Archivio per agosto, 2010

Riva (Idv) ci querela ? Speriamo che all’avvocato abbia spiegato per cosa

Scritto il 28 agosto 2010 da


Ci piacerebbe sapere quali siano le ‘menzogne’ che avremmo pubblicato , per le quali Matteo Riva (Idv) intende querelarci. Nella sua replica, infatti, non fa altro che confermare tutto ciò che avevamo scritto: non è forse vero che la Riva & Partners intrattiene rapporti di lavoro “politico-economici”
con la Libia tramite l’Istituto Italiano per l’Asia ed il Mediterraneo di cui è partner ?
Non è forse vero che l’anno scorso organizzò un meeting con Gheddafi e che i due si incontrarono nella tenda del leader libico? Non ne ha mai fatto mistero, ed è lo stesso Riva a confermare entrambe le affermazioni nelle dichiarazioni di questi giorni.
Ci chiediamo se a rilasciare l’intervista al quotidiano l’Unità o all’Agenzia di stampa Dire sia stata una persona diversa rispetto a quella che vuole querelarci: agli organi di stampa non ha fatto altro che confermare quanto detto nel nostro post, aggiungendo anche un eufemismo di discutibile
gusto: “Diciamo che la Libia non eccelle nella garanzia dei diritti umani”.
Nell’attesa dell’iter giudiziario, noi rimaniamo estremamente tranquilli, consci di non aver fatto altro che riportare fatti realmente accaduti. Ci sembra che questa sia una di quelle denunce stile Silvio Berlusconi, atte esclusivamente ad intimidire la libertà di pensiero ed espressione.
Per saperne di più, un’interessante intervista a Riva del giugno scorso da parte del settimanale Reporter

ANDREA DEFRANCESCHI – GIOVANNI FAVIA
Capogruppo
Gruppo Assembleare
Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

Categorie: News

La mafia apre l’onesto chiude. L’appello di Enrico Bini: boicottiamo la mafia.

Scritto il 27 agosto 2010 da

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“Nel reggiano alcune ditte continuano a lavorare liberamente nonostante i titolari siano stati arrestati per mafia e i loro beni siano stati sequestrati sulla carta. Dobbiamo renderci conto che Reggio non è più un isola felice”. Sono le parole di Enrico Bini presidente della Camera di Commercio di Reggio intervenuto a Festareggio in un dibattito sulla mafia al nord.

Maledetta Mafia spa. Aziende, bar, ristoranti e negozi vengono utilizzati per il riciclaggio del denaro proveniente dalle attività illeciti quali usura, prostituzione, spaccio di droga ed estorsioni, un danno sociale ed economico enorme per l’intera società. Miliardi e miliardi di euro in mano alle mafie vengono riciclati ogni anno con questo tipo di attività. Reggio non è immune. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto del tribunale di Reggio Calabria, ha rivelato che a Reggio Emilia c’è una crescita di depositi bancari (la mafia non è mai in crisi) e addirittura acquisti di aziende direttamente in contanti.

Reggio è piena di bar, ristoranti e centri commerciali e questi loschi signori sono avvantaggiati rispetto ai commercianti onesti. Prendiamo un normale bar, bella ragazza al banco, comode sedie e tavolini, giornali e riviste, ma dentro non c’è mai nessuno, o pochi. I soldi vengono riciclati dichiarando vendite mai fatte, battendo decine e decine di scontrini ma senza il cliente. Adesso al bar sommate altri cinque bar, due pizzeria, un ristorante e qualche altra attività specie se nel settore edile o nei trasporti movimento terra. Si arriva a somme tali da poter risanare il nostro debito pubblico in pochi anni. La mafia sopravvive, l’onesto chiude.

Voglio essere critico, disfattista e stronzo ma devo dirlo. Quanto incamera lo stato con l’iva pagata da questi illeciti? Sono miliardi di euro signori miei. Per ogni euro che si ricicla in un bar c’è da pagare la quota allo stato. Lo vogliamo dire o no? Che la mafia sia la più grande azienda del paese allo stato fa anche comodo.Il patrimonio mafioso cresce per ogni euro ripulito. Investimenti leciti, acquisto di beni mobili e immobili, la mafia incassa con facilità e consuma con altrettanta spudoratezza. E per un sistema che si regge sul consumismo sfrenato, sulla crescita illimitata del P I L , questo sistema fa prevalere la legge del più forte …… qui la MAFIA vince facile.

Una buona soluzione al problema?. Migliorare le leggi per il sequetro dei beni ai mafiosi.

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Si è vero, ogni anno ne arrestiamo tanti di mafiosi ma il mafioso mette sempre in conto di poter finire in carcere o di morire ammazzato. Come dice il magistrato Guido Salvini “quello che non mette mai in conto il mafioso è di perdere i suoi beni”, casa, attività e terreni. Si tutelano e salvano il loro bottino lasciandolo a figli, mogli e a qualche prestanome. Che li arrestiamo a fare se le loro famiglie rimarranno miliardarie?
Lo stato deve sequestrare tutti i beni dei mafiosi e destinarli per attività sociali. Le leggi devono essere migliorate in tal senso. Altro che le riforme sulla giustizia, le intercettazioni costano?. Tutte stronzate. Il vero costo è la Mafia. Lo voglio vedere un mafioso senza beni. Come li compra i politici? Come paga i banchieri? Come farà affari?. Usiamo i loro palazzi per le case popolari, diamo una casa ai senza tetto, i loro negozi per le associazioni del nostro territorio, i loro terreni per i ragazzi di Libera.

Mandiamoli sul lastrico come loro stanno facendo con noi.

Vito Cerullo
Consigliere Circ. Ovest
Reggio 5 Stelle

P.s. Spero di avere presto un elenco delle attività reggiane legate alla ‘ndragheta.

*W i ragazzi di Ammazzateci Tutti

** Fuori i mafiosi dal Parlamento.

Alzate la voce e venite a firmare!!! Stanno bruciando i nostri soldi e il nostro futuro.

Scritto il 26 agosto 2010 da


“Io non voglio più nemmeno chiamarli rifiuti, per me sono materiali”. Carla Poli titolare Centro Riciclo Vedelago.

Quando l’inceneritore andava di moda all’estero, in Italia si costruivano discariche alle quali si affiancarono stupendi cassonetti verdi, gialli e bianchi per la differenziata(esistono da 30 anni ed i risultati li conoscete tutti). Oggi all’estero gli inceneritori stanno per lasciare il posto ad altre tecnologie ma in Italia oltre alle discariche ai cassonetti verdi, gialli e bianchi si costruiscono inceneritori da 200/300 milioni di euro. Non si abbuffano mai. Soldi, profitto, interessi dei mangioni della politica e loro amici.

Qualcuno ha deciso di andare contro corrente. Colleferro (Roma) e Tergu (Sassari) hanno copiato il centro di Vedelago (dai 5 ai 10 milioni). Tutta la filiera crea più posti di lavoro degli inceneritori Fonte: CONAI. A Reggio la stessa Carla Poli avrebbe investito i suoi denari per creare un centro riciclo tutto reggiano, visti gli ottimi propositi dell’amministrazione in tema raccolta porta a porta.

Delrio fa retromarcia?. Ci faremo sentire.

VIENI A FIRMARE

Il 28 e 29 Agosto dalle 09:30 alle 12:30 a Gavassa davanti alla chiesa.

Vito Cerullo

Consigliere Circoscr. Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

p.s. Per Giuseppe, un nostro sostenitore.

Categorie: Rifiuti Zero
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Acqua del rubinetto nelle scuole: dal Ministero la conferma della nostra proposta

Scritto il 18 agosto 2010 da

Quando un anno fa proponemmo di sostituire le bottiglie di plastica dai servizi e dagli uffici comunali, optando per l’acqua di rubinetto, l’obiettivo poi raggiunto era un risparmio economico per il Comune e quindi per i cittadini, una minore produzione di rifiuti e una promozione del bene primario che sgorga dal nostro acquedotto.

Ora arriva la conferma dal Ministero della Salute, che ha emanato le LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALE PER LA RISTORAZIONE SCOLASTICA in cui si parla in maniera eloquente: “È importante che il bambino abbia in tutta la giornata scolastica disponibilità di acqua, preferibilmente di rete”.
La sicurezza alimentare, legata ai frequentissimi controlli effettuati negli acquedotti, rende pertanto preferibile, a detta del Ministero della Salute, l’acqua del rubinetto per i propri bimbi.
Quale conferma più palese, anche sul fronte dell’igiene e della salubrità. Non a caso l’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia accettò la proposta immediatamente, dato che erano già in corso alcune sperimentazioni.
Ora si proceda in tutte le scuole reggiane alla sostituzione delle bottiglie di plastica con le caraffe di acqua del rubinetto: una riduzione dei rifiuti alla fonte che fa bene anche alla salute.
Le indicazioni del Ministero sono uno stimolo anche per la generalità dei cittadini: bere acqua del rubinetto è raccomandato per l’alimentazione dei bimbi, perché non fare lo stesso in casa?
Non è un caso che le case dell’acqua installate dall’Amministrazione Provinciale e da ENIA abbiano ottenuto un clamoroso successo presso la cittadinanza.

Avviso di tutela per diffamazione

Scritto il 17 agosto 2010 da

Con la presente si inoltra alla comunità, con preghiera di diffusione, un avviso per tutelare la mia persona, e non solo, da voci costruite ad arte e diffuse con sapiente passaparola, i cui segni organizzativi fanno emergere diversi dubbi sulla fonte. La voce, che sta girando in alcuni ambienti aziendali e in alcune zone della provincia di Reggio già ben identificate, oltrechè in alcuni ambienti per così dire non popolari, riguarda una presunta parentela tra la mia consorte, che di cognome fa Gullo, con Giuseppe Gullo, ex vice presidente esecutivo e direttore finanziario di Burani Designer Holding, e già direttore finanziario di MB Fashion Group, travolto dai recenti fatti del crack di MBFG.
Premettiamo che, chiunque venga a contatto con questa voce, per bocca di chiunque sia, anche amici, è pregato si segnalarlo a reggio5stelle@gmail.com, firmandosi nome e cognome, con la preghiera di testimoniare ad un eventuale procedimento giudiziario, o solamente per poter ricostruire la traccia della corrente diffamatoria, e risalire ai veri responsabili (avendo informazioni non è così difficile). E’ molto importante!
Non esiste alcuna parentela, per quanto ne so potrebbero venire da 2 universi paralleli, non si conoscono, non si sono mai visti, e il cognome è talmente comune e diffuso che solo a Reggio non è il primo caso di questa omonimia che genera curiosità in noi stessi, senza che peraltro emerga mai alcuna parentela neanche lontana.
Il caso vuole, però, che il fratello di mia moglie si chiami proprio Giuseppe Gullo. Saranno forse 10.000 in Italia, si potrà pensare: in realtà su Paginebianche.it ne spuntano “solo” 82, e almeno altri 2 di questi li conosco io, e sono così giovani che non hanno ancora intestato un telefono. Il vero fratello vive a 1000 chilometri da qua e fa tutt’altro lavoro, di solito non in giacca e cravatta, sebbene sia un professionista.

E il caso è moooooolto interessante: le voci che sono, per il momento, giunte al mio orecchio, non consentivano in alcun modo di risalire alla vera fonte, ragion per cui rivolgiamo questo appello, per poter ricostruire cosa c’è dietro, perchè qualche sospetto l’abbiamo.
Può essere, infatti, casuale che qualcuno venga a conoscenza del cognome di mia moglie, niente di più facile. A quel punto, però, bisogna verificare se il Giuseppe Gullo di MBFG sia il fratello. Come si fa?
Si chiede al diretto interessato, che in questo momento avrà altro da fare, si chiede a noi, che diciamo semplicemente no, oppure, per avere una parziale conferma, si guarda lo stato di famiglia di una persona, da cui emergono le parentele di vario grado.
Chi ha accesso allo stato di famiglia? Non credo che sia un dato disponibile all’accesso di chiunque, cioè che qualunque cittadino possa chiedere lo stato di famiglia di altri, ma verificherò.
Senz’altro sono dati a disposizione degli Uffici Anagrafe e degli Amministratori pubblici .
Prima di mettere in giro una voce del genere, che pare abbia fatto un bel giro, qualcuno può essersi sentito le spalle coperte da qualche controllino veloce veloce, vedendo che MG ha un fratello di nome GG.

Non vi sto neanche a descrivere il fastidio, anche se l’accaduto non mi stupisce affatto. Che stiamo facendo male al sistema di porte girevoli che governa la nostra città lo sanno tutti, e la faccia ce la metto io.
Neanche c’è bisogno di sottolineare che queste voci siano ancora più insopportabili, coinvolgendo dei familiari, e che aumentino il mio già massimo livello di incazzatura.

Ricordo, peraltro, che il processo al Gullo di MBFG deve ancora cominciare. Ma si sa, non sanno cosa dire del sottoscritto, visto che mi fermo alle strisce pedonali, faccio la raccolta dell’umido, mi scaccolo un dito per volta, qualcosa dovranno pure inventarsi.

Stop al porta a porta: tutto organizzato a tavolino, con menzogne e mezze parole

Scritto il 15 agosto 2010 da

Dal programma elettorale alle Linee Programmatiche votate in Consiglio, dal voto contro a un nostro emendamento, tenendo ferma la volontà di estendere il porta a porta, fino alla negazione di quanto detto, anche poche settimane prima in assemblee cittadine. La vicenda che vede coinvolto il Sindaco Graziano Delrio e il capogruppo del PD Luca Vecchi ha tutti gli estremi dello scandalo politico: tradire palesemente le promesse elettorali. Ecco le prove.

Il 9 luglio 2009 si votano le Linee Programmatiche di mandato, un adempimento di legge. Ecco cosa scrive Delrio sui rifiuti:

Raccolta differenziata che si pone l’obiettivo di arrivare al 65% entro il 2012

“l’ulteriore potenziamento della raccolta differenziata delle varie frazioni di rifiuto, articolata sul territorio, in modo da applicare, alle diverse situazioni territoriali e alle diverse esigenze, le metodologie di raccolta che massimizzino le rese di raccolta differenziata ai fini del riuso e riciclaggio”.

utilizzo del 5% della tariffa rifiuti come previsto per legge per incentivare la raccolta domiciliare e progetti di riduzione alla fonte

A fronte delle chiacchere, Reggio 5 Stelle beppegrillo.it non sta certo a guardare. Unico gruppo consiliare, presenta emendamenti alle Linee Programmatiche. in particolare:

EMENDAMENTO N. 5

Alla pag. 34, dopo la riga 11,

AGGIUNGERE ACCAPO
“rapida estensione, nel limite dei tempi tecnici di attivazione, del sistema di raccolta domiciliare definito come “porta a porta” a tutto il territorio comunale”

Bocciato. Ecco la votazione:
VOTANTI: 32

ASTENUTI: 9 Alessandri, Barbieri, Giovannini, Iotti, Irali, Parenti, Vinci (L.N.P.) -
Damian (U.D.C.) – Spaggiari (C.A.)

FAVOREVOLI : 2 Riva (I.D.V.) – Olivieri (Re 5 Ste)
CONTRARI : 30 Baccarini, Ballarini, Campioli, Capelli, Carbognani, Caselli, Cattani,
Cavatorti, Cigarini, D’Andrea, De Lucia, Montanari F, Montanari V,
Olivo, Pierfederici, Prandi, Rinaldi, Rodolfi, Salsi, Scarpino, Vecchi,
Venturini (P. Democr.) – Bassi, Cataliotti, Eboli, Filippi, Gualtieri,
Terenziani (P.d.L.) – Nasuti (Sin. e Ve.) – Delrio (Sindaco)

Ma ecco le dichiarazioni di Vecchi, capogruppo del PD, che smaschera le falsità del PD reggiano.

“Prendiamo atto del ritiro dell’emendamento numero 4 e voteremo no al numero 5 perché c’è un motivo di fondo che peraltro rappresenta un punto di equilibrio politico conseguito anche nel corso del mandato scorso, ovvero che l’estensione del porta a porta in tutta la città sia un obiettivo e che questo debba essere effettuato con la dovuta gradualità e tenendo anche conto delle esigenze urbanistiche dei vari luoghi della città piuttosto che con un’operazione di rapida estensione che poi in un qualche modo rischia anche di compromettere quelle che sono le finalità nobili che quel tipo di politica e di strumento può portare con sé , quindi voteremo contro ma siamo comunque disponibili a discutere nel merito di queste cose” -

Assemblea a Gavassa prima delle elezioni regionali,primavera 2010,Delrio: “avanti con l’estensione del porta a porta”.

Assemblea pubblica a Gavassa, 30 luglio 2010, Delrio:”avanti con l’estensione del porta a porta”.

4 agosto 2010: Delrio si rimangia il programma elettorale. 60% di RD entro il 2012, stop al porta porta, Vecchi che lo giustifica.

Votate PD, la fregatura è garantita.

Stipendi d’oro IREN: approvato odg per contenerli

Scritto il 14 agosto 2010 da

Dopo la fusione di ENIA con IRIDE in una nuova mega società, la stampa riportava la voce di possibili compensi raddoppiati per i manager della nuova IREN. Nel Consiglio Comunale del 26 luglio è stato approvato un ordine del giorno d’urgenza presentato da Reggio 5 Stelle che chiede di contenere gli stipendi e i gettoni. Ora sta al Sindaco Delrio far valere le ragioni e l’impegno preso nell’assemblea ordinaria e straordinaria del 27 e 28 agosto. Il testo dell’impegno.

L’odg è stato sottoscritto ed approvato all’unanimità da tutte le forze presenti in aula: PD, PDL, Lega.

ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL’ART. 20 DEL Reg. CC SUL CONTENIMENTO DEI COMPENSI DEI
MANAGER IREN

Premesso che:
- in data 25 maggio 2010 è stato stipulato l’atto ufficiale di fusione tra ENIA e IRIDE;
- in data 23 giugno 2010 le due società hanno ottenuto l’autorizzazione da parte di CONSOB per la pubblicazione del prospetto informativo di ammissione a quotazione delle azioni a servizio della fusione;
- in data 29 giugno 2010 il prospetto di cui sopra è stato pubblicato;
- in data 23 luglio 2010 è stato pubblicato l’avviso di convocazione dell’Assemblea straordinaria e ordinaria dei Soci della nuova società, che si terrà in data 27 agosto alle ore 11(sabato 28 come seconda convocazione);
- La parte ordinaria dell’Assemblea dei Soci vedrà la nomina del Consiglio di amministrazione per il triennio 2010-2012, la nomina del presidente e del vicepresidente del cda stesso, oltre alla determinazione del compenso annuo da corrispondere ai suoi membri;
- La crisi economica morde le famiglie, necessitando di urgenti ed inderogabili misure, su tutti i fronti di spesa e di contenimento dei costi di gestione, anche presso chi eroga servizi essenziali ai cittadini;
- La nuova conglomerata offre servizi agli Enti Locali sotto varie forme, e i tagli della manovra finanziaria rendono precarie le capacità di impegno finanziario dei Comuni;
- Sulla stampa locale sono state pubblicate indiscrezioni, all’indomani della fusione, di un raddoppio dei compensi dei manager IREN, rispetto a quelli attualmente percepiti;
Ritenuto che:
- il contenimento dei compensi dei manager IREN, sia come gettoni di presenza dei membri del Cda, sia come stipendi di Presidente, vicepresidente, Direttore Generale ed altri manager a capo delle diverse strutture, sia una importante misura di contenimento dei costi, che richiama la politica alle  sue responsabilità in questa delicata fase congiunturale, e su cui la politica stessa può esercitare la natura ancora “pubblica” di IREN, tanto richiamata al momento della fusione;


Considerato che:

- il Comune di Reggio Emilia parteciperà, con un suo rappresentante all’Assemblea Straordinaria ed Ordinaria dei Soci di IREN il 27 e 28 agosto e che qui si decide anche sui compensi ai membri del CDA, oltre a poter indirizzare le politiche di compenso a tutti i manager;
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:
- promuovere il contenimento dei compensi dei membri del nuovo Cda di IREN e di tutti i manager della nuova società, in sede di Assemblea Straordinaria ed Ordinaria di IREN il 27 e 28 agosto;
- Dare evidenza scritta alla cittadinanza dell’impegno preso con il presente Ordine del giorno e degli esiti emersi dall’Assemblea dei Soci.

Avanti col TMB, ma quale? Il posto scelto è da del(i)rio!

Scritto il 13 agosto 2010 da

Presto si discuterà la nostra mozione per uccidere l’inceneritore, e per fare un TMB della massima potenzialità di trattamento ecocompatibile. Intanto il TMB, a  Gavassa, si poteva fare nell’area industriale, ma grazie a una scelta becera dell’Amministrazione si farà in un terreno agricolo, tra l’autostrada e la ferrovia TAV. Abbellito da un’immenso parco, sì, perchè a Reggio non si aspettava altro, un bel parco tra l’autostrada e la TAV. Un delirio!

La furia dei cittadini di Gavassa trova una clamorosa conferma in quanto previsto dalla Legge
Regionale 20/2000, la legge urbanistica che ha introdotto le Aree Produttive Ecologicamente
attrezzate.
Sono aree industriali, anche esistenti ma soprattutto nuove, come quella di Gavassa,
che devono avere alti standard ambientali: energia, acque, ed anche rifiuti. La legge prevede che
la progettazione di queste aree tenga conto della massima dotazione ecologica, il TMB e il Centro
Riciclo modello Vedelago, da noi proposto, sarebbero stati perfettamente inseriti nella nuova area di
Gavassa. Introdotto dall’ all’Art. A-14, ecco lo strumento prevedere quelle aree.

Il Comune, se avesse redatto un PSC con lo sguardo al futuro, avrebbe previsto delle aree di
cessione, cioè date gratis all’Amministrazione, da parte delle aziende che intendono insediarsi
nella nuova Zona Industriale, in cui il Comune avrebbe potuto realizzarci TMB, Centro Riciclo
modello Vedelago, depuratore, ecc.
Questa cessione avrebbe portato a opere di urbanizzazione generale, il TMB e il Centro riciclo
da noi proposto sarebbero state una dotazione infrastrutturale della zona industriale, obbligando
ogni singolo proprietario a cedere una porzione di area gratis al Comune, si sarebbe dato il segnale
chiaro alla città che il riciclo dei rifiuti diventava una linea strategica per dare lavoro.
Invece l’hanno buttata sugli spiccioli, per risparmiare due soldi hanno collocato l’impianto in
un’area agricola, che costa meno. Ma quei soldi non sarebbero mancati o non mancherebbero se si
trattasse di un inceneritore da 200 milioni di euro! Adesso fanno economie sulle briciole, quando
potevano anche averle gratis!
Poi si assiste all’apoteosi sul Centro di Riciclo, l’impianto per trattare la raccolta differenziata della
città, e parte del rifiuto asciutto del TMB, sul modello di Vedelago, Treviso.
Delrio ha detto, nella serata di Gavassa, che col modello Vedelago la tariffa rifiuti costerebbe
il doppio. Neanche l’Assessore Ugo Ferrari, in un’imbarazzata risposta alla nostra interepellanza
sull’argomento, aveva osato tanto, come si può chiaramente leggere dal comunicato del Comune.

Ferrari aveva parlato di difficoltà a riprodurre il modello a Reggio, senza peraltro portare nessuna
prova in tal senso. Ma non aveva osato dire che costerebbe il doppio, sapendo benissimo che è una
falsità senza fondo e senza appello.
Ecco spiegati i lapalissiani motivi: oggi ENIA-IREN paga ditte per farsi ritirare i materiali della
raccolta differenziata, il Centro Riciclo invece li compra, pagandoli a chi fa la raccolta 7-8 euro a
tonnellata
,
che deve essere porta a porta come già in molte zone del Comune di Reggio. Ciò che ieri era un
costo, domani potrebbe diventare un entrata: ci dica come ha fatto i conti, il Sindaco medico, o chi
per lui, dove togliendo un costo e aggiungendo un entrata, invece di fare un affare si paga il doppio.
Balle.
Categorie: Rifiuti Zero
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