Acqua, finanza delle 3 carte del Comune di Reggio

I soldi delle bollette dell’acqua coprono tutto: costi di gestione, investimenti sulla rete, utili di IREN, ed anche i soldi che finiscono ad AGAC Infrastrutture spa, che i Comuni hanno speso per fare altro. Ma il Comune di Reggio lancia una incredibile supercazzola: nessun euro è stato distratto dagli investimenti sulla rete, sono risparmi dai mutui. In pratica, le banche regalerebbero soldi! Per fortuna nel 2009 Reggio 5 Stelle ha avuto il mandato dai reggiani per smentire le balle di questi professionisti della poltrona, e non gliene fa passare una liscia. Ecco la verità.

I soldi delle bollette dell’acqua coprono tutto: costi di gestione, investimenti sulla rete, utili di IREN, ed anche i soldi che finiscono ad AGAC Infrastrutture spa, che i Comuni hanno anche speso per fare altro. Ma il Comune di Reggio lancia una incredibile supercazzola: nessun euro è stato distratto dagli investimenti sulla rete, sono risparmi dai mutui. In pratica, le banche regalerebbero soldi! Per fortuna nel 2009 Reggio 5 Stelle ha avuto il mandato dai reggiani per smentire le balle di questi professionisti della poltrona, e non gliene fa passare una liscia. Ecco la realtà nei dettagli.

Agac Infrastrutture SPA, proprietaria delle reti e società interamente pubblica a cui Iren paga 6 milioni e 900 mila euro per l’affitto delle reti (anch’essi provenienti dalle bollette), che piuttosto di occuparsi del miglioramento delle strutture preferisce sponsorizzare iniziative culturali per 598.000 euro e ripartire ben 5 milioni di utili straordinari ai comuni della Provincia reggiana (bilancio AGAC 2009).

Dopo aver sbugiardato il meccanismo lucrativo sulle bollette dell’acqua, il Comune di Reggio, che ha la maggioranza assoluta di Agac infrastrutture spa, risponde in una nota ufficiale.

Dicono da Piazza Prampolini, sostenendo che neanche un soldo è stato utilizzato per finalità diverse dalle reti idriche: “Le quote per l’affitto della rete idrica, versate da Iren, gestore della rete, ad Agac infrastrutture, sono infatti finalizzati ai mutui di copertura degli investimenti sulla rete, già effettuati“.

Ed ancora: “Nell’arco degli ultimi cinque anni, la diminuzione dei tassi d’interesse ha portato a un risparmio marginale sulle rate dei mutui, che si è accumulato nel corso di questi anni e che i Comuni hanno deciso, nel 2010, di ridistribuire in attività di utilità pubblica“.

Diminuzione dei tassi di interesse, risparmio, dove finiscono i soldi? Non nelle reti, ma nelle casse dei Comuni.

E’ il gioco delle tre carte: se stipulate un mutuo a tasso di interesse variabile, quando il tasso scende pagate una rata inferiore, i soldi rimangono nelle vostre tasche. Immaginate che le vostre tasche siano quelle della società Agac Infrastrutture spa che gestisce le reti idriche. A chi rimangono quei soldi, ad Agac per altri investimenti sulle reti? NO.

La trasparenza è una delle principali condizioni richieste affinchè una democrazia sia tale, e non finta. La storia di Reggio 5 Stelle in Consiglio Comunale dimostra che la democrazia a Reggio Emilia è profondamente falsata dal giochino stanco dei Partiti e di Amministratori che si sentono intoccabili.

Quando ci fanno pagare le bollette dell’acqua, ce lo devono scrivere che parte dei soldi potrebbero finire alla sagra del saio comunista o alla festa della falce templare. Poi come cittadini decideremo, in piazza, sul web, alle urne, ma prima dobbiamo essere informati.

Comments:2

  1. Mi piacerebbe sapere di quanto sono aumentate le tariffe dell’acqua in provincia di reggio emilia negli ultimi cinque anni.

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