La mappa del potere delle Farmacie Comunali Riunite
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La terza puntata è la conclusione dell’inchiesta sulle cariche detenute dal Direttore delle Farmacie Comunali Riunite Egidio Campari. Abbiamo scoperto che i suoi 5 incarichi extra sono tutti opera di privati, in particolare Coop o società ad esse riconducibili. A ciò si aggiunge la posizione strana del vicensindaco dell’IDV De Sciscio, che è stata nel cda delle Farmacie ma non si è accorta di nulla, nonostante il suo partito si dica contro i doppi incarichi. Ma qua sono 6….
Avevamo segnalato come, in palese e ripetuta deroga allo Statuto delle Farmacie Comunali Riunite, il Direttore Egidio Campari detenesse ben 5 incarichi in giro per l’Italia, addirittura è Amministratore Delegato delle Farmacie Comunali di Modena. Ci chiedevamo da chi era stato nominato.
La risposta arriva impietosa dai complessi incroci di scatole societarie che stanno dietro alla catena di controllo nella quale le Farmacie Comunali Riunite fanno la parte del topolino, le Cooperative quella del leone.
In tutti i casi i numeri dimostrano come Egidio Campari sia stato nominato da soci privati, che nella catena detengono di gran lunga la stragrande maggioranza delle azioni di controllo.
Vediamo i numeri:
1 – Amministratore Delegato e Consigliere di Amministrazione delle FARMACIE COMUNALI DI MODENA S.P.A: oltre al Comune di Modena, che ha nominato i suoi consiglieri, c’è FINUBE SPA che controlla il 46%. FINUBE è una società partecipata all’80% da Pharmacoop SPA, dove FCR controlla appena l’1%, mentre il resto è controllato quasi per intero da Cooperative, ad esempio Coop Consumatori Nordest controlla il 17%, il resto da altre scatole societarie riconducibili alle Coop. Alla fine FCR controlla indirettamente lo 0,36%, ma viene nominato Egidio Campari.
2 –AZIENDA FARMACEUTICA MUNICIPALE DI BERGAMO S.P.A.: Pharmacoop spa controlla l’86% della società PharmaCoop Lombardia, che a sua volta controlla l’80% delle Farmacie di Bergamo. Risultato, a conti fatti indirettamente FCR controllerebbe il 0,68% di Farmacie Bergamo, ma la controllante Pharmacoop Lombardia chi designa come proprio rappresentante? Egidio Campari, Direttore di FCR.
3 – CIVICHE FARMACIE DESIO S.P.A.: stesso identico discorso di Bergamo, Pharmacoop Lombardia all’80%, Pharmacoop ed FCR: nominato Egidio Campari
4 – FARMACIE DI SASSUOLO SPA: le Farmacie di Sassuolo sono partecipate all’80% ancora da FINUBE SPA, di cui sappiamo che l’1% è di FCR. Risultato: FCR detiene lo 0,8% di Farmacie Sassuolo, ma chi viene nominato da FINUBE socio di maggioranza come Consigliere di Amministrazione? Egidio Campari
5 – FARMACIE COMUNALI DI PADOVA S.P.A.: subentra qua la controllante Pharmacoop Adriatica col 75%, controllata al 30% da Pharmacoop, quindi FCR finisce per controllare solo il 0,22%, ma il consigliere di Amministrazione è sempre lui, Egidio Campari!
Come si concilino tutti questi incarichi determinati da nomine private con l’art. 19 dello Statuto di FCR è un vero mistero, visto che l’articolo parla chiaro per il direttore delle nostre Farmacie: “Divieto di altri incarichi”, il Direttore non può esercitare alcun altro impiego, commercio, industria o professione, né può accettare incarichi anche temporanei di carattere professionale estranei all’azienda, senza speciale autorizzazione da darsi di volta in volta dal Consiglio di Amministrazione. Esprimiamo la nostra massima contrarietà a tutto ciò con un’interpellanza che presenteremo in Consiglio .
Ma è la posizione del vicesindaco De Sciscio nella vicenda a colpire. In un partito che fa della moralità e della lotta al conflitto d’interessi e ai doppi incarichi la sua bandierina.
La De Sciscio che ha ricoperto il ruolo di consigliere di Amministrazione di FCR dal novembre del 2009 al marzo del 2010. Con le sue dimissioni l’IDV ha piazzato un’altra pedina nel consiglio FCR. Non risultano alle cronache battaglie pubbliche dei consiglieri FCR sulla questione. Forse la De Sciscio non si è accorta di nulla? Allora comincia proprio male: in un momento di crisi come questo abbiamo bisogno di amministratori svegli, pronti a scovare nelle pieghe delle Società e dell’Amministrazione ogni sacca di inefficienza per recuperare risorse.
La De Sciscio infatti non si è neppure accorta che FCR non pubblica i propri bandi su internet, impedendo di dare ampia pubblicità e favorire la concorrenza, che porta più partecipanti, più offerte e più risparmi.
Da ulteriori informazioni abbiamo verificato che al momento l’unico luogo dove appaiono i bandi di FCR è la bacheca presso la sede di via Doberdò 9. Per un’azienda che ha un giro d’affari di 180 milioni di euro l’anno ci sono troppi lati oscuri, e sulla questione della trasparenza presentiamo un’interrogazione apposita, in cui chiederemo la lista dei fornitori di servizi dal 2003 al 2010.
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sabato 19 giugno 2010 15:11
Giustamente le responsabilità vanno prese. Non dimentichiamo tuttavia che Filomena non è certo da molto che riveste il ruolo e che prima di lei, senza accusare nessuno, abbiamo avuto una validissima persona dello stesso partito politico. Non facciamo anche qui lotte di colore, ma solo lotte alla corruzione.
sabato 19 giugno 2010 15:28
Tranquilli …. i giornali e le tv locali per una notizia cosi’ faranno a gare a chi “non” la pubblica per primo. La diffonderemo noi pubblicando l’articolo ogni santo giorno per una settimana su facebook e altri siti.
Contro le CASTE. TUTTI.
sabato 19 giugno 2010 16:38
E poi dicono che le cosche sono solo al sud? Forse hanno gente più malvestita e un tantino più ignorantella… ma nello stile cupola made in Italy non ci batte nessuno!
sabato 19 giugno 2010 16:51
I “Balduccini” sono tanti, milioni di milioni … Mi guardo in giro e dove vedo svettare grandi insegne su altrettanti imponenti edifici ormai non ho dubbi: è la cupolaconnectionmadeinItaly, che arraffa a più non posso…
Così mentre stiamo a fare la conta degli scippatori e spacciatori da sbattere dentro, per tanti altri “signori” della cupola si inchinano la politica e la Chiesa….prestando loro uomini, appartamenti e conti correnti…
L’unica alternativa è non pagare le tasse, che a pagare siano le cupole di questa bella gente con doppi e tripli stipendi…
domenica 20 giugno 2010 20:05
la mappa del potere? ma quale potere se fcr partecipa con l’1%?? ok, campari è un plurimboscato e avete fatto bene a stanarlo, ma non urlate al lupo, avete trovato al massimo un cane randagio…
fcr è un’azienda sana, funziona bene, eroga servizi, non permettetevi il lusso di demonizzarla a causa di qualche dirigente e\o presidente anello debole della catena, spezzateli e basta, senza fare troppo casino, questo si chiama merito! o cercate solo dei meriti per voi stessi??
domenica 20 giugno 2010 20:21
Tranchettino Provera partecipava con meno dell’1% in telecom. Azienda sana anche telecom si ricorda? Bene ….. è stata spolpata da qualche dirigente e|o presidente come dice lei. Meglio prevenire che non poter curare.
domenica 20 giugno 2010 21:13
@coepli puoi dare una definizione di imboscato? il problema qual’è il titolo? per far capire alla gente cosa ci dobbiamo scrivere? mah
lunedì 21 giugno 2010 20:33
coepli guardi non sono d’accordo, secondo me è un valido professionista, ma questo non è l’argomento di discussione
martedì 22 giugno 2010 21:16
[...] chi accumula incarichi, stipendi e ricchezza, avallati dal sistema delle “caste” e chi considera questi [...]
mercoledì 23 giugno 2010 10:32
Siamo sicuri che un incarico di consigliere di amministrazione o di AD in un’azienda PARTECIPATA costituisca un “impiego, commercio, industria o professione” o un “incarico professionale ESTRANEO all’azienda” ?
mercoledì 23 giugno 2010 15:29
COnsigliere e AD sono 2 cose diverse. Tutto sta in chi esegue la nomina: se è FCR no, ma la nomina è stata di privati.
mercoledì 23 giugno 2010 19:03
Dall’organigramma sembrerebbe AD a Modena e consigliere nelle altre aziende.
Sono entrambe cariche a loro modo elettive, formalmente nessuno ha il potere di “nominare” un consigliere o un AD se non l’assemblea dei soci votando a maggioranza.
Siccome le società in questione sono partecipate direttamente o indirettamente da FCR si farà fatica a sostenere che gli incarichi (che comunque non sono configurabili nè come impieghi, nè come incarichi professionali) siano “estranei all’azienda”.
Ciò non toglie che forse sono inopportuni.
Però, quando si intraprendono queste battaglie, onde evitare di “essere messi in buca”, è consigliabile essere sicuri al 1000% delle contestazioni che si muovono.
Una verifica preliminare sul piano legale potrebbe essere opportuna.
Forse in questo caso conveniva lasciare stare lo statuto e concentrarsi sull’opportunità “politica” della proliferazione degli incarichi da parte di un dirigente di un’azienda pubblica. La sostanza del dicorso non sarebbe stata diversa e non si sarebbe corso il rishio di essere smentiti nei presupposti.
Però magari sono io che mi sbaglio . . .
Comunque auguri di buon lavoro.
mercoledì 23 giugno 2010 20:04
Certo, considerazioni giuste. RImangono 2 apseti aperti. In una partecipazione indiretta è difficile sostenere che con l’1 della controllante si è in rappresentanza dell’azienda, ma si può fare. Secondo, tra lo Statuto e l’oportunità politica la distanza non è così abissale. Comunque emergerà che lui ricopre questi incarichi quasi a titolo gratuito (quasi). Ma rimarranno tutte quelle considerazioni in piedi. Tra cui quella dello Statuto è importantissima
giovedì 12 agosto 2010 08:06
[...] di costituzione societaria di Pharmacoop, in cui c’è scritto che il rappresentante sarà il Direttore delle Farmacie. Tuttavia l’art. 19 dello Statuto di FCR parla [...]