Acqua: Bazzano (IREN) prende in giro i cittadini

Prima parla di aumento di ricavi con la fantomatica efficienza privata, poi dice che le bollette scenderanno: è impossibile! Significativa la scelta dei territori su cui investire: Liguria e Piemonte. Bravo Delrio, proprio ora che si chiede di sostituire le tubature vecchie.

Le dichiarazioni del presidente di IREN Roberto Bazzano lasciano sconcertati per la facilità di camuffare le più banali evidenze.

Nell’osannare le magnifiche sorti progressive della gestione privata dell’acqua, confermata appena una settimana fa dal Direttore Generale Andrea Viero, Bazzano indica chiaramente che IREN si aspetta “un significativo aumento sia dei ricavi che dei margini” sulla gestione dell’acqua. Da qualche parte, quindi, dovranno spuntare questi soldi in più. E non specifica da dove: evasione, tariffe troppo basse per le industrie idrovore, nuovi ed innovativi servizi per fare concorrenza all’acqua in bottiglia, o semplicemente migliore efficienza nell’erogazione del prezioso bene comune?

Macchè: Bazzano chiarisce un attimo dopo il suo pensiero, puntando il dito sulle tariffe troppo basse che non consentirebbero, a suo dire, di investire sulla rete idrica e sui servizi.

Quindi, sono le tariffe che pagano gli investimenti di IREN: se crescono IREN fa gli investimenti, se non crescono IREN non fa gli investimenti.

E allora come fa a proclamare che “sarà certamente possibile garantire un abbassamento delle tariffe pagate dai cittadini?”

E’ evidente che prende in giro i cittadini stessi, cui nasconde che i “margini” di cui parla sono soldi in più che dovremo pagare sulle bollette per staccare il dividendo agli azionisti IREN.

Articolo de “L’Informazione” del 3 marzo 2011, Simone Russo

Tra questi azionisti anche i famelici Comuni, come quello di Reggio, che vivono sul grasso che le azioni IREN garantiscono ogni anno, agendo sulle bollette di gas, teleriscaldamento, elettricità, ambiente ed ora anche acqua.

Stupefacente la dichiarazione riguardo alle priorità di investimento: la rete idrica verrà aggiornata a partire dalla Piemonte e dalla Liguria. Uno schiaffo in faccia ai cittadini reggiani, che proprio in questi giorni chiedono, attraverso i loro rappresentanti, che vengano sostituite le vecchie ed inefficienti tubazioni, specie quelle in amianto. Bravo a Delrio, che ha voluto ed è stato artefice della quotazione in borsa di ENIA prima e della fusione nel colosso IREN poi, e adesso raccoglie mosche.

Altro mito da sfatare è quello che furbescamente il Presidente Bazzano pone con una domanda: “Può esistere un’ industria dell’acqua?”. La domanda indica come il signor Bazzano non sia molto informato sul settore industriale. Un’ industria dell’acqua esiste già: si tratta di migliaia di aziende, grandi e piccole, che producono macchinari per la depurazione e la potabilizzazione dell’acqua, tubature, sistemi di pompaggio, sistemi di analisi, studi professionali capaci di proporre innovative soluzioni, imprese edili impiegate nei lavori di installazione e rifacimento della rete. Semmai la domanda che, senza prendere in giro i cittadini, Bazzano avrebbe dovuto fare, era questa: “Può esistere un’ industria che fa la cresta sulla gestione della rete idrica?”.

Con il referendum del 12 – 13 giugno risponderemo di NO, votando SI.

Comments:1

  1. Votando 2 volte SI per l’ Acqua Bene Comune si chiede di ABROGARE e quindi togliere, spazzare via, IL DECRETO RONCHI. La forma NO “negativa” non corrisponde, a mio avviso, ad una corretta informazione.
    Dobbiamo essere molto chiari, dobbiamo innanzitutto pubblicizzare IL REFERENDUM e invitare al voto, qualsiasi esso sia, l’ obiettivo vero è il QUORUM.
    Dire votiamo si per dire no non è esaustivo è sterile.
    SI ALL’ ACQUA – SI ALL’ ACQUA BENE COMUNE – 2 VOLTE SI PER TOGLIERE IL DECRETO RONCHI – 1000 VOLTE SI ANDIAMO A VOTARE – SI E SOLO SI
    perdiana !!! (Spalla) (venaz) (virgi) (Virginio) Spalanzani@libero.it

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