Archivio per dicembre, 2010

VIDEO, Barbati IDV: “Tagliare gli stipendi è populismo”

Scritto il 29 dicembre 2010 da

Mentre impazza la polemica tra De Magistris e Di Pietro sulla questione morale, in una trasmissione televisiva di Telereggio il consigliere Davide Valeriani smaschera la partitocrate Liana Barbati, consigliera Regionale e capo del Partito dei Valori reggiano, al di là degli innocui spot. Tagliare i superstipendi regionali è populismo, questa l’essenza partitocratica del Barbati pensiero. Tutto documentato nel video.

Anche i giornali locali stanno riprendendo il video: Reggionline.com.

Wikileaks, D’Alema dice:”La magistratura è la più grande minaccia per l’Italia”

Scritto il 24 dicembre 2010 da

“La magistratura? La più grande minaccia per l’Italia”. Così D’Alema in un cablo Wikileaks. A scriverlo l’ambasciatore americano a Roma Ronald Spogli, in un report cablogramma alla madrepatria , pubblicato da Wikileaks e ripreso e pubblicato dal PAIS.

Articolo su “Il Fatto Quotidiano”

Sito de “El Pais” con cablogrammi completi.

7. (C/NF) Transcripts of telephone intercepts related to  criminal investigations are frequently leaked to the press,  resulting in significant embarrassment to those involved and  calls for reform of Italy’s fiercely independent judiciary  and of the practice of wiretapping. Rarely, if ever, is the  source inside the judiciary who leaked the transcript  discovered. Though Italy’s judiciary is traditionally  considered left-leaning, former PM and FM  Massimo D’Alema  told the Ambassador last year that the judiciary is the  greatest threat to the Italian state. Despite fifteen years  of discussions on the need for comprehensive judicial reform,  no significant progress has been made. Italians, by and  large, consider their judicial system broken, perhaps beyond  repair, and have very little confidence that the system  actually delivers justice.

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Viero dimettiti….. e 2!!

Scritto il 23 dicembre 2010 da

Il Direttore Generale di IREN è stato condannato per danno erariale a restituire 420.000 euro, per un turnover di dirigenti alla Regione Friuli, di cui è stato, ironia del destino, Direttore Generale. Già chieste 10 mesi fa in occasione del rinvio a giudizio, oggi in seguito alla condanna della Corte dei Conti per danno erariale torniamo a ribadirle con ancora più forza. Un ordine del giorno, proposto da Reggio 5 Stelle ed approvato in Consiglio Comunale, impegna a definire regole per cui, al sopravvenire di una condanna per reati o gravi infrazioni contro la Pubblica Amministrazione, gli Amministratori di IREN si debbano dimettere.

Già 10 mesi fa chiedevamo le dimissioni dell’attuale direttore generale di IREN, allora Amministratore Delegato di ENIA, per la natura delle accuse mosse dalla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, legate a un danno erariale nei confronti della Pubblica Amministrazione di rilevantissima entità.

Oggi, all’indomani della condanna in primo grado da parte della Corte dei Conti , ribadiamo la richiesta di dimissioni, considerata la natura formalmente pubblica dell’azionariato di IREN, e ritenendo che chi subisce tali condanne contro la Pubblica Amministrazione debba avere il buon senso di trarne le adeguate conclusioni.

Lo diciamo, oggi, ancor più forti in seguito all’Ordine del Giorno da noi presentato e votato in Consiglio Comunale a Reggio, che è uno dei principali azionisti di IREN, in cui ci si impegna a definire uno schema contrattuale e di mandato per gli attuali amministratori in carica, che comporti le loro dimissioni allorchè si verifichi la sussistenza o il semplice sopravvenire di giudizi di condanna dei Tribunali competenti in merito a reati o gravi infrazioni contro la Pubblica Amministrazione. (vedi verbale della seduta).

L’Ordine del giorno espresse una chiara volontà politica da parte del Consiglio Comunale, con 26 voti favorevoli e trasversali, 2 astenuti (Vinci, Lega Nord e Cattani, PD) e un solo contrario (Iotti, Lega Nord).
In attesa dell’esito del ricorso alla Corte dei Conti di Roma, chiederemo subito (già fatto) la convocazione della Commissione Consiliare di Garanzia, per verificare l’applicazione degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale: ci devono essere meccanismi automatici che evitino ricorsi, rimborsi e buonuscite da parte dei manager, senza gravare sui conti della società IREN

Trasparenza, l’assessore e il dirigente fuggono dalla commissione!

Scritto il 22 dicembre 2010 da

La Commissione di garanzia si riunisce per studiare il caso Mirabello: ritardi nella consegna di documenti ai consiglieri della Lega Nord. A un certo punto l’Assessore Mimmo Spadoni e il dirigente Massimo Magnani si alzano e se ne vanno. Da mesi il Consiglio ha messo a punto il regolamento per l’accesso agli atti, frutto di un dibattito durato un anno. Per questo motivo la fuga dalla Commissione e i documenti prodotti sul differimento degli atti relativi al quartiere Mirabello lasciano basiti.

Venerdì 17 si è tenuta la Commissione di garanzia per chiarire a cosa è dovuto il differimento (cioè il ritardo) di consegna degli atti richiesti dalla Lega Nord in merito al Programma di riqualificazione del Mirabello.
Dopo poche battute e diverbi, legate alla competenza della Commissione, l’Assessore Spadoni e il Dirigente Magnani se ne sono andati.
I documenti prodotti per giustificare tale ritardo nella consegna degli atti sono, a nostro giudizio, del tutto insufficienti e comunque debolissimi nelle motivazioni.
Il Consiglio Comunale e le varie Commissioni hanno discusso per un anno per chiarire le regole d’accesso agli atti da parte dei Consiglieri, che ha portato alla modifica del Regolamento.
Tutto ciò  si inquadra nel Programma di Riqualificazione del Mirabello, a cui guardiamo con estremo interesse come Reggio 5 Stelle, avendo votato a favore degli indirizzi.
Tra questi indirizzi c’era anche la garanzia di partecipazione dei cittadini. Il solo fatto che l’attuale invito pubblico si svolgesse in piena estate ci aveva destato notevoli perplessità, cui si aggiunge l’attuale querelle che certo non fa il gioco di una rapida e trasparente azione di intervento sul quartiere.
Auspichiamo che la Giunta e la dirigenza competente vogliano accettare un nuovo confronto, e risolvere le incomprensioni e gli eventuali errori procedurali con serenità e con gli atti riparatori necessari.
Rifiutare questo confronto sarebbe incomprensibile, specie in un processo che deve essere partecipato, aperto a tutti i cittadini e condiviso nel bene del quadrilatero del Mirabello.

Il ghiaccio dei pendolari,e un pensiero alla Germania…..

Scritto il 21 dicembre 2010 da

Ghiaccio: i treni regionale e non solo vanno in tilt con ritardi anche di 75 minuti e pedane piene di ghiaccio (vedi foto). Perchè con i treni tedeschi non avviene? Basta sacrifica i treni regionali e nazionali sull’altare della TAV. Anche questo caso verrà portato in Regione, in aula e nelle apposite commissioni dai consiglieri del MoVimento 5 Stelle.

Questa mattina il treno regionale  delle 8.09 per Piacenza accumulava 75 minuti di ritardo. Il tabellone segnava ritardi generelazzati, dai 20 minuti in su. In ogni occasione in cui le condizioni meteo si fanno più difficili, come oggi, con temperature sotto lo zero, il sistema del trasporto su rotaia, con mezzi vecchi e ormai inadatti ad affrontare il loro compito, va in tilt.

Ricordo nel 2003, alle 6 del mattino, alla stazione di Freising, una piccola cittadina nei pressi di Monaco di Baviera, la temperatura era di -10 gradi, i tabelloni a cristalli liquidi erano fuori uso, ma tutti i treni dei pendolari erano perfettamente in orario, 0 minuti di ritardo. Sempre in Germania, le pedane di discesa dalle carrozze, perfettamente allineate al marciapiede così da consentire l’accesso anche a portatori di disabilità, venivano estratte automaticamente all’apertura delle porte. Vedere l’immagine allegata per capire in che stato, e con che pericoli per i passeggeri, erano stamane le pedane del treno preso a Reggio. Ancora oggi i treni tedeschi che percorrono le nostre linee vanno come saette,mentre i nostri subiscono problemi tecnici di ogni tipo e costringono i pendolari come me ad odissee quotidiane.

Il recente caso che ha bloccato i treni locali a Reggio è la punta dell’iceberg di un sistema che non si adegua alle necessità di chi tutti i giorni viaggia per lavoro, e sacrifica sull’altare dell’Alta Velocità (ne parlavamo un anno fa).

Ogni investimento utile al nostro sistema dei trasporti. Abbiamo già presentato diverse interrogazioni sui temi dei pendolari su diverse tratte in Regione Emilia Romagna con i consiglieri Favia e Defranceschi. Anche questo tema verrà portato all’ordine del giorno nell’Assemblea e nelle apposite commissioni dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.

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Oggi in Consiglio moratoria contro la privatizzazione dell’acqua

Scritto il 20 dicembre 2010 da

Rispondendo all’appello del Forum Italiano dei Comitati Acqua Bene Comune, verrà presentata d’urgenza in Consiglio un richiesta di moratoria sull’applicazione del decreto Ronchi, e la richiesta di svolgere il referendum anche in presenza delle elezioni politiche.

Reggio 5 Stelle è l’unica forza politica, assieme a SEL, presente in Consiglio Comunale, ad aver apertamente e fattivamente sostenuto la raccolta firme per i referendum, cioè la più grande raccolta firme della storia repubblicana dopo quella per il V-DAY 2. Tuttavia altre forze hanno accettato di dare sostegno all’iniziativa.

Sul sito del Forum trovate tutti dettagli della proposta di moratoria.

Sono online i curricula della Commissione Edilizia

Scritto il 19 dicembre 2010 da

Sono stati pubblicati i curricula dei membri della Commissione Edilizia. Dopo una tenace campagna di Reggio 5 Stelle, che fece approvare l’impegno di trasparenza in Consiglio Comunale, un mezzo risultato, dal momento che sono stati pubblicati solo i nominati, e non gli esclusi. Ma è già qualcosa.

I curricula dei 5 nominati sono reperibili in questa pagina del sito web del Comune, e corrispondono ai seguenti professionisti prescelti:

Ing. Stefano Curli
Geom. Raffaella Montecchi
Arch. Ivan Sacchetti
Arch. Andrea Boeri
Dott. in Scienze Agrarie Giuseppe Baldi
Arch. Francesca Vezzali

Purtroppo uno de criteri approvati dal Consiglio e mai applicati era quello di un ampio e sensibile rinnovamento della Commissione, visto che quella precedente era durata in carica, con continui rinnovi, ben oltre quanto previsto inizialmente.

Ecco infatti chi veniva scelto e nominato dalla Giunta (3 membri su 7 vengono determinati direttamente da un Commissione interna al Comune, proposti alla Giunta e da questi nominati) nel lontano 2006:

Arch. Giovanni Manfredini

Arch. Andrea Boeri

Arch. Ivan Sacchetti

ed ecco quelli nominati nel 2010:

Arch. Ivan Sacchetti

Arch. Andrea Boeri

Alla faccia del rinnovamento!

p.s. nella pagina del Comune relativa alla trasparenza amministrativa è stata aggiunta anche la composizione e i curricula della Commissione architettonica. Piccoli passi, inesorabili.

IREN e i debiti di Torino:non siano i reggiani a pagare, mozione a 5 Stelle

Scritto il 15 dicembre 2010 da

300 milioni di euro il debito di Torino con IREN per bollette elettriche non pagate: non siano i reggiani a pagare, Reggio 5 Stelle fa proposte concrete con una mozione. Inascoltato il nostro allarme il 31 marzo 2010, quando venne respinto un odg sulle condizioni finanziarie di Torino: ora presentiamo una mozione per avere le garanzie, se Torino fallisce quei soldi non li vediamo più.

In occasione della ratifica della fusione tra ENIA ed IRIDE, il 31 marzo 2010, che ci vide forti oppositori, presentammo un ordine del giorno in cui si esprimevano forti preoccupazioni sulle condizioni finanziarie del Comune di Torino, socio assieme a Reggio in IREN. (vedi verbale della seduta)

Inascoltati, ci troviamo ora di fronte ad una nuova preoccupazione sul fronte torinese: Torino ha debiti sulla bolletta elettrica per l’illuminazione pubblica per la spaventosa cifra di 300 milioni di euro nei confronti di IREN.
Una quantità di soldi imponente, considerando che il fatturato di IREN è previsto in 2,5 miliardi di euro all’anno circa. Ciò ha fatto balzare sulla sedia i rappresentanti emiliani nel cda di IREN, che hanno presentato il conto.

Ciò che emerge è la presenza di un Piano di rientro del Comune di Torino, che ha accumulato il debito dal 2004 verso IRIDE SERVIZI, ora IREN, al ritmo di 40 milioni di euro all’anno. (erano 220 nel 2008, sono 297 oggi).
Ma Torino ha un’altra caratteristica: è il Comune più indebitato d’Italia.In rapporto alla popolazione, su ogni cittadino pesa un carico di 5781 euro (dati 2009, Politecnico di Milano).

Se Catania, rimanendo spesso al buio, è stata salvata dal rinforzino di 400 milioni di euro dal Governo amico di Roma targato PDL e Lega Nord, non vogliamo che Torino trovi nella sponda reggiana il salvagente,pesando e non poco sulle tasche dei reggiani.

Avanziamo così una semplice proposta attraverso una mozione: integrare il Piano torinese di rientro dal debito verso IREN con maggiori garanzie,e riferire in Commissione consiliare sulle possibili conseguenze della situazione finanziaria di Torino.

Cosa chiede Reggio 5 Stelle come maggiori garanzie? La presenza di investimenti sul risparmio energetico nell’illuminazione pubblica di Torino,che soli possono abbassare il rischio di insolvibilità nel medio e lungo termine. Se, infatti, il ritmo con cui Torino ha accumulato debito è così alto (40 milioni all’anno) e la condizione finanziaria è così critica, bisogna far sì che le bollette diminuiscano gradualmente, pena il riproporsi periodico del problema.
Che sia il Comune o la stessa IREN a fare questi investimenti, poco importa: i reggiani hanno bisogno di maggiori garanzie.

Ecco il testo della mozione.

MOZIONE IN MERITO AI DEBITI NEI CONFRONTI DI IREN SPA ED ALLE PRECARIE CONDIZIONI FINANZIARIE DEL COMUNE DI TORINO

Premesso che:

-                    il Comune di Torino, che compartecipa la società Iride IREN, risulta essere il Comune più indebitato d’Italia in rapporto alla popolazione, su ogni cittadino pesa un carico di 5781 euro (dati 2009, Politecnico di Milano);

-                    il Comune di Torino risulta ad oggi avere un debito di 300 milioni nei confronti della società IREN spa, consistente in addebiti non corrisposti per il servizio di illuminazione pubblica alla società IRIDE SERVIZI, ora facente capo ad IREN spa in seguito alla fusione mediante incorporazione tra IRIDE ed ENIA;

-                    il Comune di Torino ha elaborato un Piano di rientro dai debiti, ma di recente i consiglieri emiliani del Consiglio di Amministrazione (cda) di IREN sono stati costretti a sollecitare l’espletamento di tale Piano, dato che il debito di 300 milioni rappresenta una seria esposizione a fronte di un fatturato della conglomerata stimabile in 2,5 miliardi di euro all’anno circa;

-                    questo Consiglio Comunale, nella seduta del 31 marzo 2010, allorché si ratificò la suddetta fusione per incorporazione, respinse un ordine del giorno presentato dal Gruppo Reggio 5 Stelle beppegrillo.it in merito alle precarie condizioni delle finanze del Comune di Torino, in cui si chiedeva di riferire, in apposita Commissione, su quali garanzie normative generali sussistono, e che esulano dai Patti stipulati in ordine alla fusione ENIA IRIDE, in merito alla capacità del Comune di Torino o di altro socio pubblico di continuare a detenere le azioni di IREN;

Ritenuto che:

- la stabilità finanziaria dei soci sia una garanzia concreta anche del sostanziale e non formale controllo da parte di Soggetti Pubblici di IREN;

- la solvibilità dei debiti contratti da parte del Comune di Torino rappresenti un fattore importante per la stabilità finanziaria della società IREN spa, di cui il Comune di Reggio Emilia detiene una quota del 9%, che è patrimonio fondamentale di tutta la città;

- la fusione con Torino e Genova non possa scaricare incombenze finanziarie sui cittadini reggiani;

Considerato che:

- un Piano di rientro basato solo sulla restituzione del debito, senza interventi strutturali di risparmio energetico e al conseguente abbassamento del rischio di insolvibilità nel medio e lungo termine, non dia sufficienti garanzie finanziarie, né possa considerarsi una sufficiente e lungimirante collaborazione tra gli enti locali compartecipi in IREN,finalizzata ad un uso più razionale dell’energia;

VISTO lo Statuto della società IREN spa;

Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia impegna la Giunta a:

-  delegare i propri rappresentanti nel cda della Società IREN affinché richiedano un approfondimento del Piano di rientro del Comune di Torino dal debito sulle utenze relative all’illuminazione pubblica, integrandolo con adeguate previsioni di investimento sul risparmio energetico,capaci di abbassare il rischio di insolvibilità nel medio e lungo termine ;
- a riferire in apposita Commissione su quali garanzie normative generali sussistono, e che esulano dai Patti stipulati in ordine alla fusione ENIA IRIDE, in merito alla capacità del Comune di Torino o di altro socio pubblico di continuare a detenere le azioni della società IREN spa;

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