18 alberi segati al San Lazzaro: la risposta del comune
Comunicato Stampa: Abbattuti 18 alberi al San Lazzaro: si poteva evitare
Esistono Parcheggi limitrofi con ampia disponibilità, che possono evitare quantomeno l’abbattimento degli alberi
Al comunicato un rappresentante dell’Università mi ha contattato per segnalarmi che tutti gli alberi abbattuti erano malati e pericolosi per l’incolumità degli utenti del Campus. In totale ne saranno abbattuti 99. Ecco invece la risposta del Comune. Clicca Qui.
In fregio al Padiglione Buccola, nel “campus del San Lazzaro, abbattuti 18 alberi, alcuni di sviluppo imponente. Le immagini allegate spiegano bene il risultato: ciò che la natura ha costruito in decenni, la “saggia” pianificazione di un campus pieno di buche riduce a monconi.
Questo per portare i lavori di “riqualificazione”, come la realizzazione di 500 parcheggi. Ma gli stessi cittadini, riuniti nel gruppo Facebook “Salviamo gli alberi al San Lazzaro, cominciato l’abbattimento al Buccola”, si chiedono se non potevano essere sfruttare le aree già adatte, come ad esempio quelle di accesso ai padiglioni, per realizzare gli interventi.
Noi aggiungiamo: come detto in campagna elettorale, si possono sfruttare i parcheggi già esistenti, molto spesso, con risparmio di denari pubblici.
In Allegato le foto di due parcheggi molto vicini all’area. Il primo si trova in via Marie Curie, adiacente lato sud al San Lazzaro. Il secondo, adiacente al San Lazzaro lato est, si trova su via Luois Pasteur.
Disponibilità di posti che, unita ad un buon collegamento con i mezzi pubblici, potrebbe risparmiare tanti colossi verdi del San Lazzaro.
Attenzione, ci sono in gioco alberi sontuosi, i soldi dei cittadini e un’area verde fondamentale per la città.
Altre foto










(RSS) Feed
mercoledì 17 giugno 2009 07:50
Questa denuncia è come il cacio… Le amministrazioni rosso-verdi sono molto ‘allegre’ quando si tratta di segare. Segnalo una ‘bella’ iniziativa che si prospetta al Foscato, dalle parti di via Campobasso, già copiosamente dealberizzata in passato. Si chieda al centro sociale in zona (presso il bar in fondo alla via Enrico Foscato) e ci sarà chi potrà documentare l’ennesimo sfregio al (residuo) verde urbano.
giovedì 18 giugno 2009 10:22
Ma guarda caso tutte le volte che si tagliano degli alberi viene sempre fuori che sono malati….
giovedì 18 giugno 2009 14:11
… e non si possono curare?
Ci hanno provato? Hanno sentito tutti gli esperti?
Tagliamo, tagliamo…
giovedì 18 giugno 2009 14:36
C’è di mezzo chi deve recuperare compost verde da mescolare ad altri rifiuti organici e rivendere a prezzo d’oro. Perchè non indagate a fondo su chi e come ha recuperato gli alberi tagliati?
Io ci ho provato e avevo una bozza di interrogazione rimasta ferma perchè si trattava di ricollegare il business di una cooperativa consociata ad un colosso delle cooperative… ( indivina chi? ci arrivate in due secondi)!
La legna serve anche per tamponare la schifezza dei fanghi reflui urbani, durante il trattamento che li trasforma in ammendante la schifezza viene mescolata con paglia ed altro compost verde, forse il nostro prof. Giavelli ne sa di più… quindi quando i fanghi aumentano urge trovare compost verde…
Inoltre tagliare gli alberi serve a recuperare legna per l’edilizia e per i caminetti. oltre che far si che la Regione regali altri denari a pioggia per impiantare altri nuovi alberelli, operazione redditizia per le coop amiche del giaguaro..
Tagliare le piante è un abominio, io odio persino chi ha l’ossessione del prato all’inglese, costa un sacco d’acqua e produce inquinamento acustico, inoltre ha bisogno di disinfestanti per le erbacce… insomma chi l’ha detto che bisogna tagliare tutto? Non mi taglio neppure i capelli, figuriamoci tagliare le piante: ogni pianta è viva, ed è un miracolo della natura, tagliare le piante è come andare a caccia e sparare ad animali indifesi.
La prima cosa da fare è ricattare gli amministratori comunali, se fanno tagliare le piante chiediamo che le piante ci siano donate, e se intendono ripiantarle che siano obbligati a fare piantare non secondo i loro inciuci, ma secondo il capriccio dei privati cittadini… vogliamo scommettere che non tagliano più niente visto che non hanno di che speculare????
giovedì 18 giugno 2009 14:48
Questa storia delle piante tagliate è un giochetto già fatto a San Martino in Rio, a Correggio, a Montecchio, a Scandiano, a Boretto, a Poviglio…
A Montecchio hanno tagliato dei pioppi bellissimi, andavano solo potati, perchè mi hanno detto che dovevano partire i lavori di allargamento della scuola media, poi dopo invece hanno piantato altre giovani piante esattamente nello stesso posto. Cosa è costata l’operazione? Chi mi ridà l’ossigeno di quelle piante ad alto fusto?
Hanno tagliato sempre a Montecchio altre grosse piante in Viale Dei Mille con la scusa di fare una ciclabile, e ci hanno poi piantato dei glicini ed altri rampicanti con supporto metallico a forma di arco, non so il costo dell’operazione ma è evidente che qualcuno ci ha guadagnato lautamente, tranne i cittadini che hanno perso uno dei pochi viali alberati e un minimo di refrigerio durante l’estate.
Vi rendete conto che improvvisamente tutte le piante sono ammalate? Quando mai sono state tagliate tutte nello stesso arco di tempo? I casi sono due: o c’è un inquinamento folle e non riconosciuto che uccide le piante, oppure è una ladroneria di Stato… Sulla follia delle rotonde sempre con l’erba super-rasata vorrei fare due conti: invece dell’erba e dei fiori metteteci della ghiaia che costa molto meno e non ha manutenzione! Meno bella ma di questi tempi preferisco che i fiori me li piantino in piazza e non nelle rotonde.
giovedì 18 giugno 2009 15:04
Le cooperative del verde… che mentre fanno ripristini idraulici e piantumano qualche siepe ed alberello riescono a piazzare l’ammendante fatto con il compost scarso… un pò di robaccia distribuita abilmente da ignari giardinieri nei vari cantieri pagati dalle amministrazioni comunali delle città del nord italia…
Di fatto pezzettini di plastica volano ogni tanto fuori dal terriccio utilizzato e allora si comprende che quel terriccio è fatto con rifiuti, ma guarda caso dei rifiuti a Bologna in migliaia di tonnellate su vagoni mal controllati, e gestiti di fatto dalla camorra, nessuno dei nostri politici ha mai voluto indagare a fondo, in teoria sono smaltiti in discarica, in pratica sono abilmente, e senza tanti preamboli trasformati di fatto in inerti per le opere pubbliche, e per compost per serre e vivai…
Rifiuti campani ? Ecoballe campane? Che farne? Facciamone rotonde, strade, tangenziali, cemento, calcestruzzo, Tav, vasetti per gerani dell’ignara casalinga, compost di ogni sorta, e tanti soldi ai complici di tutta questa filiera infame! Perchè credere che i rifiuti vengano trattati a norma di legge se questi rifiuti formalmente non esistono più, e vengono declassati, mimetizzati a costo zero?Che cosa viene riciclato nelle fioriere e nelle aiuole delle nostre città se non un materiale inerte di sintesi, un conglomerato polveroso dal colore innaturale, che non sappiamo di cosa è fatto e da chi è stato prodotto e chi garantisce che sebbene sia etichettato come inerte, in realtà non rilasci nanopolveri e altri composti pericolosi?
giovedì 18 giugno 2009 15:04
Quando si tagliano alberi di quelle dimensioni ci deve sempre essere un’autorizzazione comunale. Bisogna rendere più stringente il controllo dando disposizione all’ufficio verde pubblico di non autorizzare questo genere di scempi, che ormai troppo frequentemente avvengono.
Saluti.
giovedì 18 giugno 2009 15:10
Se non c’è spazio per il verde pubblico ed urge aumentare il business , perchè non piantano nuove piante in area privata, ovviamente obbligando il proprietario a farsi garante delle cure adeguate.. tutto ciò per evitare che le piante in area pubblica vengano tagliate dopo pochi anni per i ripensamenti di una Giunta che ovvia per un parcheggio o per un condominio da farsi urgentemente…quindi oltre al danno anche la beffa!
giovedì 18 giugno 2009 15:12
Che gruppi di almeno dieci cittadini prendano in adozione le piante sul territorio urbano, non certo caricandosi degli oneri di manutenzione, ma solo per curarne e deciderne le sorti , affinché nessun assessore o consigliere dei miei stivali decida di punto in bianco per l’ennesima strage degli innocenti.
giovedì 18 giugno 2009 15:15
Sì, però, per quello che ne sappiamo, sono stati dichiarati malati. Se andrà avanti l’abbattimento chiederemo sulle modalità con cui son stati dichiarati tali. Anche perchè sono tutti alberoni, non alberelli
sabato 20 giugno 2009 12:48
Mi hanno detto che giovedì la preside diceva che a Ottobre gli alberi tagliati verranno ripiantati… Dobbiamo assolutamente tenere sotto controllo la situazione, qui c’è qualcosa sotto!
sabato 20 giugno 2009 17:44
A tal riguardo ecco il comunicato stampa del Comune: http://www.reggio24ore.com/Sezione.jsp?titolo=Alberi+di+San+Lazzaro%2C+nessuna+irregolarit%E0&idSezione=3868
un preclaro scampolo di prosa in forbìto neoburocratichese. Si ammiri l’ennesimo acronimo (PRU, Pru), e passaggi di rara maestrìa stlistica quali “titolare del diritto di superficie dell’area di proprietà della Provincia di Reggio” con un probabile record di ben sei genitivi un una sola riga. Complimenti vivissimi! Gli alberi invece possono morire.
lunedì 22 giugno 2009 09:21
Grazie Matteo della rapida risposta del comune.
Sicuramente gli alberi erano malati, come il 90% degli alberi che vivono in città assediati dalle auto e dall’asfalto.
Sarebbe una buona notizia però se ci dicessero abbiamo abbattuto 10 alberi perchè erano malati, ma ne stiamo curando altri 100 e stiamo facendo prevenzione su altri 1000. Gli agronomi che certificano le malattie degli alberi lavorano per il committente e se la volontà è di salvarli, cioè si è disposti a spendere e a sacrificare altre esigenze in favore del verde loro sanno come fare. Bisogna che la tutela del verde urbano diventi uno dei principi della pubblica amministrazione, fino ad ora il motto è stato “belle le piante basta che non rompano i cogl…i”.
Bisogna che la gente si torni ad affezionare all’ombra delle piante, in questi giorni di calura non c’è niente di meglio che stare sotto l’ombrello di una bella pianta antica.
Un’iniziativa, per esempio con i libri della biblioteca, nelle aree verdi cittadine, un bel motto tipo “spegni il condizionatore, accendi il verde”, “spegni il televisore, accendi un libro”. Dai che si può fare!!
lunedì 22 giugno 2009 11:21
mi sembra un’ottima idea quella di antonio, soprattutto gli slogan “spegni il condizionatore, accendi il verde”, “spegni il televisore, accendi un libro”. Insieme possono correre