ACER, troppe consulenze per chi gestisce case popolari

Consulenze ACER: molta immagine e poca sostanza. 75.000 euro l’anno per marketing, servizio stampa, stand ed articoli sui giornali sono troppi per chi si occupa di case “popolari”. Ci sono un Presidente e un vicePresidente, ma il procacciamento degli affari ha un delegato commerciale i cui compensi aumentano, ma i risultati non si vedono. Consulenze anche per stilare progetti europei sul risparmio energetico, ma intanto tecnici precari specializzati vengono lasciati a casa! La risposta del Presidente non si è fatta attendere.

In tempi di crisi tutti stringono la cinghia, mentre l’Azienda per la Casa dell’Emilia Romagna di Reggio, ACER, diretta da Marco Corradi, si prodiga in consulenze per marketing e ufficio stampa, senza ricordarsi che si occupa di alloggi pubblici, di edilizia residenziale sociale.

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La spesa di comunicazione e marketing per il 2009 è stata di 75.000 euro, per pagare:

–         una giornalista

–         una designer

–         materiali pubblicitari

–         allestimento stand alla fiera Ecocasa ed Ecoabita

–         servizio interpreti convegni

–         giornalino dell’ACER.

Cominciamo col dire che con quei soldi una famiglia in più avrebbe potuto avere un alloggio pubblico.

Quale marketing debba poi fare una società dotata di Presidente e Vicepresidente, che riceve commissioni dirette dagli enti pubblici, è davvero un mistero. Il buon senso pretenderebbe che il Presidente e il Vicepresidente si occupino direttamente dei contatti con gli amministratori locali per le commesse, e deleghino poi a personale tecnico la redazione dei progetti, attraverso consulenze laddove necessario.

Un consulente addetto all’ufficio commerciale prende quasi 30.000 euro, con risultati dubbi a giudicare dalle competenze acquisite, vedere di seguito, ma intanto il suo compenso aumenta. Il consulente commerciale  risulta già essere in pensione da altra occupazione.

Invece personale precario tecnico specializzato nella gestione e miglioramento degli immobili viene lasciato a casa.

Attenzione! Il tutto su un valore della produzione sul 2009 stimato (non è ancora stato approvato il consuntivo) di 14 milioni di euro, in cui il 60% dei costi sono fissi ( personale, gestione ordinaria degli immobili, oneri vari) e sulle entrate per attività ed interventi nuovi solo 400.000 euro erano sicuri su 1 milione e 600.000 euro al momento della redazione del bilancio preventivo 2009 (pagina 74).

Come si possano giustificare in totale 593.000 euro di servizi e consulenze con soli 400.000 euro di nuovi lavori, è anche questo discutibile, soprattutto considerando il tipo di consulenze: solo il marketing, immagine, ufficio stampa, commerciale pesano per più di 100.000 euro.

Ma forse la cosa più incomprensibile è la progettistica europea. Un consulente viene pagato per stilare progetti europei, ad esempio quello che noi stessi abbiamo apprezzato per un contratto che permetta agli inquilini di ristrutturare energeticamente la casa senza sborsare un euro, ma poi chi è in ACER specializzato in risparmio energetico, come detto sopra, viene lasciato a casa.

Ma proprio Corradi non si è fatto attendere e ci ha dato un risposta:

“Per quel che riguarda le consulenze, tutte le aziende hanno una parte di attività che viene esternalizzata, altrimenti ci sarebbe troppo personale. Sul discorso del commerciale, la nostra è un’azienda di servizio che vive di contratti e che, a tutti gli effetti, è sul mercato. Per quel che riguarda il personale lasciato a casa, Olivieri si riferisce a contratti a tempo determinato fatti quando c’era molto più lavoro. Ora, purtroppo, ce n’è meno

Grazie Corradi, è proprio quello che dicevamo noi. In tempi di crisi si taglia sulle consulenze, e non si disinveste sulle professionalità strategiche.

A casa Corradi, molto fumo e poco arrosto.

Matteo Olivieri

Consigliere Comunale.

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