Abiti in affitto:una misura contro la crisi del tessile

Abiti in affitto, un proposta per rilanciare il settore della moda in grande crisi. Un’interrogazione in Consiglio Comunale verificherà la proposta di sostenere una realtà imprenditoriale di successo a Milano ed in altre città. SI tratta del Guardaroba Ecologico Organizzato, un sistema in cui professionisti della moda organizzano un servizio completo di offerta di vestiario di marca abbinato, lavanderia, stireria, conveniente ed ecologico

Le aziende della moda reggiane sono messe in ginocchio dalla crisi dell’intera economia, dalle difficoltà strutturali del settore, dal crack Burani MBFG. 
Moltissimi tecnici specializzati, che hanno lavorato per anni come stilisti anche all’estero, con una bagaglio di esperienze senza pari, si trovano senza lavoro, ed alcuni di questi ci hanno contattato per illustrarci i loro problemi.
Una delle soluzioni potrebbe essere il lancio di iniziative che innovano l’offerta di capi di abbigliamento.
SI parte dalla considerazione che i magazzini delle aziende della moda sono pieni di invenduto, anche non recentissimo, e che tali magazzini pieni hanno un costo gestionale che aggrava la già difficile situazione economica.
Inoltre è sensazione comune, in molti citadini, di come spesso si comprino abiti alla moda dell’ultimo grido per poi usarli pochissimo, occupando molto spazio anche al’interno delle abitazioni, con continue necessità di ampliare i guardaroba.
Un nuovo modo di offrire capi di abbigliamento in affitto si sta affermando, non solo per rispondere ad esigenze e ritmi frenetici della vita lavorativa, ma anche per una maggiore responsabilità nei confronti del pianeta che viviamo. Questa è la filosofia di alcune iniziative imprenditoriali che offrono capi in affitto lavati, stirati e cuciti con abbonamenti a diversa durata, dalla settimana estemporanea fino all’intera annualità a prezzi contenuti.Un esempio di queste iniziative può essere visionato all’indirizzo web http://www.suiteatwork.it/
I prezzi possono essere anche molto competitivi, specie per quei lavoratori che hano bisogno di cambi frequenti e hanno poco tempo.SI parla ad esempio di abbonamenti settimanali a 40 euro per 5 cambi completi e addirittura 200 euro all’anno per lo stesso servizio.

Vogliamo, con la nostra interrogazione, verificare se il Comune di Reggio può in qualche modo favorire l’incontro tra le diverse domande e offerte coinvolte in questa idea:aziende di moda con i magazzini pieni, professionalità che intendono intraprendere, commercianti interessati ad un nuovo modo di proporre i servizi.

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