Quel matrimonio non s’ha da fare!
La sposa di ENIA (Iride, la municipalizzata di Torino e Genova) è piena di debiti. In dote porta una mazza da baseball di imprecisata entità. Saranno 70, saranno 100 o forse più milioni di euro?
Come se non bastasse il recente Decreto Ronchi impone alle municipalizzate di abbassare la quota partecipata da enti pubblici. Nel caso di ENIA e Iride si arriverebbe al solo 30%. E’ in pericolo l’acqua pubblica.
Reagire, subito!!
Rassegna Stampa (1) (2) (3) (4)
ENIA – IRIDE, è il momento per rompere il patto siglato.
Acqua Pubblica in pericolo mai come oggi.
Lavorare subito su un’ipotesi di Trust (patto d’azionarato) degli utenti per il controllo di ENIA.
La comunicazione del Sindaco Delrio sull’evoluzione della fusione ENIA-IRIDE giunge in un momento drammatico per il futuro delle municipalizzate.
Da un lato l’oggetto della comunicazione, cioè il debito colossale e ancora da definire di IRIDE nei confronti dello Stato per aiuti indebitamente percepiti. Dall’altro il Decreto Ronchi, il quale impone che entro il 31 dicembre del 2012 la partecipazione pubblica non superi il muro del 30% del capitale.
Nel primo caso ridefinire il concambio tra azioni ENIA ed IRIDE cambia poco o nulla la situazione: infatti il valore complessivo della conglomerata che si verrebbe a creare diminuisce sensibilmente, senza dimenticare l’assommarsi dei debiti di entrambe le società.
Nel secondo caso si verificano i peggiori incubi, da noi ampiamente predetti, sul fatto che queste società non saranno più in mano pubblica, a cominciare dal bene primario che gestiscono, vale a dire l’acqua.
La nostra proposta si compone quindi di 2 punti:
1 – rompere il patto siglato con IRIDE e lasciare a los amigos “Savoia” i debiti, ricordando che a controllare IRIDE vi è anche uno dei Comuni più indebitati d’Italia, Torino. Un romantico matrimonio d’amore, non certo di interessi;
2 – lavorare subito su un’ipotesi di Trust (patto di azionariato) tra gli utenti di ENIA, in grado di consentire ai cittadini risparmiatori l’acquisto delle azioni che il decreto Ronchi metterà in vendita, e di controllare quindi la società con finalità di pubblico interesse.
Matteo Olivieri
consigliere comunale
Civica Reggio a 5 Stelle /Beppegrillo.it
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