Archivio per settembre, 2010

Il suolo minacciato: due soli giorni per votare!

Scritto il 27 settembre 2010 da

Woodstock 5 Stelle ha visto l’allarme lanciato dal giornalista Ferruccio Sansa, autore de “Il Partito del Cemento“, sul massacro del nostro territorio. In Emilia un documentarista ha testimoniato la devastazione e la perdita della terra. Il suolo minacciato, questo il titolo del lavoro, è in concorso al Via Emilia DocFest. Mancano 2 giorni per votare!

Nicola Dall’Olio , in collaborazione con WWF e Legambiente, ha realizzato un lavoro unico che testimonia cosa significa perdere suolo agricolo, a che ritmi, e con quali finalità e prospettive. Luca Mercalli e Carlin Petrini sono due degli esperti intervistati. Immagini eloquenti, che ora sono a disposizione di tutti da votare, al Via Emilia DocFest, in programma a Reggio.

Per votare basta andare nell’apposita sezione del Concorso, registrarsi e votare.

Ho visto Woodstock 5 Stelle.

Scritto il 27 settembre 2010 da

A Cesena ho visto un prato immenso animato da mille colori. Erano i colori di migliaia di persone riunite dal Movimento 5 Stelle. Su quel prato ho visto i bambini giocare accanto ai giovani che saltavano e ballavano a ritmo di musica punk, rock e pop. Ho visto persone giovani e meno giovani differenziare ogni tipo di materiale, fare domande e chiedere informazioni su Rifiuti zero e Vedelago, Acqua Pubblica, Mobilità Sostenibile, Internet, Energia e Sviluppo. Ho visto una coda interminabile agli stand allestiti dai ragazzi del movimento 5 stelle provenienti da ogni parte d’Italia. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte al Lazio, e ancora Campania, Calabria, Abruzzo. Ho visto i consiglieri a 5 Stelle in mezzo a quella enorme folla. I consiglieri reggiani erano li. Si discuteva su cosa è stato fatto, dove, come e su cosa si farà. Ho visto centinaia di attivisti del movimento dare il proprio contribuito. Tutti volontari provenienti da ogni parte d’Italia. La nostra “politica” è stata al centro dell’attenzione.

Credo di poter dire che a Cesena tutti noi abbiamo visto un’Italia diversa.

Movimento 5 Stelle Reggio Emilia

Consiglio Comunale del 27/09/2010

Scritto il 26 settembre 2010 da

L’ordine del giorno del Consiglio Comunale di lunedì 27/09/2010. Dovrebbe ricominciare la sperimentazione della trasmissione web, speriamo bene!

INTERPELLANZA n. 36 DEL CONSIGLIERE MATTEO IOTTI IN ORDINE ALL’UTILIZZO, DA PARTE DELLA SOCIETA’ AEROPORTO DI REGGIO EMILIA, DI PERSONALE ASSUNTO SENZA REGOLARE CONTRATTO ( 14989)
INTERPELLANZA n. 37 DEL CONSIGLIERE GIACOMO GIOVANNINI IN ORDINE AI PROBLEMI DI GESTIONE DELL’AREA AEROPORTUALE IN OCCASIONE DI FESTA REGGIO ( 15246)
INTERPELLANZA n. 28 DEL CONSIGLIERE CLAUDIO BASSI IN ORDINE AL RITARDO DELLA PUBBLICAZIONE DEI REDDITI DEI PUBBLICI AMMINISTRATORI ( 14327)
INTERPELLANZA n. 30 DEL CONSIGLIERE ERNESTO D’ANDREA IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE DI UNA PENSILINA ALLA FERMATA DAVANTI AL CIMITERO DI RONCOCESI E PROLUNGAMENTO DELLA CORSA FINO AL CONAD ( 14809)
DELIBERA n. 3 APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE CONSILIARI DEL 2 E 8 FEBBRAIO 2010 (9782)
DELIBERA n. 4 VERIFICA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO, RICONOSCIMENTO DI DEBITI FUORI BILANCIO E ADEMPIMENTI AI SENSI DEGLI ARTT. 193 E 194 DEL DLGS N. 267/2000, VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2010 E RELATIVI
ALLEGATI-3^ PROVVEDIMENTO (17178)
MOZIONE n. 11DEI CONSIGLIERI FEDERICO MONTANARI, CATTANI, CAPELLI, VECCHI,DE LUCIA, NASUTI E RIVA IN ORDINE ALLA PROMOZIONE DI POLITICHE DI AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA DA FONTI RINNOVABILI CON ESCLUSIONE
DELL’ENERGIA NUCLEARE (8803)

Differenziata: Parma supera Reggio grazie a decine di Comuni con il porta a porta, a Reggio Delrio lo blocca e fa assessore di fatto Nadia Borghi

Scritto il 23 settembre 2010 da

La “cura” Masini-Delrio che vede in Nadia Borghi (candidata Udc alle scorse comunali 35 preferenze e leader del comitato antiporta a porta in cabina telefonica , in foto) essere neoassessore all’ambiente di fatto, ha prodotto i suoi frutti, anzi i suoi rifiuti. Mentre da noi chi ha spinto la raccolta differenziata porta a porta come l’assessore all’ambiente Pinuccia Montanari è stata silurata ed isolata politicamente e si considerano “ideologici” chi propone metodi innovativi e praticati in tutto il Mondo, a Parma in questi anni decine di Comuni sono passati alla raccolta domiciliare e così ora la vicina provincia che in passato non ha certo brillato per la gestione rifiuti ci ha superato in raccolta differenziata arrivando al 52%.

Come ha fatto la vicina Parma con tanti Comuni ? Grazie al porta a porta! I dati oltre 15 comuni sono oltre il 70% (tutti con il porta a porta), tre sono oltre l’80% ,il capoluogo Parma è oltre 45% (con porta a porta integrale nella fascia esterna come a Reggio e porta a porta in centro storico-zona urbana su vetro-plastica-lattine, carta, secco e presto anche organico ) ed a fine anno-inizio 2011 potrebbe superare il Comune di Reggio grazie l’ulteriore estensione della raccolta domiciliare.

La cura che invece Reggio Emilia propone con tecnici Iren (ex Enia) legati a vecchie logiche e politici preistorici è:

Cura Delrio/neo assessore all’ambiente Nadia Borghi: piu’ cassonetti stradali, costosissime isole interrate (200mila euro l’una minimo) e bloccare l’estensione della raccolta porta a porta a Reggio , prima prevista per altri 80.000 abitanti ed abbassare la quota di riciclo al 2012 dal 65% di legge al 60%

-Cura Tutino/Masini – assessore all’ambiente di fatto Nadia Borghi: piu’ cassonetti stradali in tutti i Comuni, costosissme ed inutili isole interrate (200milia l’euro l’una minimo) e far finta di avere alte percentuali di raccolta differenziata come fa Cavriago utilizzando il trucco degli assimilati industriali.

Il Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it in Regione con i consiglieri Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi ha presentato interrogazioni per avere incentivi per i Comuni che passano al porta a porta e chiesto azioni concrete sovraregionali per ridurre i rifiuti. Errani nel suo discorso inaugurale ha detto che “la Regione finanzierà iniziative innovative come il porta a porta”. Putroppo i consiglieri regionali Giuseppe Pagani (Pd), Liana Barbati (Idv), Matteo Riva (IdV) che sul porta a porta tante parole hanno speso in questi anni, non hanno ancora battuto ciglio per far cambiare idea a Delrio e la Masini e raccogliere l’ appello dei nostri due consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle per lavorare insieme per trovare incentivi per quei Comuni che vogliono passare alla raccolta differenziata spinta viste le parole del presidente della Regione.

Matteo Olivieri
consigliere comunale
Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it

www.reggio5stelle.it

Categorie: News

20.000 euro per curare l’immagine del Comune: stanziati nel mese di maggio, in piena crisi

Scritto il 21 settembre 2010 da

Due determine dirigenziali hanno sancito la vanagloria della Giunta: studiare l’immagine del Comune in eventi, rapporti con la stampa, grafica.
L’ufficio del sindaco si è spostato a Versailles?

Alcune singole campagne informative del Comune colpiscono per l’efficacia, come quella recente per la Settimana europea della Mobilità Sostenibile (bambino con scudo per educare ad andar piano nelle zone 30), perseguendo importanti strategie di comunicazione e di educazione dei cittadini.  Non sto facendo ironia, la campagna in questo caso è veramente azzeccata.

Ognuna di queste campagne è pagata ad hoc con apposita determina del dirigente, nell’ambito di ciascuna iniziativa.

Sapere che, oltre a queste spese, pero’ se ne aggiungono due per «strategia di comunicazione, definizione modelli e stili di linguaggio, tipologie di azioni e strumenti efficaci ed efficienti per il raggiungimento adeguato di
tutti i targe
t» e per un relativo manuale, ci sembra davvero troppo.

E’ il contenuto di due determine dirigenziali, entrambe del 10 maggio 2010, che affidano ad uno studio di Bologna, JACK BLUTHARSKY Group srl, una consulenza che, in tempi di crisi, è davvero da evitare.

L’Ufficio interessato alla consulenza, «COMUNICAZIONE, RELAZIONI ESTERNE E MARKETING», si occupa di comunicazione dell’Ente, Comune Informa e centralino, rapporto con organi di stampa, laboratorio di grafica ed eventi istituzionali.

Crediamo che i soldi già spesi per le singole iniziative possano essere sufficienti, e che in un momento di crisi ci si debba arrangiare a sfruttare le risorse interne, comprando due libri o qualche rivista di aggiornamento che , certo, costano meno di una consulenza per curare l’immagine del Comune.

A sedere sul massimo scranno del Comune, e nelle poltrone di Giunta, non ci sono Bono, George Clooney, Brad Pitt o Angelina Jolie. Ci si può accontentare di spendere qualcosa in meno.

Sul caso presenteremo apposita interpellanza.

Finanziamento pubblico ai partiti? Noi non siamo un partito.

Scritto il 21 settembre 2010 da

“Ho scritto questo articolo nel 2010. Sono decenni che si conoscono questi malfattori. I “grillini” ne parlano dal 2005. Oggi, ANNO 2012 qualcuno si è svegliato. SIETE SEMPLICEMENTE DEI LADRI. “ Vito Cerullo

Democrazia diretta. Il referendum è lo strumento con il quale gli elettori Italiani vengono consultati su di un tema oggetto di discussione. L’esito di un referendum indirizza e guida le scelte della politica. Nel 1993 il popolo Italiano cancellò la legge sul Finanziamento Pubblico ai Partiti (90,3% dei voti espressi). Nel 1996 arrivano i Rimborsi Elettorali. In Italia ci sono i partiti che cambiano le parole e se ne fregano della democrazia diretta e degli elettori.

Il Movimento 5 Stelle ha rifiutato i rimborsi elettorali. Siamo diventati quello che siamo grazie all’impegno, alla passione e alla voglia di cambiare della gente. Prima gli incontri, le riunioni, le collette, le idee ed i progetti, poi le elezioni, la raccolta fondi e le piazze. Quaranta consiglieri eletti, il 7% in Emilia Romagna, questi sono risultati straordinari. Quando il cittadino si mette in gioco ed entra nelle istituzioni per fare politica i risultati arrivano.

Riprendiamoci la nostra vita.

Diffondete

La cultura del porta a porta

Scritto il 20 settembre 2010 da

Un comitato che si riunisce nella cabina del telefono (marito e moglie) si presenta oggi in Consiglio con una mozione contro il porta a porta. Ecco il discorso che leggerò, con tutta la sintesi degli eventi, dei come e dei perchè. Consigliato ai reggiani e ai parmigiani.

La cultura del porta a porta

Più di 2000 anni fa le nostre terre beneficiavano di una cultura, quella greco romana, per cui l’igiene del corpo era il centro delle attività quotidiane. La purificazione del corpo, e il benessere che con essa si propagava all’anima, era insieme il soddisfacimento del piacere più sincero che l’umanità aveva scoperto, col progredire della civiltà, e con esso il retaggio di ancestrali ed acquisite sapienze: la pulizia del corpo portava con se la salute, massima espressione del progresso nella condizione di un individuo e della società intera.

Fino al Medioevo trionfarono le terme e i bagni, luoghi pubblici in cui l’igiene personale era anche un momento di scambio, di incontro. Pochi ricchi disponevano dell’acqua nella propria dimora, il luogo pubblico era il dispensatore del bene essenziale, e con esso il posto in cui ci si lavava, si lavavano gli indumenti, in cui l’acqua fresca e corrente, bene di tutti, dava gioia e ristoro a lavandaie ed avventori, vecchi e bambini. A Parigi, su 250.000 abitanti, c’erano 25 bagni e terme pubblici. Anche la nostra città non era da meno, le canalizzazioni romane convogliavano acqua di ottima qualità, e l’accesso era favorito dalla vicinanza dei canali alle abitazioni, sia in città che nelle campagne.

Ma proprio nel Medioevo cominciamo ad assistere ad una pericolosa regressione nel mondo occidentale, e non solo. Se l’igiene personale è ancora un carattere distintivo di molte culture locali, gli spazi pubblici, in primis le strade, diventano un ricettacolo di rifiuti, escrementi liquami, che rendevano un lontano ricordo le grandi cloache che gli imperatori romani fecero costruire nelle città di mezzo mondo. Lo spazio pubblico non era degno, per questa nuova cultura imperante, di un rispetto pari al proprio corpo: l’igiene pubblica regredirà nei suoi tempi più bui.

Quando in Italia scoppia il periodo artistico forse più fulgido della nostra storia, il Rinascimento, oramai anche l’igiene personale è un tratto culturale perduto. La patina di sporco che ricopriva il corpo, gli stessi panni sporchi, erano considerati una protezione nei confronti dell’ambiente esterno: le epidemie di peste furono una delle tante conseguenze che in Europa portarono alla decimazione ripetuta della popolazione.

Alla fine del Settecento, allorchè la scienza come oggi la conosciamo comincia a prendere piede, ritornano in auge i gabinetti, il divieto di gettare escrementi nelle strade, compaiono i primi cassonetti nelle città: si parla di 250 anni fa!

Da quel momento l’igiene diviene il contenuto principale delle campagne di educazione della popolazione: le amministrazioni pubbliche si impegnano in massicce campagne di igienizzazione, sia materiali che culturali, tutte le armi della burocrazia vengono adottate a tal fine, dai divieti e relative ammende per le infrazioni, fino ai primi accorgimenti urbanistici.

Un popolo pulito è un popolo sano, un popolo che vive in un ambiente pulito è un popolo sano.

Per capire quanto diventerà stretto questo legame, nel 1907 nasce un organismo internazionale per l’igiene pubblica con sede a Parigi, che sarebbe divenuto l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità).

Pochi anni dopo a Reggio Emilia l’acqua, con un colossale sforzo dell’Amministrazione, arriverà in tutte le case. Per festeggiare si costruirà una fontana, che ora è stata sostituita, davanti al Teatro Municipale. L’acqua entrava nelle case, l’igiene era alla portata di tutti, era un bene disponibile porta a porta.

Ma i ricorsi della storia sono purtroppo frequenti. Il consumo di beni di ogni genere, e la conseguente produzione di rifiuti, subiranno un aumento esponenziale le cui conseguenze paghiamo ancora oggi. Il territorio verrà disseminato di discariche nei greti dei torrenti, discariche “ufficiali” ed abusive, che provocheranno fenomeni diffusi di inquinamento. L’illusione di una infinita produzione di rifiuti e uno smaltimento infinito porteranno fin dagli anni Sessanta alla realizzazione di decine di inceneritori sul territorio nazionale, e non esistevano limiti per monossido di carbonio.

I mali portati dai rifiuti, quelli che si respirano dall’aria inquinata, quelli che si bevono dall’acqua contaminata, quelli che si mangiano dal suolo deturpato, sono come i batteri nel lontano Seicento: non si vedono, per cui non rappresentano un problema agli occhi dell’opinione pubblica.

La comodità del conferimento al cassonetto diventa una chimera con cui tutte le amministrazioni comunali devono lottare fin dagli anni Ottanta quando, sulla scorta di massicce iniziative in Germania ed altri Paesi del nord Europa, solo nel differenziare alla fonte i rifiuti prodotti in casa si intravede la via d’uscita ad un problema drammatico. Nasce la raccolta porta a porta, unico modo per indirizzare tutti i cittadini verso una maggiore responsabilità.

Il Piano che, tra il 2010 e il 2012, voleva estendere la raccolta porta a porta in tutta la città, è stato bloccato in un blitz estivo dal sindaco. Un’azione pianificata a tavolino, tenendo conto di tutti i fattori mediatici, sbattendosene altamente delle promesse elettorali. Anche il viaggio in America, per diluire l’impatto mediatico della questione, ha confezionato lo sgarro del Signor Sindaco. A cui ci rivolgiamo: per quanto ci riguarda, poteva rimanere a Forth Worth.

L’uccellino è arrivato dall’alto, da quelle schegge impazzite che navigano nella zona grigia tra Partiti ed ex municipalizzate: se Reggio fa il porta a porta, non avremo abbastanza schifezze da bruciare nel nuovo forno inceneritore di Parma.

Il socialista del PD Pierfederici, dimenticandosi della battaglia che il suo partito ha condotto sul furto del 10% di IVA indebitamente pagato ai cittadini, per anni, sulla bolletta dei rifiuti, plaude alla scelta del Sindaco. Bene, dice lui, altrimenti i costi sarebbero ancora lievitati.

La verità delle cifre smentisce brutalmente questa versione, da qualsiasi parte la si prenda: Reggio aveva scelto di estendere il porta a porta gradualmente, 5,6,o più anni, per dilazionare i costi dell’avvio del sistema, nonostante questo le bollette sono aumentate del 22% in un anno,tra il 2008 e il 2009, con un’estensione parziale e senza alcun tipo di controllo serio. Il porta a porta copre 50.000 abitanti, meno di un terzo della popolazione. A Parma, negli ultimi due anni, il porta a porta è stato esteso di colpo a 180.000 persone, tra il 2008 e il 2009 la tariffa è aumentata del 7%.

Un terzo cioè, un dato clamoroso, che smentisce clamorosamente Messer il Socialista:gli aumenti non sono giustificabili dall’applicazione del porta a porta.

L’obiezione per cui a Parma la bolletta era già più alta, e quindi non poteva crescere oltre, è uno scadere nel ridicolo degno di assoluti incompetenti che non meritano di sedere nella Giunta della nostra città: a Parma la bolletta è più alta perchè hanno costi folli di conferimento in discarica, visto che si sono esaurite, e differenziare i rifiuti all’origine è la strada per non arrivare ad avere le bollette di Parma.

Il dietrofront del Sindaco super apprezzato,nei sondaggi, forse perchè l’età media del campione era superiore ai 70 anni, è stato a sua volta apprezzato dal nuovo Assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Emilia, il primo Assessore onomatopeico della storia di Reggio: Mirko Tutino.

Era Assessore a Cavriago, laddove si racconta la grande bufala del 65% di raccolta differenziata, un dato gonfiato spaventosamente dagli assimilati della zona artigianale di Corte Tegge.

Ben si guarda, lui come tutti i politici emiliano romagnoli, dal citare i primi dati che vengono diffusi dai Comuni del Parmense, in cui il porta porta è stato esteso a tutto il territorio provinciale: quell’80% che viene sfiorato, è uno skyscraper da far invidia ai ponti di Calatrava. Con un ritardo colpevole, dopo aver riempito anche le nostre discariche, i politici parmensi si sono mossi, e la cultura dei cittadini, che vogliono un ambiente più sano per i propri figli, può finalmente esprimersi senza i lacci degli interessi dei Partiti.

La cultura del porta a porta è un tramite, attraverso cui la responsabilità nei confronti della nostra società, e dei posteri, viene stimolata, favorita attraverso la tariffa puntuale, dove chi più ricicla e meno produce, meno paga, ed accertata, attraverso appositi controlli.

Controlli e serietà nel servizio che a Reggio non si sono visti, con ripetute reintroduzioni a macchia dei cassonetti, nessun premio ai migliori, niente. Ho scorso centinaia di determine dirigenziali dell’ultimo anno, non ho trovato una sola che avesse ad oggetto finanziamenti diretti del Comune per l’educazione ambientale.

Il futuro corre, chi si ferma, Signor Sindaco, è finito. La speranza è che questa decisione, se definitiva, possa portare il più presto possibile alla fine Sua, e non delle meritate aspirazioni dei nostri concittadini.

Se la città degli asili rinuncia ad educare, e a farlo seriamente, fa un torto alla propria storia.

Si aprano le porte. Lasciate che i cittadini entrino e cambino il mondo.

Scritto il 14 settembre 2010 da

Le circoscrizioni di Reggio gestiscono decine di sale civiche e hanno la delega per concedere questi spazi a coloro i quali ne fanno richiesta. Veri e propri luoghi di incontro fra cittadini, associazioni e comitati. In queste sale vengono presentati molti dei progetti provenienti dalla Reggio che si attiva, vengono organizzati convegni e dibattiti, mostre oppure semplici riunioni.

Leggendo il regolamento alcuni punti, spece i criteri di concessione, ci sono sembrati poco chiari. Abbiamo presentato una mozione per aprire un dibattito in consiglio e per chiedere che vengano semplificati i punti oscuri del regolamento vigente e visti i continui tagli, di poter destinare alle circoscrizioni gli incassi derivati dalle concessioni delle sale per poter finanziare i progetti che vengono presentati dalla società civile di Reggio.

MOZIONE IN MERITO ALLA CONCESSIONE E ALL’UTILIZZO DELLE SALE CIVICHE

Considerato che:

• le Circoscrizioni sono storicamente considerate un punto di riferimento per molte associazioni e cittadini che organizzano attività sociali, culturali e sportive di vario genere e senza scopo di lucro;
• queste realtà territoriali sono spesso prive di sale dove riunirsi per sviluppare o per presentare al pubblico i propri progetti: per questo motivo è da ritenersi importante il ruolo della Circoscrizione in merito alla concessione delle sale civiche;
• con la circolare del 17/05/2010 P.S. n. 64/2010 tramite il Servizi di Manutenzione è stata verificata l’agibilità delle sale civiche e la capienza delle stesse;
• ad oggi in tali sale possono essere svolte:
◦ le attività istituzionali (attività organizzate direttamente dalle Circoscrizioni);
◦ attività non istituzionali non qualificabili come pubblico spettacolo e pubblico intrattenimento;
• il vigente Regolamento sulle procedure di gestione del patrimonio immobiliare, all’art. 4 co. 1 lett. a) stabilisce che le sale “potranno essere usate per riunioni di diversa natura”;
• il Servizio Servizi di Manutenzione qualifica “come pubblico spettacolo o pubblico intrattenimento ogni attività che preveda accesso indistinto di pubblico” e in quanto tale le sale non possono essere concesse per riunioni, convegni ed eventi dove il pubblico accesso è da considerarsi indistinto (riunioni di diversa natura);
• come da circolare sopra citata il concessionario deve comunque dichiarare di essere responsabile dell’accesso alla sala di un numero di persone inferiore alla capienza riportata sul regolamento vigente.

Ritenuto che:

• sia importante permettere ad associazioni e cittadini di riunirsi in tali sale per organizzare attività di vario genere e senza scopo di lucro, fermo restando i limiti imposti dalla capienza massima della sala;
• il concessionario della sala solleva tuttora l’amministrazione dalla responsabilità derivante dall’ingresso di un numero di persone nella sala superiore alla capienza, come citato nel modulo di richiesta di concessione;
• le circoscrizioni hanno subito tagli pesantissimi in questi ultimi anni ed il ricavato per le concessioni delle sale, ad oggi versato al Comune, potrebbe risultare vantaggioso per creare un fondo con il quale la Circoscrizione potrebbe finanziare i progetti che la società civile presenta sia in forma privata che nelle commissioni di lavoro della circoscrizione.

Il consiglio di circoscrizione impegna la Presidente a:

• semplificare e chiarire con l’amministrazione comunale e il dirigente competente il regolamento ed i criteri per la concessione delle sale civiche, assicurandosi di garantire l’ utilizzo e la più ampia fruizione delle stesse per riunioni ed iniziative di vario tipo, rimarcando al concessionario l’obbligo di rispettare la capienza della sala;
• chiedere al dirigente/assessore competente di poter destinare alle circoscrizioni gli incassi derivati dalle concessioni delle sale civiche del loro territorio per poter finanziare i tanti progetti presentati in Circoscrizione, salvo discussione nelle varie commissioni di lavoro ed approvazione in Consiglio, come già previsto dal regolamento.

I consiglieri a 5 Stelle

Alessandro Marmiroli -Sud
Davide Valeriani – NordEst
Vito Cerullo – Ovest

meta