Archivio per luglio, 2010

Pannelli sul cinema, coi soldi degli abusi edilizi

Scritto il 31 luglio 2010 da

Installare pannelli fotovoltaici sopra gli edifici pubblici, con i soldi delle sanzioni per gli abusi edilizi. Questa la proposta depositata oggi con una mozione in Consiglio Comunale. Allegato un progetto speciale: cominciare con il Cinema Rosebud, di cui forniamo il piano economico finanziario e i primi rilievi su dove collocare i pannelli. Costo: 20.000 euro, cioè come la multa che il Direttore Generale del Comune dovrà pagare per l’abuso edilizio fatto in pieno centro storico. Con gli introiti dell’energia venduta e risparmiata, si proiettano documentari per le scuole contro il massacro e la cementificazione del territorio.

Nel Consiglio Comunale di lunedì 26 luglio presentiamo un Ordine del Giorno, chiedendo di emettere un nuovo bando per il solare fotovoltaico sugli edifici comunali, visto che il precedente è andato deserto, o, in alternativa, di realizzare almeno uno dei 10 interventi previsti con investimento diretto (soldi del Comune).

La maggioranza va in panico: il PD ha chiesto di sospendere la seduta, perchè serviva tempo per presentare un proprio ordine del giorno. La Lega è insorta, facendo notare che non si può sospendere un Consiglio Comunale per esigenze particolari della maggioranza.

Dopo una buona mezz’ora arriva l’ordine del giorno del PD sul solare, scritto in una calligrafia incomprensibile. Pare sia stato lo stesso Tutankhamon, in veste del Dio Sole, a scriverlo in geroglifico. Una volta tradotto, cosa chiede il PD? Di rifare il bando per il solare sui tetti comunali, cioè la stessa cosa che chiedeva Reggio 5 Stelle.

Il PD boccia il nostro con scuse da Bar dello Sport, dicendo che i soldi non ci sono per un intervento diretto, senza considerare che l’avevamo proposto come alternativa. La Lista Civica Reggio 5 Stelle, con vero spirito civico, vota invece a favore dell’odg della maggioranza.

Ma oggi intendiamo smentire il PD anche sulla disponibilità di soldi, con un progetto che intendiamo educativo nei confronti di tutta la cittadinanza.

Investiamo i soldi delle multe per abusi edilizi in impianti fotovoltaici sui tetti comunali. Rispondiamo alla cultura del prendi e fuggi, degli interessi personali, con la cultura che investe sul futuro e genera risparmi e servizi per i cittadini, negli anni a venire.

Lo facciamo con una mozione, che chiede di rivolgere le entrate correnti, dalle multe per abusi edilizi, alla voce investimenti in impianti fotovoltaici, come consentito dalla legge.

Lo facciamo con un progetto pilota, che alleghiamo alla mozione, sfruttando la multa più celebre a Reggio Emilia, quella del DG Mauro Bonaretti.

Il progetto di massima intende realizzare un impianto di 4 Kilowatt di potenza sul Cinema Rosebud, alla Pappagnocca, in regime di scambio sul posto. L’edificio si presta perfettamente, come da simulazioni da noi elaborate, all’installazione di circa 40 metri quadri di pannelli, consentendo di rivolgere nella maniera migliore, cioè verso sud e con la giusta inclinazione, i pannelli.

Il costo stimato, basandosi anche sul bando appena emesso dal Comune e sui calcoli finanziari esposti in Commissione, sarebbe di circa 20.000 euro, comprensivi di manutenzione per 20 anni. Il tempo di ritorno dell’investimento sarebbe di circa 9 anni, con un introito per il Cinema Rosebud di 2100 euro all’anno, 1700 per il contributo in Conto Energia, 150 per il Contributo in conto scambio, 250 per il risparmio sulla bolletta.

Questo consentirebbe, ad esempio, di organizzare diverse proiezioni per le nostre scuole, capolavori della cinematografia, materiale didattico,ecc. Il cerchio si chiude se si proiettano film e documentari che testimoniano il massacro che il nostro territorio subisce a causa della massiccia urbanizzazione, realizzando un’importante funzione educativa, a costo zero.

Progetto fotovoltaico Cinema Rosebud

Scritto il 31 luglio 2010 da

Ecco le linee progettuali per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 4 kWp, 4 chilowatt di potenza, da installare sul Cinema Rosebud. Una bozza su cui intervenire è immediato. E mettiamoli questi pannelli. Il progettino è allegato della mozione con cui si chiede di destinare i proventi delle sanzioni per abusi edilizi all’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici comunali.

LINEE PROGETTUALI PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO DELLA POTENZA DI 4 KWP SUL TETTO DEL CINEMA ROSEBUD

Il presente documento intende guidare la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 4 kWp sul tetto del Cinema Rosebud, in via Medaglie d’Oro della Resistenza 4.

Il tetto del complesso si presente piano, a più livelli. Il livello più basso è costituito dal tetto del foyer esterno, sovrastato di circa 1 metro e mezzo dal volume della sala di proiezione. Nella porzione nord, il punto più alto dell’edificio è costituito dallo spiovente che sovrasta il fondo del cinema, dove è collocato lo schermo di proiezione.

L’ampia metratura disponibile, in rapporto alle dimensioni contenute del presente progetto e alla metratura limitata della superficie a pannelli, rende possibile il corretto orientamento degli stessi, per massimizzarne la produzione. In particolare, lo spiovente a nord è perfettamente adatto, anche dal punto di visto architettonico, per essere accostato da un’installazione anch’essa a spiovente, consentendo una totale o parziale integrazione.

I calcoli economici sono stati effettuati da ampie fonti di letteratura, di natura commerciale e dagli stessi prospetti che hanno accompagnato il bando comunale per l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici comunali.

Il prospetto generale del dimensionamento e dei costi di realizzazione è contenuto nel seguente schema.

Tipologia pannelli Potenza di picco (kW) Metri quadri per kWp Metri quadri totali di superfici captante Costo/kwp Costo di manutenzione Costo totale
Monocristallino 4 9,4 37,7 4300 3000 20200

Il prospetto finanziario, considerato che la proposta richiede espressamente un investimento diretto senza ricorrere a prestiti di alcun genere, è riassunto nel seguente schema (valori riferiti all’anno solare):

Contributo Conto Energia 1756
Contributo in conto scambio 140
Risparmio sulla bolletta 230
Remunerazione annua 2126
Tempo di ritorno (anni) 9,5

L’impianto garantirebbe una rendita al servizio comunale (Cinema Rosebud) di circa 2100 euro all’anno. Considerando che l’attuale Conto Energia garantisce l’incentivo per 20 anni, e il tempo di ritorno inferiore a 10 anni, il Comune avrebbe inoltre un raddoppio del capitale investito, destinato ad aumentare a fine incentivo, in quanto una durata di circa 35 anni è ormai considerata acquisita, seppur a seguito di decadimento produttivo, peraltro considerato nei calcoli del prospetto di cui sopra.

Segue l’indicazione della possibile collocazione più idonea per l’impianto. In generale la parte bassa, quella meno adatta all’installazione a causa dei coni d’ombra di un albero a sud e del sovrastante volume della sala cinema, consta di circa 10 metri quadri.

La parte più adatta all’installazione, il volume della sala, è di circa 100 metri quadri, con la falda a spiovente sul lato nord con superficie di circa 20 metri quadri.

Fotovoltaico su tetti comunali:rilancio a 5 Stelle, ma spunta Tutankhamon

Scritto il 30 luglio 2010 da

Il bando per il fotovoltaico sugli edifici comunali, da noi sempre sostenuto a spada tratta, è andato deserto. La fase bulimica di bandi pubblici ha fatto sì che nessuna banca e nessun progettista si facessero avanti con proposte concrete. Abbiamo così presentato un ordine del giorno per rilanciare il bando, ma è stato respinto. Per fortuna il PD ce l’ha copiato, e se lo è autoapprovato. E il giallo della calligrafia………..

Le meraviglie dell’attuale Conto Energia sono agli sgoccioli, molti enti pubblici stanno pubblicando bandi per chiedere i finanziamenti e coprire l’installazioni di mega impianti a terra (deleteri per l’occupazione di suolo, ma più convenienti dal punto vista finanziario) e sui tetti, come il Comune di Reggio.

Quest’ultimo ha purtroppo visto disertare il suo bando rivolto sia a Istituti di Credito che a progettisti: nessuno si è fatto vivo.

Così,il 26 luglio 2010, abbiamo presentato un Ordine del giorno per chiedere di fare al più presto un nuovo bando, e di considerare l’opzione di realizzare anche un solo impianto ma con fondi propri. In questo caso il ritorno economico sarebbe stato rapidissimo, senza pagare oneri finanziari alle banche.

In aula si è creato lo scompiglio: il PD ha chiesto di sospendere la seduta, perchè chiedeva tempo per presentare un proprio ordine del giorno. La Lega è insorta, facendo notare che non si può sospendere un Consiglio Comunale per ogni pisciata della maggioranza. Io mi godevo la scena da Repubblica delle Banane, con la buccia in mano.

Arriva l’Ordine del Giorno del PD: prima era stato scritto con una penna il cui colore non imprimeva sulla fotocopiatrice, poi arriva un testo incomprensibile. La Presidente è costretta a chiedere al Segretario di tradurre, si pensa di chiamare illustri calligrafi per risolvere il problema.

Dopo circa mezz’ora spunta il contenuto del fogliazzo del Partito Democratico: è uguale al mio! Loro mi votano contro, con 4 scuse da Bar Sport, io glielo metto in quel posto, e gli voto a favore il loro. Così, nel comunicato stampa in bella home page del Comune, compare il nome Reggio 5 Stelle.

Ecco però i retroscena del fogliazzo targato PD: pare che, trattandosi di una materia nuova e legata all’energia del sole, hanno chiamato Roma per vedere se qualche giovane tecnico poteva aiutarli. “Tecnici?” , gli hanno risposto.

Ma cercando il più giovane, che avesse a che fare con il Sole, ecco spuntare chi faceva al caso loro: Tutankhamon, nella sua veste di Dio Sole. Così si spiegano gli strani caratteri, i geroglifici  dell’antico Egitto, che hanno fatto dannare noi occidentali fino alla Stele di Rosetta.

Il sarcofago, per il PD, è già pronto.

Categorie: Energia, News

Multinazionali a “caccia” di metano in zone a rischio susbidenza nella bassa reggiana e modenese!

Scritto il 29 luglio 2010 da


Correggio e Carpi sono fortemente interessate a fenomeni di subsidenza ma, nonostante questo, ci sono società che stanno facendo domanda anche in questi territori per cercare idrocarburi nel sottosuolo.” Lo denuncia il Movimento 5 Stelle dell’Emilia Romagna che ha presentato una interrogazione a risposta scritta alla Giunta dell’Emilia-Romagna con il Consigliere regionale Giovanni Favia. “Ci auguriamo che, prima di concedere tali autorizzazioni, siano fatti gli opportuni accertamenti. Non vorremmo dovercene pentire dopo.”
Il lavoro di verifica per contrastare lo sfruttamento indiscriminato del territorio emiliano romagnolo però è a tutto campo.
“Nel caso fossero trovati nel sottosuolo giacimenti d’idrocarburi, le trivellazioni e l’estrazione degli stessi possono aggravare fenomeni di subsidenza ben presenti nella nostra Regione”. Nell’interrogazione viene citata direttamente l’ARPA ed un suo precedente comunicato
“Da studi fatti in un periodo compreso tra il 1999 e il 2005 lungo la via Emilia, nel tratto tra Reggio Emilia e Rimini, gli abbassamenti più consistenti si trovano nella zona di Bologna (1,5 cm l´anno) con un picco a Lavino di Mezzo (dal 1993 al 2005 il suolo si è abbassato di un metro). Nel tratto tra Reggio Emilia e Ravenna (attraversando le aree di media pianura) i comuni più coinvolti sono: Correggio (RE), con 1,5 cm l´anno, Carpi (MO), con 1 cm l´anno e Argelato (BO), con 2,4 cm l´anno. Nella zona di Castelmaggiore (BO), l´abbassamento annuo è di 2,5 cm. Nel litorale emiliano-romagnolo la media è di 1 cm l´anno. Esaminando gli anni compresi tra il 2002 e il 2006 la subsidenza risulta quasi assente nelle zone di Parma e Piacenza, a Reggio Emilia e Modena i valori sono di circa 10 mm l´anno, a Bologna 20 mm, Faenza (RA) e Cotignola (RA) 15-20 mm, Savignano sul Rubicone (FC) 25 mm, Ferrara 5 mm, e sul litorale 1 cm. Coni di sprofondamento nel Bolognese sono presenti a Lavino di Mezzo, Sala Bolognese, Bonconvento, Cariano”.

Il Movimento 5 Stelle è quindi convinto che sia necessario procedere con i piedi di piombo: “Alcuni comuni come quello di Correggio (Reggio Emilia) e Carpi (Modena) maggiormente interessati ai problemi di subsidenza con abbassamenti del terreno rilevati rispettivamente di 1,5 cm e 1 cm l’anno come evidenziato da ARPA” – scrive il Consigliere Regionale – “sono nel mirino di aziende multinazionali come la Po Valley Ltd. È evidente che in seguito ai recenti accadimenti internazionali, vi sia nella popolazione una forte preoccupazione per i rischi derivanti da questo tipo di estrazioni, specialmente se effettuate in zone costiere o interessate da fenomeni di subsidenza. Non vorremmo che alcuni Comuni, attratti dalle royalties concesse in caso venissero trovati giacimenti d’idrocarburi, anteponessero ragioni di bilancio al futuro del nostro territorio. Inoltre” – conclude Favia – “le trivellazioni potrebbero riguardare anche Parchi, zone di pregio naturalistico, zone di produzione di prodotti tipici, zone agricole in generale. Secondo noi è necessario sin da ora porre le basi per un nuovo modello energetico di sviluppo basato sul risparmio di risorse, materie ed energia, efficienza energetica, fonti rinnovabili.”
L’interrogazione del Movimento 5 Stelle chiede alla Giunta “se oltre alla citate quali domande in tal senso risultano presso il Ministero riguardo a territori della Regione Emilia Romagna e se la stessa non intenda associarsi alle altre Regioni nel dichiarare la propria indisponibilità a nuovi pozzi d’estrazione specialmente in zone e Comuni interessati a fenomeni di subsidenza”.

LE DOMANDE IN PROCEDURA DI VERIFICA E DI VIA ED I COMUNI INTERESSATI

Nell’interrogazione vengono citate alcune domande riguardano anche la Regione Emilia Romagna presso la quale sono già state avviate domande in stato di procedura di verifica (screening) relative al permesso di ricerca idrocarburi “Dargagnola”, localizzato nei comuni di localizzato: comuni di Montese (MO) e Lizzano in Belvedere (BO); “Bosco” localizzato nei Comuni di Comuni di Montese (MO) e Castel d’Aiano (BO); “Grattasasso” (per conto di PO VALLEY OPERATIONS LTD) che interessa comuni delle provincie di Reggio Emilia come Campagnola Emilia, Correggio, Fabbrico, Novellara, Rio Saliceto e Carpi nella provincia di Modena , ed infine il progetto “Castelverde” che interessa comuni della Provincia di Piacenza e di confinanti province della Regione Lombardia.

“Presso la Regione Emilia Romagna è in già fase di procedura di VIA-Valutazione Impatto ambientale una richiesta relativa al permesso di ricerca idrocarburi del progetto “Cadelbosco di Sopra” localizzato nel territorio delle province di Reggio Emilia e Parma, presentato dalla società multinazionale australiana Po Valley Operations Pty Limited” spiega Favia. I Comuni interessati dal progetto “Cadelbosco”- Questo progetto di ricerca idrocarburi interessa nella provincia di Reggio Emilia i Comuni di Reggio Emilia, Correggio, Albinea, Bagnolo in Piano, Bibbiano,Cadelbosco di Sopra, Campagnola Emilia, Campegine, Castelnovo di Sotto, Cavriago, Gattatico, Montecchio Emilia, Novellara, Rio Saliceto, Sant’Ilario d’Enza, Scandiano e per la Provincia di Parma i Comuni di Parma, Traversetolo, Montechiarugolo. “La ricerca di idrocarburi può avvenire nel sottosuolo tramite tecniche con esplosione nel sottosuolo di microcariche e successive rilevazioni di onde sonore di ritorno o tramite trivellazioni” spiegano i due consiglieri.
Po Valley e proteste – “La stessa società australiana Po Valley Operations Pty Limited pochi mesi fa, si è vista bloccare per le proteste della popolazione e di diversi Comuni come quello di Merate un progetto di ricerca ed estrazioni idrocarburi in Brianza come testimoniano diversi blog

Giovanni Favia

consigliere regionale
Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

Categorie: News

Furti, prostituzione e soldi spesi male. Cittadini vs Politici.

Scritto il 29 luglio 2010 da

A Pieve tre furti in appartamento in pieno giorno. I cittadini la sera convivono con le prostitute. Occorrono politiche e progetti per prevenire il degrado e la delinquenza. Ma i soldi sono pochi. Si cerca di recuperare con i tagli sui costi della politica ma sono degli specchietti per le allodole. Sulle circoscrizioni invece, cade la scure del governo.

[ 1 ]

“28 luglio 2010 furti in tre appartamenti in via F.lli Cervi a Pieve Modolena. Ci hanno ripulito casa approfittando della nostra assenza. Ci hanno tolto molti nostri beni. La situazione di Pieve Modolena da alcuni anni è diventata critica. Ricordo che la zona anni fa era più tranquilla, è diventata una zona franca per i delinquenti comuni. I cittadini non si sentono più tutelati dalle politiche locali.

Questa è una parte della lettera che ho ricevuto ieri da uno dei cittadini di Pieve che ha subito il furto. Parla da sola. A Reggio i cittadini prendono iniziativa per migliorare la vivibilità del loro quartiere. Vedi i cartelli “no alla prostituzione” apparsi in alcune zone della città proprio in questi giorni, le associazioni che si impegnano nei parchi e per i giovani, creando aggregazione. Le forze dell’ordine fanno il possibile e non si possono colpevolizzare.

Ogni volta che si arresta un criminale la società ha fallito. Bisogna prevenire lo svilupparsi della delinquenza e del degrado, questo “richiede politiche pubbliche in settori come l’alloggio, l’occupazione, la formazione professionale lo sviluppo di attività del tempo libero”. Lo dice la Comunità Europea oltre al buon senso. Per dar vita a progetti simili ci vogliono soldi. E soldi ce ne sono pochi.

Mi indigno perché da consigliere di quel quartiere cosa posso rispondere a questo cittadino? Potrei portare in consiglio un’interrogazione, una mozione, o meglio, un intero progetto che punti a migliorare la vivibilità della zona. E i soldi? Lo farò comunque, è mio dovere provarci.

Il governo taglia, per carità siamo in tempo di crisi e bisogna tirare la cinghia. Ma i costi della politica rimangono alle stelle. Miliardi di euro spesi male.
Tagliano le spese sulle migliaia di auto blu (ma resterà comunque il più grande spreco sulle auto pubbliche al mondo), i parlamentari percepiranno 1.000 euro in meno, tagliano del 10% il loro stipendio (che rimane sempre il più alto d’Europa), ma arrivano i gettoni in commissione. Questa subdola ironia regna sovrana in parlamento. I parlamentari continuano ad andare in pensione dopo due anni e mezzo di legislatura, i barbieri del parlamento percepiscono 133.000 euro all’anno. I vitalizi erogati ai politici continuano ad esistere ovunque, anche in regione. Le province si tagliano solo a parole ed in campagna elettorale. Sulle circoscrizioni cade invece la scure. Un colpo netto che mette alla prova la volontà di questa istituzione di continuare la strada percorsa in tanti anni. Raccolgono le briciole degli sprechi, specchietti per le allodole. Le idee ci sono ma i soldi continuano ad essere spesi in malo modo, da nord a sud. Cittadini, rimbocchiamoci le maniche e partecipiamo alla cosa pubblica.

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

Successo per i Deep Purple, ma il Comune…

Scritto il 24 luglio 2010 da

Grande successo per il concerto dei Deep Purple al Mirabello, organizzato dall’impresa reggiana Medials, che da tempo rivitalizza questa zona della città con spettacoli d’alto livello. Nonostante l’impegno e i successi, il Comune ha pensato bene di annullare la convenzione che riconosceva a Medials  il diritto di utilizzare il vecchio stadio per eventi culturali alcuni giorni all’anno. D’ora in poi solo la Fondazione per lo Sport potrà avvalersi dell’impianto, da anni lasciato andare in malora dall’Amministrazione.

Di seguito il comunicato stampa di Reggio 5 Stelle sulla vicenda.

Erano migliaia giovedì sera al Mirabello per sentire i Deep Purple, in un evento unico per il panorama culturale e musicale reggiano da qualche anno a questa parte. Il tutto grazie a Medials, azienda capitanata dal reggiano Roberto Meglioli che ha organizzato la rassegna “Mirabello Aria Aperta 2010″ per ridare vita alla zona del Mirabello, come peraltro, richiesto in vari modi e da tempo dall’amministrazione comunale.
Prima di questo evento, il 24 giugno scorso, era stata la volta di Aterballetto che, sulle musiche di Ligabue, aveva incantato circa 2500 persone. La Medials in passato ha portato a Reggio cantanti di fama mondiale, come Vasco Rossi, U2, Lucio Dalla e altri.

La politica dovrebbe sostenere e promuovere questi eventi e motivare le persone che da anni mettono a disposizione della città la loro professionalità e passione, cercando di dare più “vitalità” alla nostra Reggio. In un momento così delicato per l’intera società è fondamentale creare aggregazione favorendo e stimolando la vivacità di un intero quartiere, nel caso di Medials, si muove un’intera città.

Nonostante questi grandi successi, l’amministrazione comunale e la Fondazione dello Sport hanno pensato bene di revocare la convenzione fatta con Medials per l’utilizzo del Mirabello per dare in gestione lo stadio esclusivamente per attività sportive.

Una volta tanto che un privato ha deciso di investire nelle attività culturali in una zona della città al centro dell’attenzione dell’amministrazione comunale, e senza oneri per le martoriate casse pubbliche, il Comune gli toglie gli spazi! Con che faccia, poi, viene a parlare di percorso partecipativo e rivolge un appello ai privati ad investire sulla zona del Mirabello?
Se questa amministrazione vuole davvero investire sul Mirabello, lasci lo spazio a chi, da anni, lavora e investe sul territorio, spesso rimettendoci anche dei soldi (come per la pulizia da guano e topi morti a spese di Medials) per dare, finalmente, un motivo per giovani e meno giovani, reggiani e non, di vivere finalmente a pieno la propria città e il proprio quartiere.

Davide Valeriani
Consigliere Circoscrizione Nordest

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest

Alessandro Marmiroli
Consigliere Circoscrizione Sud

Matteo Olivieri
Consigliere Comunale

L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno

Scritto il 24 luglio 2010 da


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Audio dichiarazioni Iuna Sassi:

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Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di  qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma è doveroso il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani.

Segue una galleria di foto scattate questo pomeriggio presso la scuola nido Faber di via Fratelli Bandiera 20.


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

http://informainfanziaweb.provincia.re.it/informainfanziaweb/SchedaServizio.jsp?idServizio=429

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

L’audio può essere riascoltato a questo indirizzo:

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani, è doveroso.

Immagini amiche

Scritto il 19 luglio 2010 da

La segnalazione dell’Associazione Skip Intro ha portato a un’interrogazione, in cui si chiede al Comune se intende aderire alla Campagna “Immagini amiche” lanciata dall’UDI, Unione Donne d’Italia. Oggi la risposta dell’Assessore Maramotti. E sempre oggi la firma per Reggio 5 Stelle di una mozione, per dare esplicita adesione, presentata dalla consigliera Venturini.

La campagna “Immagini amiche” ha questo scopo:

-         eliminare dal marketing e dalla pubblicità gli stereotipi di genere;

-         garantire il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona, vigilando affinchè marketing e pubblicità non comportino discriminazioni alcune, non contengano incitamento all’odio basato su sesso, etnia, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale e non contengano elementi di approvazione, esaltazione o incitamento alla violenza contro le donne;

Ecco la risposta del Comune all’interrogazione (1) (2).

La risposta è positiva, l’Assessore sottoporrà la campagna “Immagini amiche” alla Giunta, chiedendo la collaborazione dell’Associazione Skip Intro. Ciò si innesta, dice l’Assessore Maramotti, in una serie di iniziative in cui il Comune i diritti delle donne e la parità dei sessi, dalla difesa contro le violenze sulle donne fino alla conciliazione dei tempi e degli orari.

Contemporaneamente,  oggi, la consigliere Gigliola Venturini (PD) mi ha posto alla firma una mozione in cui si chiede un impegno formale per l’adesione alla campagna. Pertanto “Immagini Amiche” arriverà alla discussione in aula, nella viva speranza che il rispetto della donna ri-entri un pò di più nei comportamenti di tutti noi.

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