Acqua: fermiamo IREN e avanti con la società pubblica

Una scelta seria quella dell’Assessore Tutino, passare attraverso il rispetto del referendum e puntare ad una gestione pubblica. La proposta che fu del MoVimento 5 Stelle all’indomani del SI più fragoroso d’Italia prende corpo, ma si scontra con lo smantellamento di presidi fondamentali per la gestione efficiente del ciclo idrico da parte IREN, che va fermato. A rischio la sala di telecontrollo degli acquedotti, nodo fondamentale dell’infrastruttura reggiana, senza adeguate alternative tecnologiche, ancora al palo. Intanto chiusi altri presidi fondamentali.

L’indomani del referendum che portò alla vittoria schiacciante dei SI sull’acqua pubblica il MoVimento 5 Stelle ne trasse le dirette conseguenze: riaffidamento in house del servizio idrico ad una società interamente pubblica, con scorporo di attività da IREN, totale o parziale. Quella volta ricordiamo l’orticaria di Delrio e cespugli vari, ma il tempo ci ha dato ragione.

Dopo più di un anno le parole dell’Assessore Tutino confermano la serietà con cui si è intrapreso il cammino verso una nuova formadi gestione, prima attraverso il tavolo per lo studio di fattibilità delle diverse forme di gestione del servizio, oggi con la difesa di presidi fondamentali ed efficienti, anche dal punto di vista economico.

Dopo la chiusura del centro zona di Bibbiano, mentre si preannuncia la chiusura anche degli uffici di Fellegara che servono il Comune di Scandiano, Rubiera, Castellarano e Casalgrande, si prospetta l’accorpamento della sala di telecontrollo di Reggio e Parma, con trasferimento oltr’Enza di un nodo fondamentale dell’infrastruttura reggiana.

I cittadini devono sapere che la sala di telecontrollo consente interventi rapidi sulla rete in caso di malfunzionamenti, rotture,interruzione del servizio, e detiene una conoscenza insostituibile della intera infrastruttura. Se un giorno chiameremo a Parma e dall’altra parte ci sarà qualcuno che non sa dove sono Ligonchio o Collagna, nessuno stupore!

Tutto ciò avviene mentre alcuni strumenti tecnologici, come il software di telecontrollo fluidi, non sono ancora pronti e perfettamente rodati. Un minimo errore nella catena di segnalazione può portare alla perdita di migliaia di metri cubi di acqua in un sol giorno, evento non raro.

Non a caso in Italia quello di Milano è riconosciuto come il miglior acquedotto, ed è dotato da una centrale di telecontrollo fluidi che funziona a pieno regime da decenni.

Tagliare sul costo di lavoratori esperti per racimolare l ebriciole, quando la sola avventura in SINIT Sinergie Italiane voluta da Viero e compagni ha portato ad una perdita per IREN di 30 milioni di euro in una mera operazione commerciale, significa guardare la pagliuzza e non la trave. La trave è un management giunto al capolinea, che si dovrebbe astenere dallo smantellamento di beni pubblici costruiti col sudore e con le bollette di generazioni di reggiani.

Comments:4

  1. Conosco bene la realtà del servizio idrico perchè lavoro in un’azienda che si occupa proprio di quello. Voglio sottolineare che quanto scritto sul telecontrollo non risponde a verità. Con le moderne cartografie, l’intera rete è mappata, ed è sufficiente che un utente fornisca il proprio civico perchè l’operatore, anche da Siracusa, abbia sulla sua utenza molte più informazioni di quante ne avrebbe se abitasse alla porta accanto. Il telecontrollo è un importante e moderno strumento che ci permette di sfruttare al massimo le moderne tecnologie per ottenere un servizio più efficiente ed economico.

    Sono un sostenitore del M5S ma ritengo che se fossimo più oculati nel fare certe sparate ad effetto il richiamo presso la gente sarebbe anche maggiore. Bisogna fare molta attenzione quando, come in questo caso, si sostengono tesi non supportate da una accurata conoscenza della materia

  2. Gentile Renzo,
    Se legge bene quello che c’e scritto nell’articolo si dicono le stesse cose che lei illustra per esperienza professionale.
    Il telecontrollo fluidi rende il sistema più efficiente, laddove presente e ben rodato. Cosa che attualmente qua non si verifica in un’ipotesi di accorpamento di Reggio su Parma.
    A conferma di quello che dice, l’articolo cita anche il sistema di Milano

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