua come i titoli di Borsa!”. Smentito su tutti i fronti il Sindaco Delrio, a cui urliamo vergogna!, e la sua manovra che ha portato prima ENIA in Borsa e poi il colosso IREN.A proposito, domenica 3 aprile, dalle 10.00 alle 15.00 presso la Sala Civica di San Vittoria di Gualtieri,si terrà un pranzo di finanziamento del Comitato referendario.

Non poteva esserci migliore spot, per i due quesiti referendari del 12 giugno, delle dichiarazioni rilasciate in data odierna da Andrea Viero, DG di IREN, alla Gazzetta di Parma.

1 milione di cittadini di tutti i pensieri e le estrazioni politiche hanno firmato affinchè si chiedessero 2 cose:

  • considerare l’acqua un bene privo di rilevanza economica, che tradotto in soldoni significa non darla in pasto agli squali del mercato;
  • non adeguare le tariffe del servizio idrico integrato (cioè le bollette dei cittadini in definitiva) per soddisfare i guadagni degli investitori privati

A proposito, domenica 3 aprile, dalle 10.00 alle 15.00 presso la Sala Civica di San Vittoria di Gualtieri,si terrà un pranzo di finanziamento.

Ebbene, il DG di IREN Andrea Viero conferma tutto, perchè se verrà approvato il secondo quesito “verrà abrogata l’adeguata remunerazione” e si aprirà una seria riflessione su come recuperare marginalità”.

Cosa significa è molto semplice: chi investe in Borsa in titoli IREN si aspetta di guadagnare sull’acqua, bene primario per la vita dei cittadini, attraverso dividendi da distribuire agli azionisti.

Queste parole si traducono in un grido di vergogna! nei confronti del Sindaco Delrio, artefice della doppia operazione di quotazioni Borsa ENIA ed IREN, lo stesso sindaco che ha respinto tutte le mozioni dei cittadini che chiedevano di tornare indietro e lasciare fuori l’acqua da avventure finanziarie, sostenendo che l’”acqua è ancora pubblica perchè le reti sono publiche”.

Caro Delrio, le reti sono pubbliche (in mano ad AGAC Infrastrutture), il 51% di IREN è dei Comuni, ed infatti IREN paga un affitto annuale per gestire il servizio. Ma guadagnare sugli investimenti nel settore dell’acqua, come confermato da Viero e come Reggio 5 Stelle ha sempre sostenuto, significa aver privatizzato! E i Comuni si comportano come soci pubblici all’interno di una società privata.

E Viero, già condannato in primo grado dalla Corte dei Conti per danno erariale per fatti risalenti al suo vecchio incarico alla Regione Friuli con la Giunta di centro sinistra di Illy, non si ferma qua. Parla addirittura di “buon senso”, schierandosi contro il secondo quesito referendario, come se il buon senso sia far guadagnare i privati da una gestione di un bene essenziale.

Viero continua con la solita manfrina che, se l’acqua dovesse ridiventare pubblica, mancheranno i soldi per ristrutturare a rete idrica, in quanto i privati non saranno più interessati ad investire, con grave danno per una corretta gestione del servizio idrico.

Possiamo tranquillamente smentire con svariati esempi, italiani ed esteri, che dicono una cosa molto diversa, quando non il contrario.

Prima considerazione: a Bolzano dove l’acqua è pubblica il servizio funziona perfettamente con tariffe costanti, a Latina, dove è stata privatizzata, accanto ai disservizi schizzano le bollette.

A Bolzano, dove la politica ha sempre ben governato, l’acqua pubblica funziona, in Sicilia, dove i Partiti hanno sempre mangiato, l’acqua pubblica non ha funzionato.

A Parigi l’acqua è tornata ad essere pubblica dopo essere stata privatizzata, come in altre città francesi, che vantano un servizio altissimo. Il motivo è che i governi hanno ritenuto con la gestione pubblica di risparmiare, offrire un miglior servizio e garantire a tutti questo bene essenziale

A Berlino, dopo essere stata privatizzata, un referendum ha fatto tornare questo bene in mani pubbliche, perchè la gestione privata non dava abbastanza garanzie alla teutonica precisione nella gestione dei servizi.

E ancora: AGAC ha coperto tutta la città di un sistema di distribuzione dell’acqua potabile con i soldi pagati dalle bollette dei cittadini, con gli stessi soldi IREN, colosso quotato in Borsa, non sarebbe capace di riparare le perdite (50%) e di generare dei benefici sulla gestione, in quanto coprendo i buchi si estrae meno acqua, si pompa meno acqua e si potabilizza meno acqua, risparmiando su corrente elettrica, sanificazione, usura e manutenzione degli impianti. Cioè IREN , i cui azionisti si aspettano concessioni per la gestione del servizio idrico in eterno, non sarebbe capace di migliorare le condizioni della rete ripagandosi con le efficienze gestionali. Se è così, se cioè non sono in grado di fare il loro mestiere, allora meglio che torni la gestione in mano pubblica votando sì al referendum.

Decine di migliaia di persone sfileranno oggi a Roma per lanciare la campagna referendaria, che sia di buon augurio!

Comments:0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *